Ultime notizie

Nella Gazzetta Ufficiale del 9 novembre è stata resa nota la data della prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici per i candidati della Sardegna, rinviata per le avverse condizioni del tempo il 18 ottobre: si terrà giovedì 13 dicembre a partire dalle ore 10.00.

 

Un problema che si è andato evidenziando in merito al concorso straordinario è quello segnalato, sulla sua pagina facebook, dal senatore Pittoni responsabile istruzione Lega e Presidente della 7^ commissione Istruzione del Senato: Il caso di un docente che alla data del 12/12/2018 (scadenza del bando) non abbia ancora perso la qualifica di docente di ruolo perché l’amministrazione territoriale del MIUR non ha provveduto a emanare il decreto di esecuzione della sentenza sfavorevole all’interessato che lo retrocede dalle GAE alla II^ fascia delle graduatorie di istituto con contestuale rescissione del contratto a tempo indeterminato e conseguente trasformazione dello stesso in contratto tempo determinato fino al 30 giugno 2018; così come potrebbe verificarsi il caso che alla stessa data non ci sia ancora la pronuncia giurisdizionale che toglie all’interessato il diritto all’inclusione nelle GAE. I docenti in tali condizioni non potrebbero presentare domanda di partecipazione al concorso.

Per questi motivi, il senatore Pittoni, ha annunciato la proposta di un decreto ad hoc, perché i termini del bando vengano riaperti limitatamente ai soggetti nei confronti dei quali venga emanato un decreto di cancellazione dalle GAE in data successiva a quella di scadenza del bando. In tal modo si consentirebbe anche di poter usufruire della riserva di posti ai sensi della legge 68, che scatta esclusivamente per chi non ha in atto un rapporto a tempo indeterminato.

 

Intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega, il vicepremier Salvini ha espresso l’intenzione di mettere in discussione l’abolizione del valore legale del titolo di studio: “Negli ultimi anni – ha sottolineato– la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.

Il problema del titolo di studio non è nel programma di governo, ma sembra essere un argomento che interessa molto il popolo leghista, prevalentemente radicato nel Nord Est del Paese: abolire il valore legale del titolo di studio potrebbe comportare l’eliminazione della garanzia per tutti di partecipare ai pubblici concorsi o di concorrere per una professione, prescindendo dal territorio di provenienza.

Per contro, questo renderebbe più difficile, per i diplomati e laureati del Sud, l’accesso nel mondo del lavoro.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Come prepararsi ed affrontare la prova orale

vi proponiamo il testo di Antonio Di Lello

ICASI DELLA SCUOLA

Guida alla prova orale del concorso dirigenti scolastici

Pagine 300 , Costo euro 22,00

(aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA)  

Vengono proposti 46 casi .  Ogni caso prospettato viene analizzato in tutte le sue componenti, fornendo la relativa soluzione con gli opportuni e necessari riferimenti normativi richiamati.

 Noi crediamo che questo testo possa servire come validissimo e consistente aiuto a tutti i candidati al Concorso per Dirigente Scolastico per affrontare la prova orale, considerata la vastissima casistica di situazioni che quotidianamente si presentano e la relativa ampia e non sempre chiara normativa a cui essi sono costretti a fare riferimento.

Questo testo di agile lettura espone in forma semplice e discorsiva una serie di casi pratici che il dirigente scolastico nella sua attività quotidiana può essere chiamato a risolvere e che sicuramente potranno costituire oggetto di domanda per la risoluzione del caso alla prova orale.

Nella bozza del testo di riforma dei concorsi a cattedra si prevede che, per accedere ai prossimi concorsi, basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico -pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Saranno esentati dal conseguimento dei CFU e CFA i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione,

Saranno esentati”

I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.

Per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, si prevede la possibilità di partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Il concorso diventa abilitante all’insegnamento per le medesime classi per le quali si partecipa.

Non ci saranno idonei, ma la graduatoria a fine concorso, sarà composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso e le graduatorie avranno valenza biennale.

Le prove concorsuali saranno: due prove scritte una orale. Quest’ultima avrà l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Per il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale.

Viene cancellato il FIT, il percorso triennale di formazione dei docenti previsto dalla legge 107/2015. Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e di formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo.

Chi vince assume l’obbligo di rimanere 4 anninella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova.

Saranno aboliti gli ambiti territoriali, per cui i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Il 6 novembre, il Ministro Bussetti ha incontrato il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e ha ribadito l’opportunità di lavorare insieme nel rispetto dei ruoli e con obiettivi precisi e condivisi per rimettere la scuola al centro della società. Quindi ha manifestato l’intenzione di “mettere ordine in normative che hanno messo a dura prova la scuola, sovraccaricando dirigenti e istituti. Come anche potenziare la didattica, attraverso metodologie e strumenti innovativi e grazie ad una formazione continua del corpo docente”.

Riferendosi alla Carta delle studentesse e degli studenti e degli studenti in Alternanza Scuola-Lavoro, il Ministro ha confermato l’intenzione di apportare modifiche, per cui il coinvolgimento degli studenti è fondamentale. “C’è da parte di questo Ministero – ha ancora affermato il Ministro - la massima apertura. A voi, però, anche il compito di aumentare la rappresentatività, di coinvolgere maggiormente i vostri coetanei e sviluppare così senso di appartenenza nei confronti dell’istituzione scolastica”.

 

Il Miur ha emanato la circolare 1892 del 7 novembre,che fissa i termini per le iscrizioni alle classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado per l’anno scolastico 2019-2020. Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019, in anticipo rispetto all’anno scorso.

L’anticipo del periodo delle iscrizioni, fortemente voluto dal Ministro Bussetti, servirà per far partire prima la macchina delle operazioni che servono per portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico.

Le iscrizioni dovranno essere fatte on line, ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà come sempre disponibile, a questo scopo, il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti e ai risultati a distanza (Università e mondo del lavoro).

Scuola dell’Infanzia - La domanda resta cartacea e va presentata alla scuola prescelta. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019, che hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020.

Sul sito del Miur circolare 1892 del 7 novembre e allegati

Circolare: http://www.miur.gov.it/miur-theme/icons/file-pdf.svg

Una Rivista mensile pensata per la funzione di Educatore del Dirigente scolastico e per l'Aggiornamento professionale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado

La rivista  è  disponibile anche on line collegandosi al sito www.farelinsegnante.it - Gli abbonati oltre a ricevere regolarmente la copia cartacea, avranno la possibilità di sfogliare e stampare la rivista in tempo reale dal proprio pc.

La password sarà comunicata appena ricevuta comunicazione dell'avvenuto pagamento dell’abbonamento. L'abbonamento annuale alla  rivista costa solo € 50,00

Ogni numero  della rivista tiene in particolare considerazione una tematica di attualità o costantemente rilevante, alla quale dedica una certa quantità di interventi caratterizzanti.

Le tematiche che saranno sviluppate nell'anno scolastico 2017/2018

·       n. 3 - Novembre: Formazione in servizio del personale scolastico

·       n. 4 - Dicembre:  Valutazione di sistema e del personale

·       n. 5 - Gennaio:    Valutazione degli alunni

·       n. 6 - Febbraio:   Le innovazioni metodologiche e didattiche per il successo   formativo

·       n. 7- Marzo:        La didattica con l’apporto delle tecnologie digitali e l’educazione ai media

·       n. 8 - Aprile:       Ambienti di apprendimento e inclusione

·       n. 9 - Maggio:    Gestione delle classi e dinamiche relazionali

·       n. 10 - Giugno:   Individualizzazione e personalizzazione degli insegnamenti/apprendimenti

 

FARE L'insegnante n.2/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

 

Editorialedi Ivana Summa

Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

 

 

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

 

MODALITA' DI ACQUISTO

Per abbonarsi per l'anno scolastico 2017/2018 è sufficiente effettuare il pagamento con una delle seguenti modalità

 

CON LA CARTA DEL DOCENTE

Come creare il buono spesa:
accedi con il tuo Spid alla piattaforma ministeriale https://cartadeldocente.istruzione.it
cliccare la voce “Crea buono” dal menu in alto a sinistra
si aprirà la schermata “Per quale tipologia di esercizio/ente?” - cliccare su “Fisico
scegli l’ambito “Libri e testi ( anche in formato digitale)", sia per i libri, sia per le riviste;

inserisci l’importo corrispondente  al costo delle riviste o dei libri  - cliccare su “Crea buono”
Verrà generato un buono spesa contraddistinto da un codice.

Scaricare il buono in PDF e spedirlo  alla nostra casella  euroed@euroedizioni.it  insieme ai dati (nome, cognome, indirizzo completo ).

- oppure mediante

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

Le scuole per ricevere la fattura elettronica devono comunicare il CIG  a  euroed@euroedizioni.it

 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Antonio Sapiente -  Privacy, il nuovo registro dei trattamenti

Filippo Sturaro -  Garantire i diritti degli alunni

Silvia Renzulli  - Visite mediche di controllo ed esenzione dalla reperibilià

Michela Lella -  Predisposizione del PTOF per gli anni 2019/2022

Salvatore Argenta  - La Corte di Giustizia Europea dichiara legittima la norma che riconosce  il servizio non di ruolo nella misura di quattro anni interi e due terzi per l’ulteriore periodo

 

Slittano i termini per la predisposizione del programma annuale 2019

E' pignorabile il conto corrente del pensionato?

Legge di Bilancio 2019

E' dovuta l’imposta di bollo sugli atti dei concorrenti nelle procedure di gara per l’acquisizione di beni e servizi?

Digitalizzazione delle procedure di gara

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Licenziamento per giusta causa e diritto di critica delle decisioni del datore di lavoro

·       Licenziamento disciplinare e principio di immutabilità della contestazione

·       Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore

·       Demansionamento e onere probatorio

 

MIUR

·       Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica n. 206 del 17 ottobre 2017 - Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia

·       Decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2018  - Assunzioni docenti afam anno accademico 2018-2019

·       Nota prot. n. 14748.25-10-2018 - Incarichi a tempo determinato personale ATA - Graduatorie d’istituto 24 mesi

 

Il MIUR  con la nota 21617 del 31 ottobre 2018 della Direzione generale delle risorse umane ha comunicato che sarà disposta la proroga del termine per la redazione del programma annuale 2019.

L'iniziativa è collegata alla circostanza che è intenzione del MIUR pubblicare, in tempi brevi, il nuovo regolamento di contabilità scolastica, dopo una lunga e travagliata gestazione durata circa tre anni,  in modo che il programma annuale per il 2019 venga predisposto con le regole del nuovo regolamento di contabilità

Il nuovo regolamento contiene sostanziali modifiche alla contabilità, la più significativa la redazione del bilancio in termini di competenza e di cassa che rappresenta la novità più rilevante.

 

Gli insegnanti faranno 30 ore?

Editoriale di Vittorio Venuti

Ha suscitato molto scalpore sui social e sui siti di informazione la nuova proposta presente sul “Piano nazionale di formazione docenti 2016-1019”,che prevede che l’orario lavorativo dei docenti possa essere portato a 30 ore settimanali. Irritazione e ironia sono state, per lo più, le reazioni degli addetti ai lavori, sostanzialmente significando che non si tratta altro che di uno stato di fatto e non di diritto, perché è indubbio che i docenti lavorino anche più delle 30 ore individuate. Evidenziare solo adesso, attraverso ricerche e inchieste, che gli impegni della professione docente vadano oltre le trenta ore settimanali è senz’altro gratificante ma di certo non ripaga della perdita di prestigio e credibilità della figura, comunque scarsamente considerata già nella logica dello stesso sistema d’istruzione e delle riforme rivoluzionarieche si sono susseguite da qualche decennio a questa parte.

L’orario dei docenti fa parte di quel nodo strutturale che è lo stato giuridico degli insegnanti, che ci si ostina a non voler prendere in considerazione, pur nella consapevolezza che rappresenti un centro di interessi cruciale per la scuola che si vuole di qualità, vocata all’innovazione continua e pronta ad affrontare tutte le problematiche sociali emergenti, le suggestioni transnazionali, le bizzarrie politiche. Fare l’insegnante è una cosa seria, c’è del sacro nella dedizione che lo deve pervadere; è investito della responsabilità di aver cura del futuro, di far crescere il presente nella prospettiva del cambiamento, di tracciare le menti che daranno sostanza al mondo che verrà.

La singolarità della proposta, così come recepita da più parti, vorrebbe che la specifica delle 30 ore varrebbe solo per i neo assunti, mentre i docenti di ruolo avrebbero la possibilità di scegliere se aderire o meno. Ma l’aspetto più singolare è che, a margine del Piano di formazione, si trova una nota che suggerisce di retribuire una parte delle ore eccedenti l’attuale orario settimanale con un prolungamento del congedo ordinario dal lavoro. Detta in breve: lavoro in più in cambio di ferie! Immaginiamo che la trovatasia legata al fatto che gli insegnanti quelle ore in più le fanno già, non importa se a casa o a scuola, quindi sì, si potrebbero riconoscere ufficialmente e acquisirle senza colpo ferire. Insomma, si valorizzerebbe il lavoro che già svolgono ogni giorno e che non viene valorizzato. Caspita che riconoscimento!

Il gruppo di lavoro preposto ad elaborare proposte per la valorizzazione della professionalità docente, in ordine al una eventuale prospettiva di carriera ha anche individuato una sua possibile articolazione verticale: da docente“principiante” a docente “ordinario”, quindi docente “esperto” e “master teacher”. Il concetto è vecchio, ma la riproposta è nuova. Così come è nuova la proposta di istituire le figure intermedie di sistema o di staff (coordinatore dei consigli di classe, coordinatori di dipartimenti disciplinari, responsabili di unità scolastiche decentrate, responsabili di progetto) con un riconoscimento di retribuzione stipendiale differenziata, delegata alla contrattazione con i sindacati rappresentativi.

Quanto di questo potrà arrivare sul tavolo delle trattative non si riesce neppure ad immaginare, considerato, appunto, che si tratta di vecchi e scontati progetti. Del resto, come afferma lo stesso Giancarlo Cerini - coordinatore di uno dei tre gruppi di esperti che, per il MIUR, hanno elaborato in 58 pagine un documento che riassume le proposte per «lo sviluppo professionale e qualità della formazione in servizio»dei docenti - si tratta di «un esercizio di ricerca culturale, non una proposta per la trattativa sindacale». Il documento, insomma, sarebbe l’esito del «tentativo di definire gli standard professionali, di descrivere i comportamenti attesi e quale deve e può essere la loro carriera, un brainstorming tra esperti di scuola provenienti da varie realtà “avendo anche” esaminato esempi virtuosi di altri Paesi e confrontato le esperienze migliori».

Al di là della bontà della proposta - se proposta sarà -, è indubbio che la scuola, con il susseguirsi di notizie su fatti di bullismo e di aggressioni agli insegnanti, appaia come investita da un’ondata di spaesamento. Solo in quest’ultimo periodo si stanno apprezzando segni di risveglio: professori e scuola hanno cominciato a denunciare i responsabili e ad assumere provvedimenti disciplinari anche seri. Sappiamo, però, che si tratta di una reazione tamponee che le cose non cambieranno granché per questa ragione. La scuola sconta «l’ideologia del permissivismo a ruota libera nei confronti degli studenti - afferma Ernesto Galli Della Loggia in suo editoriale sul “Corriere della Sera” del 24 aprile scorso- che ha trovato una conferma simbolica nell’abolizione decretata lo scorso anno di quello che era una volta il voto di condotta, oggi sostituito da un “giudizio sintetico” dal solito sapore socio-psicologico comune a tutte le salse con cui la burocrazia del Miur è solita condire i suoi illeggibili testi». Ma, prosegue Della Loggia, «dietro il dilagare del teppismo fuori e dentro le aule c’è altro: c’è il dato di fatto (e l’ideologia) dell’irrilevanza del docente. C’è la cancellazione della figura e del ruolo dell’insegnante. Che in molti casi diventa, ahimè, una inevitabile autocancellazione».

Irrilevanza del docente! C’è da meditare su questo, sulle cause che hanno portato la figura del docente a non essere più il “centro motore”dell’istituzione scolastica, a smarrire l’autorità insieme al senso del proprio ruolo. E le cause sono da ricercare sì nella diffusa maleducazione giovanile e nelle intemperanze aggressive di molti genitori, ma anche nella scarsa considerazione da parte delle stesse istituzioni, nel risibile riconoscimento economico, come anche nell’esasperante insieme di impegni e richieste che dalle parti più disparate si precipitano nella scuola e sugli insegnanti, sempre più tuttofaree sempre meno educatori.

Anche quest’anno“Dirigere la scuola”ha affidato ad Antonio Di Lelloil compito di focalizzare la sua attenzione sull’impegno centrale di questo mese: “L’esame di Stato nella Scuola Secondaria di Primo Grado”,un impegno al quale si arriva al seguito di un ulteriore anno poco sereno, funestato da un’incessante serie di episodi di bullismo sempre più diretti contro insegnanti e, in qualche caso, anche contro i dirigenti; un impegno che deve misurarsi con le novità introdotte con il D.L.vo n. 62/2017. Di rilievo appaiono le condizioni per l’ammissione all’esame dei candidati interni, tra le quali spicca la partecipazione alle prove Invalsi. Ma si evidenzia anche che possono partecipare agli esami pure gli studenti con un voto di ammissione inferiore a sei decimi, ritenendo valida la motivazione favorevole acquisita a maggioranza dal Consiglio di Classe. Altra novità è la presenza in Commissione d’esame dei docenti di Religione cattolica; una questione che ha sollevato molte perplessità considerato che, trattandosi di docenti con notevole numero di classi, spesso su più scuole, le ripercussioni che si potrebbero avere sull’organizzazione dei lavori di Commissione e Sottocommissioni potrebbero essere notevoli.

Scrutini ed Esami rappresentano un’occasione importante per riflettere non solo sul sistema di valutazione adottato, ma anche sulla considerazione che si è avuta degli obiettivi e delle “promesse”del PTOF come anche delle intenzioni di personalizzazione del rapporto educativo e delle intenzioni didattiche.

Dopo gli esami, un altro impegno particolarmente significativo interesserà la scuola: la “Verifica del Programma Annuale”,un adempimento da compiere entro il 30 giugno. Angelo Muratore illustra i termini e le disposizioni che attengono alla validazione del documento contabile proponendo i modelli relativi ai tre organi interessati: la Comunicazione Relazione del Direttore SGA, il Documento Dirigenziale, la Deliberazione di Verifica/Modifica del Consiglio d’Istituto.

A seguire, Anna Armoneillustra“La vita difficile del dirigente scolastico”, evidenziando come, rispetto ai direttori e presi di una volta, si sia complicato il lavoro del Capo d’Istituto col conferimento dell’autonomia funzionale alle istituzioni scolastiche e l’attribuzione della dirigenza con relativo riconoscimento delle responsabilità, ulteriormente sottolineato dall’intervento del Ministro Brunetta, nel 2009, volto a ridisegnare l’azione amministrativa attraverso un meccanismo complesso e meccanicistico: la performance organizzativa ed individuale. Il contributo si sofferma su un ipotetico dirigente degli anni 2000, fresco di concorso, e costretto a muoversi in uno scenario complesso e difficile da interpretare, una realtà completamente diversa da quella descritta dalle parole della norma.

La rapidità con cui evolve il settore informativo richiede che i processi mentali divengano ancor più reattivi, ovvero capaci di adattarsi ad un ambiente esterno di stampo postmoderno. L’effetto si riverbera anche in ambito pedagogico-educativo suscitando l’interesse di molti studiosi, tra i quali si distingue il neuroscienziato Idriss Aberkane, che arriva ad ipotizzare una vera e propria ergonomia della mente. Ne tratta Damiano Verda in: “Ergonomia della mente”,dove si fa riferimento anche all’ecologia della mente di Bateson e si richiamano i neuroni specchio evidenziati da Rizzolati.

Negli ultimi tempi si è acceso un dibattito relativamente al numero crescente di alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento nelle nostre scuole. I dati forniti dal MIUR relativamente all’a.s. 2016/2017 registrano una consistenza pari al 2,9% del totale degli alunni comprendendo sia gli alunni frequentanti gli ultimi tre anni della scuola primaria e la scuola secondaria con certificazione di DSA, sia gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della primaria rilevati come a rischio di DSA. Filippo Sturaro illustra i dati in “Gli alunni con DSA: un fenomeno in crescita!”.

Giacomo Mondelli prosegue i suoi interventi in ordine al PTOF e in “L’elaborazione del Piano (Triennale) dell’Offerta Formativa è (ancora) collegiale”dibatte sulla espansione, in merito, delle prerogative dirigenziali, ossia della sua potestà di indirizzarne l’elaborazione al posto del collegio dei docenti. In realtà si registra una palese difficoltà nella elaborazione personale da parte del dirigente, stante la complessità costitutiva del documento.

Innovazione sembra essere l’imperativo che sta attraversando tutti i sistemi che basano la nostra vita. L’equivoco di fondo è che viene spesso confusa con l’innovazione tecnologica, mentre è da intendere principalmente come culturale. Maria Chiara Grigianteci introduce all’argomento e, nel contributo “Innovazione possibile”,sottolinea che oggi ci troviamo nel periodo storico dell’era della conoscenza, nasce e che, avendo questa a portata di clic, si svilupperanno molteplici, inaspettate e necessarie competenze. La scuola saprà mettersi in gioco? Saprà dire addio alle vecchie aule e creare nuovi spazi per l’apprendimento? Nell’articolo si propone la significativa innovazione promossa nel Liceo Scientifico“Amedeo di Savoia”di Pistoia.

Per la rubrica CPIA, sotto il titolo “Rapporto di autovalutazione (RAV) e CPIA”, Ada Mauriorileva che Il segmento dell’istruzione degli adulti non è ancora valutabile e che i dirigenti dei CPIA sono nell’impossibilità di dare attuazione al processo di autovalutazione, come previsto dall’articolo 6 del DPR 80/2013, obbligatorio per tutti gli altri dal 2015; di conseguenza, i dirigenti dei CPIA non possono predisporre il piano di miglioramento (PdM), venendo meno alla finalità della valutazione, in assenza di indicazioni in merito dal MIUR.

Per La Scuola in Europa, Mario di Mauroscrive su “Ricerca empirica e Big-data, un’alleanza di certo da discutere nell’educational”,ponendo a sottotitolo l’interrogativo se davvero le cosiddette didattiche professionali dell’insegnamento facciano la differenza in una scuola, un Paese, un continente. Alla base della sua riflessione, l’autore pone la definizione di Big data: risorse informative ad alto volume, ad alta velocità e / o ad alta varietà che richiedono forme innovative ed economiche di elaborazione delle informazioni che consentono di ottenere informazioni approfondite, prendere decisioni e automatizzare i processi. Un mondo che è solo apparentemente distante dalla scuola e dai suoi interessi.

Per Psicologia della gestione, Vittorio Venuti si unisce al dibattito che si è incentrato ultimamente sulla lezione frontale, da molti ritenuta superata e inutile. Ma è davvero così, o non si tratta di adeguarla alle mutate esigenze riscontrare l’interesse degli alunni, a partire dalla modificazione degli ambienti di apprendimento? In “L’arte di salire e scendere dalla cattedra”,la questione si sposta sul modo di intendere la lezione, che pur sempre deve essere interpretata come il momento in cui l’insegnante si esprime con la consapevolezza di trovarsi fronte a fronte con gli studenti e, quali che siano gli strumenti che utilizzerà, questi saranno al servizio di entrambe le parti. X

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