Ultime notizie

Con nota n. 3380 dell’8 febbraio il MIUR ha chiarito le modifiche apportate all’Alternanza Scuola-Lavoro: si modifica la denominazione, si riduce il monte ore da svolgere negli ultimi tre anni e, conseguentemente, si riducono i fondi a disposizione.

Già dal corrente anno scolastico si dismette la denominazione di Alternanza e si assume quella di “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”.

Per quanto riguarda la durata dei “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, viene indicato un monte ore minimo da svolgere:

§  non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;

§  non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;

§  non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Già da quest’anno, quindi,ravvedendone la necessità, le scuole dovranno rimodulare la durata dei percorsi già progettati in un’ottica pluriennale, in coerenza con il PTOF.

Così come prescrive la legge di Bilancio, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore,il MIUR dovrà emanare un decreto per definire le Linee Guida in merito ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Le linee guida sono già in fase di elaborazione e troveranno applicazione a partire dal prossimo anno scolastico, per i progetti che avranno inizioo si troveranno in corso d’opera.

Il MIUR precisa che, in misura proporzionale alla revisione delle ore minime dei percorsi, vi sarà una riduzione delle risorse finanziarie comunicate in sede di assegnazione preventiva relativamente al periodo gennaio-agosto 2019 (nota n. 19270 del 28 settembre 2018). La riduzione avrà effetto anche nei confronti di soggetti terzi.

La comunicazione definitiva delle risorse sarà fatta entro fine febbraio.

Infine le prove Invalsi debuttano nelle quinte classi dei licei e degli istituti tecnici e professionali, secondo le disposizioni della legge 176/2007 che le ha introdotte e che, dallo scorso anno, oltre a italiano e matematica, prevede anche prove standardizzate di verifica per inglese.

Le prove avranno inizio a partire dal 4 marzo e andranno avanti fino al 30, sulla base di un calendario che ogni scuola può decidere in autonomia secondo le proprie esigenze.

Gli studenti interessati (tra statali e paritarie) sono quasi 480mila studenti; i computer connessi sono 220.584.

L’arrivo delle prove Invalsi in quinta superiore doveva avviarsi in contemporanea con il nuovo esame di maturità, che scatterà a giugno. La riforma del 2017 prevedeva che il suo svolgimento dovesse costituire, assieme all’alternanza, requisito d’accesso alle prove finali, ma l’attuale Governo, con il decreto milleproroghe ha dispostoil rinviodell’entrata in vigore della norma al prossimo anno scolastico (2019/2020). Lo svolgimento dei test resta comunque obbligatorio.

Per italiano e matematica sono previsti cinque livelli, che descrivono sinteticamente le competenze dimostrate dal ragazzo, dalle più elementari alle più avanzate; un ulteriore livello indica il mancato raggiungimento di quello “base”. Per l’inglese si utilizzano i livelli B1 e B2 del quadro comune europeo di riferimento (Qcer), più un ulteriore livello per chi non arriva al B1. Saranno attribuiti “giudizi”, in italiano e in inglese, che per chi li ha superati valgono anche come certificazioni.

Per italiano e matematica ogni studente ha a disposizione due ore, con un tempo aggiuntivo di 15 minuti per gli studenti disabili o con disturbi specifici di apprendimento (Dsa). Il test di italiano è unico per tutti gli indirizzi di scuola e consiste in una prova di comprensione del testo che non implica la conoscenza specifica di autori o di opere letterarie, articolata in sette unitàrelative alla comprensione e in un’unità di riflessione sulla lingua. Il numero totale di domande è di circa 60.

Per matematica ci sono domande comuni a tutti gli indirizzi e altre specifiche per scientifici e istituti tecnici.

La prova d’inglese si articola in due “sotto-prove”, una di lettura, l’altra di ascolto.

FARE L'insegnante n.6/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di  Luciano Lelli  Direttore editoriale

1.Come è più che noto a tutti gli addetti ai lavori, la valutazione è impegno continuo (oggetto di studio e ricerca, preoccupazione, anche in non pochi casi ossessione) in ambito scolastico. Essa, per altro, è attività esercitata anche in svariati altri campi operativi: per esemplificazione mi riferisco alla valutazione, costantemente reperibile nei giornali, delle prestazioni dei calciatori (giudicate con voti numerici e giudizi verbali).

Nella scuola essa costituisce un processo ininterrotto di ampliamento/articolazione dei principi fondativi, delle metodologie di attuazione, della rilevanza funzionale ad essa attribuita: fino al vigente livello molto elevato di complessità al quale si è pervenuti, tale da non escludere l’alta opportunità di intervenire, da parte di tutti i corresponsabili della valutazione, per essenzializzarla, per far sì che essa sia valenza operativa imprescindibile, non formalistica, non troppo onerosa in fatto di concretizzazione, effettivamente capace di contribuire all’implementazione qualitativa del sistema scolastico nazionale.

FARE L'insegnante n.5/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale Ivana summa Direttore responsabile

Abbiamo dedicato questo numero della rivista ai nuovi modelli di formazione in servizio del personale docente perché in quest’ultimo triennio sono stati investiti rilevanti finanziamenti in questo settore. Il nuovo si riferisce sia a quanto previsto e proposto nel Piano Triennale di formazione 2016-20190 emanato in attuazione della legge 107/2015, sia agli sviluppi della ricerca nell’ambito della formazione di adulti professionisti. Lasciamo ai margini le questione della obbligatorietà della formazione in servizio (ne, discute, peraltro, in modo problematico Luciano Lelli nel settore dedicato agli approfondimenti tematici) per poter considerare altri profili che riteniamo rilevanti.

Fanno ancora discutere le parole del Ministro Bussetti che, in visita alle scuole di Afragola e Caivano, rispondendo alla domanda di un cronista se servissero più fondi al Sud per recuperare il gap con le scuole del Nord, ha risposto seccamente: «No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole. Più fondi? No, più impegno: lavoro, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio».

La dichiarazione ha suscitato immediate reazioni da più parti e i tentativi di recupero da parte di Bussetti non hanno avuto alcun esito, anche perché il linguaggio non verbale che accompagna il contenuto espresso è molto chiaro.

Sulla questione è intervenuta anche ANP con un comunicato stampa:

Inaccettabili le parole del Ministro Bussetti contro le scuole del Sud

«Che sia necessario impegnarsi in qualsiasi lavoro – ed in particolare in quello pubblico, pagato da tutti gli Italiani – noi dell’ANP lo abbiamo sempre creduto fermamente.

Così come crediamo, da persone di scuola, che il lavoro scolastico rivesta una importanza tutta particolare in quanto forgia il futuro della Nazione.

Se il Ministro dell’istruzione ritiene che, nel settore di cui egli è responsabile, qualcuno non si impegni a sufficienza, dispone di tutti gli strumenti per intervenire.

Quello che il Ministro – rappresentante del sistema scolastico nella sua interezza geografica – non può assolutamente fare è delegittimare il personale “del Sud”, utilizzando espressioni divisive che lasciano intendere che “nel Sud” non ci si impegna adeguatamente.

Forse il Ministro ignora che, in molte aree “del Sud”, le scuole sono l’unico avamposto dello Stato e che gli edifici scolastici (spesso malridotti, ma non certo per responsabilità di chi vi lavora) sono gli unici su cui sventola con orgoglio il tricolore. Quelle scuole – o meglio, tutte le persone che vi lavorano: dirigenti, docenti, ata – evitano ogni giorno che tanti ragazzi cadano preda della criminalità e consentono loro di coltivare la speranza di un avvenire onesto. Delegittimarle significa screditare tutto questo ed è inaccettabile.

Costituisce invece preciso dovere del Ministro impegnarsi per migliorare il servizio a livello nazionale e rafforzare, nel contempo, la fiducia dei cittadini verso di esso.

Auspichiamo dunque che riesca a reperire le risorse economiche del caso e a dotare le scuole autonome di strumenti idonei per conseguire tale obiettivo.

Dal canto nostro, ci limitiamo a suggerire alcune proposte:

• reperire fondi per contrastare la fatiscenza di molti edifici scolastici

• incrementare i finanziamenti per il salario accessorio (MOF e bonus) destinato al personale, utilizzabile dai dirigenti quale leva gestionale per il miglioramento e non “a pioggia”

• rispristinare i finanziamenti per l’alternanza scuola-lavoro, in funzione di contrasto alla crescente disoccupazione giovanile, nelle scuole superiori che intendano organizzarla appieno

• consentire ai dirigenti di selezionare il personale supplente celermente, sulla base delle competenze possedute, abolendo il fallimentare sistema delle graduatorie

• ritirare le recenti istruzioni sul codice dei contratti, foriere solo di confusione e di complicazione.

«L’ANP è favorevole ad un vero e deciso miglioramento dell’efficacia del sistema educativo, ma nel rispetto della dignità e dei ruoli di tutti i lavoratori che vi prestano servizio. Siamo contrari a qualsiasi delegittimazione delle scuole e del personale, da qualunque direzione provenga».

L’annunciato progetto del governo di “regionalizzare! La scuola sta suscitando una chiara opposizione da parte dei sindacati. Dopo il NO fermo di Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil- Scuola,Snals, Gilda, è arrivata la proclamazione dei UNICOBAS di uno sciopero Scuola e Università per l’intera giornata di mercoledì 27 febbraio.

La motivazione è chiaramente esplicitata dal segretario nazionale Unicobas, Stefano D’Errico:Il progetto del Governo è una vera e propria vergogna e occorre subito una risposta ferma ed inequivocabile, specifica della Scuola e delle Università, senza dilazioni e compromessi. Non possiamo rischiare che il Governo faccia approvare il provvedimento senza aver dato al mondo dell’istruzione la chance per far sentire il netto rifiuto del provvedimento. Non abbiamo nessuna intenzione di ‘annacquare’ lo scontro cadendo nell’attendismo di quanti cercano di soppiantare la lotta con schermaglie legali di vario genere come quella sull’assenza della definizione dei LEP.

L’opinione diffusa tra i sindacati e il mondo della scuola è che la regionalizzazione darebbe il via ad un progetto di vera e propria devoluzione, che minerebbe il carattere unitario e nazionale del sistema d’istruzione, poiché darebbe vita a progetti formativi regionali e localistici ben al di là di quella giusta attenzione alle specificità territoriali che, già a sistema vigente, sono assicurati dall’autonomia scolastica prevista dalla stessa Costituzione.

A tale proposito, lo Snals ricorda: “Il sistema di istruzione italiano è nazionale e non è pensabile che possa entrare in logiche tese a frammentarne il principio cardine: il diritto allo studio per tutte e per tutti, con le stesse opportunità, dalle ALPI ALLA SICILIA come garantito dalla Carta costituzionale”.

Parlando ai microfoni di “Radio 1”, il Ministro della PA, Giulia Bongiorno, ha anticipato che i dati dei dipendenti pubblici che fino alle 13 del 5 febbraio, cioè dopo un giorno di apertura dei termini per la presentazione della domanda,avevano aderito all’anticipo pensionistico in erano 6.650. Quindi ha aggiunto: “Ci aspettiamo probabilmente un’adesione maggiore dal comparto scuola, che come è noto è costituito da persone che possono iniziare il pensionamento il primo settembre”, ragion per cui le domande del personale della scuola arriveranno più tardi.

“Una novità di grande importanza che abbiamo introdotto – ha ancora ribadito il Ministro - è che chi andrà in pensione avrà nell’immediatezza un gruzzoletto, una cifra fino a 30mila euro, che potrebbe salire anche a 40mila euro. Questa riforma vuole premiare il settore pubblico”.

È online, sul sito del MIUR, la circolare di attuazione del decreto legge 28 gennaio 2019 n.4, per la cosiddetta “quota 100” e tutte le altre forme di trattamento di pensione anticipata.

La circolare riporta nel dettaglio i requisiti necessari e le indicazioni operative per aderire alle varie forme di pensionamento anticipato. La domanda potrà essere presentata on line dal 4 al 28 febbraio prossimi attraverso il sistema Polis.

Rimane confermato, anche per i Dirigenti Scolastici, il termine finale del 28 febbraio 2019 per la presentazione delle domande di dimissione volontaria e delle altre tipologie di accesso al trattamento pensionistico già previste dal D.M. n 727/2018.

Tutte le predette domande valgono, per gli effetti, dal 1° settembre 2019, ai sensi dell’art. 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, come richiamata dall’art. 14, comma 7, dall’art. 15, comma 4 e dall’art. 16 comma 3, del decreto legge n 28 gennaio 2019, n.4.

Il decreto sopra richiamato prevede la possibilità di accedere alla pensione anticipata per il personale del comparto scuola in possesso di uno dei seguenti requisiti al 31 dicembre 2019: - L’articolo 14, comma 1, prevede la possibilità di conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un età anagrafica di almeno 62 anni e di un anzianità contributiva minima di 38 anni ( cd. pensione quota 100). - L’art. 15, comma 1, innovando l’art. 24, comma 10, del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214, consente l’accesso alla pensione anticipata se risulta maturata un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. In tali casi è, anche, consentito chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.

Circolare: http://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Circolare+pensionamento+anticipato.pdf/df671f67-60f5-41d9-aa21-d6dbf2df734b

Chiusi i termini per presentare istanza di partecipazione al concorso per i 2.004 posti da Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado, si contano 102.900 domande. Le Regioni con il maggior numero di aspiranti sono: Campania (20.143 a fronte di 160 posti), Lombardia (12.885 a fronte di 451 posti), Sicilia (10.695 a fronte di 75 posti), Lazio(9.833 a fronte di 162 posti, Emilia Romagna (7.524 fronte di 209 posti). In Molise, regione con soli 3 posti a concorso, le domande inoltrate sono state 474.

Il prossimo 15 marzo sulla Gazzetta Ufficiale verranno indicate la data e le sedi della prova preselettiva.Tenendo conto delle quote di ammissioni possibili a seguito della prova preselettiva, si calcola che solo il 5,8% dei candidati sarà ammesso alla prova successiva.

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Alla procedura concorsuale è dedicata un’apposita sezione del sito www.miur.gov.it, accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”. I candidati hanno potuto presentare domanda per una sola Regione.

 

 

Il MIUR ha individuato le 60 scuole situate in aree a rischio alle quali saranno destinati 2,1 milioni di euro per la creazione di ambienti digitali di apprendimento, soprattutto a partire dalla scuola primaria e secondaria di primo grado.

In particolare, ciascuna scuola riceverà 35.000 euro per la realizzazione di laboratori e 30.000 euro per la formazione del personale scolastico alla didattica innovativa.

Saranno 57.000 gli alunni coinvolti e 6.500 i docenti che beneficeranno della formazione.

A livello territoriale, 21 istituti si trovano al Nord (13 in Lombardia, 6 in Piemonte, 2 in Liguria), 8 al Centro (tutti nel Lazio) e 31 al Sud (10 in Campania, 9 in Sicilia, 7 in Puglia, 4 in Calabria e 1 in Basilicata).

Il progetto è volto al contenimento della dispersione scolastica, infatti le 60 scuole beneficiarie sono state individuate tra quelle con i più alti indici di disagio negli apprendimenti, di status socio-economico familiare, di deprivazione territoriale e di abbandono scolastico.

“La didattica digitale è un elemento fondamentale per aumentare la motivazione degli studenti e per contrastare le disuguaglianze nell’apprendimento - commenta il Ministro Bussetti -. Per questo abbiamo deciso di dotare le scuole con più alti indici di disagio di laboratori didattici innovativi. Nessuno nella nostra scuola deve rimanere indietro. Siamo tuttavia consapevoli che la tecnologia da sola non basta: occorre accompagnarla con un rinnovamento, in chiave tecnologica e digitale, delle metodologie e degli approcci didattici. Per questo una parte delle risorse destinate a ciascuna scuola sarà utilizzata per l’aggiornamento dei docenti sui temi dell’innovazione”.

di Rocco callà

Il testo è aggiornato con il CCNL 19 aprile 2018  e il D.L.vo n.75/2017 e comprende numerosi schemi di contrattazione. €26,00, pag 421

Questo testo nasce dall’esigenza di offrire ai dirigenti scolastici una guida operativa alla conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

Come è noto le istituzioni scolastiche con l'avvento dell'autonomia sono diventate sede di contrattazione integrativa. Il Capo d'istituto, nella sua nuova veste di Dirigente, assume la gestione e la responsabilità delle relazioni sindacali.

Il testo è aggiornato con le norme contenute nel CCNL del comparto istruzione e ricerca siglato il 19 aprile 2018  che ha modificato completamente le norme sulle relazioni sindacali contenute nel vecchio contratto, nonché con le più recenti disposizioni legislative emanate in applicazione della riforma della pubblica amministrazione, più precisamente ilD.L.vo n.74/2017 e il D.L.vo n.75/2017 con i quali sono stati apportate profonde modifiche riformandoli, sia al D.L.vo n.15072009 (Riforma Brunetta), sia al D.L.vo n.165/2001 (Testo Unico sul Pubblico impiego).

Le richiamate norme hanno apportato sostanziali modifiche alle materie di contrattazione integrativa, introducendo l’istituto del confronto sindacale per le materie che attengono alle misure inerenti la gestione del rapporto di lavoro.

Il testo si propone di offrire ai Dirigenti scolastici una guida pratica per la conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

In particolare, vengono esaminati gli istituti tipici delle relazioni sindacali, vale a dire l’informazione e il confronto con i variegati aspetti del diritto di accesso delle RSU alla documentazione amministrativa e le regole sulla contrattazione integrativa d’istituto, nonché vengono esaminati gli aspetti della condotta antisindacale del Dirigente scolastico e gli strumenti di difesa davanti al giudice in caso di controversie sindacali.  Completano il testo numerosi schemi di contrattazione integrativa.

 

NDICE

 

Capitolo 1

I soggetti sindacali nei luoghi di lavoro

 

1. La  costituzione della  rappresentanza sindacale unitaria (RSU)

2. Elezione delle RSU: Elettorato attivo e passivo

3. Le decisioni delle RSU

4. I diritti della RSU

5. Funzionamento delle RSU

6. Incompatibilità dei componenti delle RSU

7. Decadenza e sostituzione dei componenti della RSU

8. Il funzionamento della RSU nel caso di dimensionamento delle istituzioni scolastiche

 

 

Capitolo  2

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

 

1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

2. Elezione del RLS

3. Accesso ai luoghi di lavoro

4. Diritto di consultazione

5. Diritto di informazione

6. Diritto alla formazione

7.Tutela sindacale

8. Permessi

9. l'importanza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza all'interno della scuola

 

Capitolo 3

Le tutele sindacali

 

1. I diritti di natura sindacale

2.Il diritto di affissione

3. Il diritto di assemblea

4. Distacchi sindacali

5.L'aspettativa per motivi sindacali

6. I permessi retribuiti per motivi sindacali

7. I permessi sindacali per le riunioni degli organismi direttivi statutari

8. Il diritto di sciopero

 

 

Capitolo 4

La contrattazione collettiva nel pubblico impiego

 

1. Le fonti della contrattazione collettiva

2. I comparti di contrattazione collettiva

3. Le nuove regole sulla contrattazione collettiva e integrativa alla luce del D.L.vo n.75/2017

4. La contrattazione integrativa

5.L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN)

6. Le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative

7. Interpretazione autentica del contratto collettivo

8. Efficacia dei  contratti

9. Le controversie sull’efficacia, validità e interpretazione dei contratti

 

 

Capitolo 5

Le relazioni sindacali nel comparto  istruzione e ricerca a livello nazionale e regionale

 

1. Gli istituti di partecipazione sindacale

2. L'informazione

3. Il confronto

4. Gli organismi paritetici di partecipazione

5. La contrattazione integrativa a livello nazionale

6. La contrattazione integrativa a livello regionale

7. In caso di mancato accorso

8. I controlli sulla contrattazione

 

 

Capitolo 6

Le relazioni sindacali a livello delle istituzioni scolastiche

 

1. Il sistema delle relazioni sindacali

2. L’attività antisindacale del Dirigente scolastico

3. La legittimazione passiva del Dirigente scolastico a stare in giudizio

4. La difesa in giudizio dell’amministrazione

 

 

Capitolo 7

Le  forme di partecipazione sindacale a livello dell'istituzione scolastica

1. Gli istituti di partecipazione. premessa

2. L’informazione sindacale

3. Modalità di svolgimento dell'informazione preventiva

4. l'informazione successiva

5. Le materie di informazione preventiva

6. Le materie di informazione preventiva relative  all'area docenti

7. Le materie di informazione preventiva relative al personale ATA

8. Informazioni  relative all'individuazione delle misure di prevenzione dello Stress lavoro correlato e di fenomeni di burn- out personale docente e personale ATA

9. Il confronto sindacali

10. Modalità di svolgimento delle riunioni sindacali

11.Il diritto di accesso agli atti da parte delle RSU

 

 

 

Capitolo 8

La contrattazione integrativa d’istituto

 

1. La contrattazione integrativa d’istituto. Premessa

2. Le nuove regole in materia di contrattazione collettiva e integrativa

3. I principi per la conduzione della trattativa

4. Composizione delle delegazioni di parte pubblica e di parte sindacale

5. Modalità e tempi della contrattazione integrativa

6. Validità della sottoscrizione dei contratti integrativi

7. La mancata firma del contratto

8. L'adozione di atti unilaterali da parte dell'amministrazione

9. Il controllo sulla contrattazione

10. La comunicazione dell’accordo

11. Le relazioni che accompagnano il contratto d'istituto

12. La relazione illustrativa del dirigente scolastico

13. La relazione tecnico finanziaria  del direttore sga

14. Il rapporto tra piano delle attività e contrattazione integrativa

15. Il rapporto tra contrattazione integrativa e programma annuale

16. Applicazione del contratto integrativo

17. Interpretazione autentica

 

Capitolo 9

Le materie di contrattazione integrativa d’istituto

1. Le materie di contrattazione integrativa

2.Qual è lo spazio negoziale nelle singole materie di contrattazione integrativa

3.Attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

4.Criteri  per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto

5.Criteri per l’attribuzione dei compensi accessori, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del D.L.vo n. 165/2001 al personale docente, educativo ed ATA, inclusa la quota delle risorse relative all’alternanza scuola – lavoro e delle risorse relative ai progetti nazionali e comunitari, eventualmente destinate alla remunerazione del personale

6.Criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale, ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente dall’art.1, comma 127 della legge n.107/2015

7. Criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, determinazione dei contingenti di personale previsti dall’accordo sull’attuazione della legge 146/90 così come modificata dalla legge 83/2000

8.Criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita per il personale ATA, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

9.Criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale nel rispetto degli obiettivi e delle finalità definiti a livello nazionale con il Piano nazionale di formazione dei docenti

10.Criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto  alla disconnessione)

11.Riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche e dei processi di informatizzazione inerenti i servizi amministrativi e a supporto dell’attività scolastica,

 

Capitolo 10

La contrattazione del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

 

1. La gestione dei compensi accessori come politica di incentivazione del personale

2. Disciplina del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

3. Le attività da retribuire con il fondo d’istituto

4. La deliberazione del consiglio d’istituto  in ordine alle attività da retribuire con il fondo d’istituto

5. La contrattazione delle risorse

6. Contrattazione delle risorse destinate al personale docente ed educativo

7. Contrattazione delle risorse destinate al personale ATA

 

 

 

 

PARTE SECONDA

Schema relazione integrativa dirigente scolastico

Schema relazione tecnico finanziaria del direttore sga

Schema contratto integrativo per le relazioni sindacali

Schema contratto integrativo per l'attuazione della normativa in materia di sicurezza

Schema contratto integrativo relativo alla determinazione dei criteri generali di ripartizione delle risorse del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa

 

 

 

 

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