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Un atto di indirizzo  fuori tempo e fuori tema

Le riflessioni che seguono hanno lo scopo di inquadrare l’atto politico-istituzionale della Ministra Azzolina in un ipotetico circuito logico razionale, considerato che, come vedremo, si tratta esclusivamente di una ripetizione pedissequa degli obiettivi strategici già presenti nella legge di bilancio del Ministero dell’istruzione  2021.

La programmazione strategica costituisce il collegamento tra la fase di pianificazione/programmazione economico-finanziaria e la fase della gestione, attraverso un sistema di indicatori adeguati a ciascun obiettivo individuato.

Il Ministero ha inviato a tutti gli Istituti scolastici, dall’Infanzia alla Secondaria di secondo grado, il nuovo modello nazionale del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, per alunne e alunni con disabilità. Il documento, corredato da apposite Linee Guida, contiene la progettazione individualizzata per ciascuna studentessa e ciascuno studente con disabilità per garantirne l’inclusione scolastica: professionalità necessarie, strumenti di supporto, interventi educativo-didattici, obiettivi, modalità di valutazione. Il PEI sarà redatto dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (il GLO) coinvolgendo l’intero team dei docenti di classe, le famiglie, gli operatorisanitari.

“Previsto da una norma del 2017, il nuovo PEI è rimasto a lungo in lavorazione, senza che si arrivasse mai a emanarlo - ricorda la Ministra Lucia Azzolina -. Quando mi sono insediata ci siamo messi subito al lavoro, con le strutture ministeriali e, in particolare, con chi si occupa di inclusione, per emanare uno strumento in grado di aiutare a migliorare la qualità dell’inclusione. Abbiamo lavorato a stretto contatto con le Associazioni che rappresentano alunne e alunni con disabilità, con le scuole, con gli insegnanti. Da oggi si apre un nuovo capitolo per l’inclusione, che resta per noi centrale. Non a caso, abbiamo previsto nella legge di bilancio appena approvata un piano per l’assunzione di 25mila docenti di sostegno”.

Il PEI ruota attorno al rafforzamento del principio della presa in carico dell’alunno da parte di tutta la comunità scolastica. Anche per questo la legge di bilancio, oltre al Piano di assunzioni sul sostegno, prevede fondi per un’adeguata formazione sui temi dell’inclusione per tutto il personale. Per quest’anno le scuole potranno continuare ad utilizzare i modelli già redatti o aggiornarli secondo le nuove indicazioni. In ogni caso il nuovo modello di PEI dovrà essere adottato nel prossimo anno scolastico e utilizzato già per il cosiddetto PEI provvisorio da predisporre, per i neo iscritti, entro il prossimo 30 giugno.

Quattro gli assi attorno a cui è costruito il Piano, di cui saranno poi osservati gli esiti:

- Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione

- Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio

- Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento

- Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell'Apprendimento

Il PEI esplicita le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell'ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, gli eventuali interventi di assistenza igienica e di base, la proposta delle risorse professionali da destinare all'assistenza, all'autonomia e alla comunicazione.
Il Ministero organizzerà appositi momenti di formazione sul nuovo modello, per supportare le scuole.

Il Ministero lavora anche alla predisposizione di uno strumento informatico di compilazione del PEI in grado di interagire con le banche dati esistenti, parte del progetto di digitalizzazione che sta modernizzando radicalmente il Ministero per migliorare il lavoro delle scuole e le relazioni con le famiglie.

All’indirizzo www.istruzione.it/inclusione-e-nuovo-pei/, è disponibile una pagina dedicata all’argomento con le FAQ per il personale della scuola e le famiglie.

 La Legge di Bilancio 2020, all’art. 1, commi da 389 a 392, aveva previsto uno stanziamento annuale destinato alle istituzioni scolastiche  statali e paritarie , quale contributo per sostenere i costi per l’acquisto di abbonamenti a giornali quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, in formato cartaceo o digitale, in aiuto alla didattica e alla promozione della lettura critica. In proposito, la Presidenza del Consiglio, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, ha emanato due bandi: il primo è rivolto a tutte le scuole, il secondo a quelle secondarie di primo grado.

Con sentenza pubblicata il 12 gennaio 2021, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Ministero relativo al concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2017 e ne ha confermato, dunque, la piena regolarità.Sono oltre 3.000 i vincitori della procedura, di cui oltre 2.500 già assunti fra il 2019 e il 2020.

I Giudici di secondo grado hanno accolto alcuni dei motivi di appello proposti dal Ministero e da alcuni vincitori di concorso ed hanno annullato le sentenze del Tar Lazio. Sono stati, dunque, respinti i ricorsi in appello e relativi svariati atti di intervento, sia ad adiuvandum che ad opponendum, proposti contro le sentenze con cui, nel luglio del 2019, il Tar Lazio aveva annullato l’intera procedura concorsuale.

Come si ricorderà il TAR Lazio (sezione terza) con la sentenza n. 8655/2019 aveva accolto il ricorso di una ricorrente mettendo in dubbio la correttezza formale dello svolgimento del concorso dei dirigenti scolastici.

Nel frattempo il ministero ha proceduto alle assunzioni dei Dirigenti vincitori in questi ultimi due anni scolastici.

Un sospiro di sollievo per i dirigenti vincitori che hanno visto confermata la correttezza della procedura da parte del Consiglio di Stato.

Difatti la Sesta sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza del 12 gennaio 2021, ha respinto in appello le motivazioni che avevano indotto il TAR ad accogliere il ricorso proposto da una ricorrente non ammessa al concorso e che aveva lamentato vizi di legittimità

In particolare la ricorrente aveva impugnando gli atti di approvazione della graduatoria dei candidati ammessi alle prove orali, gli atti presupposti di nomina della commissione esaminatrice e di predisposizione dei cd. quadri di riferimento (criteri), nonché avverso i verbali inerenti la valutazione delle prove scritte.

La ricorrente tra i motivi del ricorso aveva tra l'altro lamentato che i criteri di valutazione dovevano ritenersi ab origine invalidi siccome adottati da un organo illegittimamente costituito a cagione della partecipazione di alcuni commissari di concorso incompatibili.

Il TAR Lazio considerando fondati i motivi dedotti dalla ricorrente in accoglimento del ricorso aveva disposto l'annullato dell'intera procedura concorsuale.

Il consiglio di stato riformando il giudizio di primo grado annulla la sentenza del TAR LAZIO.

Il Consiglio di Stato, come si legge nella motivazione della sentenza, ha considerato “non circostanziati e privi di adeguato corredo probatorio i profili di censura per cui della commissione esaminatrice avrebbero fatto parte soggetti svolgenti attività in corsi di formazione e preparazione al concorso de quo, così come del tutto carente di prova sono rimasti l’incidenza causale sulle determinazioni dell’organo collegiale in sede di fissazione dei criteri valutativi e l’eventuale correlativo favoreggiamento di taluni candidati in danno di altri. Pertanto, contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, deve escludersi che sia stato violato il principio di imparzialità e neutralità della commissione esaminatrice“.

In allegato la sentenza del Consiglio di stato. SCARICA LA SENTENZA


 

Intervistata da Rai1, oggi 12 gennaio, la Ministra Azzolina ha fatto il punto sull’attuale situazione della scuola. Relativamente alle lezioni perse, ha precisato che si potrà attivare il recupero nei pomeriggi, fruendo di ristori formativi, con il benestare delle Regioni. Il recupero non sarà fatto in estate ma ora, in corso d’anno: “Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico. Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di DaD e bisogna recuperare adesso”. I corsi di recupero saranno attivati anche per la primaria.

Basta con la DaD, ha precisato: “È una misura che ho voluto e in cui credo ma che non può essere portata troppo alle lunghe, rischia di creare diseguaglianze, colpisce i ragazzi più deboli perché la scuola non è solo luogo di apprendimento è vita, socialità, cura dell’affettività, anche rispetto a situazioni familiari difficili. I ragazzi hanno ragione a dire che vogliono tornare a scuola”.

Riguardo ai vaccini a tutto il personale della scuola, la Ministra ha precisato che “i docenti sono stati considerati categoria prioritaria ma dopo i sanitari e gli anziani. È vero, la scuola è un servizio pubblico essenziale, anche il personale Ata va vaccinato il prima possibile.L’Italia sta vaccinando in modo celere, prima ci vacciniamo tutti e meglio sarà; spero si faccia prestissimo con i sanitari e i nostri nonni per arrivare poi alla scuola, partendo dai docenti fragili e da chi ha una età più avanzata per arrivare ai più giovani”.

Accennando al Recovery ha detto che per la scuola sono in arrivo oltre 27 miliardi, considerando oltre alla voce sull’Istruzione anche altri capitoli nei quali compaiono fondi per l’edilizia scolastica. Oltre alla manutenzione straordinaria degli edifici esistenti si pensa anche di costruire nuove scuole.

Questo il messaggio affidato ai propri social dalla Ministra Azzolina:

«Il 10 gennaio di un anno fa giuravo come Ministra nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ricordo l’emozione di quel momento e sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico che ho ricevuto. In questi mesi ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione. Guardando, in particolare, all’articolo 34. Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e poi costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio.

Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli. Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi.

Un Paese che pensa concretamente al proprio futuro ha la necessità di proteggere le nuove generazioni, di investire sulla loro formazione. Siamo ancora dentro la sfida terribile di questa emergenza ma guardiamo anche al futuro, grazie all’opportunità del Recovery Plan: ci sono le risorse per rilanciare definitivamente il sistema scolastico.

Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuta, ma anche a chi ha mosso critiche costruttive, aiutandomi a lavorare meglio».

Nel corso del report settimanale sulla gestione dell’epidemia, il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri ha annunciato che da febbraio saranno vaccinati gli ultra 80enni, poi il personale docente e non docente, inoltre saranno resi disponibili i test rapidi nelle scuole

“Il piano – ha spiegato - precisa le categorie in ordine di tempo: prima medici, infermieri e personale operante nei presidi ospedalieri e ospiti di Rsa (1 milione e 800mila persone). Si prosegue già dal prossimo mese di febbraio con le persone che hanno più di 80 anni, poi con operatori servizi pubblici essenziali, personale docente e non docente perché le scuole possano funzionare in sicurezza, forze dell’ordine, fragili e detenuti.Abbiamo una dotazione di test rapidi sufficiente e se ci verrà detto che è necessario utilizzarli massicciamente nelle scuole li invieremo rapidamente. Siamo i primi in Europa. Lavoriamo perché entro l’autunno si possano vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno, facciamo il tifo perché siano tutti, ma serve che arrivino i vaccini, noi non li produciamo. L’immunità si raggiunge intorno all’80% e si tratta di 48 milioni di connazionali”.


 

Intervenendo a “Buongiorno”, su Sky TG24, Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, ha fortemente criticato la mancanza di organizzazione sulla riapertura delle scuole di secondo grado. “Di nuovo – ha detto -si riaprono le scuole al buio. Credo sia inaccettabile che dopo quattro mesi dall’implementazione delle misure di contenimento ancora non abbiamo dei dati per capire se hanno funzionato o meno. La cosa più grave è che nessuno lo sa. Con questi provvedimenti forse abbiamo raggiunto un certo equilibrio tra la capacità del virus di trasmettersi e quella delle nostre attività di contenerlo. Ora noi questo equilibrio lo perturbiamo, permettiamo nuove opportunità al virus per trasmettersi con scuole, assembramento sui trasporti, assembramenti fuori alle scuole. Io prenderei un distretto scolastico in ogni zona, gialla, arancione o rossa, e aspetterei 20 giorni per vedere quello che succede.Aprirei le scuole in una provincia per vedere se queste misure funzionano, perché così abbiamo dei numeri. In queste aree farei test rapidi a tappeto per capire se il virus si trasmette. In questo modo avremmo dei numeri per capire cosa dobbiamo fare”.

Crisanti critica inoltre i parametri utilizzati per definire la gravità della situazione ed afferma l’opportunità che vengano cambiati per dare più peso al numero dei casi giornalieri e al valore dell’RT: “I ventuno parametri dobbiamo immaginarli come una specie di catena che intrappola il virus: la forza di questa catena è determinata dalla forza dell’anello più debole. Se i posti in terapia intensiva e in ospedale hanno un peso importante, creano un effetto paradosso. Più posti in ospedale permettono al virus di circolare.Da queste misure abbiamo imparato che le zone rosse funzionano, mentre le zone gialle funzionano meno bene”.

Con un comunicato del 5 gennaio, l’INAPP (Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche), ha reso noti i risultati di una indagine a cui hanno partecipato un migliaio di docenti in servizio al momento della chiusura di scuole e università per via dell’aggravarsi della situazione sanitaria. Emergono due indicazioni interessanti: il 70,4% per dei docenti ritiene che scuole e università vanno tenute chiuse fino a emergenza sanitaria rientrata; «Alt» preventivo a qualsiasi ipotesi, di allungare le attività didattiche almeno fino al 30 giugno (con eventuali sconfinamenti anche nella prima metà di luglio) per recuperare gli apprendimenti persi in questi mesi. Alla domanda se gli studenti devono svolgere attività di recupero estive, la risposta «Sì» è stata data da appena il 30,2% dei professori.

Le lezioni online sono quindi preferite dai docenti a anche rispetto al misto di didattica a distanza e didattica online. Un numero rilevante di insegnanti (46,5%) ha dichiarato di voler approfittare delle opportunità offerte dalle piattaforme digitali per attività come i colloqui con studenti e genitori, i collegi docenti, in questo modo confermando la volontà di continuare a utilizzare le tecnologie Ict anche quando la pandemia sarà sconfitta.

L’analisi dell’Inapp ha confermato, inoltre, i nodi storici della scuola: organici insufficienti, inadeguata dotazione strumentale, insegnanti con la maggior presenza di over50 tra i paesi Ocse (il 59% dei professori ha più di 50 anni, e sono appena lo 0,5% i professori con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni).

Il presidente dell’INAPP, prof. Sebastiano Fadda, si è così espresso in merito ai risultati dell’indagine:

Dalla nostra indagine emerge che il corpo docente promuove la didattica a distanza come una giusta soluzione per fronteggiare il problema della pandemia – ha spiegato – al punto che 2 insegnati su 3 pensano che sia giusto tenere chiuse le scuole fino a quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata. In pratica il sistema dell’istruzione, trovandosi nella burrasca del mare aperto dell’emergenza sanitaria, ha utilizzato la “scialuppa” della didattica a distanza per rientrare in un porto sicuro con tutto il proprio carico di lavoratori e studenti. Aver remato nella stessa direzione, docenti e studenti, è servito a salvare il ciclo di studi ma è chiaro che sono emersi allo stesso tempo molteplici problemi come gli organici insufficienti, l’inadeguata dotazione strumentale, la scarsa padronanza dell’utilizzo dell’ICT da parte del nostro corpo docente, un corpo docente con la maggior presenza di over 50 fra i paesi OCSE (il 59% degli insegnanti dalla scuola primaria alla secondaria di II grado ha più di 50 anni )e con la percentuale più bassa di insegnanti con età compresa fra i 25 e i 34 anni (0,5%). Nonostante questo, il corpo docente ha espresso la volontà di continuare ad utilizzare le tecnologie ICT anche quando, si spera presto, la pandemia sarà sconfitta”.

di Rocco callà

Il testo è aggiornato con il CCNL 19 aprile 2018  e il D.L.vo n.75/2017 e comprende numerosi schemi di contrattazione. €26,00, pag 421

Questo testo nasce dall’esigenza di offrire ai dirigenti scolastici una guida operativa alla conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

Come è noto le istituzioni scolastiche con l'avvento dell'autonomia sono diventate sede di contrattazione integrativa. Il Capo d'istituto, nella sua nuova veste di Dirigente, assume la gestione e la responsabilità delle relazioni sindacali.

Il testo è aggiornato con le norme contenute nel CCNL del comparto istruzione e ricerca siglato il 19 aprile 2018  che ha modificato completamente le norme sulle relazioni sindacali contenute nel vecchio contratto, nonché con le più recenti disposizioni legislative emanate in applicazione della riforma della pubblica amministrazione, più precisamente ilD.L.vo n.74/2017 e il D.L.vo n.75/2017 con i quali sono stati apportate profonde modifiche riformandoli, sia al D.L.vo n.15072009 (Riforma Brunetta), sia al D.L.vo n.165/2001 (Testo Unico sul Pubblico impiego).

Le richiamate norme hanno apportato sostanziali modifiche alle materie di contrattazione integrativa, introducendo l’istituto del confronto sindacale per le materie che attengono alle misure inerenti la gestione del rapporto di lavoro.

Il testo si propone di offrire ai Dirigenti scolastici una guida pratica per la conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

In particolare, vengono esaminati gli istituti tipici delle relazioni sindacali, vale a dire l’informazione e il confronto con i variegati aspetti del diritto di accesso delle RSU alla documentazione amministrativa e le regole sulla contrattazione integrativa d’istituto, nonché vengono esaminati gli aspetti della condotta antisindacale del Dirigente scolastico e gli strumenti di difesa davanti al giudice in caso di controversie sindacali.  Completano il testo numerosi schemi di contrattazione integrativa.

 

NDICE

 

Capitolo 1

I soggetti sindacali nei luoghi di lavoro

 

1. La  costituzione della  rappresentanza sindacale unitaria (RSU)

2. Elezione delle RSU: Elettorato attivo e passivo

3. Le decisioni delle RSU

4. I diritti della RSU

5. Funzionamento delle RSU

6. Incompatibilità dei componenti delle RSU

7. Decadenza e sostituzione dei componenti della RSU

8. Il funzionamento della RSU nel caso di dimensionamento delle istituzioni scolastiche

 

 

Capitolo  2

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

 

1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

2. Elezione del RLS

3. Accesso ai luoghi di lavoro

4. Diritto di consultazione

5. Diritto di informazione

6. Diritto alla formazione

7.Tutela sindacale

8. Permessi

9. l'importanza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza all'interno della scuola

 

Capitolo 3

Le tutele sindacali

 

1. I diritti di natura sindacale

2.Il diritto di affissione

3. Il diritto di assemblea

4. Distacchi sindacali

5.L'aspettativa per motivi sindacali

6. I permessi retribuiti per motivi sindacali

7. I permessi sindacali per le riunioni degli organismi direttivi statutari

8. Il diritto di sciopero

 

 

Capitolo 4

La contrattazione collettiva nel pubblico impiego

 

1. Le fonti della contrattazione collettiva

2. I comparti di contrattazione collettiva

3. Le nuove regole sulla contrattazione collettiva e integrativa alla luce del D.L.vo n.75/2017

4. La contrattazione integrativa

5.L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN)

6. Le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative

7. Interpretazione autentica del contratto collettivo

8. Efficacia dei  contratti

9. Le controversie sull’efficacia, validità e interpretazione dei contratti

 

 

Capitolo 5

Le relazioni sindacali nel comparto  istruzione e ricerca a livello nazionale e regionale

 

1. Gli istituti di partecipazione sindacale

2. L'informazione

3. Il confronto

4. Gli organismi paritetici di partecipazione

5. La contrattazione integrativa a livello nazionale

6. La contrattazione integrativa a livello regionale

7. In caso di mancato accorso

8. I controlli sulla contrattazione

 

 

Capitolo 6

Le relazioni sindacali a livello delle istituzioni scolastiche

 

1. Il sistema delle relazioni sindacali

2. L’attività antisindacale del Dirigente scolastico

3. La legittimazione passiva del Dirigente scolastico a stare in giudizio

4. La difesa in giudizio dell’amministrazione

 

 

Capitolo 7

Le  forme di partecipazione sindacale a livello dell'istituzione scolastica

1. Gli istituti di partecipazione. premessa

2. L’informazione sindacale

3. Modalità di svolgimento dell'informazione preventiva

4. l'informazione successiva

5. Le materie di informazione preventiva

6. Le materie di informazione preventiva relative  all'area docenti

7. Le materie di informazione preventiva relative al personale ATA

8. Informazioni  relative all'individuazione delle misure di prevenzione dello Stress lavoro correlato e di fenomeni di burn- out personale docente e personale ATA

9. Il confronto sindacali

10. Modalità di svolgimento delle riunioni sindacali

11.Il diritto di accesso agli atti da parte delle RSU

 

 

 

Capitolo 8

La contrattazione integrativa d’istituto

 

1. La contrattazione integrativa d’istituto. Premessa

2. Le nuove regole in materia di contrattazione collettiva e integrativa

3. I principi per la conduzione della trattativa

4. Composizione delle delegazioni di parte pubblica e di parte sindacale

5. Modalità e tempi della contrattazione integrativa

6. Validità della sottoscrizione dei contratti integrativi

7. La mancata firma del contratto

8. L'adozione di atti unilaterali da parte dell'amministrazione

9. Il controllo sulla contrattazione

10. La comunicazione dell’accordo

11. Le relazioni che accompagnano il contratto d'istituto

12. La relazione illustrativa del dirigente scolastico

13. La relazione tecnico finanziaria  del direttore sga

14. Il rapporto tra piano delle attività e contrattazione integrativa

15. Il rapporto tra contrattazione integrativa e programma annuale

16. Applicazione del contratto integrativo

17. Interpretazione autentica

 

Capitolo 9

Le materie di contrattazione integrativa d’istituto

1. Le materie di contrattazione integrativa

2.Qual è lo spazio negoziale nelle singole materie di contrattazione integrativa

3.Attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

4.Criteri  per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto

5.Criteri per l’attribuzione dei compensi accessori, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del D.L.vo n. 165/2001 al personale docente, educativo ed ATA, inclusa la quota delle risorse relative all’alternanza scuola – lavoro e delle risorse relative ai progetti nazionali e comunitari, eventualmente destinate alla remunerazione del personale

6.Criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale, ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente dall’art.1, comma 127 della legge n.107/2015

7. Criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, determinazione dei contingenti di personale previsti dall’accordo sull’attuazione della legge 146/90 così come modificata dalla legge 83/2000

8.Criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita per il personale ATA, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

9.Criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale nel rispetto degli obiettivi e delle finalità definiti a livello nazionale con il Piano nazionale di formazione dei docenti

10.Criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto  alla disconnessione)

11.Riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche e dei processi di informatizzazione inerenti i servizi amministrativi e a supporto dell’attività scolastica,

 

Capitolo 10

La contrattazione del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

 

1. La gestione dei compensi accessori come politica di incentivazione del personale

2. Disciplina del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

3. Le attività da retribuire con il fondo d’istituto

4. La deliberazione del consiglio d’istituto  in ordine alle attività da retribuire con il fondo d’istituto

5. La contrattazione delle risorse

6. Contrattazione delle risorse destinate al personale docente ed educativo

7. Contrattazione delle risorse destinate al personale ATA

 

 

 

 

PARTE SECONDA

Schema relazione integrativa dirigente scolastico

Schema relazione tecnico finanziaria del direttore sga

Schema contratto integrativo per le relazioni sindacali

Schema contratto integrativo per l'attuazione della normativa in materia di sicurezza

Schema contratto integrativo relativo alla determinazione dei criteri generali di ripartizione delle risorse del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

 

 

 

 

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