Ultime notizie

Nella Gazzetta Ufficiale del 9 novembre è stata resa nota la data della prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici per i candidati della Sardegna, rinviata per le avverse condizioni del tempo il 18 ottobre: si terrà giovedì 13 dicembre a partire dalle ore 10.00.

 

Un problema che si è andato evidenziando in merito al concorso straordinario è quello segnalato, sulla sua pagina facebook, dal senatore Pittoni responsabile istruzione Lega e Presidente della 7^ commissione Istruzione del Senato: Il caso di un docente che alla data del 12/12/2018 (scadenza del bando) non abbia ancora perso la qualifica di docente di ruolo perché l’amministrazione territoriale del MIUR non ha provveduto a emanare il decreto di esecuzione della sentenza sfavorevole all’interessato che lo retrocede dalle GAE alla II^ fascia delle graduatorie di istituto con contestuale rescissione del contratto a tempo indeterminato e conseguente trasformazione dello stesso in contratto tempo determinato fino al 30 giugno 2018; così come potrebbe verificarsi il caso che alla stessa data non ci sia ancora la pronuncia giurisdizionale che toglie all’interessato il diritto all’inclusione nelle GAE. I docenti in tali condizioni non potrebbero presentare domanda di partecipazione al concorso.

Per questi motivi, il senatore Pittoni, ha annunciato la proposta di un decreto ad hoc, perché i termini del bando vengano riaperti limitatamente ai soggetti nei confronti dei quali venga emanato un decreto di cancellazione dalle GAE in data successiva a quella di scadenza del bando. In tal modo si consentirebbe anche di poter usufruire della riserva di posti ai sensi della legge 68, che scatta esclusivamente per chi non ha in atto un rapporto a tempo indeterminato.

 

Intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega, il vicepremier Salvini ha espresso l’intenzione di mettere in discussione l’abolizione del valore legale del titolo di studio: “Negli ultimi anni – ha sottolineato– la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.

Il problema del titolo di studio non è nel programma di governo, ma sembra essere un argomento che interessa molto il popolo leghista, prevalentemente radicato nel Nord Est del Paese: abolire il valore legale del titolo di studio potrebbe comportare l’eliminazione della garanzia per tutti di partecipare ai pubblici concorsi o di concorrere per una professione, prescindendo dal territorio di provenienza.

Per contro, questo renderebbe più difficile, per i diplomati e laureati del Sud, l’accesso nel mondo del lavoro.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Come prepararsi ed affrontare la prova orale

vi proponiamo il testo di Antonio Di Lello

ICASI DELLA SCUOLA

Guida alla prova orale del concorso dirigenti scolastici

Pagine 300 , Costo euro 22,00

(aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA)  

Vengono proposti 46 casi .  Ogni caso prospettato viene analizzato in tutte le sue componenti, fornendo la relativa soluzione con gli opportuni e necessari riferimenti normativi richiamati.

 Noi crediamo che questo testo possa servire come validissimo e consistente aiuto a tutti i candidati al Concorso per Dirigente Scolastico per affrontare la prova orale, considerata la vastissima casistica di situazioni che quotidianamente si presentano e la relativa ampia e non sempre chiara normativa a cui essi sono costretti a fare riferimento.

Questo testo di agile lettura espone in forma semplice e discorsiva una serie di casi pratici che il dirigente scolastico nella sua attività quotidiana può essere chiamato a risolvere e che sicuramente potranno costituire oggetto di domanda per la risoluzione del caso alla prova orale.

Nella bozza del testo di riforma dei concorsi a cattedra si prevede che, per accedere ai prossimi concorsi, basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico -pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Saranno esentati dal conseguimento dei CFU e CFA i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione,

Saranno esentati”

I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.

Per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, si prevede la possibilità di partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Il concorso diventa abilitante all’insegnamento per le medesime classi per le quali si partecipa.

Non ci saranno idonei, ma la graduatoria a fine concorso, sarà composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso e le graduatorie avranno valenza biennale.

Le prove concorsuali saranno: due prove scritte una orale. Quest’ultima avrà l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Per il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale.

Viene cancellato il FIT, il percorso triennale di formazione dei docenti previsto dalla legge 107/2015. Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e di formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo.

Chi vince assume l’obbligo di rimanere 4 anninella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova.

Saranno aboliti gli ambiti territoriali, per cui i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Il 6 novembre, il Ministro Bussetti ha incontrato il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e ha ribadito l’opportunità di lavorare insieme nel rispetto dei ruoli e con obiettivi precisi e condivisi per rimettere la scuola al centro della società. Quindi ha manifestato l’intenzione di “mettere ordine in normative che hanno messo a dura prova la scuola, sovraccaricando dirigenti e istituti. Come anche potenziare la didattica, attraverso metodologie e strumenti innovativi e grazie ad una formazione continua del corpo docente”.

Riferendosi alla Carta delle studentesse e degli studenti e degli studenti in Alternanza Scuola-Lavoro, il Ministro ha confermato l’intenzione di apportare modifiche, per cui il coinvolgimento degli studenti è fondamentale. “C’è da parte di questo Ministero – ha ancora affermato il Ministro - la massima apertura. A voi, però, anche il compito di aumentare la rappresentatività, di coinvolgere maggiormente i vostri coetanei e sviluppare così senso di appartenenza nei confronti dell’istituzione scolastica”.

 

Il Miur ha emanato la circolare 1892 del 7 novembre,che fissa i termini per le iscrizioni alle classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado per l’anno scolastico 2019-2020. Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019, in anticipo rispetto all’anno scorso.

L’anticipo del periodo delle iscrizioni, fortemente voluto dal Ministro Bussetti, servirà per far partire prima la macchina delle operazioni che servono per portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico.

Le iscrizioni dovranno essere fatte on line, ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà come sempre disponibile, a questo scopo, il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti e ai risultati a distanza (Università e mondo del lavoro).

Scuola dell’Infanzia - La domanda resta cartacea e va presentata alla scuola prescelta. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019, che hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020.

Sul sito del Miur circolare 1892 del 7 novembre e allegati

Circolare: http://www.miur.gov.it/miur-theme/icons/file-pdf.svg

Una Rivista mensile pensata per la funzione di Educatore del Dirigente scolastico e per l'Aggiornamento professionale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado

La rivista  è  disponibile anche on line collegandosi al sito www.farelinsegnante.it - Gli abbonati oltre a ricevere regolarmente la copia cartacea, avranno la possibilità di sfogliare e stampare la rivista in tempo reale dal proprio pc.

La password sarà comunicata appena ricevuta comunicazione dell'avvenuto pagamento dell’abbonamento. L'abbonamento annuale alla  rivista costa solo € 50,00

Ogni numero  della rivista tiene in particolare considerazione una tematica di attualità o costantemente rilevante, alla quale dedica una certa quantità di interventi caratterizzanti.

Le tematiche che saranno sviluppate nell'anno scolastico 2017/2018

·       n. 3 - Novembre: Formazione in servizio del personale scolastico

·       n. 4 - Dicembre:  Valutazione di sistema e del personale

·       n. 5 - Gennaio:    Valutazione degli alunni

·       n. 6 - Febbraio:   Le innovazioni metodologiche e didattiche per il successo   formativo

·       n. 7- Marzo:        La didattica con l’apporto delle tecnologie digitali e l’educazione ai media

·       n. 8 - Aprile:       Ambienti di apprendimento e inclusione

·       n. 9 - Maggio:    Gestione delle classi e dinamiche relazionali

·       n. 10 - Giugno:   Individualizzazione e personalizzazione degli insegnamenti/apprendimenti

 

FARE L'insegnante n.2/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

 

Editorialedi Ivana Summa

Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

 

 

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

 

MODALITA' DI ACQUISTO

Per abbonarsi per l'anno scolastico 2017/2018 è sufficiente effettuare il pagamento con una delle seguenti modalità

 

CON LA CARTA DEL DOCENTE

Come creare il buono spesa:
accedi con il tuo Spid alla piattaforma ministeriale https://cartadeldocente.istruzione.it
cliccare la voce “Crea buono” dal menu in alto a sinistra
si aprirà la schermata “Per quale tipologia di esercizio/ente?” - cliccare su “Fisico
scegli l’ambito “Libri e testi ( anche in formato digitale)", sia per i libri, sia per le riviste;

inserisci l’importo corrispondente  al costo delle riviste o dei libri  - cliccare su “Crea buono”
Verrà generato un buono spesa contraddistinto da un codice.

Scaricare il buono in PDF e spedirlo  alla nostra casella  euroed@euroedizioni.it  insieme ai dati (nome, cognome, indirizzo completo ).

- oppure mediante

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

Le scuole per ricevere la fattura elettronica devono comunicare il CIG  a  euroed@euroedizioni.it

 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Antonio Sapiente -  Privacy, il nuovo registro dei trattamenti

Filippo Sturaro -  Garantire i diritti degli alunni

Silvia Renzulli  - Visite mediche di controllo ed esenzione dalla reperibilià

Michela Lella -  Predisposizione del PTOF per gli anni 2019/2022

Salvatore Argenta  - La Corte di Giustizia Europea dichiara legittima la norma che riconosce  il servizio non di ruolo nella misura di quattro anni interi e due terzi per l’ulteriore periodo

 

Slittano i termini per la predisposizione del programma annuale 2019

E' pignorabile il conto corrente del pensionato?

Legge di Bilancio 2019

E' dovuta l’imposta di bollo sugli atti dei concorrenti nelle procedure di gara per l’acquisizione di beni e servizi?

Digitalizzazione delle procedure di gara

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Licenziamento per giusta causa e diritto di critica delle decisioni del datore di lavoro

·       Licenziamento disciplinare e principio di immutabilità della contestazione

·       Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore

·       Demansionamento e onere probatorio

 

MIUR

·       Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica n. 206 del 17 ottobre 2017 - Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia

·       Decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2018  - Assunzioni docenti afam anno accademico 2018-2019

·       Nota prot. n. 14748.25-10-2018 - Incarichi a tempo determinato personale ATA - Graduatorie d’istituto 24 mesi

 

Il MIUR  con la nota 21617 del 31 ottobre 2018 della Direzione generale delle risorse umane ha comunicato che sarà disposta la proroga del termine per la redazione del programma annuale 2019.

L'iniziativa è collegata alla circostanza che è intenzione del MIUR pubblicare, in tempi brevi, il nuovo regolamento di contabilità scolastica, dopo una lunga e travagliata gestazione durata circa tre anni,  in modo che il programma annuale per il 2019 venga predisposto con le regole del nuovo regolamento di contabilità

Il nuovo regolamento contiene sostanziali modifiche alla contabilità, la più significativa la redazione del bilancio in termini di competenza e di cassa che rappresenta la novità più rilevante.

 

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di Luciano Lelli - Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

Questo numero della rivista si prefigge di scandagliare, in una varietà di prospettive, la pratica delle discipline nella scuola, soprattutto italiana, rilevandone la presenza e la funzione sia in ottica diacronica che sincronica. Ciò con l’intento operativo di contribuire alla riflessione dei docenti riguardo alle loro consuetudini di impostazione della didattica disciplinare, riflessione particolarmente opportuna all’avvio di ogni nuovo anno scolastico, per evitare che l’adagiamento nella routine eccessivamente prevalga.

Innanzi tutto, che cosa è pertinente intendere con il termine disciplina? Traggo una prima descrizione dall’Enciclopedia Treccani: “Disciplina(dal lat. disciplina, da disco‘apprendo, imparo’). - È in origine l’atto dell’apprendere, e di riflesso anche l’atto dell’insegnare; ma il termine ‘disciplina’ passò a significare a un tempo l’oggetto stesso dell'apprendere e dell’insegnare, quella che fu detta anche la materia dell’insegnamento, onde si ebbero le varie discipline: letterarie, scientifiche, storiche, …..”. La specificazione riferita assimila tout court le denominazioni disciplina e materia: anche se volendo sottilizzare si potrebbe identificare una qualche distinzione concettuale e operativa tra i due termini, si può ritenere sostanzialmente accettabile la sovrapposizione, del resto frequente e anzi generalizzata negli usi discorsivi.

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

Il termine disciplina è, secondo l'OCSE,"non solo e non tanto un insieme di contenuti, ma, e soprattutto, un insieme di metodi di indagine, di tecniche di lavoro che si possono esercitare non solo per studiare un argomento piuttosto che un altro, ma anche per apprendere cose nuove, applicando metodi e tecniche a concetti e contenuti diversi".

Questa definizione, ancorché non esaustiva, è comunque utile  se la assumiamo dentro una logica di progettazione curriculare, perché è proprio in questa prospettiva - da circa due decenni fatta propria dalle riforme scolastiche - che i saperi  trasmessi dalla scuola nell'ambito dell'insegnamento disciplinare (si pensi al sistema delle cattedre e degli stessi libri di testo) sfuggono dalla logica enciclopedica e frammentaria delle conoscenze disciplinari. Infatti, nella definizione sopra riportata, la disciplina viene rappresentata come uno  strumento di investigazione della realtà e non di una sua riproposizione astratta da trasmettere alle nuove generazioni.

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole del mondo”. È un aforisma scaturito dalla penna di Paul Carvel che dà conto dell’importanza della musica nel curricolo scolastico e la sdogana dal luogo comune di “disciplina minore”.

La musica è disciplina dall’elevato valore educativo e formativo.  È un linguaggio universale, componente dell’esperienza umana, disciplina fondamentale per la realizzazione di percorsi di conoscenza, espressione, comunicazione e consapevolezza culturale. Del valore della musica nella scuola, ci si resoconto in Italia nel 1979, quando, con gran ritardo rispetto ad altri Paesi europei, essa entrò a far parte dei programmi scolastici della scuola media come “educazione musicale”, obbligatoria per due ore settimanali. Nello stesso anno, nello stesso segmento scolastico, si istituiva la sperimentazione dell’insegnamento  dello strumento musicale, che cessava dopo venti anni, con i corsi ad indirizzo musicale.

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

L’opera di Gennaro Puritano Buongiorno, Prof! Confessioni di un insegnante alla prova (Milano, Ipoc, 2014) sembra inserirsi, ad una prima analisi, nel vasto filone della narrativa autobiografica, ritrovando tanto la sua cifra stilistica quanto la propria specifica dimensione nell’humus neorealista del Corrado Alvaro di Vent’anni o, ancor più decisamente, del Marcello D’Orta di Io speriamo che me la cavo. E in effetti, si avvertono nel libro del Puritano la profondità di analisi, il taglio di denuncia e la spinta propositiva che contraddistinguono, nel complesso, questo particolare indirizzo letterario.

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

I Programmi

Per comprendere il senso e l’importanza delle discipline nei processi d’insegnamento e di apprendimento l’atteggiamento più logico è prestare attenzione ai programmi, che si presentano con una chiara specificità nei vari ordini e gradi di scuola. Nella scuola secondaria superiore, infatti, alcune discipline disegnano la piattaforma comune per tutti gli studenti, altre sono riconducibili alla specificità dei percorsi di formazione e agli obiettivi del corso di studi. Qui, il loro rapporto con i processi d’insegnamento/apprendimento si presenta con caratteristiche legate all’età,ai contenuti delle materie e alle competenze da sviluppare.

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Anno nuovo, scuola nuova? Per certi aspetti, verrebbe proprio di augurare un anno scolastico all’insegna di tante novità che garantiscano a tutti gli attori del mondo dell’istruzione quella serenità adeguata per poter lavorare efficacemente con gli studenti. Poi incontri gli insegnanti, ascolti i genitori, rubi spunti agli alunni e ti rendi conto che il mondo reale è diverso, perché catapulta tutti tra i banchi con la nostalgia di un’estate troppo rapida e l’entusiasmo per nuove avventure. Così, le pratiche quotidiane riprendono tra consigli, dipartimenti, programmazioni, assegnazioni, classi, compiti, lezioni. E torna lei: inesorabile e spietata, rifà capolino la valutazione.

Inesorabile e spietata? Forse. O, forse, anche possibile mezzo di crescita e stimolo. Quali sono, dunque, gli elementi che possono porre tale strumento tra quelli utili o, al contrario, pericolosi per la crescita degli studenti? Riteniamo che, per rispondere a tale quesito, sia utile recuperare il senso della valutazione stessa, che non rappresenta soltanto un modo per rilevare in un dato momento quali siano le conoscenze che lo studente ha acquisito o le competenze che ha maturato. Essa, infatti, è un processo più profondo che entra a pieno titolo nell’esperienza di apprendimento e che interviene anche nella delicata dinamica di costruzione del senso che lo studente ha di se stesso. In altre parole, nel momento in cui assegniamo un voto ad uno studente o certifichiamo le sue competenze, nella modalità in cui poniamo le prove e comunichiamo con l’allievo, è molto probabile che impattiamo sulla sua modalità di percepirsi. Infatti, solitamente, un conto è ricevere un voto alto e un conto è riceverne uno basso, un conto è cogliere la possibilità che la valutazione può cambiare e un conto è considerarla come stabile per sempre, un conto è ricevere considerazioni sulla propria performance ed un conto è riceverne sulla propria persona.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

Senza il casuale, non possono esservi cose nuove (Gregory Bateson)

«Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti»così recita uno dei 169 traguardi di AGENDA 2030. Un documento redatto dall'ONU che propone un programma d'azione in 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile del Pianeta.

L’obiettivo che più direttamente coinvolge la scuola è il n. 4 che è quello di «Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti»; sollecitazioni che sono state riprese anche nel nuovo documento redatto dal Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari”.

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

Gli interessi e l’attenzione

Le numerose attività quotidiane, nella scuola dell’infanzia, non sempre partono da interessi vivi e presenti, anchedi breve durata, destinati a tradursi, nel tempo, in motivazioni più consistenti e durature attraverso percorsi educativi adeguati, e, di conseguenza, non sempre riescono a coinvolgere, in maniera valida, gli alunni sul piano emotivo e mentale, a impegnare la loro attenzione, gradualmente, in maniera sempre più intensa e per un tempo sempre più lungo.

All’età di tre anni il bambino presenta una limitata capacità di concentrazione e di riflessione, passa facilmente da un’attività a un’altra e da un interesse a un altro, in tanti casi si tratta di curiosità superficiali e passeggere, cambia facilmente gruppo e amicizie, dimostra poca stabilità mentale e operativa. Le sue attività si presentano alquanto“indifferenziate e aspecifiche” (1), non sono ben definite, non hanno assunto ancora una loro specificità e un loro volto, si confondono e si mescolano tra loro. Le relazioni con i compagni, di solito, sono molto fragili, possono variare anche in periodi molto brevi. Eventuali interventi impositivi, regolativi, a volte repressivi e sanzionatori, intesi a dare maggiore stabilità all’impegno scolastico del bambino, come accade in tante circostanze, non sempre sono un rimedio efficace, non sempre risolvono il problema.Al contrario, “differenziazione e specificità precoci producono inevitabilmente processi di semplificazione e d'impoverimento” (2).

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

La competenza comunicativa, in qualsiasi lingua, si mobilita partendo dalle quattro abilità linguistiche (four skills): “il parlare, in senso stretto, cioè usare le parole con la voce, l’ascoltare (e capire) le parole dette da altri, il leggere (e capire) le parole scritte” [T. De Mauro, 1998].

Delle quattro abilità l’espressione scritta è probabilmente l’abilità più difficile da insegnare perché è la forma più complessa di comunicazione; necessita di una gradualità e richiede tempi distesi e una messa a punto di strategie e attività diversificate in base ai prerequisiti e alle conoscenze degli allievi. Per il Common European Framework of Reference le abilità linguistiche si attivano nella competenza comunicativa secondo lo schema:

ricezione  mediazione   produzione  interazione.

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

L'argomento enunciato  nel titolo impone un chiarimento perché il termine “gestione” è tipico  di un modello  scolastico  che la pedagogia  da tempo ritiene  superato, ma la prassi  scolastica  è ben lontana dall'essere in linea  con esso. La “gestione” di un problema non dovrebbe  essere  equivalente  ad una imposizione dall'alto, soprattutto  quando  il problema  stesso è tutt'uno con la persona  che il modello  di scuola  inclusivo sotteso  a tutta la nostra legislazione scolastica ha messo al primo posto dell'attenzione pedagogica.

L'espressione “gestione della classe”, secondo la vigente normativa, è a mio giudizio  impropria, perché presuppone  l'uguaglianza dei membri che la compongono. Se partiamo dal presupposto  che una classe  non è una realtà  omogenea (i soldatini a cui fa  riferimento Pennac diventano  un esempio  ormai desueto  per esprimere l'identità di una classe),  ma una realtà eterogenea, costituita per  natura da un insieme di persone tra loro diverse e portatrici di bisogni differenziati e strettamente  “unici”, allora possiamo comprendere che, a monte del problema della gestione  di quell'insieme eterogeneo  che è la classe, c'é sostanzialmente  un atto  “rivoluzionario”, che in molti casi è difficile da accettare, ma  che è un dato di fatto.

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

Essere docenti oggi è davvero una sfida. La scuola, infatti, rappresentando un tempo formativo importante e dilatato, sa bene che serve padroneggiare saperi per possedere ed esercitare le capacità di analizzare, comprendere ed infine scegliere, ovvero attrezzare l’individuo di una forma mentis in grado di reggere e sostenere il cambiamento. Si tratta di un obiettivo a lungo termine che trova espressione nel concetto di Lifelong Learning, le cui radici, però, si rinvengono già nella scuola dell’infanzia e primaria. Si tratta di un obiettivo che trova nella “continuità curricolare” la sintesi della sua complessità e nel concetto di verticalizzazione, la sua espressione a lungo termine, superando i confini dell’istruzione formalizzata.

Possiamo sostenere che quanto scritto è scollegato dalla fase dell’istruzione obbligatoria o, in virtù dello sviluppo di facoltà ed abilità traducibili poi in conoscenze e competenze, ne vediamo la potenziale crescita a spirale?

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

L’arte di ottenere ragione

In relazione alle lezioni magistrali del festival di filosofia, sul tema “verità”, credo sia utile, a scopi didattici, riprendere uno scritto di Schopenhauer sull’arte di avere ragione. Nell’età dei social networke delle fake news è bene proporre agli studenti un’analisi che possa fornire una difesa rispetto alle false notizie che imperversano ovunque.

Intorno al 1830-31, Schopenhauer scrive un breve trattato, apparso in Italia nel 1991 con il titolo L’arte di ottenere ragione (Adelphi 1991). Nel testo il filosofo si occupa della dialettica e ci introduce in uno dei tanti usi al quale storicamente il termine rimanda, collegandolo al contesto antico della gara e della disputa. La dialettica in Schopenhauer si identifica con l’eristica. Il filosofo la riferisce ad una dimensione di tipo agonistico, incurante del valore di verità del linguaggio e attenta ai trucchi e agli artifici logico-linguistici utilizzabili nelle dispute. Questi ultimi vengono individuati e formalizzati in 38 stratagemmi. Dopo aver dato una definizione dell’arte di disputare in modo da ottenere ragione con mezzi leciti e illeciti, l’autore distingue tra la verità oggettiva di una proposizione e la validità della stessa nell’approvazione dei contendenti; collega poi la dialettica alla seconda, riconducendone l’origine alla naturale slealtà del genere umano.  
 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

Molti studiosi ritengono che l’acquisizione lessicale sia di natura processuale e che, a differenza della sintassi e della fonologia, il cui possesso si stabilizza ad un certo livello della  crescita e della formazione, la conoscenza delle parole e del loro significato è un processo permanente nel corso della vita di ogni individuo. Questo è avvalorato dal fatto che il lessico stesso è in continua evoluzione e trasformazione e che cambia di generazione in generazione, in relazione anche all’evoluzione scientifico-culturale di una società.

Tutti i docenti di tutti gli ordini di scuola dovrebbero perseguire la competenza lessicale che si caratterizza per l’ampiezza del lessico compreso e usato, ma anche svilupparne la padronanza nell’uso, nonché il suo arricchimento. In tal senso, l’uso del lessico è strettamente connesso allo sviluppo di conoscenze e di capacità di selezione, di rispondenza alle situazioni e di adeguatezza ai contesti, ma è anche  in relazione all’apprendimento  delle discipline e cambia in relazione  ai destinatari, alle situazioni comunicative e  ai mezzi che vengono utilizzati nell’espressione orale e scritta.

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

Introduzione

Presso un Istituto di Istruzione Superiore della provincia di Brescia, nell'ambito del settore tecnologico e della disciplina di Estimo, dell'Indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio è stata progettata una unità di apprendimento organizzata  mediante metodologia del Content and Language Integrated Learning (CLIL), ai fini dell'innovazione curricolare. La medesima è stata realizzata con lo scopo di sollecitare nei discenti competenze non solo disciplinari ma anche progettuali, collaborative e cooperative volte alla creazione di un prodotto innovativo, rappresentato da una piccola dispensa digitale, riferito ad un contesto professionale reale. Mediante questo prodotto sono state effettuate riflessioni in lingua veicolare inglese, necessarie per cogliere le principali differenze tra l'estimo tradizionale, presente sul libro di testo in adozione e quello internazionale.

Il materiale prodotto è da ritenersi complementare al classico libro di testo, rappresentando di fatto una risorsa necessaria per approfondire una specifica tematica  i cui contenuti, essendo in costante evoluzione, non possono essere presenti sui tradizionali libri di testo. Questa attività ha permesso di potenziare non solo le competenze disciplinari ma anche perseguire la competenza chiave “Comunicare in una lingua straniera”, classificata come seconda tra le otto competenze per l'apprendimento permanente (2009/962/CE). Questa, per l'importanza strategica che riveste nelle prossime indagini nazionali (prove INVALSI) previste anche nel quinto anno, è stata inserita come prioritaria in alcuni documenti vitali per il funzionamento dell'Istituto (Piano di miglioramento, Rapporto di autovalutazione,

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

Molti sono stati negli ultimi decenni gli studi sulla vasta produzione filosofica e pedagogica di J. Maritain, tra questi quelli di Piero Viotto, pedagogista e studioso di problemi educativi, scomparso lo scorso anno.

Sul piano della riflessione filosofica, occorre far riferimento ai contributi di Umanesimo integrale; L’educazione della persona; Scienza e saggezza; La persona umana e il bene comune;Elogio della democrazia e L’uomo e lo Stato.

* Crisi della modernità:Maritain individua come motivi dominanti della crisi l’antropocentrismo immanentista e il prevalere della scienza sulla saggezza: nel primo, il motivo scaturente nasce dalla credenza che«per riconoscere all’uomo una personalità completa ed autonoma è necessario eliminare dalla sua vita la presenza dell’Assoluto»,presenza che costituirebbe un limite alla sovranità e all’autonomia dell’uomo;nel secondo, ilprevalere della scienza sulla saggezza, della tecnica sulla cultura, della volontà sulla intelligenza, dell’azione sulla contemplazione, ha determinato una crisi della“coscienza metafisica”, una sfiducia, cioè, nella ragione e nell’intelligenza dell’uomo. È unrovesciamento di valori: l’uomo si pone come fine assoluto e nega Dio per fondare unumanesimo naturalista, in cui la vita dell’uomo si riduce a puro elemento naturale; l’uomo senza Dio finisce schiavo della sua opera; si crede solo nella tecnica e a questa egli viene asservito. Si è smarrito in pratica “il senso dell’essere”, lanatura determina tutta la vita umana, le sue origini, il suo fine, il suo sviluppo,la sua organizzazione.

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

Inizio questa nuova rubrica della rivista riflettendo su una parola (linguisticamente una locuzione) da qualche tempo oggetto di intensa attenzione in campo scolastico, “ambiente di apprendimento”.

In senso generale esso è ogni luogo, opportunità, circostanza, rete di rapporti, strumentazione comunicativa in cui ciascuna persona è implicata, in tutto l’arco della vita. Quindi, la pluralità (come si vedrà a seguire) degli ambienti di apprendimento è coessenziale, sul piano formativo, all’esistenza stessa di ciascuno. Però, è soprattutto nell’età dello sviluppo iniziale che gli ambienti di apprendimento esplicano con la massima incisività la loro funzione educativa.

Il concetto qui discusso, sempre in qualche modo presente nella consapevolezza degli operatori scolastici, denota di sé un testo di grande rilevanza culturale e didattica, i Programmi 1985 per la scuola primaria, ove con molta pertinenza è specificato che detta scuola per esercitare al meglio la sua funzione deve agire come “ambiente educativo di apprendimento”.

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

In una fase storica del nostro paese in cui gli eventi e gli avvenimenti  vengono posti all'attenzione mediatica e consumati nel giro di qualche giorno, è molto raro che una notizia che riguarda la  scuola sfugga a questa logica. Infatti, si parla dei tanti problemi emergenziali, ma non si  raccontano le tante innovazioni che  nelle scuole si realizzano un anno dopo l'altro e che, tutt'al più, trovano un po' di spazio  nella stampa locale. E così, come d'autunno cadono le foglie  e ciò non fa notizia, ci sono alcuni luoghi del nostro paese che iniziano una nuova stagione in modo diverso dagli anni precedenti, accogliendo sfide che le scuole  debbono sforzarsi di vincere perché - come si sul dire - ci hanno messo la faccia. Senza rumore, ma con tanta passione.

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

Il regista francese Olivier Assayas nei suoi lavori più dichiaratamente anarchici, modulati sulle alte frequenze del rock o sull’evocazione di fantasmi interiori, non ha mai nascosto l’urgente volontà di riflettere sul contrasto sociale inteso come ribellione del “nuovo” nei confronti di un “vecchio” che fatica ad arrendersi e a declinarsi in forme diverse: che sia l’adolescenza inquieta narrata nella parabola post-sessantottina Après Mai contro la morale costituita o lo scontro generazionale tra due donne in Clouds of Sils Maria, si tratta sempre e comunque di una collisione tra mondi diversi che faticano ad armonizzarsi tra loro.

 

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

L’informativa costituisce una fase cruciale del trattamento, anche se preliminare allo stesso.

L’informativa consente all’interessato di venire a conoscenza del trattamento dei dati che  lo riguardano, dei fini perseguiti attraverso il trattamento, delle modalità del trattamento e di tutte le altre informazioni, di far acquisire una consapevolezza piena sui propri diritti, le libertà fondamentali e la dignità personale, da proteggere in modo effettivo anche attraverso i mezzi di tutela previsti a suo favore.

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

Necessità di cambiamento

“Tutto ciò che non si rigenera degenera”. Questa affermazione, pronunciata da Edgar Morin al Convegno dell’Unesco nel luglio del 2001, può rappresentare il leit motiv  del libro “Insegnare a vivere – Manifesto per cambiare l’educazione”.

Metamorfosi

In tutto il volume l’autore esorta da diversi punti di vista ad avere il coraggio di cambiare il sistema di formazione dei giovani a scuola: alla fine del testo definisce il cambiamento più di una riforma e più ricco di una rivoluzione, vale a dire una “metamorfosi” con la volontà di portare a compimento la missione storica di indurre negli individui lo sviluppo delle interdipendenti abilità del saper vivere, pensare, agire nel ventunesimo secolo.

 

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