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CONCORSO DIRETTORE SGA COME SUPERARE LA PROVA DI PRESELEZIONE

a cura di Callà - Venuti - Pagine 450, € 30,00

Test a risposta multipla su tutte le materie oggetto del concorso per Direttore SGA

Tutti i quiz sono offerti  anche on line  per consentire l’autoapprendimento e la simulazione delle prove. 

Grazie al simulatore quiz online  sarà possible esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.

MODALITA' DI ACQUISTO DEI WEBINAR

Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

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MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di Callà - Armone - Tosiani - Pagine 850, a soli  50,00 euro

Guida completa  e aggiornata allo svolgimento dei quesiti della prima e della seconda prova scritta

TESTO  aggiornato con il nuovo Regolamento di contabilità scolastica di cui al Decreto n.129 del 28 agosto 2018 e con la Circolare  applicativa del MIUR n.74 del 5 gennaio 2019 - Testo disponibile dal 15 gennaio 2019

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VERSO LA PROVA ORALE DEL CONCORSO A DIRIGENTE SCOLASTICO

Corso di  10 webinar specifico sulle modalità di svolgimento della prova orale

Come è noto, con il recupero della prova scritta per i candidati della Sardegna e per quelli che hanno prodotto ricorso e con la nomina delle sotto-commissioni regionali, presto inizierà la valutazione delle prove scritte che, probabilmente, si concluderà alla fine di marzo.

I Webinar riguardano l'analisi e la soluzione di casi concreti utili per affrontare la prova orale. In dotazione sarà consegnato un manualetto sullo studio di casi.

Costo del corso e 150,00

La Casa Editrice Euroedizioni organizza un corso di preparazione al CONCORSO per Direttori SGA, che si svolgerà  a Torino, finalizzato al superamento della prova di preselezione e delle prove scritte. Sono previsti 16 incontri della durata di 3 ore per complessive 48 ore di studio.

Il corso avrà inizio  venerdì 18 gennaio   2019, ore 16, presso la Scuola Media Caduti di Cefalonia Via Baltimora 110, Torino.

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CONCORSO PER DIRETTORI SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Domande di partecipazione:  dal 29 dicembre al 28 gennaio 2019

Al via la selezione per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado.

A margine è possibile scaricare  il bando di concorso e il relativo Decreto Ministeriale

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami  bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21.

ISCRIVITI AL NOSTRO CORSO DI PREPARAZIONE: 32 Webinar su tutte le materie del concorso.

SCARICA IL BANDO DI CONCORSO

Il Miur ha pubblicato i quesiti oggetto della prova scritta del corso-concorso per dirigenti scolastici, che si è tenuta in data 13 dicembre 2018. Tra le tre prove predisposte è stata estratta la prova C. Le opzioni di risposta ai quesiti in lingua straniera sono state disposte in ordine casuale. Sono altresì pubblicate le prove non estratte (A e B).

Con avviso pubblico del 12.12.2018 il MIUR dà notizia di uno stanziamento di 50 milioni di euro per la costruzione di nuove palestre e strutture scolastiche sportive e per la messa in sicurezza di quelle esistenti. nell’ambito della programmazione triennale nazionale per l’edilizia 2018-2020.

Il Ministro Marco Bussetti ha annunciato che “si tratta di un primo investimento concreto per rilanciare lo sport a scuola”. “È importante -ha sottolineato - porre l’accento sull’aspetto educativo che lo sport ha nel formare i giovani sul piano sia individuale che collettivo. Attraverso l’attività sportiva i ragazzi imparano la disciplina, il rispetto delle regole e dell’autorità, il senso di responsabilità, la capacità di fare squadra, il controllo del proprio corpo. Tutti elementi utili alla loro formazione. Costruire nuove palestre e mettere in sicurezza quelle esistentisignifica anche consentire alle scuole di offrire ai ragazzi spazi fruibili al di fuori dall’orario scolastico, un modo per contrastare la dispersione scolastica e, al contempo, favorire la diffusione della pratica sportiva tra i giovani”.

I progetti da finanziare saranno selezionati tenendo conto dell’elevato tasso di dispersione scolastica e l’assenza di strutture sportive. Questo primo investimento e l’avvio dei progetti finanziati consentiranno anche di far partire un’importante sinergia con l’Istituto di credito sportivo, al quale gli enti locali interessati potranno ricorrere per ottenere ulteriori finanziamenti e anticipazioni a tasso zero per le progettazioni di palestre e strutture scolastiche sportive.

L’elenco degli interventi individuati dovrà pervenire all’indirizzo Pec: dgefid@postacert.istruzione.it entro e non oltre 31 dicembre 2018. L’avviso riporta anche il limite massimo di importo per ciascuna Regione.

In Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata l’aggregazione territoriale relativa al concorso straordinario per la scuola dell’infanzia e primaria, riservato ai diplomatati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e ai laureati in SFP con due anni di servizio specifico, negli ultimi otto, nella scuola statale.

L’aggregazione territoriale è contemplata dal decreto e dal bando di concorso, per i casi in cui in una Regione vi sia un numero esiguo di candidati, il che comporta che i candidati della Regione con un esiguo numero di partecipanti svolgono il concorso in un’altra Regione che gestirà la procedura.

L’aggregazione territoriale riguarda le seguenti Regioni:

INFANZIA POSTO COMUNE:

1) Molise, con USR Abruzzo responsabile della procedura;

2) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura

PRIMARIA POSTO COMUNE:

Molise, con USR Abruzzo responsabile della procedura

INFANZIA POSTO SOSTEGNO

1) Emilia – Romagna, Friuli –  Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Veneto con USR Lombardia responsabile della procedura;

2) Abruzzo, Sardegna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, con USR Lazio responsabile della procedura;

3) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura;

4) Calabria, con USR Sicilia responsabile della procedura

PRIMARIA POSTO SOSTEGNO:

1)Molise, Sardegna, Umbria, con USR Lazio responsabile della procedura;

2) Friuli – Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, con USR Lombardia responsabile della procedura;

3) Basilicata, con USR Puglia responsabile della procedura

Il calendario di svolgimento della prova orale sarà comunicato dall’USR competente, tramite posta elettronica, all’indirizzo indicato nella domanda di partecipazione al concorso. La comunicazione sarà effettuata almeno venti giorni prima della prova orale.

Al momento del primo insediamento la Commissione procederà a sorteggiare la lettera alfabetica dalla quale si partirà per l’espletamento della prova. Il sorteggio sarà pubblico.La commissione predisporrà un numero di tracce pari a tre volte quellodei candidati ammessi alla prova, come previsto nell’Allegato A al decreto ministeriale che disciplina il concorso.

CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR) AL CONCORSO PER  DIRETTORI SGA

Come superare la prova di preselezione

La Casa Editrice Euroedizioni organizza un corso di preparazione al concorso per Direttori SGA, che si svolgerà tramite 32 seminari on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai test a risposta multipla previsti per la prova di preselezione;

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

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SCARICA IL PROGRAMMA CON LE MODALITA' DI ORGANIZZAZIONE DEL CORSO

In occasione delle festività natalizie si ripresenta la questione del Crocefisso e del Presepe nelle scuole. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è tornato a parlarneribadendo che la la croce, simbolo della religione cattolica, deve essere affissa nelle scuole durante le feste. “Includere gli altri non significa rinunciare alle proprie tradizioni nascondendosi”, ha affermato il ministro, parlando dal palco della manifestazione della Lega a Roma, in Piazza del Popolo.

Per il Ministro “il crocifisso è il simbolo della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Non vedo che fastidio possa dare nelle nostre aule scolastiche anzi, può aiutare a far riflettere”. E lo stesso vale, visto l’avvicinarsi del Natale, “per il presepe” che “fa parte della nostra identità”.

Il tema era stato già affrontato lo scorso 23 novembre quando, a Milano, a margine di un’iniziativa della Lega Giovani, il ministro era intervenuto rispetto alla proposta di legge della Lega per rendere obbligatorio il simbolo religioso negli istituti scolastici (e non solo).

Da tempo la Lega intende rendere obbligatoria l’esposizione del crocifisso in scuole, uffici pubblici, università, carceri, consolati, e persino nei porti, aperti o chiusi ai migranti che siano. La proposta di legge, a firma della deputata del Carroccio ed ex Pdl Barbara Saltamartini, prevede una multa fino a mille euro per chi non rispetta la disposizione, rifiutandosi o dimenticandosi di affiggere il crocifisso in un luogo pubblico.

 

Editoriale di Vittorio Venuti

Contro la violenza nella scuola si può e si deve fare di più

Negli ultimi è stato un continuo rincorrersi di violenze contro gli insegnanti, a volte anche di dirigenti, da parte di genitori e studenti; ma non dimentichiamo neanche il succedersi di eventi che hanno come protagonisti gli insegnanti contro gli studenti. Anziché dopo le rituali prese di posizione, la tentazione di qualche fiaccolata, il trincerarsi dietro la formula “perché non accada mai più!”, occorre decidere di fare qualcosa, affrontare il problema al di là della contingenza (o emergenza, come si voglia qualificarla). La violenza è solo il sintomo di ragioni e cause ben più profonde, che si intrecciano con la mutata configurazione socioculturale dello scenario entro cui ci muoviamo e la decadenza di valori etici e morali in favore, al momento, di una disperante ignoranza che alimenta maleducazione, nichilismo, edonismo, permissivismo, egoismi ed egocentrismi per cui l’altro finisce col perdere la sua sacralità e finanche la sua stessa connotazione psicofisica.

Certo la scuola non ha colpa ma non ha neanche ragione, vittima anch’essa di una politica, in fin dei conti, dissennata, che più che valorizzarla l’ha depauperata in lungo e in largo misconoscendone il significato ed il senso, al punto di offrire di essa un’immagine perdutamente manchevole e incidendo sensibilmente allo scadimento della considerazione sociale degli insegnanti, destinatari di tacitanti bonus e non di riqualificazione economica e giuridica.

C’è uno smarrimento nella scuola che si riscatta man mano per la straordinaria serietà professionale con cui si conduce pur sempre l’anno scolastico e si portano avanti progetti innovativi, nella consapevolezza che, così com’è stata fino ora, la scuola non può continuare ad essere. E si tratta di progetti che seppure mirano principalmente ad introdurre didattiche alternative, riscontrano gli alunni su un piano relazionale nuovo, interpretando concretamente il passaggio dal paradigma dell’insegnamento a quello dell’apprendimento.

La scuola ha, per costume e per vocazione, l’interesse dello studente al centro, ma la focalizzazione della persona-studente, che è da sempre stato il focus della sua intenzionalità è imbrigliata da inadeguatezze strutturali e di sistema che tardano ad essere affrontate.

Sulla questione della violenza nelle scuole, dall’una e dall’altra parte è importante che ci si attrezzi in ogni modo possibile, superando per quanto possibile le inadeguatezze di un sistema che continua a chiedere la qualità dell’istruzione“a costo zero” e con disposizioni normative che ne rendono impossibile la realizzazione se solo gli insegnanti si attenessero ad esse.

Al riguardo citiamo Pietro Rotolo (si veda l’articolo “La riparazione degli errori comportamentali come percorso di riflessione educativa”):«La scuola appare sotto accusa. Non c’è giornalista, saggista, psichiatra che limita le sue critiche contro la scuola italiana. Sono tanti a dire che “la scuola non educa e forse non istruisce nemmeno”. In un contesto fortemente squilibrato da questioni di natura economica, occupazionale, relazionale, identitaria, dove tutto appare liquido e/o in difficoltà, la scuola invece c’è e opera, nonostante il malcontento generale degli operatori e degli stakeholders. È giunto, il momento di una forte riflessione all’interno della scuola per costruire insieme una migliore relazione tra scuola e famiglia».

La parola chiave è “educazione”. La formazione senza l’educazione è monca, socialmente inappropriata. Ci sono gli alunni da porre al centro e c’è la relazione con le famiglie, con i genitori da rinsaldare attraverso un “dialogo reciprocamente formativo” da avviare già dalla scuola dell’Infanzia e proseguire con intensità nei cicli di studio successivi. Sappiamo di scuole che hanno intrapreso questo percorso con incontri ed eventi formativi, e sappiamo che alcune hanno dovuto smettere per carenza di fondi (cifre comunque da poco) e di scuole in cui i docenti si autotassano per non interrompere una modalità avviata da tempo con ottimi risultati.

 

Questo numero di Dirigere si apre con un intervento di Michela Lellasu “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, una acuta riflessione intorno al documento dall’omino titolo che il Miur ha voluto per rilanciare il testo delle Indicazioni Nazionali. Il testo, predisposto dal Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni Nazionali della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’Istruzione sotto il coordinamento del prof. Fiorin, propone alle scuole una rilettura delle indicazioni alla luce dei nuovi scenari in cui si esplica, attualmente, l’azione della scuola. Il documento fa riferimento ai grandi mutamenti sociali, politici ed economici che, a tutti i livelli, incidono profondamente nel vivere quotidiano ponendo alla scuola domande urgenti di formazione soprattutto nei confronti di temi quali la convivenza civile e democratica, il confronto interculturale e la gestione delle politiche d’inclusione.

Anche in questo numero Giacomo Mondelliprosegue le sue riflessioni sulla progettazione del documento d’identità dell’Istituzione scolastica: “Significati, impianto strutturale e aree progettuali del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”. Si rimarca la duplicità fondamentale del PTOF: la coerenza rispetto agli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e, nel contempo (proprio al fine di perseguire efficacemente tali scopi), e la corrispondenza con le esigenze della realtà culturale, economica, sociale ed economico all’interno della quale si colloca; da un lato autonomia progettuale e dall’altro apertura agli interessi, alla cultura, ai contesti sociali, ai bisogni formativi del territorio e della sua utenza per contestualizzare opportunamente gli stessi obiettivi generali previsti dai documenti curricolari, aventi validità per tutte le scuole del Paese e per provare a perseguirli in maniera efficace.

A seguire, Filippo Sturarotratta dei risultati della “Indagine IEA PIRLS 2016 sulla Reading Literacy: il quadro internazionale e la posizione dell’Italia”. L’indagine riguarda la competenza in lettura dei bambini frequentanti il 4° anno di scolarità, che in Italia equivale al 4° della scuola primaria, anno riconosciuto come cruciale per lo sviluppo dei studenti come lettori, passano dall’imparare a leggere al leggere per imparare. I Paesi che hanno preso parte all’indagine sono stati 50 e l’Italia ha conseguito un punteggio di 548 (media internazionale 500), significativamente superiore alla media dei Paesi UE e alla media dei Paesi OCSE, in linea con diversi Paesi quali Germania, Svezia, Paesi Bassi, Portogallo, Ungheria, Repubblica Slovacca. Si registrano 8 punti differenza a vantaggio delle femmine rispetto ai maschi.

Tratta degli episodi di violenza che si consumano tra le mura scolastiche il contributo di Pietro Rotolo, “La riparazione degli errori comportamentali come percorso di riflessione educativa”, nel quale intercetta le modalità con cui le scuole le affrontano e che sono sempre più orientate alla solidarietà nella prospettiva del ripensamento e della rieducazione. La riflessione si conclude con una proposta ben argomentata.

Si incentra attorno a un dubbio il contributo di Pasquale Annesecirca il “Periodo di prova dei docenti neoimmessi in ruolo”, cioè se sia rinnovabile una sola volta a seguito di valutazione negativa. La questione, che appare scontata, ha un risvolto di lettura diverso se si considera l’ipotesi contemplata nel comma 119 della legge 107/2015 e alle guarentigie che rinvengono dall’art. 14 del D.M. 850/2015. A sostegno della possibilità di un ulteriore periodo di prova interviene la legittimazione dell’USR del Veneto della decisone di un dirigente scolastico di sospendere e prorogare il secondo periodo di formazione e di prova di un docente, per il quale, già nell’anno precedente di immissione in ruolo, era stato emesso parere sfavorevole.

Gianluca Draditratta dell’affidamento diretto dei contratti pubblici illustrando le nuove procedure previste per gli affidamenti di servizi e forniture inferiori ai 40.000 €, che costituiscono la grande maggioranza delle attività negoziali delle istituzioni scolastiche: “L’affidamento diretto - Linee Guida ANAC n. 4/2018”.

Ogni anno, comunque entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, il Ministro definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l’attività amministrativa e per la gestione. Parte da qui la riflessione puntualmente analitica che Anna Armone produce su “La Direttiva 2018 del MIUR sull’azione amministrativa”, una guida alla lettura che fa meglio comprendere la struttura e le finalità del documento.

Nei Social, il tweet è diventato un modo veloce ed intenso di comunicare con ile sue stringhe di appena 140 caratteri, una modalità che assomiglia ad un “lanciare la pietra”. Damiano Verdaintercetta questo nuovo impulso comunicativo e ne utilizza pedagogicamente le suggestioni in “Tempo di tweet - La pedagogia che cinguetta”, riportandone alcuni particolarmente significativi e commentandoli.

“L’aggressione in ambito scolastico”è un problema in continua evoluzione. Se ne sono registrati anche di molto seri e gravi ultimamente ponendo e riproponendo l’esigenza di elaborare e promuovere risposte adeguate. Paolo Pieri, in qualità di Ingegnere consulente sicurezza, affronta la problematica rilevando che sono ancora pochi gli strumenti e le linee guida per effettuare la valutazione del rischio e garantire la tutela del personale. I documenti ufficiali specifici sulla prevenzione della violenza sul personale nel settore dell’istruzione (FACTSHEET n. 47) segnala come il fenomeno diffuso della mancata denuncia degli episodi di violenza contribuisca a nascondere la reale portata del problema.

P4C, ovvero Philosophy Children, è una delle esperienze filosofico-pedagogiche contemporanee di maggiore interesse. Consiste in un progetto educativo che ha lo scopo di utilizzare la filosofia come metodo per educare al pensiero complesso, ossia un pensiero che fosse allo stesso tempo di natura critica e creativa, oltre che proporre la concezione del filosofare basata sulla ricerca-conoscenza in comunità. Quindi, migliorare negli alunni le abilità cognitive di natura complessa, insieme alle capacità linguistico-espressive e di tipo sociale. Ne tratta Carmen Russoin:“la P4C: da piccoli filosofi a uomini consapevoli”.

Quando si discute di attività sportiva a scuola, in generale, riesce problematico condividere il fatto che si tratti di una disciplina curricolare come le altre. Non è scontato, infatti, che un incontro di basket tra studenti, qualunque sia il livello scolastico di appartenenza, si inquadri come agonistico. E questo a prescindere dall’impegno dell’una o dell’altra squadra nel voler vincere. Questo l’avvio dell’articolo “Tra scuola e palestra dove fare meglio attività fisica?” di Mario Di Mauro per la rubrica La Scuola in Europa.

Per Appunti di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti propone “L’Empowerment come processo di cambiamento nella scuola inclusiva”. Dalla definizione di Empowerment si passa al valore che tale approccio può assumere nella scuola che si trova nel momento in cui deve passare dal paradigma dell’insegnamento a quello dell’apprendimento, oltre che per promuovere l’aumento di efficacia del personale nello svolgimento di un compito, una funzione, un ruolo.

Per Giurisprudenza del lavoro, Rosanna Visocchitratta dell’“Obbligo di vigilanza e responsabilità danni ad alunni maggiorenni”, richiamando la recente ordinanza n. 2334/2018 della Cassazione, Sezione III riguardante una richiesta di risarcimento danni avanzata da una studentessa maggiorenne, infortunatasi a seguito di una caduta dovuta alle spinte dei compagni mentre, dopo la lezione di educazione fisica, stava uscendo dalla palestra.

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