Ultime notizie

  • L'INFORMAZIONE IN BREVE

La Corte Costituzionale riconosce al dipendente, con figli fino a tre anni, il diritto a richiedere il trasferimento temporaneo dove è fissata la residenza familiare

Il garante della privacy: suggerimenti per creare e gestire password a prova di privacy

Sul sito del Ministero viene annunciato un nuovo Piano Asili nido da 734,9 milioni di euro

Assegno di Inclusione: il messaggio dell'INPS del 13 maggio 2024, nr. 1816 dell'INPS chiarisce che sono stati avviate le procedure di verifica dei requisiti

Bonus mamme: la circolare dell'INPS del 31 gennaio 2024, nr. 27 fornisce le indicazioni operative in merito all’esonero dal versamento dei contributi

Curriculum dello Studente nella piattaforma UNICA

Formazione docenti in anno di prova: le attività formative del PNRR non sono obbligatorie

Il regolare svolgimento del procedimento di valutazione degli studenti

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Il termine dell’anno scolastico coincide con l’emanazione del provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo della valutazione degli apprendimenti di alunni e studenti. È proprio questo aspetto, esclusivamente giuridico, che bisogna porre all’attenzione dei docenti, non per una sorta di azione intimidatoria, ma perché rappresenta il confine della legittimità dell’azione amministrativa di cui il dirigente scolastico è garante.

Sono, pertanto, applicabili tutti i principi regolativi dell’azione amministrativa, anche se bisogna tenere presente che il docente, di fatto, quando svolge la sua attività, utilizza un sistema decisionale basato in parte sugli adempimenti formali e in parte su scelte di tipo tecnico (pedagogici, disciplinari, valoriali). La valutazione degli apprendimenti è la manifestazione più evidente dei principi richiamati. Si tratta di un procedimento amministrativo, cioè di un’azione già definita dalle norme, in particolare dal d.p.r. 122/2009 (e successivamente dal d.lgs. 62/2017), che ha fissato le tappe principali di tale attività, definendo gli elementi necessari affinché l’azione amministrativa sia legittima, cioè conforme a norme di legge. Parimenti, il comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. 62/2017 recita “La valutazione è coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89; è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa”.

Uno dei problemi emergenti nel corso dell’attività scolastica è il contenzioso relativo alla valutazione degli apprendimenti.

Il regolare svolgimento del procedimento di valutazione degli studenti
Editoriale: di Anna Armone

Il dirigente scolastico tra leadership e organi collegiali

di Vanna Maria Monducci

Scuola e territorio: una relazione biunivoca

di Angelo Mari

Il difficile percorso del PNRR per il settore dell’istruzione

di Renato Loiero

SPECIALE

Le Assicurazioni Scolastiche

a cura di Valentino Donà

Il rinnovo della polizza assicurativa scolastica

Le polizze assicurative scolastiche

La programmazione e la progettazione dei contratti assicurativi

Estensione delle tutele INAIL nella scuola

Una nuova uscita edita da Euroedizioni e scritta e curata da Mario Maviglia e Laura Bertocchi:

LA SCUOLA E I SUOI SCARTI

Disagi, disfunzioni,insuccessi: le malattie della scuola

 

Acquistabile su www.e-euroedizioni.it

Quando si parla di "malattie" della scuola, viene subito in mente, per restare allametafora medica, quanto scrivevano i ragazzi di Don Milani che, a proposito degli studenti che si perdevano, paragonavano la scuola a "un ospedale che cura i sani e respinge i malati." In questo testo le ragazze e i ragazzi persi sono gli "scarti" della scuola, coloro che vengono messi da parte (o che si mettono da parte) in quanto non conformi agli standard previsti e incapaci di esibire adeguate capacità e competenze. La fenomenologia degli scarti è alquanto varia: si va da chi letteralmente abbandona la scuola (magari per fare altro), a chi l'abbandona senza fare altro (i cosiddetti NEET); da chi la frequenta in modo irregolare, a chi pur frequentandola non ottiene risultati significativi; da chi è ripetente, a chi ha difficoltà ad apprendere; da chi attraversa gli anni scolastici senza molto interesse, a chi vive l'esperienza della scuola come atto dovuto in quanto obbligato per legge.

Quella degli studenti è la categoria più delicata e preoccupante di scarti in quanto la scuola è per gli studenti e se non si riesce a tenerli dentro l'impresa educativa in modo adeguato evidentemente trova conferma la metafora dell'ospedale che cura i sani e respinge i malati... Ma non tutto può essere imputabile alla scuola.

Argomenti

L’affidamento del servizio di cassa alla luce del nuovo codice dei contratti
Modalità e procedure per l’ottimizzazione del Servizio di Cassa nelle Istituzioni Scolastiche: Normative, Procedure di Gara e Principi di Rotazione.
Maria Rosaria Tosiani

L’assestamento del programma annuale
Nell’ambito della gestione finanziaria è stabilito che il Consiglio d’istituto entro il 30 giugno di ciascun anno deve procedere all’assestamento del programma annuale.
Rocco Callà

L’azione formativa al centro della professionalità del docente. Ragioni e direzioni del progettare e dell’agire educativo - Seconda Parte
Sguardi sulla Progettazione Educativa: l’importanza che riveste per i docenti focalizzarsi sui Bambini e sui Ragazzi per l’acquisizione di un accettabile bagaglio di conoscenze circa i comportamenti espressi e le modalità di relazione vissute, oggi, dentro e fuori la scuola.
Giacomo Mondelli

Il collaudo delle forniture come procedere dopo l’entrata in vigore del D.lgs 36/2023

Revisione delle Indicazioni Nazionali… Mica niente!

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Non cercare mai di abbattere uno steccato fino a quando non conosci la ragione per cui è stato eretto” Robert Lee Frost

Tocca alle Indicazioni Nazionali e alle Linee Guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione di essere messe in discussione e revisionate secondo quelle che saranno le riflessioni della commissione di esperti, di “comprovata  qualificazione scientifica e professionale”,  appositamente nominata dal Ministro Valditara e il cui coordinamento è affidato alla professoressa Loredana Perla, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari, coautrice dell’ultimo libro di Ernesto Galli della Loggia “Insegnare l’Italia, una proposta per la scuola dell’obbligo”.

Della Commissione faranno parte Francesco Emmanuele Magni, consulente del ministro, Laura Sara Agrati pedagogista dell’Università telematica Pegaso, Paolo Calidoni, ex professore a Parma, Giuseppe Cappuccio, ordinario di Pedagogia sperimentale a Palermo, Massimiliano Costa, ordinario di Pedagogia Sperimentale a Ca’ Foscari, Evelina Scaglia, associato di Pedagogia a Bergamo, Alessia Scarnisci, ordinario di Pedagogia dell’Universitas Mercatorum, Viviana Vinci dell’università di Foggia.

Argomenti

Revisione delle Indicazioni Nazionali... Mica niente!
Tocca alle Indicazioni Nazionali e alle LineeTocca alle Indicazioni Nazionali e alle LineeGuida relative al primo e al secondo ciclo diistruzione di essere messe in discussione e revisionatesecondo quelle che saranno le riflessionidella commissione di esperti, di “comprovataqualificazione scientifica e professionale”...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Verso la valutazione della dirigenza scolastica contro la sua volontà?
La valutazione “in ordine ai risultati” e “agli effetti” dell’articolo 21 per tutti i dirigenti pubblici.
Francesco G. Nuzzaci

Interessi di rivalsa richiesti dall’INPS alle istituzioni scolastiche per ritardato pagamento al personale dipendente del TFS/TFR
Si tratta di inadempienza delle scuole o di atti illegittimi dell’INPS?
Pasquale Annese

Quando la giustizia “sbanda”: la difesa e i giudici hanno davvero preso un abbaglio?
Irrituale pubblicazione dell’organigramma con il quale il dirigente implicita­mente ha ritenuto di revocare gli incarichi fino ad allora affidati al docente ricorrente per conferirli ad altri docenti. Le argomentazioni della Corte d’Appello di Catanzaro, Sez. lavoro, Sent., 19/11/2022, n. 1106.
Anna Armone

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO, in collaborazione con il CIDI di Bologna organizza un corso di preparazione  finalizzato al superamento della prova scritta concorso dirigenti scolastici. 

Il corso avrà inizio  il 10 Giugno 2024 alle ore 17.  La partecipazione al primo webinar è GRATUITA ! Nel corso del webinar sarà spiegata la modalità organizzativa del corso e la metodologia per affrontare i quesiti a risposta aperta.

Per partecipare al primo incontro è necessaria soltanto l'iscrizione che si può effettuare inviando a direttore@euroedizioni.it  i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo).  A coloro che effettueranno l'iscrizione sarà inviato il link di collegamento al webinar.

Il costo del corso è di 200,00 €

L'obiettivo è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta aperta.

Dalla lettura del bando, si evince che si tratta di “quesiti” e non di “saggi brevi”. I 5 quesiti dovranno essere risposti in 180 minuti (mediamente 35 minuti a quesito)  e in poco spazio, (mediamente 20 righe).

Di conseguenza si dovranno acquisire i concetti chiave degli argomenti e soprattutto l'abilità di saperli articolare in pochi periodi.

I quesiti potranno essere circoscritti ad una sola area del Bando ovvero potranno avere carattere multidisciplinare, in ogni caso, saranno incentrati sull'attività professionale del dirigente ed  orientati a far comprendere alla Commissione in che modo gli aspiranti dirigenti sapranno utilizzare le loro conoscenze.

Il corso sarà incentrato anche sul commento di TEST in lingua inglese.

Ciò premesso, il corso che vi proponiamo avrà una metodologia laboratoriale in grado di farvi progressivamente padroneggiare l'approccio metodologico.

Il corso sarà realizzato dagli  esperti che collaborano con Euroedizioni.

L’educazione linguistica, una sfida per lo sviluppo del nostro paese

Editoriale di Ivana Summa

Vogliamo dedicare questo editoriale alla questione dell’educazione linguistica nel nostro paese che oggi, più correttamente, si riferisce anche alle lingue straniere e ai linguaggi non verbali. Perché riteniamo di grande rilevanza ed urgenza protagonista questa esigenza formativa? Scrivere, leggere, pensare, ragionare ed essere cittadini nell’era digitale sono azioni immateriali che, oggi, richiedono competenze di alto livello. Parlare e scrivere sembra- ai tempi dei social media - molto facile e, infatti, tutti lo fanno con grande leggerezza; in realtà, coloro che parlano una determinata lingua dovrebbero avere anche una competenza metalinguistica, poiché la lingua, proprio perché si usa soprattutto per comunicare nelle più svariate situazioni quotidiane, deve essere efficace e non generare pericolose ambiguità. Eppure, la chiave di lettura privilegiata della linguistica e, soprattutto, dell’insegnamento della lingua è - ancora e paradossalmente - la dimensione astratta e decontestualizzata, e non la padronanza concreta del linguaggio in un determinato contesto storico, sociale, economico e culturale. La comunicazione linguistica non ben padroneggiata non raggiunge i propri obiettivi, soprattutto quando si comunica in modo asimmetrico, come succede fra parlanti naif e professionisti della parola. Questi ultimi, infatti, sono in grado di esercitare un potere pericoloso perché in grado di cambiare la realtà, narrandola in modo persuasivo anche quando è completamente inventata. Tra chi padroneggia la lingua e crede, sbagliando, di avere competenze linguistiche si crea una asimmetria di potere che traccia solchi molto profondi di ineguaglianza sociale.

EDITORIALE Ivana Summa

L’educazione linguistica, una sfida per lo sviluppo del nostro paese

Vogliamo dedicare questo editoriale alla questione dell’educazione linguistica nel nostro paese che oggi, più correttamente, si riferisce anche alle lingue straniere e ai linguaggi non verbali. Perché riteniamo di grande rilevanza ed urgenza protagonista questa esigenza formativa?

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Educare all’Intelligenza Artificiale Lorenzo Pelagalli

Riforma dell’Educazione Linguistica in Italia: una Visione Trasformativa Bruno L. Castrovinci

La scuola che promuove la salute Pirkia Schilkraut

In occasione degli esami nel primo e nel secondo ciclo d'istruzione e delle valutazioni degli studenti di fine anno scolastico  abbiamo predisposto le seguenti tre guide normative aggiornate e coordinate che possono rappresentare strumenti utili per le operazioni di fine anno scolastico:

・   Guida pratica operativa all'esame di stato nella scuola secondaria di primo grado per l’anno scolastico 2023/2024.

・   Guida pratica agli esami di stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024.

・   Guida alla valutazione finale nel primo e secondo ciclo per l’anno scolastico 2023/2024.

 

PRIMA PARTE

La valutazione finale degli alunni della scuola Primaria

1. Premessa

2. Riferimenti normativi

3. L’O.M. 4 dicembre 2020, n. 172

Generalità

Le modalità di valutazione

L’Educazione civica

1. Premessa

2. Modalità

3. Calendario degli esami – sessioni ordinaria, suppletiva e speciale

4. Le prove scritte

5. Le prove orali (Il Colloquio) Art. 10, D.M. n. 741/2017

6. Il giudizio finale (Art. 13, D.M. n. 741/2017)

7. La certificazione delle competenze

1. I candidati

1.1. Generalità

1.2. I Candidati interni

1.2.1. L’ammissione

1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esame di Stato

1.2.3. La validità dell’anno scolastico

1.2.4. Le Sedi di esame

1.2.5. La presentazione delle domande

1.3. I Candidati esterni

1.3.1. L’ammissione

1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Aggiornamento delle funzioni di Pago In Rete per il riconoscimento del Welfare Gite

Concorsi docenti religione cattolica

Gestione delle assenze su SIDI

Negli affidamenti sottosoglia è possibile utilizzare anche le procedure ordinarie

Modifiche ai documenti di gara: occorre ripubblicare gli atti e riaprire i termini di partecipazione

Trasparenza dei siti web delle pubbliche amministrazioni

Decreto per le progressioni professionali del personale ATA

Concorso ordinario dirigenti scolastici: prova preselettiva il 23 maggio 2024

Per affrontare  la prova di preselezione vi proponiamo una full immersion di 5 webinar, tutto il corso sarà registrato e reso disponibile anche in differita. Le lezioni registrate saranno comunicate ai partecipanti che potranno ascoltarle quando vogliono.

Nel corso di ogni webinar saranno proposti  e commentati  50 test a risposta multipla su tutte le materie del concorso, secondo il seguente Programma:

1)PRIMO WEBINAR -  13 maggio 2024 - ore 17 - 19

a) Normativa riferita al sistema educativo di istruzione

f) Valutazione ed autovalutazione del personale

2)SECONDO WEBINAR - 15 maggio 2024 - Ore 17 -19

Il Ministero con nota n.  62313 del 2 maggio 2024  ha comunicato che la prova preselettiva  del Concorso per titoli ed esami per il reclutamento di dirigenti scolastici nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali - ai sensi del DM 13 ottobre 2022, n. 194 , si svolgerà il 23 maggio 2024.

La prova preselettiva, a norma dell’articolo 6, comma 1, del bando di concorso, si svolgerà  nella sede individuata nell’USR al quale il candidato ha presentato la domanda di partecipazione,  in un unico turno giornaliero, su tutto il territorio nazionale, dalle ore 14:30 alle ore 15:45.  Le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 13:30 del giorno della prova

La faticosa ripartenza della scuola e gli alunni stranieri per classe

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A guardare il fermento che da tempo investe il mondo politico, ormai in perenne campagna elettorale, giustificata dall’approssimarsi delle elezioni europee, c’è da rimanere sbacaliti nel sentirli discutere, dibattere, promettere e contraddirsi, vantarsi di avere salvato l’insalvabile e di star ancora rimediando ai danni di “quelli di prima”, mentre “quelli di prima” infiocchettano i buoni risultati da loro perseguiti e affastellano “quelli di dopo” nello spazio che intercorre tra l’ignoranza e l’incapacità.

Dobbiamo riconoscere che, in tutto questo spregevole rimpallo, “quelli di dopo” stanno dando prova di una straordinaria produzione di idee, proposte, decreti a tutto campo, tanto da chiedersi “ma allora, quelli di prima hanno fatto poco o nulla e li abbiamo mantenuti per niente!?”. Tra “quelli di prima” e “quelli di dopo” non deve correre buon sangue se si accapigliano in questo modo, anche perché, qualunque cosa propongano “quelli di dopo”, “quelli di prima” sono subito contro e giù a criticare, per poi magari essere d’accordo… Ma una lama taglia di netto “quelli di prima” e “quelli di dopo”: anche se, per fatal combinazione, dovessero usare le stesse parole per definire un concetto, un’idea, un’intenzione, comunque sarebbero su due fronti avversi perché il significato di quel che  rappresentano non è lo stesso. Il pensiero conta, da un lato conservatore, finanche liberista e dall’altro progressista.

Ahi, ahi, se continuo così mi incarto! Voglio dire che, ormai da decenni, ogni volta che cambia il quadro di governo, la scuola si ritrova sotto pressione, stordita come un pugile che va a finire sempre alle corde: ogni “due per tre” dai banchi della politica si avanzano proposte ardite, ma “giustificate” da qualche pretesa suggestione pedagogica, che sparigliano i conti della scuola che, per contro, vorrebbe ci si rendesse conto che sta funzionando al limite delle sue forze e che si affrontassero, davvero e senza cincischiamenti i nodi cruciali del sistema d’istruzione.

Cosa rappresenta la scuola, qual è il suo senso e come può essere utile ai giovani di oggi immaginandoli già tra dieci o quindici anni? E ancora: per una società sempre più complessa e articolata, come si sta già configurando, come deve riorganizzarsi la scuola, senza smarrire i significati educativi e formativi che devono essere garantiti a tutti i suoi studenti?

Argomenti

La deliberazione di scrutinio del Consiglio di classe: definizione e natura giuridica
Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati dagli organi collegiali.
Stefano Callà

Il funzionamento del consiglio di classe
Il diritto-dovere di partecipazione del personale docente e del dirigente scolastico all’attività dell’organo trova il suo fondamento nel solo fatto di rivestire la qualità di capo d’istituto o d’insegnante.
Marta Brentan

Un appello ai portatori di cultura
Il clima culturale che caratterizza la nostra società si connota per l’apertura alle diverse prospettive e contribuisce a mettere in discussione l’idea stessa di educazione messa costantemente sotto accusa e affidata al peso conferitole da un orizzonte indefinito di valori.
Michela Lella

Argomenti

La faticosa ripartenza della scuola e gli alunni stranieri per classe
A guardare il fermento che da tempo investe il mondo politico, ormai in perenne campagna elettorale,  giustificata dall’approssimarsi delle elezioni europee, c’è da rimanere sbacaliti nel sentirli discutere, dibattere, promettere e contraddirsi, vantarsi di avere salvato l’insalvabile e di star ancora rimediando ai danni di “quelli di prima”, mentre “quelli di prima” infiocchettano i buoni risultati da loro perseguiti e affastellano “quelli di dopo” nello spazio che intercorre tra l’ignoranza e l’incapacità.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Motivazione e digitalizzazione
Il tema della selezione e del merito, posto in modo avventato, superficiale, fazioso, pretenzioso, con preoccupante incompetenza, dall’attuale Governo, va nella direzione sbagliata, accentua il problema della dispersione scolastica, non tiene conto delle consistenti potenzialità professionali dei docenti, allon­tana, per il momento, la prospettiva del diritto allo studio, in particolare per gli alunni disagiati, porta la scuola indietro di diversi lustri.
Giacinto Iannuzzi

Il dirigente scolastico e i docenti: professionisti, non sudditi
“Ogni collegio dei docenti ha il dirigente scolastico che si merita”.
Mario Maviglia e Laura Bertocchi

LA PRIVACY A SCUOLA - Guida operativa per i dirigenti scolastici e per coloro che operano nelle scuole, annotata con la giurisprudenza e lo studio di casi pratici Edizione 2024, Pagine 235. Autori Anna Armone e Stefano Callà.

A supporto del testo vengono offerte quattro webinar di spiegazioni ed esempi pratici

Le videolezioni possono essere ascoltate quando si vuole e per il tempo che si vuole. Possono essere scaricati tutti i materiali utilizzati dai docenti durante le lezioni.

RELATORI:

Dott.ssa Anna Armone

Dott. Stefano Callà

Il corso della durata di 8 ore è incentrato sui seguenti argomenti:

1) PRIVACY- LE PRINCIPALI DISPOSIZIONI DEL CODICE E I PIÙ RECENTI INTERVENTI DEL GARANTE

2) PRIVACY: QUANDO SERVE, MA SOPRATTUTTO, NON SERVE IL CONSENSO?

3) I DOCUMENTI FONDAMENTALI NELL’ORGANIZZAZIONE E NELLA GESTIONE DELLA PRIVACY

4) VIOLAZIONE DEL TRATTAMENTO DATI IN AMBITO SCOLASTICO: RIMEDI E RESPONSABILITÀ

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Graduatorie ad esaurimento (GAE) 2024-2026

Graduatorie di istituto di I fascia

Le attestazioni fiscali 2023 relative ad oneri su Riscatto e Ricongiunzioni

PNRR: Attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza - Le misure riguardanti la riforma degli Istituti tecnici

Applicazione nuovo CCNL 18/172024 - Permessi personale a tempo determinato - I chiarimento dell'ARAN

Bonus asilo nido e supporto domiciliare 2024

Conto Consuntivo 2023 - Prorogati dei termini per la predisposizione del conto consuntivo anno 2023

Firmata l'ipotesi di CCNL 2019/2021 dell’Area Istruzione e Ricerca

CORSO DI FORMAZIONE PER I DIRIGENTI E I DOCENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO

La CASA EDITRICE EUROEDIZIONI TORINO propone un corso di formazione, in modalità webinar, sul procedimento di valutazione degli studenti e la validità delle deliberazioni di scrutinio adottate dal consiglio di classe.

CONTENUTI DEL CORSO

Il corso che vi vogliamo proporre in quattro webinar della durata complessiva di 8 ore ha l'obiettivo di individuare i punti critici del procedimento di valutazione degli alunni per rendere inoppugnabili le deliberazioni dei consigli di classe.

Le delibere del consiglio di classe di scrutinio o di mancata promozione degli alunni sono sempre più frequentemente oggetto di contenzioso che non sempre si risolve a favore delle istituzioni scolastiche, ciò quasi sempre per vizi formali del procedimento e con particolare riguardo alla contraddittorietà della motivazione.

RELATORI: Dott. Tullio Faia e Avv. Stefano Callà
COSTO DEL CORSO: 50,00 per partecipante

SU WWW.FORMAZIONE-EUROEDIZIONI.IT maggiori informazioni sul programma e come partecipare.

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato il decreto che stanzia 400 milioni di euro per finanziare attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze per il periodo di sospensione estiva delle lezioni. Il provvedimento, che interessa gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, è destinato alle scuole primarie e secondarie statali e paritarie non commerciali. Le risorse, 80 milioni di euro in più rispetto al progetto del precedente biennio, consentiranno di attivare percorsi che potranno interessare, in base alle proposte delle scuole, tra 800 mila e 1,3 milioni di studenti; 1,714 milioni le ore aggiuntive di attività.

La circolare prevede che la platea dei destinatari e la durata dei percorsi potranno essere ulteriormente ampliate dalle scuole grazie ad accordi con enti locali, università, organizzazioni di volontariato e del terzo settore, associazioni sportive e le stesse famiglie, sull’esempio delle migliori pratiche già sviluppate in base all’autonomia scolastica.

La scuola  disorientata… deve orientare studenti disorientati

Editoriale di Ivana Summa

Mi capita, anche quest’anno,  di  entrare  nelle scuole per realizzare attività di formazione  o di partecipare a convegni e seminari  e  ciò mi offre  l’occasione  per parlare con docenti e dirigenti scolastici che, sia pure con accenti diversi, mi comunicano il  malessere che vivono personalmente e che serpeggia dentro la scuola. Ho chiesto, allora, a  cosa sia dovuto questo fenomeno che si concretizza  in  stati di  disagio, turbamento e insoddisfazione. Ebbene, la risposta è stata più o meno questa: “siamo disorientati, soprattutto perché ci giungono indicazioni contrastanti, sia dal Ministero che dalla società, mentre spesso le amministrazioni territoriali non riescono neanche ad immaginare di poter pianificare insieme alle scuole del territorio  un’offerta formativa allargata ed arricchita. Non capiamo più, non solo cosa serve fare tra le tante proposte, ma il vero problema nasce dalla normativa che investe la scuola e che, da ministro a ministro, aggiunge, toglie, sconvolge. E tutto questo accade perché il ministero e i ministri ignorano le attività, i progetti e le iniziative che le scuole – nella loro autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo – realizzano. E quando arrivano le nuove disposizioni non sempre sono coerenti con le scelte educative, pedagogiche e didattiche delle scuole. Andiamo a zig-zag…come gli ubriachi”. Ed è sotto i nostri occhi il profluvio di note, direttive, linee guida  che  propongono- nonostante l’autonomia scolastica – indicazioni di lavoro che spesso le scuole interpretano come adempimenti e che  non si pongono  in continuità con le politiche precedenti ed anzi indicano inversioni di rotta. Ne è un esempio l’assurdo  pedagogico per cui, a corrente alternata, si propone il voto, poi il giudizio analitico, poi quello sintetico  (e questo solo nella scuola primaria che pure è incardinata in un Istituto Comprensivo!), per non parlare  della partita, che è puramente ideologica, del voto sì/ voto no, lasciando nella più totale oscurità tutto il senso della valutazione e, soprattutto, la sua funzione.

EDITORIALE Ivana Summa

La scuola disorientata... deve orientare studenti disorientati

Mi capita, anche quest’anno,  di  entrare  nelle scuole per realizzare attività di formazione  o di partecipare a convegni e seminari  e  ciò mi offre  l’occasione  per parlare con docenti e dirigenti scolastici che, sia pure con accenti diversi, mi comunicano il  malessere che vivono personalmente e che serpeggia dentro la scuola.

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AI a scuola Quali sono le possibili applicazioni? Lorenzo Pelagalli

La politica scolastica in una società dominata dall'economia Gian Carlo Sacchi

L'antibioticoresistenza -il rischio di ritorno all'era pre antibiotici Pirkia Schildkraut

CambiaMenti: adolescenti e orientamento nella scuola secondaria di Primo grado Chiara Franchini

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Argomenti

Il preside, l’apprendimento e la scuola
Il preside, come leader e dunque gestore della cultura della scuola, si impegna ad attribuire significati alle azioni organizzative finalizzate allo sviluppo e alla crescita dell’istituzione.
Michela Lella

Dichiarazione dei servizi e domanda di ricostruzione della carriera ISTANZE ON LINE - 2° parte Come ribaltare i dati della dichiarazione dei servizi valutata nell’area della ricostruzione della carriera.
Luciana Petrucci Ciaschini

La disciplina del lavoro agile per il personale ata
La disciplina nel nuovo CCNL 18 gennaio 2024: cosa prevede la legge sulla disciplina del lavoro agile, cosa prevede il contratto collettivo per la disciplina del lavoro agile per il personale ATA della scuola, quando c’è la possibilità del recesso e quali sono le novità sorte dal confronto sindacale.
Carmelo Febbe, Angelo Orsingher

Novità fiscali e tributarie a partire dall’anno 2024
Gli adempimenti tributari previsti dal Dlgs. 8/1/2024 n. 1: numerose disposizioni in materia di razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari entrate in vigore dal 13 gennaio 2024. Vediamole insieme.
Maria Rosaria Tosiani

Argomenti

Proprio vero che gli esami non finiscono mai!
Ad un certo punto, si è diffusa la notizia che i risultati delle prove INVALSI saranno presenti nel curriculum dello studente allegato al diplo­ma, secondo quanto richiede anche il PNRR. Lecito chiedersi, quindi, del perché di tale di­sposizione, cosa significhi per gli studenti e, più ancora, quale sia il suo fine, in considerazione del fatto che le prove Invalsi sono sempre state propagandate e accolte, pur con molti segni di disappunto, come una modalità che intende va­lutare il sistema d’istruzione e non i singoli alun­ni né, tanto meno, gli insegnanti.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Lavoro e istruzione mentre irrompe l’Intelligenza Artificiale
Prospettive professionali per la scuola e il lavoro intellettuale, a fronte dell’automazione della maggior parte delle funzioni.
Filippo Cancellieri

L’azione formativa al centro della professionalità del docente
Ragioni e direzioni del progettare e dell’agire educativo: la centralità della funzione formativa nella professionalità docente e la composizione costituzione della medesima funzione.
Giacomo Mondelli

Proprio vero che gli esami non finiscono mai!

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Ad un certo punto, si è diffusa la notizia che i risultati delle prove INVALSI saranno presenti nel curriculum dello studente allegato al diplo­ma, secondo quanto richiede anche il PNRR. Lecito chiedersi, quindi, del perché di tale di­sposizione, cosa significhi per gli studenti e, più ancora, quale sia il suo fine, in considerazione del fatto che le prove Invalsi sono sempre state propagandate e accolte, pur con molti segni di disappunto, come una modalità che intende va­lutare il sistema d’istruzione e non i singoli alun­ni né, tanto meno, gli insegnanti.

Non abbiamo dubbi sul fatto che una tale di­sposizione, nella migliore delle ipotesi e qualo­ra fosse affiancata da una chiara e sana motiva­zione, possa anche essere proposta in modo da rivelarsi un vantaggio per gli studenti, ma, cer­tamente, non può precipitare dall’alto su un si­stema d’istruzione che ha persino smarrito quale sia il senso della scuola oggi e faccia ancora dif­ficoltà a riconoscere la centralità dell’alunno, che dovrebbe svettare oltre ogni disegno ideologico.

Cosa è cambiato da un giorno all’altro? Si parla di risultati di apprendimento delle prove Invalsi, il che suscita qualche domanda e alme­no qualche perplessità. Possiamo considerare “corretta” tale estensione di “potere” delle prove Invalsi? E come si appaleserebbero i risultati: un giudizio, dei voti? In tal caso le prove sarebbe­ro proposte non più nel rispetto dell’anonimato degli alunni, quindi in modalità non ansiogena in quanto non a scopo espressamente valutativo dei singoli, ma si evidenzierebbero come prove soggette a valutazione ad personam non solo con un “peso” sugli scrutini e sull’ammissione agli esami di Stato, ma anche sul destino degli studenti oltre la scuola. Non è sospetto questo prevalere sempre più dei risultati delle prove In­valsi sul percorso di studi degli studenti? Tutto questo non significa “sgambettare” la scuola? E ancora: veramente si ritiene che le prove Invalsi consentano il riconoscimento delle competen­ze (?) conseguite dagli studenti, confidando che rappresentino una loro valutazione oggettiva e, per questo, utili a descrivere un quadro più com­pleto del loro percorso formativo?

In arrivo una nuova uscita di Euroedizioni Torino su www.e-euroedizioni.it 
Si tratta del nuovo libro dal titolo:

Riformiamo la scuola - Guardando dalla parte dei bambini e dei ragazzi

L’opera è l’esito della collaborazione e del confronto assiduo e prolungato degli autori: Vittorio Venuti e Giacomo Mondelli.

Prefazione

Vi sono tanti spunti di riflessione nel testo di Giacomo A. Mondelli e Vittorio Venuti, cominciando dal titolo stesso dato all’opera: Riformare la scuola “guardando dalla parte dei bambini e dei ragazzi”, e dunque volendo sottolineare la presa di distanza da azioni riformatrici “calate dall’alto”. Ma la scuola è riformabile? E ancora: di fronte alle tante tragedie odierne, ha senso ancora parlare di educazione, di organizzazione scolastica, di metodologia, di didattica? Domande che possono sembrare retoriche: in fondo l’educazione (da educĕre, trarre fuori, condurre, allevare) è ontologicamente positiva perché è proiettata al futuro, a immaginare qualcosa che ancora non c’è. Eppure quelle domande, che costituiscono il filo conduttore della presente opera, hanno ancora senso perché ci danno l’idea di quanto oggi la scuola sia attraversata da motivi di incertezze, dubbi. Se da una parte è fortemente sentita l’esigenza di fornire ai giovani i necessari strumenti per interpretare criticamente la complessa realtà odierna ed inserirsi attivamente nella vita del proprio tempo, oltre che rendere per quanto possibile stabilizzati i risultati raggiunti dall’insegnamento anche dopo la conclusione degli studi scolastici, dall’altra vi è la necessità di ridefinire l’identità culturale e il ruolo educativo svolto dalle istituzioni scolastiche in un’epoca in cui la scuola non appare più la sola agenzia in grado di promuove la conoscenza e l’apprendimento. Si tratta quindi di ripuntualizzare (e riqualificare) lo specifico ruolo svolto dalla scuola sul piano dell’apprendimento ed aggiornare le strategie metodologiche e formative, anche tenendo conto della grande pervasività che oggi hanno assunto i dispositivi digitali e più in generale del carattere complesso, globalizzato econoscitivo del nostro mondo.

Naturalmente, il problema della ricalibratura del ruolo e delle strategie della scuola è una questione non solo italiana, ma investe tutti i Paesi industrializzati. In questi anni vi è stata una crescita esponenziale dell’insieme delle conoscenze e la scuola è sempre più stata oberata di attese e richieste che hanno finito con l’ampliare a dismisura i curricula scolastici. D’altro canto il processo di globalizzazione ha investito non solo il mondo economico-produttivo ma anche quello culturale e dell’informazione. Una delle conseguenze (unitamente ad altri fattori di natura sociale) è la mobilità di intere popolazioni dai Paesi di origine verso condizioni migliori di vita. Tutto ciò determina “contaminazioni” di tipo culturale e sociale che si ripercuotono necessariamente sui processi di acculturazione per tutte le persone che condividono un medesimo territorio. Un ulteriore aspetto – costantemente richiamato dagli autori della presente opera – è l’espansione dei linguaggi mass-mediali e, più in generale, l’inarrestabile sviluppo tecnologico e digitale, che caratterizza sempre più fortemente l’epoca della modernità e che si ripercuote non solo sulla vita quotidiana di ogni persona, ma anche sulle stesse forme dell’apprendimento e dell’organizzazione e fruizione delle conoscenze.

Il sistema scolastico italiano, pur avendo tentato di abbandonare la tradizionale dimensione elitaria dell’accesso alla conoscenza per approdare a sponde caratterizzate dalla democratizzazione degli studi e dall’espansione dei tassi di frequenza in tutti i gradi scolastici, mostra ancora molte criticità su questo versante e ne è la prova l’alta percentuale della dispersione scolastica (soprattutto tra le fasce più disagiate della popolazione) che ci fa capire che vi è ancora molto lavoro da fare per conseguire risultati significativi e comparabili a quelli degli altri Paesi UE.

Non mancano ovviamente esperienze in cui la scuola si caratterizza come un ambiente idoneo a favorire l’apprendimento, soprattutto laddove viene abbandonato il tradizionale paradigma che vede l’insegnamento centrato sulla successione di lezione / studio individuale / interrogazione / valutazione, per abbracciare nuove forme metodologico-didattiche capaci di valorizzare il protagonismo degli studenti e di mobilitare tanto gli aspetti cognitivi quanto quelli affettivi e relazionali, come mettono bene in evidenza gli autori del volume. Per fare questo occorre abbandonare il mito enciclopedistico, puntando invece sull’insegnamento di poche cose fondamentali e irrinunciabili, fatte bene, piuttosto che molte cose fatte male e superficialmente, anche tenendo conto di quella “gerarchia degli apprendimenti” richiamata dagli autori. In questo quadro le discipline di studio vanno intese come campi di significato per leggere la realtà. In tale quadro, l’elaborazione del curricolo esige la necessità di operare scelte e selezioni, ben sapendo che alcune opzioni ne escludono altre; d’altro canto questo è il senso dell’autonomia scolastica, e delle stesse Indicazioni Nazionali. Ciò comporta una forte responsabilizzazione dei docenti, chiamati a interpretare e sviluppare in sede locale gli indirizzi curricolari nazionali.

Il riferimento alla scuola come ambiente di apprendimento richiama un’idea di scuola impegnata a far nascere il gusto verso la scoperta e la conoscenza; una scuola attenta alle dimensioni della manualità e dell’operatività, nella consapevolezza che esse costituiscono le basi per sviluppare le dimensioni più astratte e formali. In sostanza questo significa creare, per quanto possibile, contesti didattici all’interno dei quali apprendere sia esperienza piacevole e gratificante.

Tutto ciò è possibile se si guarda la scuola “dalla parte dei bambini e dei ragazzi”, come acutamente notano gli autori. Richiamando la lezione di Postman, infatti, sul piano della conoscenza si assiste a una vera e propria rivoluzione in quanto i bambini e i giovani partecipano oggi ad un universo di conoscenze che fino a ieri era riservato al solo mondo adulto. Bambini e giovani infatti vengono a conoscenza di eventi e forme comportamentali i più diversi, senza cesure generazionali, attraverso i mass media e i dispositivi digitali. Questa mancanza di separatezza tra mondo adulto e mondo infantile/giovanile consente di entrare precocemente a contatto con i “segreti” del mondo degli adulti determinando una sorta di precoce adultizzazione del mondo giovanile. Ma nel contempo si assiste ad un arretramento dell'aspetto operativo e fantastico della conoscenza, in quanto il bambino odierno è sempre più un bambino sedentario e contemplativo, che guarda, ascolta, ma non manipola (se non i dispositivi digitali) e non esplora in prima persona. È un bambino che vive in un universo virtuale; ciò rischia di determinare una conoscenza senza esperienza, paradossalmente in una situazione caratterizzata da un numero eccessivo e variegato di stimoli, come sottolineano gli autori. La realtà è da guardare più che da agire; manca la fisicità nella conoscenza. La scuola spesso non corregge questa tendenza, anzi tende a far appropriare in fretta ai bambini gli schemi conoscitivi dell'adulto, ad esempio quando si pone come scuola fortemente cognitiva e istruttiva, quando non bada tanto ai bisogni dei bambini quanto alle esigenze della società e della cultura. È per questo che la nozione di esperienza è fondamentale nella didattica della scuola, in quanto solo in questo modo si può recuperare la fisicità, tattilità e corporeità della conoscenza, presupposti indispensabili per un approccio euristico.

Tornando alla domanda inziale: la scuola è riformabile? Non voglio dare la risposta per non togliere al lettore il gusto di arrivare in fondo al volume per sapere cosa ne pensano gli autori. Dirò che l’educazione è sempre un azzardo, perché non si sa mai in anticipo quello che succederà, malgrado tutte le nostre alchimie progettuali. Diceva il cardinale Carlo Maria Martini: “Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.” Quindi, vale la pena tentare.


Mario Maviglia

Già Coordinatore dei Dirigenti Tecnici USR Lombardia

e Dirigente dell’UST di Brescia

 

 

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