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A seguito della recente condanna ad un mese di reclusione e sospensione dal servizio per 5 mesi, della dirigente scolastica Franca Principe, per un cedimento strutturale nella sua scuola, il vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani (PD a preso posizione in favore dei dirigenti scolastici attraverso un comunicato stampa, ribadendo “Dobbiamo mettere i nostri dirigenti scolastici nelle condizioni di lavorare al meglio” ed entrando nel merito delle responsabilità che li gravano:

Svolgono un ruolo di grande responsabilità, che deve essere riconosciuto. Dobbiamo impegnarci per garantire loro un clima di serenità, diminuendo il carico burocratico e intervenendo, anche in ambito legislativo, per supportarli nel loro lavoro.” Su questa scorta, il viceministro ha annunciato che in Parlamento si sta lavorando “per intervenire sul decreto legislativo 81/08 che riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro”, essendo già stata depositata in proposito un proposta di legge a sua firma, nella quale si afferma l’urgenza apportare modifiche alla normativa vigente in materia “e in primo luogo all'articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, rubricato «Obblighi del datore di lavoro e del dirigente», per «alleviare» in qualche modo le gravi responsabilità erroneamente imposte al dirigente scolastico”. La proposta si aggancia alla “vicenda del dirigente scolastico del Convitto nazionale dell'Aquila, professor Livio Bearzi, condannato a seguito del crollo dell'istituto nel tragico terremoto del 2009 in cui perirono tre ragazzi”.

“La sentenza  - si approfondisce nella proposta - aveva evidenziato le gravi incongruenze della normativa vigente che attribuisce ai dirigenti scolastici la responsabilità della sicurezza e della manutenzione dei fabbricati in quanto «datori di lavoro», ignorando paradossalmente che gli edifici scolastici sono di proprietà degli enti locali (comune, provincia e area metropolitana) e soltanto a loro la normativa vigente impone gli obblighi relativi alla messa a disposizione nonché ogni intervento strutturale e di manutenzione necessario al fine di garantire la sicurezza prima di tutto degli studenti e in generale di tutti gli operatori scolastici.

Inoltre ai dirigenti scolastici non è attribuita direttamente alcuna risorsa economica per esercitare eventualmente tale responsabilità o intervenire autonomamente in via ordinaria o straordinaria sui rischi delle strutture, le cui caratteristiche, problematiche, inefficienze e inadeguatezze, ancorché sotto gli occhi di tutti, evidenziano in modo preoccupante un altissimo grado di vetustà e un elevato livello di esposizione al rischio: oltre la metà delle scuole italiane, infatti, risulta costruita prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica per le nuove costruzioni (1974), oltre 24.000 istituti sono situati in aree a elevato rischio sismico, più di 6.000 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico e moltissimi sono sforniti finanche del certificato di collaudo e di agibilità”.

Sulla vicenda di Franca Principe è intervenuto Antonello Giannelli, presidente ANP, rilevando che “l’ANP ha più volte denunciato il grave stato di inadeguatezza degli edifici ed è direttamente impegnata nel chiedere la revisione del d.lgs. 81 del 2008, perché ritiene che i dirigenti scolastici non debbano essere condannati per responsabilità che non sono di loro competenza” e che, in vista del ricorso in Cassazione, “chiederemo copia della sentenza di appello per poter esaminare a fondo le motivazioni che hanno portato alla condanna della collega”.

In una intervista rilasciata a “Il Messaggero” di sabato 12 ottobre, la sottosegretaria Lucia Azzolina ha annunciato un disegno di legge per mettere fine al problema delle “Classi pollaio”: «Ogni classe sovraffollata – ha detto Azzolina - è una sconfitta per la scuola. I ragazzi apprendono male e non si garantisce la sicurezza. La soluzione è già in un disegno di legge a mia prima firma su cui il Parlamento sta lavorando. Io ho intenzione di impegnarmi già dalla prossima sessione di bilancio per fare in modo che quel disegno di legge vada fino in fondo».

Nella stessa intervista ha ricordato il suo trascorso come insegnante di sostegno nella scuola, per rappresentare la sua attenzione alla carenza di tali docenti: «So bene quanto gli studenti e le famiglie abbiano bisogno di avere come riferimento un personale altamente qualificato. I docenti di sostegno specializzati e specializzandi potranno partecipare al concorso straordinario e a quello ordinario. Poi, nei tempi più rapidi possibili faremo partire anche il V ciclo TFA sostegno e renderemo la specializzazione sul sostegno strutturata nel tempo. Il tema del sostegno è prioritario per questo ministero e per il governo: ricordo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto per sé le deleghe sulla disabilità manifestando tutta la sua sensibilità sul tema. Questo mi dà grande fiducia». Nello specifico della carenza dei docenti di sostegno ha precisato:«Voglio lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono ‘instabili’, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto, stabili. Dobbiamo dare più certezze ai nostri ragazzi e alle famiglie».

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che prevede:

- l’assunzione di 24.000 docenti precari

- un concorso riservato per i DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi) facenti funzione

- l’esclusione del personale scolastico dalle rilevazioni biometriche

- l’estensione a nove anni delle validità delle abilitazioni scientifiche

- la semplificazione dell'internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole

Inoltre sono rese più semplici gli acquisti di beni e servizi destinati alla ricerca e sono in arrivo altre stabilizzazioni per i precari degli Enti Pubblici di Ricerca.

“Oggi approviamo un decreto-legge che dimostra la grande volontà di questo Governo di combattere il precariato nella scuola garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020 – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti – è un impegno preciso quello di mettere la scuola davvero al centro del Paese perché è dalle scuole che comincia la costruzione di una nuova società. Tra le misure introdotte dal decreto-legge anche la semplificazione delle procedure per gli acquisti di beni e servizi destinati alla ricerca. Non meno importanti – aggiunge il Ministro - la proroga della scadenza dell’abilitazione scientifica nazionale e le misure per i precari della ricerca”.

Con l’autorizzazione a bandire un concorso straordinario abilitante per l’assunzione di almeno 24.000 docenti nella scuola secondaria statale di I e II grado per il prossimo anno scolastico (il 2020/2021), il decreto-legge accoglie l’accordo raggiunto nei giorni scorsi dal Ministro Fioramonti con le organizzazioni sindacali.

Il concorso – che sarà bandito contestualmente a quello ordinario - sarà per titoli ed esami e sarà riservato a tutti gli insegnanti con una anzianità pregressa di servizio di almeno 3 anni – anche sul sostegno – e di cui uno nella classe di concorso per la quale affrontano la selezione. Per l’idoneità gli aspiranti docenti dovranno ottenere una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer based. I vincitori saranno ammessi a sostenere un anno di prova che sarà ‘rinforzato’ con una formazione universitaria mirata per 24 crediti formativi universitari. L’anno si concluderà con un colloquio di verifica in cui bisognerà conseguire un punteggio minimo di 7/10. I vincitori del concorso dovranno rimanere almeno cinque anni nella sede di prima assegnazione per assicurare la continuità didattica.

I docenti risultati “idonei” ma non collocati in posizione utile per la nomina in ruolo potranno comunque abilitarsi all’insegnamento nella classe di concorso per la quale hanno partecipato sostenendo una prova orale (sempre con un punteggio minimo di 7/10) e un anno di formazione per l’acquisizione di 24 crediti formativi universitari.

Il decreto-legge annuncia misure anche per i vincitori dei precedenti concorsi del 2016 e del 2018: potranno scegliere di essere assunti in ruolo in una regione diversa da quella della propria graduatoria.

 

Concorso riservato per Assistenti Amministrativi

Per gli assistenti amministrativi che per almeno 3 anni hanno svolto le funzioni di DSGA Si prevede un concorso riservato,i cui vincitori saranno immessi in ruolo in subordine a quelli del concorso ordinario in svolgimento.

 

Novità per i concorsi dei dirigenti scolastici.

I nuovi dirigenti scolastici saranno assunti con un concorso per titoli ed esami e non più con il corso-concorso previsto dall’attuale normativa. Una misura presa per semplificare e velocizzare le procedure di selezione dei futuri capi di istituto.

Il Consiglio dei Ministri ha anche autorizzato l’assunzione a tempo determinato di 59 nuovi dirigenti tecnici (gli ispettori scolastici) per porre rimedio alla carenza di questi anni nelle more di un nuovo concorso per la selezione a tempo indeterminato, che sarà bandito quanto prima.

Approvata a Montecitorio (553 favorevoli, solo 14 no e 2 astenuti), la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, con contestuale taglio dei seggi dei deputati (da 12 a 8) e dei senatori (da 6 a 4) eletti all’estero.

In una immediata dichiarazione, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader politico del M5S, ha affermato che, col taglio dei parlamentari “risparmiamo 300 mila euro al giorno, quello che un cittadino in molti casi non riesce a guadagnare nemmeno in una vita. Con un miliardo di euro in 10 anni possiamo comprare 13 mila nuove ambulanze, costruire cento scuole, comprare treni per i pendolari: per la vita dei cittadini non sono un simbolo, sono una cosa concreta”.

Tanto per parlare?

Martedì 8 ottobre è stato lanciato, presso il MIUR, il nuovo portale dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Sono stati messi in chiaro i principali indicatori: il periodo di costruzione degli edifici, le condizioni di sicurezza, l’adeguamento alle norme antisismiche. Il link del sito: http://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/index.shtml.

Contestualmente sono stati illustrati i primi risultati del progetto di rilevazione satellitare delle deformazioni degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico censiti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica.

A presentare le novità, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, la Viceministra Anna Ascani, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio e Donatella Lucchesi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

“Lanciamo oggi il nuovo cruscotto informativo dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica - ha dichiarato il Ministro Lorenzo Fioramonti -, un nuovo portale, all’insegna della trasparenza e della condivisione, che ci consente di monitorare in maniera continuativa e precisa lo stato delle nostre scuole, di poter intervenire negli istituti più disagiati in maniera tempestiva e di poter utilizzare nuove tecnologie, anche quelle satellitari e aerospaziali di cui il nostro Paese è un grande pioniere, per poter costantemente controllare a livello millimetrico lo spostamento degli edifici pubblici”.
A garantire il monitoraggio costante dello stato di salute degli immobili, grazie all’accordo firmato mesi fa da MIUR, ASI, CNR e INFN, è la costellazione di satelliti di osservazione terrestre Cosmo-SkyMed. I quattro “occhi” che scrutano la Terra dall’alto metro per metro, di giorno e di notte, fotografano lo stesso punto con una frequenza di passaggio di circa 16 giorni e sono in grado di rilevare gli scostamenti di un edificio inferiori a un centimetro. I dati ottenuti dall’osservazione satellitare sono successivamente incrociati con quelli riguardanti la vetustà dell’edificio scolastico, con le mappe di rischio sismico e idrogeologico e il carico a cui è sottoposto e attraverso il “data fusion” è possibile ottenere una mappa più completa del rischio di tutti gli edifici scolastici.

Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha spiegato che “con i satelliti in orbita si guarda con un occhio non naturale il territorio. I satelliti hanno punti di riferimento su ogni edificio la cui posizione viene monitorata nel corso del tempo, a ogni passaggio dei satelliti. Riusciamo a seguire sia gli spostamenti che la loro velocità, pronti a cogliere eventuali anomalie”.

Ad assicurare l’analisi in tempo reale dei dati elaborati dai satelliti è l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Abbiamo sviluppato le tecnologie per analizzare l’enorme mole di dati quasi in tempo reale e questo è quello che serve in questo progetto scolastico - ha detto Donatella Lucchesi dell’INFN -. Attraverso i nostri centri di calcolo e una rete super veloce è possibile monitorare anche spostamenti minimi degli edifici”.

Con nota 20399 del 1° ottobre 2019il Miurha confermato le istruzioni sulle elezioni degli organi collegiali già impartite nei precedenti anni.

Per gli organi di durata annuale, quali i consigli di classe per le rappresentanze dei genitori e degli studenti, i consigli di istituto per le rappresentanze studentesche, le operazioni di voto dovranno concludersi entro il 31 ottobre 2019 e si svolgeranno secondo le procedure semplificate previste dagli articoli 21 e 22 della Om 215 del 1991 (modificata ed integrata).

Per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto scaduti per decorso triennio o per qualunque altra causa, nonché le eventuali elezioni suppletive nei casi previsti, le lezioni si svolgeranno secondo la procedura ordinaria della Om 215/1991 secondo le disposizioni impartite dai direttori generali degli uffici scolastici regionali, che fisseranno la data della votazione in un giorno festivo dalle ore 8 alle ore 12 ed in quello successivo dalle ore 8 alle ore 13,30, comunque non oltre il termine di domenica 24 novembre e lunedì 25 novembre 2019.

Negli istituti scolastici onnicomprensivi sarà ancora operativo il commissario straordinario, non essendo ancora intervenuta una soluzione normativa circa la composizione di consiglio di istituto delle scuole in questione.

 

La sera del 1° ottobre, al MIUR, è stata siglata l’Intesa tra il Ministro Fioramonti e le OO.SS rappresentative del comparto sul tema del reclutamento e del precariato della scuola.“Al termine di una lunga e complessa trattativa – ha spiegato il Ministro - abbiamo siglato l'intesa con le Organizzazioni Sindacali della scuola per risolvere una questione lasciata irrisolta dal Governo precedente. A partire dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari con oltre 3 annualità di servizio. L'accordo dà un duro colpo al precariato, aiuta la scuola mettendo in cattedra i nuovi assunti dall'inizio dell'anno scolastico e riattiva i concorsi ordinari per tutti. Fornisce inoltre un'opportunità di formazione e abilitazione per gli idonei del concorso straordinario che i nostri figli troveranno il prossimo anno in classe e che potranno così migliorare la qualità del loro insegnamento”.

In particolare,l’Intesa prevede un Decreto Legge per un concorso straordinario abilitante, da bandire contestualmente al concorso ordinario, per l’assunzione di almeno 24.000 docenti nella scuola secondaria di I e di II grado, riservato agli insegnanti che abbiano almeno 3 anni di anzianità pregressa nella scuola secondaria statale – anche sul sostegno – e dei quali uno nella classe di concorso per la quale concorrono. Supereranno il concorso gli aspiranti che ottengano una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer-based. I vincitori saranno immessi in ruolo a partire già da settembre 2020. Gli idonei non vincitori del concorso che abbiano un contratto di docenza in essere almeno sino al 30 giugno, potranno comunque abilitarsi all’insegnamento a seguito di un periodo di formazione universitaria e purché superino una ulteriore prova orale.

L’Accordo stabilisce inoltre un concorso per DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi), riservato agli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto le funzioni superiori per almeno 3 anni negli ultimi 8, anche in deroga al requisito della laurea specifica richiesta per l’accesso dall’esterno.

L’Intesa prevede anche dei tavoli tecnici congiunti con le Organizzazioni Sindacali per la semplificazione amministrativa e per affrontare in generale le tematiche riguardanti il personale docente e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo), i docenti diplomati magistrali e il rinnovo contrattuale.

Il MIUR ha pubblicato i principali dati sul nuovo anno scolastico in merito al numero degli studenti frequentanti, al numero delle classi, all’organico dei docenti della scuola statale? Si tratta di un identikit statistico della scuola italiana con numeri, tabelle e grafici divisi per regione e livello scolastico( https://bit.ly/2nLNHgI).

Gli alunni della scuola statale sono 7.599.259, mentre sono circa 870mila gli alunni delle paritarie. Per le statali, la regione con il maggior numero di iscritti è la Lombardia (1.183.493 studenti), mentre il Molise, con 37.170 alunni, è la regione con il minor numero.

È un dato ancora provvisorio la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole statali: quest'anno saranno 789.066, circa il dieci per cento del totale. Quasi 260mila sono gli alunni con disabilità.

I posti del personale docente sono 835.489, di cui 150.609 per il sostegno.

Gli istituti scolastici statali sono complessivamente 8.094 a cui si aggiungono i 129 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, per un totale di 8.223. Sono quasi 41.000 le sedi scolastiche (ogni istituto può avere più plessi): 13.286 per l'Infanzia, 14.896 per la Primaria, 7.228 per le Secondarie di I grado e 5.339 per quelle di II grado.

Il link alla pubblicazione statistica:https://bit.ly/2nLNHgI

Il 5 e 6 novembre 2019 si svolgeranno le prove scritte

Per affrontare il concorso abbiamo predisposto i seguenti materiali utili per affrontare le prove.

WEBINAR di preparazione alla prima e seconda prova scritta con possibilità di correzione degli elaborati

Sono previsti 20 lezioni pratiche in modalità WEBINAR di preparazione  al concorso per Direttore SGA  finalizzati al superamento delle prove scritte.  L'obiettivo dei webinar è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti relativi alla prima e seconda prova scritta.

Riguardo la prima prova scritta si tratta di sei quesiti a risposta aperta. Alla domanda del quesito deve seguire una breve illustrazione dell’istituto compendiata in poche righe (orientativamente circa 20 righe).Di conseguenza si dovranno acquisire i concetti chiave degli argomenti e soprattutto l'abilità di saperli articolare in pochi periodi. I quesiti potranno essere puntuali e circoscritti ad un segmento di conoscenza e ad una sola materia del Bando ovvero potranno avere carattere multidisciplinare, in ogni caso, saranno incentrati sull'attività professionale del direttore SGA ed  orientati a far comprendere alla Commissione in che modo gli aspiranti direttori sapranno utilizzare le loro conoscenze.

Riguardo la seconda prova scritta  si tratta di un quesito teorico-pratico, consistente nella risoluzione  di un caso concreto attraverso la redazione di un atto sulle materie del concorso. 

Ciò premesso, i Webinar che vi proponiamo avranno una metodologia laboratoriale  con numerose esemplificazione di casi pratici in grado di farvi progressivamente padroneggiare l'approccio metodologico.

 

Struttura del corso

v  I Webinar  saranno complessivamente 20.  potranno essere ascoltati in diretto  e in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole.

v  Il  primo webinar, a carattere introduttivo, avrà la finalità di orientare lo studio dei quesiti sulla metodologica per centrare la domanda avendo presente quello che è il quadro normativo del profilo professionale del direttore SGA.  In via preliminare, sarà fatto un esame schematico ed approfondito del profilo professionale del direttore SGA e delle sue specifiche competenze, per essere messi in condizione di saper utilizzare il linguaggio giusto e, soprattutto, saper rispondere ai quesiti dal punto di vista del Direttore.

v  Il corso comprenderà gli argomenti della prima e della seconda prava scritta. Durante i webinar  dedicati alla prima prova scritta saranno proposti e spiegati quesiti a risposta aperta. Mediamente tre quesiti per webinar. Durante i webinar dedicati alla seconda prova scritta saranno proposti e spiegati quesiti teorico- pratici  consistenti nella soluzione di casi di scuola e redazione di atti e provvedimenti relativi alla professione del direttore sga. riferiti agli ambiti delle materie del concorso. Tutti i webinar proposti avranno carattere laboratoriale.

v  Molto importante è l'esercitazione scritta che i corsisti dovranno sviluppare a casa secondo le indicazioni che saranno date nel corso dei webinar.  Su tutti i quesiti proposti verranno fornite le necessarie indicazioni metodologiche su come interpretare i quesiti e centrare la risposta, in modo da consentire, a ciascun corsista di approntare l'elaborazione personale a casa. L'elaborato sarà poi inviato alla casella di posta direttore@euroedizioni.it, per la correzione.

v  Sarà consentito, ad ogni corsista, inviare per la correzione cinque risposte ai quesiti, rientranti nel pacchetto, che verranno restituiti corretti, dopo un’attenta verifica. In aggiunta ai 5 quesiti, i corsisti potranno richiedere la correzione di altri quesiti.  In tal caso, coloro che vorranno fruire di altre correzioni, oltre alle 5 comprese nel pacchetto, potranno  richiederlo versando ulteriori 5 euro per la correzione di ogni ulteriore quesito.

v  Coloro che sono interessati a frequentare il corso  dovranno comunicare con mail a direttore@euroedizioni.it   i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo) ed allegare la ricevuta di pagamento. 

v  L'iscrizione al corso costa  € 200,00.

v  I webinar sono fruibili anche in differita e si possono riascoltare quando si vogliono e per il tempo che si vuole.

 

 

Materiali per la preparazione al concorso

 

PER INFORMAZIONI DI DETTAGLIO CONSULTARE IL SITO www.euroedizioni.it

Inoltre proponiamo i seguenti materiali:

1) COME SUPERARE LA PRIMA E LA SECONDA PROVA SCRITTA- CONCORSO DIRETTORE SGA  a cura di R. CALLA', M.R. TOSIANI, A. ARMONE- Pagine 530, € 30,00 

Guida ai quesiti a risposta aperta della prima prova scritta ed al  quesito teorico- pratico della seconda prova scritta sulle materie del concorso. Vengono proposti 219 quesiti  a risposta aperta sviluppati soprattutto sulla seconda prova pratica che comprende anche la redazione di atti.

 

2) MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890, a soli  50,00 euro

Guida completa allo svolgimento dei quesiti della prima e della seconda prova scritta - Il testo  è aggiornato con il nuovo Regolamento di contabilità scolastica di cui al Decreto n.129 del 28 agosto 2018 e da ultimo con il decreto di modifica al codice dei contratti pubblici c.d. decreto sblocca cantieri

 

3) CODICE DELLE LEGGI DELLA SCUOLA - TESTO DI LEGISLAZIONE SCOLASTICA AD USO CONCORSO -

Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per direttore SGA ai sensi dell'art.13, comma 10 del Bando di concorso. Il testo  per agevolare la ricerca è strutturato e diviso in quattro parti:

- PRIMA PARTE - La legislazione scolastica

- SECONDA PARTE - La legislazione sul rapporto di impiego pubblico

- TERZA PARTE -  Le norme del codice dei contratti pubblici

- QUARTA PARTI - I contratti collettivi di lavoro del personale della scuola

Il costo del testo  composto da oltre 1280 pagine è di 35,00 euro

 

Modalità di acquisto:

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       Versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

 

Inviare copia della ricevuta di pagamento via mail a direttore@euroedizioni.it  con l'indirizzo completo. Per ogni altra informazione di dettaglio consultare il sito www.euroedizioni.it.  Per ogni altro chiarimento  inviare una email a  direttore@euroedizioni.it

 

 

Illustre Ministro, questa nostra per chiederLe pubblicamente di fare chiarezza sulla questione concorso riservato DSGAf.f. attualmente punto di discussione per il  tavolo tecnico del  prossimo 1^ ottobre. Dalle varie interviste pubblicate sulle testate giornalistiche,social, trasmissioni televisive è emerso l'interessamento sulla ns questione ma si evince anche che, purtroppo, nessuno conosce effettivamente il lavoro della segreteria amministrativa della scuola e in particolar  modo le mansioni del DSGA

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Al solito, non entriamo nel merito di specifici episodi, che la magistratura avrà modo di indagare, però è il caso di ribadire, ancora una volta, che in ogni scuola esistono il dirigente scolastico o un reggente o comunque un vicario e che non è possibile non sapere, non è possibile che comportamenti aggressivi si instaurino fino a tal punto senza che nessuno se ne accorga. Non bisogna essere investiti di autorità o ricevere una delega ad hoc per sentirsi responsabili. Tutti quanti, collaboratori scolastici inclusi, sono comunque tenuti a vigilare perché non si verifichino comportamenti illeciti, soprattutto di tale portata.

Senza voler sminuire i fatti, c’è anche da dire, e senza che ciò valga a giustificazione, che lavorare nella Scuola dell’Infanzia non è facile, per via dell’orario, del numero e della vivacità dei bambini, delle situazioni stressanti che si determinano in tante occasioni, della pressione psicologica cui spesso sono soggetti gli insegnanti.

In proposito, scrive Vittorio Lodolo D’Oria il 21 giugno su Professione Insegnante:“Nelle indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) i mass-media riportano spesso le intimidazioni pronunciate dalle maestre contro la piccola utenza troppo vivace. Tra le minacce più impressionanti vi sono frasi come “vi impiccherei”, “vi ammazzerei tutti”, “vi butterei fuori dalla finestra”, “ti appiccicherei al muro” (talvolta pronunciate in dialetto). Pur non sembrando “politicamente corrette”, si tratta di evidenti “frasi al vento”, di sfoghi verbali ovvero di espressioni colorite, come dimostra il fatto incontrovertibile che nulla di tutto ciò è mai accaduto per davvero. Quando tali parole (come capita nei processi per PMS) vengono estrapolate da una videoregistrazione, decontestualizzate, interpretate e drammatizzate, finiscono con l’assumere nelle indagini giudiziarie una gravità assoluta, paradossale e totalmente surreale”.

Ci sembrano riflessioni importanti e degne di nota, dietro le quali avvertiamo il tentativo di comprendere il fenomeno depurandolo dalle “impressioni” e dalle suggestioni. È chiaro che, al di là della inopportunità delle frasi - ci sarebbe da discutere sull’aspetto non verbale o paraverbale che le accompagna - ciò non vale per le aggressioni fisiche, anche violente, che le immagini rilevano e che, comunque sono anch’esse da inquadrare nella oro reale dimensione.

Quel che appare certo è che ogni scuola è chiamata ad attrezzarsi in capo alla responsabilità che ciascuno deve riconoscersi, perché ciò che succede nella scuola, in qualunque angolo di essa e da parte di chiunque, interessa tutti e coinvolge tutti. Davanti a fatti così riprovevoli nessuno può sentirsi o dirsi assolto. Altro aspetto su cui, comunque, la scuola deve interrogarsi su che tipo di relazione, collaborazione e cooperazione lega il personale, perché nessuno finisca col sentirsi isolato.

Nella recente relazione in Parlamento, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha ricordato che “la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione a soggetti titolari di diritti, ponendo le basi per un cambiamento nella relazione tra generazioni” e che “ciò però non può significare - come talora accade - che i genitori, la comunità e le istituzioni, senza assumersi le loro responsabilità, rinunciano al loro ruolo di guida nei confronti dei più piccoli”.

La responsabilità, dunque, è l’irrinunciabile parola chiave che deve permeare il progetto relazionale che la scuola deve sapere e voler perseguire per tutti e per ciascun alunno. Il che comporta l’obbligo di “ascoltare”i bisogni dei bambini e dei ragazzi ma senza rinunciare all’esercizio del proprio ruolo di “grandi” consapevoli e responsabili. Non può esistere vera relazione al di fuori del rispetto per l’altro, al di fuori di un’accoglienza che non identifichi un momento particolare dell’incontro, ma che lo permei e lo sostenga ininterrottamente.

Il numero si apre con il contributo di Anna Armone su “La natura giuridica e la funzione del servizio di istruzione e formazione”, nel quale analizza la specificità del servizio scolastico, che la legge Bassanini ha immesso nel sistema riformato delle autonomie conferendole una soglia di agibilità propria e che si dimensiona su due esigenze - pianificazione come soggetto scuola e concertazione con il territorio e le sue componenti - intercettando la dimensione della funzione sociale, come richiamato da tutte le Costituzioni europee.

Giacomo Mondellipropone “La progettazione curricolare nel PTOF: riflessioni e considerazioni preliminari” approfondendo l’importanza che nella scuola, tra gli insegnanti e con il concorso e la guida del dirigente scolastico, si sviluppi, prima, e si persegua, poi, la cultura del curricolo che, passa, in primo luogo, attraverso la progressiva ma sempre più diffusa consapevolezza della notevole diversità esistente tra “curricolo”(di istituto, da costruire autonomamente in ogni istituzione scolastica anche se sulla base educativa, culturale e formativa unitaria proposta dalle Indicazioni Nazionali/Linee Guida) e “programma”(nazionale, prescrittivo in ogni sua parte e, perciò, semplicemente da attuare).

Legato agli studi sulla leadership, il termine followership definisce la capacità da parte seguaci di accompagnare i propri capi esercitando un legame di stretta e cieca obbedienza nei loro confronti.Michela Lellariprende il concetto in “Lo sviluppo della followership nella scuola”e lo riporta il nell’alveo della psicologia sociale e, in particolare, in ambito organizzativo, dove i followers sono rappresentati da quei lavoratori che manifestano la volontà di cooperare in modo che si realizzi la mission dell’organizzazione attraverso l’attestazione di un alto grado di coinvolgimento nel lavoro di squadra. Da qui una interessante suggestione per il leader istituzionale.

A seguire Damiano Verdache, in “Media Education” focalizza l’attenzione sulla tecnologia e sull’educazione al suo uso come strumento di mediazione didattica. La riflessione si avvia dall’affermazione di Karl Popper che tutta la vita è risolvere problemi, per soffermarsi sulla sua possibile ricaduta in un contesto pedagogico come quello della scuola, nel quale i percorsi di apprendimento possono essere rappresentati in forma di sequenze di problemi. Significativo, resta, comunque, che l’efficacia con cui si affrontano i problemi è strettamente legata al processo di mediazione tra alunno e insegnante, tanto nei confronti della realtà (per interpretarla) quanto l’uno verso l’altro (per interpretare, ciascuno al meglio, il proprio ruolo nel percorso di crescita).

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 20 maggio scorso, lo Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”.Il provvedimento ha l’intento di cambiare radicalmente l’approccio alla disabilità, con l’obbiettivo di porre sempre di più al centro lo studente e le sue necessità in ambito scolastico. Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi, non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente. Filippo Sturarone fa una attenta disamina in:“Inclusione scolastica degli studenti con disabilità”.

Pur se il tempo degli scrutini si è concluso, si pone come importante momento di riflessione il contributo di Silvia Giannonesu “La valutazione degli alunni. Scrutini e Consiglio di classe: possibili vizi di delibera”,che riflette sull’intero processo sottostante avendo sullo sfondo la sentenza n. 166/2018 del TAR di Trento, emessa in conseguenza del ricorso di genitori per la mancata ammissione del loro figlio alla quarta classe del liceo scientifico frequentato a causa di gravi insufficienze in due materie di indirizzo e di alcune lacune ritenute dai docenti impossibili da colmare con lo studio personale durante i mesi estivi né con interventi didattici promossi dallo stesso istituto.

Si rifà all’ultima indagine dell’ISTAT sul benessere equo e sostenibile (Bes), pubblicata a fine 2018, il contributo di Ada Maurizio, “L’istruzione e la formazione: indicatori del benessere”, Il quadro offerto dall’indagine pone l’istruzione e la formazione al secondo posto in ordine d’importanza tra le variabili che definiscono il benessere, subito dopo l’importanza prioritaria riconosciuta alla buona salute e agli stili di vita. Il ruolo attribuito all’istruzione risulta particolarmente significativo e in aumento rispetto agli altri domini. Al fine di verificare quanto l’istruzione e la formazione contribuiscano al benessere di un Paese come l’Italia, il contributo propone anche il Rapporto Excelsior, presentato a Roma a fine marzo 2019. Mettendo insieme i dati delle due indagini, il risultato è che la qualità dell’istruzione e della formazione è la condizione necessaria affinché si costruiscano profili qualificati ed è la garanzia per lo sviluppo di competenze necessarie per l’occupazione.

A seguire Filippo Sturaroanalizza il  D.P.C.M. n. 47 del 4 aprile 2019  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 133 dell’8 giugno 2019 con il quale sono stati stabiliti  i nuovi assetti organizzativi del Miur, in  “La nuova riorganizzazione del MIUR” .

Come già nel numero di giugno, Aldo Domenico Ficarafocalizza l’attenzione sull’intricata e complessa vicenda del concorso per dirigente scolastico, ormai concluso per quanto riguarda le fasi previste, ma ancora ostaggio di ricorsi che, presenti fin dal primo momento, si sono viepiù appesantiti nell’arco del suo evolvere da una fase all’altra. Il contributo propone una attenta e significativa “Storia dei ricorsi negli ultimi concorsi per Dirigenti Scolastici”,con uno sguardo che dall’attuale si posta al concorso del 2011 per andare a quello del 2004, addentrandosi anche in particolari sconcertanti.

Sulla scia del precedente articolo, “Il coraggio di ripensare la scuola”(numero 6 di Dirigere), ispirato dalla lettura del Quaderno di TreLLLE n. 15, Viviana Rossipropone il primo di tre articoli elaborati per approfondirne le tematiche e le proposte emerse per il miglioramento qualitativo del nostro sistema scolastico, proposte che derivano dallo studio delle migliori esperienze italiane e internazionali, dai dati dei più qualificati centri di ricerca europei e italiani (in particolare OCSE, EUROSTAT, ISTAT...); dai più importanti esperti italiani ed europei; da una visione della scuola a 360°. Nell’articolo di questo numero, “La scuola per tutti non deve limitarsi ad istruire”,si puntualizza la necessità che la scuola debba anche educare ai diritti e ai doveri, alla libertà e al rispetto delle regole, formare al lavoro sia intellettuale che operativo per preparare i giovani a vivere nel XXI secolo. Alla luce di questi profili, si può affermare che la scuola italiana assolva al suo compito in modo adeguato e sia in grado di far fronte alla sfida del lavoro nei prossimi anni?

Per La Scuola in Europa, Mario Di Maurorivolge la sua attenzione ad una piccola realtà europea, grande più o meno come una delle nostre province minori, “Il Lussemburgo, il paese, la città, la scuola …”,quindi una realtà in cui il sociale si trova a sperimentarsi insieme e simultaneamente a ciò che definiamo“locale”e “globale”.Il contributo si sofferma sullo studio del 2018 “Teaching for Global Competence in a Rapidly Changing world”. Particolarmente interessante è la riflessione che ne deriva sul concetto di competenza globale. Il Lussemburgo si rivela essere ottimo terreno di coltura per imparare a leggere il “globale”.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutiriflette su“I voti nella scuola primaria, croce e delizia!?” evidenziandone l’incongruenza con i bisogni degli scolari che si muovono secondo linee di sviluppo ancora in via di definizione e, quindi, non necessariamente e non sempre in linea con l’idea di sviluppo medio che possono averne gli insegnanti. L’attribuzione dei voti, seppure riscontra felicemente le situazioni di bambini più pronti a comprendere e ad allinearsi alle aspettative, rischia di essere mortificante per quelli che, almeno al momento, stentano a rispondere alle richieste in maniera anche solo un po’ soddisfacente. X

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