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CONCORSO DIRETTORE SGA COME SUPERARE LA PROVA DI PRESELEZIONE

a cura di Callà - Venuti - Pagine 450, € 30,00

Test a risposta multipla su tutte le materie oggetto del concorso per Direttore SGA

Tutti i quiz sono offerti  anche on line  per consentire l’autoapprendimento e la simulazione delle prove. 

Grazie al simulatore quiz online  sarà possible esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.

MODALITA' DI ACQUISTO DEI WEBINAR

Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

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MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di Callà - Armone - Tosiani - Pagine 850, a soli  50,00 euro

Guida completa  e aggiornata allo svolgimento dei quesiti della prima e della seconda prova scritta

TESTO  aggiornato con il nuovo Regolamento di contabilità scolastica di cui al Decreto n.129 del 28 agosto 2018 e con la Circolare  applicativa del MIUR n.74 del 5 gennaio 2019 - Testo disponibile dal 15 gennaio 2019

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VERSO LA PROVA ORALE DEL CONCORSO A DIRIGENTE SCOLASTICO

Corso di  10 webinar specifico sulle modalità di svolgimento della prova orale

Come è noto, con il recupero della prova scritta per i candidati della Sardegna e per quelli che hanno prodotto ricorso e con la nomina delle sotto-commissioni regionali, presto inizierà la valutazione delle prove scritte che, probabilmente, si concluderà alla fine di marzo.

I Webinar riguardano l'analisi e la soluzione di casi concreti utili per affrontare la prova orale. In dotazione sarà consegnato un manualetto sullo studio di casi.

Costo del corso e 150,00

La Casa Editrice Euroedizioni organizza un corso di preparazione al CONCORSO per Direttori SGA, che si svolgerà  a Torino, finalizzato al superamento della prova di preselezione e delle prove scritte. Sono previsti 16 incontri della durata di 3 ore per complessive 48 ore di studio.

Il corso avrà inizio  venerdì 18 gennaio   2019, ore 16, presso la Scuola Media Caduti di Cefalonia Via Baltimora 110, Torino.

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CONCORSO PER DIRETTORI SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Domande di partecipazione:  dal 29 dicembre al 28 gennaio 2019

Al via la selezione per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado.

A margine è possibile scaricare  il bando di concorso e il relativo Decreto Ministeriale

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami  bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21.

ISCRIVITI AL NOSTRO CORSO DI PREPARAZIONE: 32 Webinar su tutte le materie del concorso.

SCARICA IL BANDO DI CONCORSO

Il Miur ha pubblicato i quesiti oggetto della prova scritta del corso-concorso per dirigenti scolastici, che si è tenuta in data 13 dicembre 2018. Tra le tre prove predisposte è stata estratta la prova C. Le opzioni di risposta ai quesiti in lingua straniera sono state disposte in ordine casuale. Sono altresì pubblicate le prove non estratte (A e B).

Con avviso pubblico del 12.12.2018 il MIUR dà notizia di uno stanziamento di 50 milioni di euro per la costruzione di nuove palestre e strutture scolastiche sportive e per la messa in sicurezza di quelle esistenti. nell’ambito della programmazione triennale nazionale per l’edilizia 2018-2020.

Il Ministro Marco Bussetti ha annunciato che “si tratta di un primo investimento concreto per rilanciare lo sport a scuola”. “È importante -ha sottolineato - porre l’accento sull’aspetto educativo che lo sport ha nel formare i giovani sul piano sia individuale che collettivo. Attraverso l’attività sportiva i ragazzi imparano la disciplina, il rispetto delle regole e dell’autorità, il senso di responsabilità, la capacità di fare squadra, il controllo del proprio corpo. Tutti elementi utili alla loro formazione. Costruire nuove palestre e mettere in sicurezza quelle esistentisignifica anche consentire alle scuole di offrire ai ragazzi spazi fruibili al di fuori dall’orario scolastico, un modo per contrastare la dispersione scolastica e, al contempo, favorire la diffusione della pratica sportiva tra i giovani”.

I progetti da finanziare saranno selezionati tenendo conto dell’elevato tasso di dispersione scolastica e l’assenza di strutture sportive. Questo primo investimento e l’avvio dei progetti finanziati consentiranno anche di far partire un’importante sinergia con l’Istituto di credito sportivo, al quale gli enti locali interessati potranno ricorrere per ottenere ulteriori finanziamenti e anticipazioni a tasso zero per le progettazioni di palestre e strutture scolastiche sportive.

L’elenco degli interventi individuati dovrà pervenire all’indirizzo Pec: dgefid@postacert.istruzione.it entro e non oltre 31 dicembre 2018. L’avviso riporta anche il limite massimo di importo per ciascuna Regione.

In Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata l’aggregazione territoriale relativa al concorso straordinario per la scuola dell’infanzia e primaria, riservato ai diplomatati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e ai laureati in SFP con due anni di servizio specifico, negli ultimi otto, nella scuola statale.

L’aggregazione territoriale è contemplata dal decreto e dal bando di concorso, per i casi in cui in una Regione vi sia un numero esiguo di candidati, il che comporta che i candidati della Regione con un esiguo numero di partecipanti svolgono il concorso in un’altra Regione che gestirà la procedura.

L’aggregazione territoriale riguarda le seguenti Regioni:

INFANZIA POSTO COMUNE:

1) Molise, con USR Abruzzo responsabile della procedura;

2) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura

PRIMARIA POSTO COMUNE:

Molise, con USR Abruzzo responsabile della procedura

INFANZIA POSTO SOSTEGNO

1) Emilia – Romagna, Friuli –  Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Veneto con USR Lombardia responsabile della procedura;

2) Abruzzo, Sardegna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, con USR Lazio responsabile della procedura;

3) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura;

4) Calabria, con USR Sicilia responsabile della procedura

PRIMARIA POSTO SOSTEGNO:

1)Molise, Sardegna, Umbria, con USR Lazio responsabile della procedura;

2) Friuli – Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, con USR Lombardia responsabile della procedura;

3) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura

Il calendario di svolgimento della prova orale sarà comunicato dall’USR competente, tramite posta elettronica, all’indirizzo indicato nella domanda di partecipazione al concorso. La comunicazione sarà effettuata almeno venti giorni prima della prova orale.

Al momento del primo insediamento la Commissione procederà a sorteggiare la lettera alfabetica dalla quale si partirà per l’espletamento della prova. Il sorteggio sarà pubblico.La commissione predisporrà un numero di tracce pari a tre volte quellodei candidati ammessi alla prova, come previsto nell’Allegato A al decreto ministeriale che disciplina il concorso.

CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR) AL CONCORSO PER  DIRETTORI SGA

Come superare la prova di preselezione

La Casa Editrice Euroedizioni organizza un corso di preparazione al concorso per Direttori SGA, che si svolgerà tramite 32 seminari on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai test a risposta multipla previsti per la prova di preselezione;

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE

SCARICA IL PROGRAMMA CON LE MODALITA' DI ORGANIZZAZIONE DEL CORSO

In occasione delle festività natalizie si ripresenta la questione del Crocefisso e del Presepe nelle scuole. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è tornato a parlarneribadendo che la la croce, simbolo della religione cattolica, deve essere affissa nelle scuole durante le feste. “Includere gli altri non significa rinunciare alle proprie tradizioni nascondendosi”, ha affermato il ministro, parlando dal palco della manifestazione della Lega a Roma, in Piazza del Popolo.

Per il Ministro “il crocifisso è il simbolo della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Non vedo che fastidio possa dare nelle nostre aule scolastiche anzi, può aiutare a far riflettere”. E lo stesso vale, visto l’avvicinarsi del Natale, “per il presepe” che “fa parte della nostra identità”.

Il tema era stato già affrontato lo scorso 23 novembre quando, a Milano, a margine di un’iniziativa della Lega Giovani, il ministro era intervenuto rispetto alla proposta di legge della Lega per rendere obbligatorio il simbolo religioso negli istituti scolastici (e non solo).

Da tempo la Lega intende rendere obbligatoria l’esposizione del crocifisso in scuole, uffici pubblici, università, carceri, consolati, e persino nei porti, aperti o chiusi ai migranti che siano. La proposta di legge, a firma della deputata del Carroccio ed ex Pdl Barbara Saltamartini, prevede una multa fino a mille euro per chi non rispetta la disposizione, rifiutandosi o dimenticandosi di affiggere il crocifisso in un luogo pubblico.

 

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di Luciano Lelli - Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

Questo numero della rivista si prefigge di scandagliare, in una varietà di prospettive, la pratica delle discipline nella scuola, soprattutto italiana, rilevandone la presenza e la funzione sia in ottica diacronica che sincronica. Ciò con l’intento operativo di contribuire alla riflessione dei docenti riguardo alle loro consuetudini di impostazione della didattica disciplinare, riflessione particolarmente opportuna all’avvio di ogni nuovo anno scolastico, per evitare che l’adagiamento nella routine eccessivamente prevalga.

Innanzi tutto, che cosa è pertinente intendere con il termine disciplina? Traggo una prima descrizione dall’Enciclopedia Treccani: “Disciplina(dal lat. disciplina, da disco‘apprendo, imparo’). - È in origine l’atto dell’apprendere, e di riflesso anche l’atto dell’insegnare; ma il termine ‘disciplina’ passò a significare a un tempo l’oggetto stesso dell'apprendere e dell’insegnare, quella che fu detta anche la materia dell’insegnamento, onde si ebbero le varie discipline: letterarie, scientifiche, storiche, …..”. La specificazione riferita assimila tout court le denominazioni disciplina e materia: anche se volendo sottilizzare si potrebbe identificare una qualche distinzione concettuale e operativa tra i due termini, si può ritenere sostanzialmente accettabile la sovrapposizione, del resto frequente e anzi generalizzata negli usi discorsivi.

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

Il termine disciplina è, secondo l'OCSE,"non solo e non tanto un insieme di contenuti, ma, e soprattutto, un insieme di metodi di indagine, di tecniche di lavoro che si possono esercitare non solo per studiare un argomento piuttosto che un altro, ma anche per apprendere cose nuove, applicando metodi e tecniche a concetti e contenuti diversi".

Questa definizione, ancorché non esaustiva, è comunque utile  se la assumiamo dentro una logica di progettazione curriculare, perché è proprio in questa prospettiva - da circa due decenni fatta propria dalle riforme scolastiche - che i saperi  trasmessi dalla scuola nell'ambito dell'insegnamento disciplinare (si pensi al sistema delle cattedre e degli stessi libri di testo) sfuggono dalla logica enciclopedica e frammentaria delle conoscenze disciplinari. Infatti, nella definizione sopra riportata, la disciplina viene rappresentata come uno  strumento di investigazione della realtà e non di una sua riproposizione astratta da trasmettere alle nuove generazioni.

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole del mondo”. È un aforisma scaturito dalla penna di Paul Carvel che dà conto dell’importanza della musica nel curricolo scolastico e la sdogana dal luogo comune di “disciplina minore”.

La musica è disciplina dall’elevato valore educativo e formativo.  È un linguaggio universale, componente dell’esperienza umana, disciplina fondamentale per la realizzazione di percorsi di conoscenza, espressione, comunicazione e consapevolezza culturale. Del valore della musica nella scuola, ci si resoconto in Italia nel 1979, quando, con gran ritardo rispetto ad altri Paesi europei, essa entrò a far parte dei programmi scolastici della scuola media come “educazione musicale”, obbligatoria per due ore settimanali. Nello stesso anno, nello stesso segmento scolastico, si istituiva la sperimentazione dell’insegnamento  dello strumento musicale, che cessava dopo venti anni, con i corsi ad indirizzo musicale.

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

L’opera di Gennaro Puritano Buongiorno, Prof! Confessioni di un insegnante alla prova (Milano, Ipoc, 2014) sembra inserirsi, ad una prima analisi, nel vasto filone della narrativa autobiografica, ritrovando tanto la sua cifra stilistica quanto la propria specifica dimensione nell’humus neorealista del Corrado Alvaro di Vent’anni o, ancor più decisamente, del Marcello D’Orta di Io speriamo che me la cavo. E in effetti, si avvertono nel libro del Puritano la profondità di analisi, il taglio di denuncia e la spinta propositiva che contraddistinguono, nel complesso, questo particolare indirizzo letterario.

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

I Programmi

Per comprendere il senso e l’importanza delle discipline nei processi d’insegnamento e di apprendimento l’atteggiamento più logico è prestare attenzione ai programmi, che si presentano con una chiara specificità nei vari ordini e gradi di scuola. Nella scuola secondaria superiore, infatti, alcune discipline disegnano la piattaforma comune per tutti gli studenti, altre sono riconducibili alla specificità dei percorsi di formazione e agli obiettivi del corso di studi. Qui, il loro rapporto con i processi d’insegnamento/apprendimento si presenta con caratteristiche legate all’età,ai contenuti delle materie e alle competenze da sviluppare.

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Anno nuovo, scuola nuova? Per certi aspetti, verrebbe proprio di augurare un anno scolastico all’insegna di tante novità che garantiscano a tutti gli attori del mondo dell’istruzione quella serenità adeguata per poter lavorare efficacemente con gli studenti. Poi incontri gli insegnanti, ascolti i genitori, rubi spunti agli alunni e ti rendi conto che il mondo reale è diverso, perché catapulta tutti tra i banchi con la nostalgia di un’estate troppo rapida e l’entusiasmo per nuove avventure. Così, le pratiche quotidiane riprendono tra consigli, dipartimenti, programmazioni, assegnazioni, classi, compiti, lezioni. E torna lei: inesorabile e spietata, rifà capolino la valutazione.

Inesorabile e spietata? Forse. O, forse, anche possibile mezzo di crescita e stimolo. Quali sono, dunque, gli elementi che possono porre tale strumento tra quelli utili o, al contrario, pericolosi per la crescita degli studenti? Riteniamo che, per rispondere a tale quesito, sia utile recuperare il senso della valutazione stessa, che non rappresenta soltanto un modo per rilevare in un dato momento quali siano le conoscenze che lo studente ha acquisito o le competenze che ha maturato. Essa, infatti, è un processo più profondo che entra a pieno titolo nell’esperienza di apprendimento e che interviene anche nella delicata dinamica di costruzione del senso che lo studente ha di se stesso. In altre parole, nel momento in cui assegniamo un voto ad uno studente o certifichiamo le sue competenze, nella modalità in cui poniamo le prove e comunichiamo con l’allievo, è molto probabile che impattiamo sulla sua modalità di percepirsi. Infatti, solitamente, un conto è ricevere un voto alto e un conto è riceverne uno basso, un conto è cogliere la possibilità che la valutazione può cambiare e un conto è considerarla come stabile per sempre, un conto è ricevere considerazioni sulla propria performance ed un conto è riceverne sulla propria persona.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

Senza il casuale, non possono esservi cose nuove (Gregory Bateson)

«Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti»così recita uno dei 169 traguardi di AGENDA 2030. Un documento redatto dall'ONU che propone un programma d'azione in 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile del Pianeta.

L’obiettivo che più direttamente coinvolge la scuola è il n. 4 che è quello di «Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti»; sollecitazioni che sono state riprese anche nel nuovo documento redatto dal Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari”.

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

Gli interessi e l’attenzione

Le numerose attività quotidiane, nella scuola dell’infanzia, non sempre partono da interessi vivi e presenti, anchedi breve durata, destinati a tradursi, nel tempo, in motivazioni più consistenti e durature attraverso percorsi educativi adeguati, e, di conseguenza, non sempre riescono a coinvolgere, in maniera valida, gli alunni sul piano emotivo e mentale, a impegnare la loro attenzione, gradualmente, in maniera sempre più intensa e per un tempo sempre più lungo.

All’età di tre anni il bambino presenta una limitata capacità di concentrazione e di riflessione, passa facilmente da un’attività a un’altra e da un interesse a un altro, in tanti casi si tratta di curiosità superficiali e passeggere, cambia facilmente gruppo e amicizie, dimostra poca stabilità mentale e operativa. Le sue attività si presentano alquanto“indifferenziate e aspecifiche” (1), non sono ben definite, non hanno assunto ancora una loro specificità e un loro volto, si confondono e si mescolano tra loro. Le relazioni con i compagni, di solito, sono molto fragili, possono variare anche in periodi molto brevi. Eventuali interventi impositivi, regolativi, a volte repressivi e sanzionatori, intesi a dare maggiore stabilità all’impegno scolastico del bambino, come accade in tante circostanze, non sempre sono un rimedio efficace, non sempre risolvono il problema.Al contrario, “differenziazione e specificità precoci producono inevitabilmente processi di semplificazione e d'impoverimento” (2).

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

La competenza comunicativa, in qualsiasi lingua, si mobilita partendo dalle quattro abilità linguistiche (four skills): “il parlare, in senso stretto, cioè usare le parole con la voce, l’ascoltare (e capire) le parole dette da altri, il leggere (e capire) le parole scritte” [T. De Mauro, 1998].

Delle quattro abilità l’espressione scritta è probabilmente l’abilità più difficile da insegnare perché è la forma più complessa di comunicazione; necessita di una gradualità e richiede tempi distesi e una messa a punto di strategie e attività diversificate in base ai prerequisiti e alle conoscenze degli allievi. Per il Common European Framework of Reference le abilità linguistiche si attivano nella competenza comunicativa secondo lo schema:

ricezione  mediazione   produzione  interazione.

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

L'argomento enunciato  nel titolo impone un chiarimento perché il termine “gestione” è tipico  di un modello  scolastico  che la pedagogia  da tempo ritiene  superato, ma la prassi  scolastica  è ben lontana dall'essere in linea  con esso. La “gestione” di un problema non dovrebbe  essere  equivalente  ad una imposizione dall'alto, soprattutto  quando  il problema  stesso è tutt'uno con la persona  che il modello  di scuola  inclusivo sotteso  a tutta la nostra legislazione scolastica ha messo al primo posto dell'attenzione pedagogica.

L'espressione “gestione della classe”, secondo la vigente normativa, è a mio giudizio  impropria, perché presuppone  l'uguaglianza dei membri che la compongono. Se partiamo dal presupposto  che una classe  non è una realtà  omogenea (i soldatini a cui fa  riferimento Pennac diventano  un esempio  ormai desueto  per esprimere l'identità di una classe),  ma una realtà eterogenea, costituita per  natura da un insieme di persone tra loro diverse e portatrici di bisogni differenziati e strettamente  “unici”, allora possiamo comprendere che, a monte del problema della gestione  di quell'insieme eterogeneo  che è la classe, c'é sostanzialmente  un atto  “rivoluzionario”, che in molti casi è difficile da accettare, ma  che è un dato di fatto.

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

Essere docenti oggi è davvero una sfida. La scuola, infatti, rappresentando un tempo formativo importante e dilatato, sa bene che serve padroneggiare saperi per possedere ed esercitare le capacità di analizzare, comprendere ed infine scegliere, ovvero attrezzare l’individuo di una forma mentis in grado di reggere e sostenere il cambiamento. Si tratta di un obiettivo a lungo termine che trova espressione nel concetto di Lifelong Learning, le cui radici, però, si rinvengono già nella scuola dell’infanzia e primaria. Si tratta di un obiettivo che trova nella “continuità curricolare” la sintesi della sua complessità e nel concetto di verticalizzazione, la sua espressione a lungo termine, superando i confini dell’istruzione formalizzata.

Possiamo sostenere che quanto scritto è scollegato dalla fase dell’istruzione obbligatoria o, in virtù dello sviluppo di facoltà ed abilità traducibili poi in conoscenze e competenze, ne vediamo la potenziale crescita a spirale?

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

L’arte di ottenere ragione

In relazione alle lezioni magistrali del festival di filosofia, sul tema “verità”, credo sia utile, a scopi didattici, riprendere uno scritto di Schopenhauer sull’arte di avere ragione. Nell’età dei social networke delle fake news è bene proporre agli studenti un’analisi che possa fornire una difesa rispetto alle false notizie che imperversano ovunque.

Intorno al 1830-31, Schopenhauer scrive un breve trattato, apparso in Italia nel 1991 con il titolo L’arte di ottenere ragione (Adelphi 1991). Nel testo il filosofo si occupa della dialettica e ci introduce in uno dei tanti usi al quale storicamente il termine rimanda, collegandolo al contesto antico della gara e della disputa. La dialettica in Schopenhauer si identifica con l’eristica. Il filosofo la riferisce ad una dimensione di tipo agonistico, incurante del valore di verità del linguaggio e attenta ai trucchi e agli artifici logico-linguistici utilizzabili nelle dispute. Questi ultimi vengono individuati e formalizzati in 38 stratagemmi. Dopo aver dato una definizione dell’arte di disputare in modo da ottenere ragione con mezzi leciti e illeciti, l’autore distingue tra la verità oggettiva di una proposizione e la validità della stessa nell’approvazione dei contendenti; collega poi la dialettica alla seconda, riconducendone l’origine alla naturale slealtà del genere umano.  
 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

Molti studiosi ritengono che l’acquisizione lessicale sia di natura processuale e che, a differenza della sintassi e della fonologia, il cui possesso si stabilizza ad un certo livello della  crescita e della formazione, la conoscenza delle parole e del loro significato è un processo permanente nel corso della vita di ogni individuo. Questo è avvalorato dal fatto che il lessico stesso è in continua evoluzione e trasformazione e che cambia di generazione in generazione, in relazione anche all’evoluzione scientifico-culturale di una società.

Tutti i docenti di tutti gli ordini di scuola dovrebbero perseguire la competenza lessicale che si caratterizza per l’ampiezza del lessico compreso e usato, ma anche svilupparne la padronanza nell’uso, nonché il suo arricchimento. In tal senso, l’uso del lessico è strettamente connesso allo sviluppo di conoscenze e di capacità di selezione, di rispondenza alle situazioni e di adeguatezza ai contesti, ma è anche  in relazione all’apprendimento  delle discipline e cambia in relazione  ai destinatari, alle situazioni comunicative e  ai mezzi che vengono utilizzati nell’espressione orale e scritta.

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

Introduzione

Presso un Istituto di Istruzione Superiore della provincia di Brescia, nell'ambito del settore tecnologico e della disciplina di Estimo, dell'Indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio è stata progettata una unità di apprendimento organizzata  mediante metodologia del Content and Language Integrated Learning (CLIL), ai fini dell'innovazione curricolare. La medesima è stata realizzata con lo scopo di sollecitare nei discenti competenze non solo disciplinari ma anche progettuali, collaborative e cooperative volte alla creazione di un prodotto innovativo, rappresentato da una piccola dispensa digitale, riferito ad un contesto professionale reale. Mediante questo prodotto sono state effettuate riflessioni in lingua veicolare inglese, necessarie per cogliere le principali differenze tra l'estimo tradizionale, presente sul libro di testo in adozione e quello internazionale.

Il materiale prodotto è da ritenersi complementare al classico libro di testo, rappresentando di fatto una risorsa necessaria per approfondire una specifica tematica  i cui contenuti, essendo in costante evoluzione, non possono essere presenti sui tradizionali libri di testo. Questa attività ha permesso di potenziare non solo le competenze disciplinari ma anche perseguire la competenza chiave “Comunicare in una lingua straniera”, classificata come seconda tra le otto competenze per l'apprendimento permanente (2009/962/CE). Questa, per l'importanza strategica che riveste nelle prossime indagini nazionali (prove INVALSI) previste anche nel quinto anno, è stata inserita come prioritaria in alcuni documenti vitali per il funzionamento dell'Istituto (Piano di miglioramento, Rapporto di autovalutazione,

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

Molti sono stati negli ultimi decenni gli studi sulla vasta produzione filosofica e pedagogica di J. Maritain, tra questi quelli di Piero Viotto, pedagogista e studioso di problemi educativi, scomparso lo scorso anno.

Sul piano della riflessione filosofica, occorre far riferimento ai contributi di Umanesimo integrale; L’educazione della persona; Scienza e saggezza; La persona umana e il bene comune;Elogio della democrazia e L’uomo e lo Stato.

* Crisi della modernità:Maritain individua come motivi dominanti della crisi l’antropocentrismo immanentista e il prevalere della scienza sulla saggezza: nel primo, il motivo scaturente nasce dalla credenza che«per riconoscere all’uomo una personalità completa ed autonoma è necessario eliminare dalla sua vita la presenza dell’Assoluto»,presenza che costituirebbe un limite alla sovranità e all’autonomia dell’uomo;nel secondo, ilprevalere della scienza sulla saggezza, della tecnica sulla cultura, della volontà sulla intelligenza, dell’azione sulla contemplazione, ha determinato una crisi della“coscienza metafisica”, una sfiducia, cioè, nella ragione e nell’intelligenza dell’uomo. È unrovesciamento di valori: l’uomo si pone come fine assoluto e nega Dio per fondare unumanesimo naturalista, in cui la vita dell’uomo si riduce a puro elemento naturale; l’uomo senza Dio finisce schiavo della sua opera; si crede solo nella tecnica e a questa egli viene asservito. Si è smarrito in pratica “il senso dell’essere”, lanatura determina tutta la vita umana, le sue origini, il suo fine, il suo sviluppo,la sua organizzazione.

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

Inizio questa nuova rubrica della rivista riflettendo su una parola (linguisticamente una locuzione) da qualche tempo oggetto di intensa attenzione in campo scolastico, “ambiente di apprendimento”.

In senso generale esso è ogni luogo, opportunità, circostanza, rete di rapporti, strumentazione comunicativa in cui ciascuna persona è implicata, in tutto l’arco della vita. Quindi, la pluralità (come si vedrà a seguire) degli ambienti di apprendimento è coessenziale, sul piano formativo, all’esistenza stessa di ciascuno. Però, è soprattutto nell’età dello sviluppo iniziale che gli ambienti di apprendimento esplicano con la massima incisività la loro funzione educativa.

Il concetto qui discusso, sempre in qualche modo presente nella consapevolezza degli operatori scolastici, denota di sé un testo di grande rilevanza culturale e didattica, i Programmi 1985 per la scuola primaria, ove con molta pertinenza è specificato che detta scuola per esercitare al meglio la sua funzione deve agire come “ambiente educativo di apprendimento”.

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

In una fase storica del nostro paese in cui gli eventi e gli avvenimenti  vengono posti all'attenzione mediatica e consumati nel giro di qualche giorno, è molto raro che una notizia che riguarda la  scuola sfugga a questa logica. Infatti, si parla dei tanti problemi emergenziali, ma non si  raccontano le tante innovazioni che  nelle scuole si realizzano un anno dopo l'altro e che, tutt'al più, trovano un po' di spazio  nella stampa locale. E così, come d'autunno cadono le foglie  e ciò non fa notizia, ci sono alcuni luoghi del nostro paese che iniziano una nuova stagione in modo diverso dagli anni precedenti, accogliendo sfide che le scuole  debbono sforzarsi di vincere perché - come si sul dire - ci hanno messo la faccia. Senza rumore, ma con tanta passione.

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

Il regista francese Olivier Assayas nei suoi lavori più dichiaratamente anarchici, modulati sulle alte frequenze del rock o sull’evocazione di fantasmi interiori, non ha mai nascosto l’urgente volontà di riflettere sul contrasto sociale inteso come ribellione del “nuovo” nei confronti di un “vecchio” che fatica ad arrendersi e a declinarsi in forme diverse: che sia l’adolescenza inquieta narrata nella parabola post-sessantottina Après Mai contro la morale costituita o lo scontro generazionale tra due donne in Clouds of Sils Maria, si tratta sempre e comunque di una collisione tra mondi diversi che faticano ad armonizzarsi tra loro.

 

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

L’informativa costituisce una fase cruciale del trattamento, anche se preliminare allo stesso.

L’informativa consente all’interessato di venire a conoscenza del trattamento dei dati che  lo riguardano, dei fini perseguiti attraverso il trattamento, delle modalità del trattamento e di tutte le altre informazioni, di far acquisire una consapevolezza piena sui propri diritti, le libertà fondamentali e la dignità personale, da proteggere in modo effettivo anche attraverso i mezzi di tutela previsti a suo favore.

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

Necessità di cambiamento

“Tutto ciò che non si rigenera degenera”. Questa affermazione, pronunciata da Edgar Morin al Convegno dell’Unesco nel luglio del 2001, può rappresentare il leit motiv  del libro “Insegnare a vivere – Manifesto per cambiare l’educazione”.

Metamorfosi

In tutto il volume l’autore esorta da diversi punti di vista ad avere il coraggio di cambiare il sistema di formazione dei giovani a scuola: alla fine del testo definisce il cambiamento più di una riforma e più ricco di una rivoluzione, vale a dire una “metamorfosi” con la volontà di portare a compimento la missione storica di indurre negli individui lo sviluppo delle interdipendenti abilità del saper vivere, pensare, agire nel ventunesimo secolo.

 

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