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GUIDA  COMPLETA AI CONCORSI ORDINARI E STRAORDINARI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE  DI OGNI ORDINE E GRADO

A cura di Ivana Summa con contributi di Anna Armone e Loredana De Simone

Avvertenze generali per tutte le classi di concorso:  competenze psico-pedagogiche e metodologie didattiche progettazione curricolare delle discipline  Legislazione scolastica

Il testo è corredato con esercitazioni di test a risposta multipla di logica, comprensione del testo, competenze didattico/metodologiche  e legislazione scolastica

Pag. 380- € 30,00 (aggiungere 4,00 euro di spese di spedizione con corriere SDA)

Questa guida costituisce uno strumento di studio per la preparazione alle prove del Concorso Ordinario e straordinario,  perché tratta in modo completo e approfondito le principali tematiche del programma di esame  contenuto nelle Avvertenze generali riferite a tutte le classi di concorso, ivi comprese infanzia e primaria.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO propone un Corso  on line in modalità webinar di preparazione  al CONCORSO ordinario e straordinario  docenti finalizzato al superamento delle  prove di preselezione e delle prove scritte

Costo del corso completo 250,00 euro, che comprende:

- un corso di 45 video lezioni per la preparazione di base, 100,00 euro

- Un corso di 25 webinar specifici  per il superamento delle prove d'esame, 120,00 euro

- 4 testi specifici a completamento della preparazione di seguito descritti, 70,00 euro

Argomenti:

Michela Lella -Coronavirus: i giorni della mia scuola

Andrea Leonzio -La didattica a distanza

Antonio Di Lello -Periodo di formazione e di prova

Maria Rosaria Tosiani - Il Conto Consuntivo 2019 - Modalità di predisposizione

Schema di relazione al conto consuntivo

Maria Rosaria Tosiani -La ricostruzione della carriera del personale scolastico a seguito di sentenza -Schema provvedimento di ricostruzione della carriera al personale ATA -Schema di provvedimento di ricostruzione della carriera al personale docente

 

Rubriche:

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Il rientro anticipato del titolare non dà luogo alla revoca della supplenza

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

L’immissione in ruolo del precario con 3 anni di servizio neutralizza la pretesa risarcitoria

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

Tra l’ascolto e la parola abita il pensiero

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

DIRIGERE LA SCUOLA N.4/2020

Editoriale di Vittorio Venuti  - Dal Coronavirus alla scuola del futuro

Un aspetto sta emergendo con sempre più chiarezza da questo tormentato periodo dominato dalla mistificante apparenza del coronavirus, un potenziale infinito racchiuso nel granello che invade e devasta l’umano anche oltre l’ordine fisico, ma che con l’umano gareggia per la sua stessa fine. Da qui, dalla sfida si diparte l’opportunità, dalla sfida e dalle coniugazioni che sta costringendo ad elaborare per contenerne gli effetti, dalle azioni messe in campo, che vanno oltre il contenimento della devastazione e la cura del contingente per avviare percorsi di ricerca e sperimentazione i cui esiti si faranno apprezzare nella contemporaneità ma proietteranno altre traiettorie di conoscenza, altre intenzioni progettuali, altri versanti relazionali, pedagogici e didattici. Strano a dirsi! ma il coronavirus ci sta forzando verso la prospettiva di un cambiamento radicale proprio ponendoci davanti alla nostra fragilità di essere umani e di collettività bellamente giocherellanti sul declivio dello smarrimento valoriale e dell’incanto di un superfluo orchestrato e reso indispensabile ad arte da accattivanti e profittevoli giochi di luci colorate e pixel.

Editoriale di... Vittorio Venuti - Dal Coronavirus alla scuola del futuro -

Michela Lella - Dirigere la scuola a distanza

Filippo Cancellieri - Rischi e opportunità della tele-didattica

Pasquale Annese - Come gestire le procedure di gara semplificate ai tempi del CORONA VIRUS

Damiano Verda - Informatica come linguaggio

Paolo Pieri - Scuola in sicura: La sicurezza desolata

Michele Di Filippo - L’educazione economica e finanziaria: nuovi scenari

Luciano Lelli - Il perseguimento di competenze: innovazione epocale o mitologismotranseunte?

 

RUBRICHE

Lettera: A.N.Co.Di.S.- Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici

I CPA A cura di ... Ada Maurizio - I cpia e la didattica on line

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro - L’Educazione ... ai tempi della Brexit

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

La didattica a distanza, una didattica che viene da lontano

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Rosanna Visocchi

Responsabilità amministrativo - contabile del Dirigente scolastico in un caso di mobbing. Le regole della prescrizione

Domanda: La recente circolare INAIL in relazione al Covid-19 equipara l’infezione all’infortunio e conseguentemente fa scattare la piena tutela dell’INAIL, come per gli altri infortuni o malattie, già a partire dal periodo di quarantena. Anche la società assicuratrice, con la quale la scuola ha stipulato il contratto, riconosce il contagio da Covid-19 come infortunio?

Il Decreto “Cura Italia” all'Art.42 comma 2, equipara il contagio da Covid-19, in occasione di lavoro, ad infortunio sul luogo di lavoro e pertanto assoggettato all’assicurazione obbligatoria di cui al D.P.R. 1124/1965 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali)e ai successivi aggiornamenti normativiintervenuti al riguardo.

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI ALLA PROVA ORALE- CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR)

10 Webinar specifici finalizzati alla preparazione della prova orale

Nel corso dei webinar saranno affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del direttore sga

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale

Costo del corso 100,00 euro

COME FARE I PROVVEDIMENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA 

DEL PERSONALE DOCENTE, DOCENTI DI RELIGIONE  E DEL PERSONALE ATA

Vi  proponiamo  l'acquisto di un corso on line  in modalità webinar  avente ad oggetto le procedure di  ricostruzione della carriera del personale docente, docenti di religione personale amministrativo, a condizioni molto vantaggiose.

Sono cinque lezioni pratiche che possono essere utilizzate da subito con tutta la relativa documentazione al costo di soli 30,00 euro.

Continuate a leggere le modalità di acquisto.

Domanda:

In relazione alla recente pandemia di Covid19, al nostro Istituto Scolastico sono stati accreditati, da parte del MIUR, le somme relative all’acquisto di tablet e personal computer destinati agli alunni per la didattica a distanza.

In caso di furto o di danneggiamento di questi beni la copertura assicurativa stipulata dall’Istituto copre il danno anche nel caso in cui questi fossero dati in comodato alle famiglie degli alunni?

 

Risposta:

Il MIUR con Decreto Ministeriale 26 marzo 2020, n. 187, ha previsto lo stanziamento di 85 milioni di euro per far fronte all’emergenza sanitaria del Covid19 consentendo alle istituzioni scolastiche statali la prosecuzione della didattica tramite la diffusione di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza.

In particolare, è prevista l’assegnazione di 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali individuali.

Regione Lombardia, con 12 milioni di euro, si pone al primo posto per assegnazione delle risorse; segue la Campania con 10,6 milioni, la Sicilia con 9,1 milioni, il Lazio con 7,3 milioni.

In relazione ai beni, il D. Interm. 28 agosto 2018, n. 129, all’Art. 30, evidenzia come il Direttore S.G.A., assuma il ruolo di consegnatario, preposto alla conservazione, gestione e manutenzione della strumentazione di proprietà dell’Istituzione scolastica.

Sempre lo stesso decreto all’Art. 33 evidenzia come: “Il materiale ed i beni mancanti per furto o per causa di forza maggiore(es.: danneggiamento) […] sono eliminati dall’inventario con provvedimento del dirigente, nel quale deve essere indicato l’obbligo di reintegro a carico degli eventuali responsabili ovvero l’avvenuto accertamento dell’inesistenza di cause di responsabilità amministrativa, con adeguata motivazione”.

È necessario evidenziare che, di norma, le polizze sottoscritte dagli Istituti Scolastici, non prevedono i rami Incendio/Furto/Elettronica che garantiscono la copertura dei danni ai beni, motivo per cui, in caso di danno, la responsabilitàe l’onerosità del reintegro dei dispositivi danneggiati ricadono esclusivamente sul consegnatario del bene stesso. 

Unitamente alla Responsabilità Patrimoniale più sopra delineata, è inoltre bene ricordare che la sottrazione e/o il danno dei beni dell’Istituto, compresi quelli dati in comodato d’uso, producono come effetto diretto l’impossibilità da parte degli alunni di fruire del servizio didattico tipico dell’Istituto scolastico.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di valutare con attenzione l’opportunità di garantire il patrimonio della scuola attraverso un’adeguata copertura assicurativa per i beni di proprietà, considerando, da un lato l’importanza di garantirsi un adeguato indennizzo in caso di eventuali danni alle attrezzature di proprietà dell’Istituto e dall’altroil costo contenuto dell'assicurazione che, oltretutto,rientra generalmente nei limitidi spesa espressi dal Decreto Interministeriale. Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla casella di posta riportata in calce.

Un ulteriore aspetto riguarda il contratto di comodato che la scuola dovrà stipulare con la famiglia dell’alunno o il personale dell’Istituto. Nel documento, infatti, andranno sempre riportati tutti i passaggi che riguardano la tutela del bene concesso in comodato, compreso, in caso di danno, il reintegro delle somme per la riparazione o la sostituzione dello stesso.

 

Vincenzo Casella

casella.broker@gmail.com

Il consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere sostanzialmente negativo sullo schema di decreto relativo alla “Procedura straordinaria per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune”.

Pur ritenendo che l’oggetto del parere sia solo relativo alla procedura finalizzata all’abilitazione, il CSPI rileva che comunque ci sia una stretta connessione con le altre due procedure relative a quella ordinaria e a quella straordinaria per l’immissione in ruolo, essendo tutte e tre le procedure non esenti da limiti e criticiti

Nello specifico si rilevano le seguenti criticità:

- “L’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie disciplinari relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con lenorme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali (D.L. del 12/7/2018, n. 87 convertito in legge, 9/8/2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento. Opera quindi anche in ambito disciplinare, di supporto all’intera classe, senza assumere una connotazione medicoinfermieristica.

Tali previsioni normative hanno garantito per più anni la funzionalità del sistema scolastico in un ambito particolarmente delicato. Per questi motivi si auspica una conseguente rilettura della legge.

-  l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata. Øla difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

- A questi elementi di criticità se ne aggiungono purtroppo altri e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid-19”.

IL CPI pertanto “auspica fortemente una riflessione da parte del Ministero in merito alla possibilità di assumere procedure concorsuali le più semplificate possibili, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti”.

In ordine alla situazione emergenziale per il Coronavirus, secondo il CSPI “Lo stato di emergenza dichiarato consente, nel rispetto dei principi generalidell’ordinamento giuridico, di individuare appropriati provvedimenti che permettano l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendoeffettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione”.

Al momento in cui si scrive  il Governo è chiamato, quasi quotidianamente, ad  adottare misure tese ad arginare la diffusione del COVID-19 e fronteggiare, o quantomeno tentar di mitigare, le infauste previsioni sulla salute pubblica, sull’occupazione e sull’economia dei prossimi mesi. Nell’ambito di tali misure – che hanno nel D.P.C.M. 8 marzo 2020 la loro matrice  – non sono mancate anche quelle indirizzate alle Pubbliche Amministrazioni nella loro veste di datrici di lavoro.

Si tratta in particolare della Direttiva n. 1 del 25 febbraio 2020  e della Circolare n. 1 del 4 marzo 2020, entrambe del Dipartimento della Funzione Pubblica, che hanno fornito prescrizioni operative per l’implementazione del lavoro agile ex l. n. 81 del 2017 anche tra i dipendenti pubblici. Ma poiché si è di fronte ad una realtà in progress, che impone continui adattamenti,  in data 12 marzo 2020 la direttiva n.1/2020 viene integrata e sostituita dalla direttiva n. 2/2020, che contribuisce ad approfondire ulteriormente il comportamento delle Amministrazioni pubbliche nel contenere e gestire l’emergenza epidemiologica. Tutto ciò:

·       contemperando l’interesse alla salute pubblica con quello alla continuità dell’azione amministrativa, da una parte;

·       armonizzando, per altro verso, l’esigenza di ridurre la presenza dei dipendenti negli uffici (evitando il loro spostamento) con la necessità di soddisfare le istanze dell’utenza. In tale contesto, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è il lavoro agile.

In realtà, in principio fu la direttiva n. 3/2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM), che reca “indirizzi per l’attuazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 14 della Legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti”, ad avviare nel settore pubblico quanto già positivamente sperimentato nel settore privato (oltre 250.000 i lavoratori in attuazione del c.d. “smart-working” (lavoro agile), che rappresenta una evoluzione del c.d. “telelavoro”, istituto per la verità non molto conosciuto né praticato nel pubblico impiego. Ed oggi  il lavoro agile, uscito dalla fase di sperimentazione, rappresenta una evoluzione certamente più interessante del telelavoro, confermandosi come una forma ordinaria di prestazione nell’ambito del lavoro subordinato. Inoltre, nelquadro emergenziale causato dalla diffusione del COVID-19, l’implementazione del lavoro agile per i pubblici dipendenti muta la sua ratio (non più strumentale alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma a tutela della salute pubblica). In ogni caso, nessun dubbio può esservi circa l’applicazione dell’istituto del lavoro agile al pubblico impiego. Infatti, come è noto, lo stesso art. 18, c. 3 della l. n. 81 del 2017 estende l’applicazione delle disposizioni sul lavoro agile anche ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, c. 2 del d.lgs. 165 del 2001, purché  “compatibili” con i compiti assegnati e con l’organizzazione del lavoro.

IL LAVORO AGILE

Nato con il duplice scopo di incrementare la produttività e di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il lavoro agile trova disciplina nelle disposizioni degli artt.18-23 della legge 22 maggio 2017, n.81.  In esse appare evidente che non si tratta di un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione nell’ambito del lavoro subordinato, per le quali occorre un accordo tra le parti stipulato in forma scritta e comunicato ai servizi pubblici competenti ( nel quadro emergenziale causato dalla diffusione del COVID-19, questi requisiti formali di attuabilità non sono obbligatori). Ciò che caratterizza la modalità “agile” di esecuzione della prestazione è l’assenza di precisi vincoli di orario e di luogo di lavoro:

 

·       per quanto riguarda l’orario, le parti sono tenute ad osservare i soli limiti di durata massima giornaliera e settimanale previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva;

·       in relazione al luogo di lavoro, la prestazione è svolta “in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa”. Pertanto, il luogo di lavoro è scelto dal lavoratore, che può modificarlo liberamente nel tempo e non deve necessariamente coincidere col suo domicilio.

 

E’ proprio in questo contesto che si colloca, quindi, l’emanazione degli importanti provvedimenti volti a favorire il ricorso allo smart working, tra cui la circolare n. 1/2020, che contiene alcune indicazioni circa gli indirizzi operativi che le pubbliche amministrazioni devono adottare. Nella circolare si prevede il ricorso in via prioritaria al lavoro agile  ed in particolare, quando si opta per questa modalità lavorativa, le misure da adottare consistono principalmente in:

·       utilizzo di strumenti tecnologici;

·       ricorso a strumenti per la partecipazione da remoto a riunioni;

·       attivazione di un sistema di reportistica interna ai fini dell’ottimizzazione della produttività anche in considerazione delle esigenze di misurazione e valutazione della performance.

La legge, in sostanza, prevede che si possa prescindere da uno stretto coordinamento fisico-temporale. Per ogni altro aspetto non regolato dalle disposizioni speciali, il rapporto di lavoro resta assoggettato alla generale disciplina del contratto di lavoro subordinato.

LE SUE DISPOSIZIONI SPECIALI

Fermo restando che, come già detto, le disposizioni sul lavoro agile si applicano, in quanto compatibili, anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, la relativa disciplina detta disposizioni che rivelano ancora un volta nel sistema giuslavoristico il carattere della specialità. In primo piano il tema della sicurezza.

·       L’art. 18, c.2, si preoccupa di stabilire che “Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa”.

·       L’art. 22 commi 1 e 2 così recitano: “1. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. 2.Il lavoratore è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali”.  

·       Inoltre, si ribadisce il diritto del lavoratore alla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali con l’art. 23, commi 2 e 3: “2. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all'esterno dei locali aziendali.  3.Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali”.

Di grande rilievo nell’alveo delle tutele risulta, infine, la previsione dell’art. 20 della legge n. 81/2017 sul trattamento economico, sul diritto all’apprendimento e certificazione delle competenze. Di seguito i commi 1 e 2:

“1. Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda.

2.Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo può essere riconosciuto, nell'ambito dell'accordo di cui all'articolo 19, il diritto all'apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze”.

L’accordo individuale

Come sopra ricordato, la norma prevede, in più punti, che si stipuli un accordo tra le parti per la regolamentazione (nel lavoro agile) di alcuni interessanti profili, di cui si dirà in seguito. Per ora è utile premettere che il DPCM 1 marzo 2020 (uno dei primi dell’emergenza Coronavirus) prevede “la possibilità che la modalità di lavoro agile sia applicata, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti”. E’evidente che l’esonero dall’obbligo di accordo individuale – di cui alla legge n. 81/2017 – rappresenta una misura necessaria per eliminare qualsiasi possibile difficoltà alla fruizione immediata del lavoro agile. In tale ottica, il pubblico impiego potrebbe veder realizzata la celerità dell’azione mediante un atto unilaterale dell’amministrazione.

Detto ciò, l’accordo conserva tutta l’importanza che si deve alla disciplina di peculiari aspetti della prestazione lavorativa. In particolare, le parti possono prevedere anche “forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi” (art. 18, c.1); possono dettare regole in relazione alle “modalità di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro”, tenuto conto che la mancata presenza fisica del lavoratore impedisce di avvalersi delle forme solitamente utilizzate. Ed ancora, possono essere individuate “specifiche ipotesi di infrazioni disciplinari per la particolarità della prestazione all’esterno dei locali aziendali”. Infine, dei tempi di riposo e del cd. diritto alla disconnessione si occupa l’art. 19, comma 1: “ … L'accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro…”. Il che vuol dire che al lavoratore vanno garantiti i tempi di libertà dal vincolo del collegamento.

 

IL RECESSO

Si premette che l’accordo, mediante il quale le parti pongono in essere il lavoro agile, può essere a tempo determinato (con previsione del termine iniziale e finale) o a tempo indeterminato. In entrambi i casi, e per entrambe le parti, è prevista la facoltà di recesso unilaterale. L’art. 19, comma 2, ne dà una lettura piana e lineare come di seguito: “L'accordo di cui al comma 1 può essere a termine o a tempo indeterminato; in tale ultimo caso, il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni. Nel caso di lavoratori disabili ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a novanta giorni, al fine di consentire un'adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato”.

Il giustificato motivo può riguardare, per la parte datoriale, a mo’ di esempio, una modifica organizzativa che renda non più proficua la prosecuzione della modalità di lavoro agile; per esigenze del lavoratore, per esempio, può intervenire l’indisponibilità di un locale adeguato alla prestazione di lavoro all’esterno.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Poiché il lavoro agile potrà assurgere a modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, prescindendo dal particolare momento emergenziale collegato al Coronavirus, è utile che ogni Amministrazione pubblica (così come ogni datore di lavoro privato) si adoperi ad una profonda rivisitazione di modelli culturali in contrasto con le specifiche esigenze dello smart working. Non è possibile, pertanto, eludere:

·       una preliminare analisi del contesto organizzativo;

·       la successiva costituzione di un apposito gruppo di lavoro interno;

·       la definizione precisa degli obiettivi e delle caratteristiche del progetto di lavoro agile rispetto alla singola amministrazione ed alla sua specifica organizzazione interna;

·       la verifica degli spazi, del rispetto dei requisiti antinfortunistici e l’accertamento dell’adeguatezza e del buon funzionamento della dotazione tecnologica strumentale a tale particolare modalità di esecuzione del lavoro;

·       la definizione chiara delle modalità di avvio, del monitoraggio e valutazione della performance del singolo dipendente, ma anche la sensibilizzazione dei singoli dipendenti alle nuove modalità di  svolgimento dei propri compiti;

·       l’accrescimento della cultura manageriale e dell’organizzazione per obiettivi all’interno della P.A., nonché il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. 

 

Angelo Muratore

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