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La Casa Editrice Euroedizioni per la preparazione alle prove scritte del  concorso per Direttori SGA propone:

un corso di 20 lezioni on line  (Webinar), sulle materie del concorso.  L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Proponiamo anche l'acquisto di due testi dal taglio teorico e pratico per affrontare le due prove scritte

Un testo di legislazione scolastica non commentato da portarsi dietro e consultare  il giorno delle prove scritte

Commentando il risultato del vertice sulle autonomie tenutosi ieri (19 luglio), in una intervista al “Messaggero”, il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano ha dichiarato che “la scuola non sarà regionalizzata”, sulla base della risposta negativa data dal M5S alla richiesta dei governatori della Lombardia e del Veneto di far diventare gli insegnanti regionali. “Nessuno – ribadisce Giuliano - sia che si tratti di docenti, sia che si tratti di dirigenti scolastici, sia che si tratti di personale Ata, transiterà nei ruoli regionali. Il personale rimarrà tutto alle dipendenze del ministero dell’Istruzione e degli uffici scolastici periferici. E tutti saranno accomunati dal medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro. Non ci saranno nemmeno concorsi banditi dalle singole regioni. L’articolo 12 delle bozze di intesa che conteneva le richieste di regionalizzazione da parte delle regioni è stato stralciato”.

La posizione del Presidente Conte e del M5S è stata chiara. Fanno specie le dichiarazioni rabbiose dei due presidenti di regione Zaia per il Veneto e Fontana per la Lombardia. Dichiarazioni che non possono che suscitare sospetti sul tipo di gestione che la scuola si troverebbe a vivere nel caso in cui la regionalizzazione dovesse andare a buon fine.

Zaia, punto di riferimento della Lega, ha così commentato: "Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto cheall'interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d'accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo. Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di PIl. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati".

Sulla stessa linea il governatore Fontana: Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

 

ACIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.2/2019

Ancora una volta parliamo di immagini di minori

Editoriale di Anna Armone, Direttore responsabile

Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Mi capita spessissimo, per non dire sempre, durante i seminari sulla tutela della Privacy, di sentirmi dire quanto è anacronistico il tentativo di proteggere i minori attraverso un uso limitato dei loro dati, immagini comprese. Il mondo fuori non pone limiti e non vogliono limiti né i ragazzi né i loro genitori.

Eppure dallo stesso Garante vengono richiamati i rischi per la democrazia determinati dalla crescita degli Over-The-Top, che hanno acquisito poteri che assumono sempre più caratura sociale e che finiscono per concorrere col diritto che regola le relazioni tra gli Stati. I dati (propri e dei propri «amici») ceduti dai social alle app per fini di marketing politico, il cyberbullismo, le immagini dei minori vendute o violate, l’hate speech, l’oblio, le fake news, le intercettazioni e la cronaca giudiziaria, la libertà del lavoratore, il testamento biologico, la cyber-security, l’intelligence, la trasparenza, la tutela del consumatore e i big data. Sono, questi, solo alcuni aspetti del rapporto tra uomo e tecnica, la vita e la rete, diritto e potere.

Il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva presentata dal Ministero dell’Istruzione sull’annullamento del concorso a dirigente scolastico decretato dal Tar Lazio lo scorso 2 luglio 2019.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che, a prescindere dal merito delle questioni devolute in appello e da ogni valutazione sull’effettiva portata invalidante dei vizi dedotti (segnatamente dei vizi riscontrati dal primo giudice), sulla base di un bilanciamento di tutti gli interessi in conflitto ed alla luce di una valutazione comparativa degli effetti scaturenti dall’esecuzione dell’appellata sentenza nelle more del giudizio di merito,con particolare riguardo all’incidenza sull’assetto organizzativo dell’amministrazione della scuola in prossimità dell’inizio del nuovo anno scolastico, deve ritenersi preminente l’interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal 1° settembre2019;

Ritenuta, per le esposte ragioni, la fondatezza dell’istanza cautelare formulata nell’appello principale (e la conseguente correlativa infondatezza dell’istanza cautelare formulata nell’appello incidentale condizionato)

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’istanza cautelare proposta nell’ambito del ricorso principale per l’effetto, sospende l’esecutività della statuizione di accoglimento contenuta nella sentenza impugnata; fissa l’udienza pubblica per la discussione del ricorso nel merito al 17 ottobre 2019

Guida al Broker assicurativo nelle Istituzioni Scolastiche

a cura di Vincenzo Casella e Valentino Donà

Aggiornato al nuovo Regolamento di Contabilità Scolastica (Decreto n.129/2018)

Pagine 257, Euro 20,00

Il testo è arrichito con la modulistica che gli acquirenti possono chiedere  in formato word per adattare alle loro esigenze

Il rapporto Invalsi 2019 è alquanto impietoso con gli alunni del Meridione, in particolare Campania, Calabria e Sicilia, per le carenti competenze medie evidenziate. In particolare, la matematica si rileva essere l’ambito più deficitario.

Gli allievi coinvolti nelle prove sono stati oltre 1.100.000 nella scuola primaria (classi II e V), circa 550.000 nella scuola secondaria di primo grado (classe III), circa 1.000.000 nella scuola secondaria di secondo grado (525.000 classe II e 475.000 classe V).

Le prove di Inglese alla Primaria registrano un miglioramento nelle prove di ascolto rispetto allo scorso: l’88,3% degli allievi della V raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura e l’84% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto.

Sia nel reading sia nel listening il Nord si afferma per l’alto livello raggiunto seguita dal Centro e con il Sud che conferma in netto ritardo.

Particolarmente significato il risultato riferito alle prove di Italiano per gli studenti del quinto anno delle superiori: hanno raggiunto livelli molto bassi in Italiano il 13% del totale.

Per Matematica e Inglese i risultati del rapporto conferma che nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si registra il maggior numero di studenti con livelli decisamente bassi.

Il divario Nord-Sud si fa forte per quanto riguardale prove di inglese, complessivamente inferiore rispetto alla media degli altri Paesi europei. Il 10,6% degli studenti non raggiunge il B1, cioè acquisisce un livello di competenza molto basso dopo 13 anni di scuola. In Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale degli allievi che raggiungono il B2 scende, rispettivamente, al 31%, al 34,8% e al 34,1%.

Il divario rispetto al dato nazionale nella percentuale di allievi con risultati molto bassi si fa più forte: gli allievi che non raggiungono il B1 sono il21,7% inCalabria, il 18,2in Sicilia, il 20%in Sardegna.

 

L’INVALSI ha pubblicato il Rapporto 2019 nel quale riferisce dei risultati delle prove. Il quadro che ne emerge, a detta anche del Ministro Bussetti alla presentazione dei dati alla Camera, evidenzia “innegabili motivi di preoccupazione” in particolare riferibile ad alcune aree del Paese: “Come ministero, siamo convinti dell’importanza della valutazione standardizzata degli apprendimenti che però si deve integrare e affiancare all’insostituibile ruolo della valutazione dei docenti. Dobbiamo portare avanti la valutazione delle attitudini mettendo al centro gli studenti e le loro potenzialità. La scuola deve formare individui autonomi e liberi, cittadini responsabili e consapevoli. Credo sia un obiettivo sul quale abbiamo lavorato. Quest’anno l’illustrazione dei risultati Invalsi presenta motivi di novità e interesse”.

Da un alto, Bussetti richiama segnali di preoccupazione che si riferiscono ad alcune aree del Sud del Paese, dall’altra rileva che “i risultati contengono anche alcune tendenze incoraggianti e spunti di immediato intervento migliorativo”.

Di rilievo appare il richiamo alla valutazione dei docenti, dei dirigenti e della scuola da integrare a alla valutazione standardizzata degli apprendimenti: “una delle priorità strategiche che ho individuato nell’Atto di Indirizzo politico per il 2019”

“Per legare un buon sistema di valutazione degli apprendimenti al miglioramento del sistema di istruzione – ha ribadito – è fondamentale coinvolgere tutta la comunità scolastica affinché si senta protagonista, in piena collaborazione con le famiglie e gli studenti. Ed è quello che stiamo facendo, con l’obiettivo di proporre eventuali regolazioni del Sistema Nazionale di Valutazione”.

Obbiettivo che la scuola deve perseguire è quello di tornare ad essere “veicolo primario affinché sia realmente possibile un ascensore sociale”. Il Ministro ha anche sottolineato che i risultati dei test Invalsi dovranno contribuire a migliorare i livelli di qualità del sistema scolastico soprattutto nelle aree che non sempre raggiungono risultati soddisfacenti. “Per far fronte al divario territoriale – ha ricordato - abbiamo stanziato 50 milioni per il contrasto alla povertà educativa, oltre 35 milioni nel Piano per la scuola digitale, 100 milioni per nuovi Laboratori all’avanguardia e per biblioteche e 20 milioni per la formazione dei docenti; infine 4 milioni per scuole situate in aree a rischio per contrastare la dispersione”.

In una intervista al “Corriere del Veneto” il Ministro Bussetti si è detto sicuro che la regionalizzazione si farà e che riuscirà a convincere i sindacati. Ha anche negato che il Movimento 5 Stelle abbia bocciato su tutta la linea tale prospettiva; quindi ha evidenziato che il modello al quale si guarda è quello del Trentino e della Valle d’Aosta: “Il modello a cui ci si ispira è quello da anni vigente in Regioni come il Trentino e laValle d’Aosta. Modello che funziona perfettamente e che, eventualmente, con qualche correttivo, può essere esportato, in base a quanto previsto dall’articolo 116 dellaCostituzione, anche in Regioni a statuto ordinario”.

Riguardo alle critiche esposte da più parti, ha tagliato corto: “Sono convinto che molte critiche hanno esclusivamente una base ideologica ma non siano state precedute da un esame attento dei testi. E poi mi verrebbe da chiedere: il modello trentino o valdostano cosa ha di rivoluzionario? E soprattutto, è un modello virtuoso? Se sì, perché dovremmo privare i cittadini di altre Regioni di un processo di elevazione degli standard qualitativi del servizio scolastico?”.

 

Come annunciato, Il MIUR ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato in merito all’annullamento del concorso per dirigenti scolastici pronunciato dal TAR Lazio per la presunta incompatibilità di tre commissari che rispondono ai nomi di Francesca Buscetti, Elisabetta Davoli, Angelo Francesco Marcucci.

Il Ministero ribadisce, nel suo ricorso, che le motivazioni addotte per la dichiarazione di incompatibilità dei tre commissari non ha sostanza di rilievo e circostanzia le tre diverse situazioni.

Per Francesca Buscetti il Ministero sostiene che ha partecipato a corsi universitari su contabilità pubblica, rivolti ai Dirigenti scolastici già in servizio e a DSGA; corsi, quindi, che non avevano niente a che fare con il concorso per dirigenti scolastici.

Per Elisabetta Davoli, il Ministero riferisce che ha svolto un corso per un’associazione di formazione, che non avrebbe a che vedere con corsi per la preparazione al concorso per dirigenti. La Davoli aveva solo stipulato un contratto con tale associazione cedendo il diritto di utilizzare i materiali forniti, quindi è l’associazione che ha scelto per quali percorsi formativi utilizzarli.

Per Angelo Francesco Marcucci, la cui incompatibilità si configura per il fatto di essere sindaco nel comune di Alvignano, il Miur, pur riconoscendo che i commissari non possono avere anche incarichi politici, sindacali o professionali, sostiene che ciò è valido se c’è qualche elemento di possibile incidenza fra l’attività esercita e l’attività dell’ente che indice il concorso. Nel caso, specifico, l’incompatibilità non sussisterebbe, tenuto anche conto che gli unici tre candidati al concorso del piccolo comune in questione non si sono presentati agli esami.

Il Ministero, inoltre, fa appello all’interesse pubblico, considerato che le operazioni concorsuali delle commissioni residue termineranno giorno 11 luglio e che, per il buon funzionamento della scuola, si rende necessario che la nomina dei nuovi dirigenti scolastici siano fatte per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Nell’intricata e dolorosa, per la scuola, vicenda che interessa la scuola italiana in merito all’eventuale annullamento del concorso per dirigenti scolastici richiesta dal TAR Lazio, oltre al ricorso in appello al Consiglio di Stato del MIUR, si registrano i ricorsi “ad adiuvandum” dei sindacati, al fine di permettere la copertura dei posti vacanti da Dirigente già con l’avvio del nuovo anno scolastico, seppure con la modalità della riserva.

In proposito, Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’ANP, in una intervista rilasciata a “La Tecnica della Scuola” ha ribadito che “La sentenza del TAR è inaccettabile, perché il motivo addotto è insufficiente alla luce della pacifica giurisprudenza del Consiglio di Stato” e che confida nell’annullamento della sentenza del TAR “in modo tale per poter assumere i dirigenti scolastici vincitori dal 1° settembre e andare così a risolvere pure un problema annoso: quello delle scuole senza dirigente. Quella delle reggenze doveva essere una soluzione tampone, invece ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti e non più gestibili”.

Tale parere è confortato dalla stessa ANP che, per quanto concerne il merito della vicenda, esprime la convinzione che il Consiglio di Stato sospenderà in via cautelare gli effetti della sentenza, consentendo così il completamento della procedura concorsuale, e che successivamente la annullerà. Per tale ragione il sindacato ha deciso di promuovere un autonomo appello avverso la sentenza presso il Consiglio di Stato e ha costituito un pool nazionale di tre studi legali di elevata qualificazione per avviare un’azione legale riservata esclusivamente ai propri iscritti.

Ivana Summa, Luciano Lelli

Come prepararsi al NUOVO concorso per dirigente scolastico Volume 1°

Conduzione organizzazioni complesse, organizzazione del lavoro e gestione del personale, valutazione ed autovalutazione,  organizzazione ambienti di apprendimento, innovazione digitale della didattica, € 25,00, pag. 380

Presentazione

Il testo è rivolto agli aspiranti dirigenti scolastici e si propone di offrire le necessarie cognizioni per superare la prova scritta, costituita da quesiti a risposta aperta,  e la prova  orale del concorso.

Gli argomenti sono svolti in modo chiaro e completo e  con puntuale riferimento a quelle che sono le materie oggetto del concorso relative a ...le modalità di  conduzione di organizzazioni complesse con particolare riferimento alle istituzioni scolastiche ed educative statali”, e all' “organizzazione del lavoro e gestione del personale con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico”, nonché   "all'organizzazione degli ambienti di apprendimento con particolare riferimento all'innovazione digitale della didattica,  e alla valutazione e autovalutazione   del personale, degli apprendimenti, dei sistemi scolastici".

 

INDICE

Parte I

Dirigere organizzazioni complesse

tra management della scuola e leadership educativa (I.S.)

 

Capitolo 1 – Le organizzazioni complesse

 

1.1 Che cos'è un'organizzazione

1.2 Elementi comuni a tutte le organizzazioni

1.3 Storia delle teorie organizzative

1.3.1 L'organizzazione come sistema razionale

1.3.2 L'organizzazione come sistema naturale

1.3.3 L'organizzazione come sistema aperto

1.4 I filoni della ricerca organizzativa

1.4.1 Le moderne teorie organizzative

1.5 Tipologie di modelli organizzativi

1.5.1 Le configurazioni organizzative

1.5.2 Dalla burocrazia professionale all'adhocrazia

1.6 Quale modello organizzativo per le scuole autonome?

1.7 La scuola come “sistema sociale”

1.7.1 L'apprendimento organizzativo e la learning organisation

1.7.2 Le comunità di pratiche

 

Capitolo 2 – Organizzazione e gestione manageriale delle organizzazioni complesse

 

2.1 Il management nelle amministrazioni pubbliche

2.1.1  La funzione manageriale del dirigente scolatico

2.1.2 La definizione di management e le funzioni del manager

2.2 Il processo decisionale

2.2.1 I principali approcci ai processi decisionali

2.2.2 Tipologia delle decisioni nelle organizzazioni

2.2.3 La struttura decisionale nelle organizzazioni

2.2.4 Come decidono le scuole

2.3 La progettualità e il processo di progettazione

2.3.1 Il progetto: alcuni concetti fondamentali

2.3.2 La struttura di un progetto e la metodologia progettuale

2.3.3 La pianificazione e il controllo della progettazione

2.4 La comunicazione organizzativa

2.4.1 Il quadro normativo della comunicazione pubblica

2.4.2 Comunicazione e benessere organizzativo

2.5  Delegare per dirigere

2.5.1 Il profilo giuridico della delega

2.5.2 Il profilo organizzativo della delega

2.6  La struttura organizzativa nella gestione manageriale

2.6.1 Un modello per il middle management nella scuola

2.6.2 Gli ambiti di azione del middle management

2.7 Strumenti e dispositivi per il management

2.7.1 Organigrammi e funzionigrammi

2.7.2 Gli strumenti manageriali per progettare, pianificare, monitorare,  migliorare

2.7.3 Scegliere il personale: il colloquio di lavoro e l'analisi del potenziale

 

Capitolo 3  – La leadership  e il fattore umano nelle organizzazioni di lavoro

 

3.1 La leadership educativa  nella scuola

3.1.1 Alcuni aspetti specifici della  leaderschip  scolastica

3.2 La leadership in azione

3.3 Il leader e la leadership

3.4 La gestione delle risorse

3.4.1 Le risorse umane nella scuola

3.4.2 Strumenti e modalità di gestione del personale

3.5 La gestione del personale nella legge 107/2015

3.5.1. Il dirigente scolastico e la gestione delle risorse professionali: analisi della legge 107/2015.

3.5.2 La  gestione strategica del personale docente.

3.5.3 La valutazione  del personale docente e  la valorizzazione il capitale professionale.

3.6.La formazione nella legge 107/2015: bisogni individuali e  fabbisogno formativo della scuola

3.6.1.Aggiornamento e Formazione.

3.6.2.Il bisogno di formazione: che cosa è e come rievarlo

3.6.3.L'analisi dei bisogni di formazione delle persone e del fabbisogno formativo.

3.7.Alcune questioni tra leadership e management.

3.7.1. L'integrazione tra individuo ed organizzazione.

3.7.2. La motivazione al lavoro

3.7.3.La gestione dei conflitti.

3.7.3.1.La risoluzione  dei conflitti attraverso la negoziazione.

3.8.  Il dirigente scolastico come leva per il cambiamento

3.8.1. Ma le scuole, da sole,  riescono a cambiare?

               3.8.2. Progettare il “cambiamento”: due approcci a confronto

3.8.3. Uno schema per il cambiamento.

 

Parte II

Il dirigente scolastico leader educativo in una scuola rinnovata (L.L.)

 

Capitolo 1 – La responsabilità pedagogica e metodologico-didattica del dirigente scolastico

 

1.1   Complessità strutturale della figura professionale del dirigente scolastico

1.2   Innovazioni enfatizzate nell’esercizio della dirigenza scolastica sancite nella legge 107/2015

1.3   Tipologie di esplicazione della funzione di dirigente scolastico

1.3.1        Dopo la riforma Gentile e fino ai Decreti Delegati del 1974

1.3.2        Dai Decreti Delegati all’autonomia scolastica

1.3.3        Dall’autonomia scolastica all’attribuzione della dirigenza

1.3.4        In “la Buona Scuola” e nella legge 107

1.4 Pars construens organica e sistemica

 

Capitolo 2 – L’azione del dirigente scolastico nella progettazione dell’offerta formativa

 

2.1   Valenza educativa e didattica della funzione dirigente

2.2   L’integrazione tra dirigente scolastico e organi collegiali

2.3   La leadership del dirigente scolastico nei processi attuativi dell’autonomia

2.4   Il ruolo del dirigente scolastico entro il “Piano triennale dell’offerta formativa”

2.5   Dirigente scolastico, figure di sistema e team operativi

 

Capitolo 3 – Pluralità degli ambienti di apprendimento per il successo formativo

 

3.1 Il concetto di “ambiente di apprendimento”: delineazione complessiva

3.2 Tipologie di “ambiente di apprendimento”: formale, non formale, informale

3.3 Il “sistema formativo integrato” come connessione funzionale dei differenziati ambienti di apprendimento

3.4 La scuola come ambiente sistemico di apprendimenti istituzionali: dall’istruzione all’educazione

3.5 La didattica «autentica» quale attuazione quotidiana e continua di  processi innovativi

3.6 L’innovazione digitale per l’implementazione e la ristrutturazione degli ambienti di apprendimento

3.6.1 Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come ambienti di apprendimento

3.6.2 Il Piano Nazionale Scuola Digitale fulcro di “la Buona Scuola”

3.6.3 I processi di innovazione nella didattica come fattori di sviluppo continuo della scuola come sistema di ambienti di apprendimento

 

Capitolo 4 – Problematiche della valutazione e della certificazione

 

4.1 Il percorso della valutazione nella storia e nella tradizione della scuola italiana

4.1.1 Un secolo e mezzo di consuetudini e di procedure valutative

4.2 Simboli per la formalizzazione della valutazione

4.3 Valutazione sintetica e valutazione impressionistica

4.4 Dalla valutazione sintetica alla valutazione analitica

4.5 Dalla valutazione didattica alla valutazione di sistema

4.5.1 Dopo la legge 517: la valutazione in una sequenza di norme

4.5.2 Oltre la valutazione didattica

4.6 Valutazione interna e valutazione esterna

4.6.2 Caratteristiche e limiti

4.6.2 Organi, strumenti e modalità della valutazione esterna

4.7 Valutazione e progettazione

4.7.1 La valutazione come “verso” della progettazione

4.8 La funzione dirigente scolastico nei processi valutativi

4.9 Oltre la valutazione, nei territori della certificazione

4.10 Norme, regole e processi del vigente Sistema Nazionale di Valutazione

 

Capitolo 5 – Scenari sociali e sistemi scolastici

 

5.1 La funzione sociale della scuola

5.1.1 Evoluzione storica della funzione sociale

5.1.2 Tipologie della funzione sociale

5.1.3 Funzione sociale e processi formativi

5.1.4 Peculiarità attuali della funzione sociale

5.2 Gli ordinamenti degli studi in Italia: i processi di riforma dell’ultimo cinquantennio

5.2.1 Il primo tempo dei processi di riforma

5.2.2 La partecipazione sociale alla gestione della scuola

5.2.3 Il cammino verso l’autonomia

5.2.4 La riforma sistemica tentata nel primo decennio del 2000

5.3 La “Buona Scuola” nella legge 107/2015: solo cenni

5.4 I curricoli scolastici tra Indicazioni Nazionali e Piani di Studio Personalizzati

5.4.1 Tipologie del curricolo

5.4.2 Da Programmi alle Indicazioni

5.4.3 Per una scuola centrata sulla persona

6.1 Ordinamenti degli studi e parole chiave delle politiche scolastiche nei Paesi dell’Unione Europea

6.1.1 Ricognizione complessiva della tematica

6.1.2 Orientamenti affini e tipologie di aree geografiche

6.2 Alcuni sistemi scolastici europei: connotati costitutivi

6.3 L’integrazione in corso dei sistemi scolastici in Europa

 

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Organizzazione didattica del testo

Le vostre opinioni:sono utili per sfatare pre-giudizi e pre-concetti 

·     Obiettivi:servono per convogliare l'attenzione di chi studia  verso un apprendimento efficace

·     Domande di Verifica:riguardano domande  utili per comprendere i concetti chiave rileggendo i capitoli/paragrafi correlati

·     Riferimenti normativi:sono sempre utili anche se  ripetuti nei diversi capitoli. Si riportano "a ritroso", ovvero dal più vicino al più lontano in senso cronologico

·     Concetti da approfondire:poiché non tutto si ritrova nel manuale, rimandiamo agli approfondimenti video e saggi di approfondimento

·     Casi, temi  e problemi:individuazione di problematiche, su cui il docente è chiamato a riflettere. Sono   utili  per far comprendere che  i discorsi teorici e generali sono a fondamento della gestione operativa.

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