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Nella Gazzetta Ufficiale del 9 novembre è stata resa nota la data della prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici per i candidati della Sardegna, rinviata per le avverse condizioni del tempo il 18 ottobre: si terrà giovedì 13 dicembre a partire dalle ore 10.00.

 

Un problema che si è andato evidenziando in merito al concorso straordinario è quello segnalato, sulla sua pagina facebook, dal senatore Pittoni responsabile istruzione Lega e Presidente della 7^ commissione Istruzione del Senato: Il caso di un docente che alla data del 12/12/2018 (scadenza del bando) non abbia ancora perso la qualifica di docente di ruolo perché l’amministrazione territoriale del MIUR non ha provveduto a emanare il decreto di esecuzione della sentenza sfavorevole all’interessato che lo retrocede dalle GAE alla II^ fascia delle graduatorie di istituto con contestuale rescissione del contratto a tempo indeterminato e conseguente trasformazione dello stesso in contratto tempo determinato fino al 30 giugno 2018; così come potrebbe verificarsi il caso che alla stessa data non ci sia ancora la pronuncia giurisdizionale che toglie all’interessato il diritto all’inclusione nelle GAE. I docenti in tali condizioni non potrebbero presentare domanda di partecipazione al concorso.

Per questi motivi, il senatore Pittoni, ha annunciato la proposta di un decreto ad hoc, perché i termini del bando vengano riaperti limitatamente ai soggetti nei confronti dei quali venga emanato un decreto di cancellazione dalle GAE in data successiva a quella di scadenza del bando. In tal modo si consentirebbe anche di poter usufruire della riserva di posti ai sensi della legge 68, che scatta esclusivamente per chi non ha in atto un rapporto a tempo indeterminato.

 

Intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega, il vicepremier Salvini ha espresso l’intenzione di mettere in discussione l’abolizione del valore legale del titolo di studio: “Negli ultimi anni – ha sottolineato– la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.

Il problema del titolo di studio non è nel programma di governo, ma sembra essere un argomento che interessa molto il popolo leghista, prevalentemente radicato nel Nord Est del Paese: abolire il valore legale del titolo di studio potrebbe comportare l’eliminazione della garanzia per tutti di partecipare ai pubblici concorsi o di concorrere per una professione, prescindendo dal territorio di provenienza.

Per contro, questo renderebbe più difficile, per i diplomati e laureati del Sud, l’accesso nel mondo del lavoro.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Come prepararsi ed affrontare la prova orale

vi proponiamo il testo di Antonio Di Lello

ICASI DELLA SCUOLA

Guida alla prova orale del concorso dirigenti scolastici

Pagine 300 , Costo euro 22,00

(aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA)  

Vengono proposti 46 casi .  Ogni caso prospettato viene analizzato in tutte le sue componenti, fornendo la relativa soluzione con gli opportuni e necessari riferimenti normativi richiamati.

 Noi crediamo che questo testo possa servire come validissimo e consistente aiuto a tutti i candidati al Concorso per Dirigente Scolastico per affrontare la prova orale, considerata la vastissima casistica di situazioni che quotidianamente si presentano e la relativa ampia e non sempre chiara normativa a cui essi sono costretti a fare riferimento.

Questo testo di agile lettura espone in forma semplice e discorsiva una serie di casi pratici che il dirigente scolastico nella sua attività quotidiana può essere chiamato a risolvere e che sicuramente potranno costituire oggetto di domanda per la risoluzione del caso alla prova orale.

Nella bozza del testo di riforma dei concorsi a cattedra si prevede che, per accedere ai prossimi concorsi, basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico -pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Saranno esentati dal conseguimento dei CFU e CFA i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione,

Saranno esentati”

I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.

Per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, si prevede la possibilità di partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Il concorso diventa abilitante all’insegnamento per le medesime classi per le quali si partecipa.

Non ci saranno idonei, ma la graduatoria a fine concorso, sarà composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso e le graduatorie avranno valenza biennale.

Le prove concorsuali saranno: due prove scritte una orale. Quest’ultima avrà l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Per il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale.

Viene cancellato il FIT, il percorso triennale di formazione dei docenti previsto dalla legge 107/2015. Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e di formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo.

Chi vince assume l’obbligo di rimanere 4 anninella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova.

Saranno aboliti gli ambiti territoriali, per cui i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Il 6 novembre, il Ministro Bussetti ha incontrato il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e ha ribadito l’opportunità di lavorare insieme nel rispetto dei ruoli e con obiettivi precisi e condivisi per rimettere la scuola al centro della società. Quindi ha manifestato l’intenzione di “mettere ordine in normative che hanno messo a dura prova la scuola, sovraccaricando dirigenti e istituti. Come anche potenziare la didattica, attraverso metodologie e strumenti innovativi e grazie ad una formazione continua del corpo docente”.

Riferendosi alla Carta delle studentesse e degli studenti e degli studenti in Alternanza Scuola-Lavoro, il Ministro ha confermato l’intenzione di apportare modifiche, per cui il coinvolgimento degli studenti è fondamentale. “C’è da parte di questo Ministero – ha ancora affermato il Ministro - la massima apertura. A voi, però, anche il compito di aumentare la rappresentatività, di coinvolgere maggiormente i vostri coetanei e sviluppare così senso di appartenenza nei confronti dell’istituzione scolastica”.

 

Il Miur ha emanato la circolare 1892 del 7 novembre,che fissa i termini per le iscrizioni alle classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado per l’anno scolastico 2019-2020. Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019, in anticipo rispetto all’anno scorso.

L’anticipo del periodo delle iscrizioni, fortemente voluto dal Ministro Bussetti, servirà per far partire prima la macchina delle operazioni che servono per portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico.

Le iscrizioni dovranno essere fatte on line, ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà come sempre disponibile, a questo scopo, il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti e ai risultati a distanza (Università e mondo del lavoro).

Scuola dell’Infanzia - La domanda resta cartacea e va presentata alla scuola prescelta. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019, che hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020.

Sul sito del Miur circolare 1892 del 7 novembre e allegati

Circolare: http://www.miur.gov.it/miur-theme/icons/file-pdf.svg

Una Rivista mensile pensata per la funzione di Educatore del Dirigente scolastico e per l'Aggiornamento professionale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado

La rivista  è  disponibile anche on line collegandosi al sito www.farelinsegnante.it - Gli abbonati oltre a ricevere regolarmente la copia cartacea, avranno la possibilità di sfogliare e stampare la rivista in tempo reale dal proprio pc.

La password sarà comunicata appena ricevuta comunicazione dell'avvenuto pagamento dell’abbonamento. L'abbonamento annuale alla  rivista costa solo € 50,00

Ogni numero  della rivista tiene in particolare considerazione una tematica di attualità o costantemente rilevante, alla quale dedica una certa quantità di interventi caratterizzanti.

Le tematiche che saranno sviluppate nell'anno scolastico 2017/2018

·       n. 3 - Novembre: Formazione in servizio del personale scolastico

·       n. 4 - Dicembre:  Valutazione di sistema e del personale

·       n. 5 - Gennaio:    Valutazione degli alunni

·       n. 6 - Febbraio:   Le innovazioni metodologiche e didattiche per il successo   formativo

·       n. 7- Marzo:        La didattica con l’apporto delle tecnologie digitali e l’educazione ai media

·       n. 8 - Aprile:       Ambienti di apprendimento e inclusione

·       n. 9 - Maggio:    Gestione delle classi e dinamiche relazionali

·       n. 10 - Giugno:   Individualizzazione e personalizzazione degli insegnamenti/apprendimenti

 

FARE L'insegnante n.2/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

 

Editorialedi Ivana Summa

Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

 

 

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

 

MODALITA' DI ACQUISTO

Per abbonarsi per l'anno scolastico 2017/2018 è sufficiente effettuare il pagamento con una delle seguenti modalità

 

CON LA CARTA DEL DOCENTE

Come creare il buono spesa:
accedi con il tuo Spid alla piattaforma ministeriale https://cartadeldocente.istruzione.it
cliccare la voce “Crea buono” dal menu in alto a sinistra
si aprirà la schermata “Per quale tipologia di esercizio/ente?” - cliccare su “Fisico
scegli l’ambito “Libri e testi ( anche in formato digitale)", sia per i libri, sia per le riviste;

inserisci l’importo corrispondente  al costo delle riviste o dei libri  - cliccare su “Crea buono”
Verrà generato un buono spesa contraddistinto da un codice.

Scaricare il buono in PDF e spedirlo  alla nostra casella  euroed@euroedizioni.it  insieme ai dati (nome, cognome, indirizzo completo ).

- oppure mediante

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

Le scuole per ricevere la fattura elettronica devono comunicare il CIG  a  euroed@euroedizioni.it

 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Antonio Sapiente -  Privacy, il nuovo registro dei trattamenti

Filippo Sturaro -  Garantire i diritti degli alunni

Silvia Renzulli  - Visite mediche di controllo ed esenzione dalla reperibilià

Michela Lella -  Predisposizione del PTOF per gli anni 2019/2022

Salvatore Argenta  - La Corte di Giustizia Europea dichiara legittima la norma che riconosce  il servizio non di ruolo nella misura di quattro anni interi e due terzi per l’ulteriore periodo

 

Slittano i termini per la predisposizione del programma annuale 2019

E' pignorabile il conto corrente del pensionato?

Legge di Bilancio 2019

E' dovuta l’imposta di bollo sugli atti dei concorrenti nelle procedure di gara per l’acquisizione di beni e servizi?

Digitalizzazione delle procedure di gara

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Licenziamento per giusta causa e diritto di critica delle decisioni del datore di lavoro

·       Licenziamento disciplinare e principio di immutabilità della contestazione

·       Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore

·       Demansionamento e onere probatorio

 

MIUR

·       Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica n. 206 del 17 ottobre 2017 - Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia

·       Decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2018  - Assunzioni docenti afam anno accademico 2018-2019

·       Nota prot. n. 14748.25-10-2018 - Incarichi a tempo determinato personale ATA - Graduatorie d’istituto 24 mesi

 

Il MIUR  con la nota 21617 del 31 ottobre 2018 della Direzione generale delle risorse umane ha comunicato che sarà disposta la proroga del termine per la redazione del programma annuale 2019.

L'iniziativa è collegata alla circostanza che è intenzione del MIUR pubblicare, in tempi brevi, il nuovo regolamento di contabilità scolastica, dopo una lunga e travagliata gestazione durata circa tre anni,  in modo che il programma annuale per il 2019 venga predisposto con le regole del nuovo regolamento di contabilità

Il nuovo regolamento contiene sostanziali modifiche alla contabilità, la più significativa la redazione del bilancio in termini di competenza e di cassa che rappresenta la novità più rilevante.

 

Editoriale di Vittorio Venuti

Contro la violenza nella scuola si può e si deve fare di più

Negli ultimi è stato un continuo rincorrersi di violenze contro gli insegnanti, a volte anche di dirigenti, da parte di genitori e studenti; ma non dimentichiamo neanche il succedersi di eventi che hanno come protagonisti gli insegnanti contro gli studenti. Anziché dopo le rituali prese di posizione, la tentazione di qualche fiaccolata, il trincerarsi dietro la formula “perché non accada mai più!”, occorre decidere di fare qualcosa, affrontare il problema al di là della contingenza (o emergenza, come si voglia qualificarla). La violenza è solo il sintomo di ragioni e cause ben più profonde, che si intrecciano con la mutata configurazione socioculturale dello scenario entro cui ci muoviamo e la decadenza di valori etici e morali in favore, al momento, di una disperante ignoranza che alimenta maleducazione, nichilismo, edonismo, permissivismo, egoismi ed egocentrismi per cui l’altro finisce col perdere la sua sacralità e finanche la sua stessa connotazione psicofisica.

Certo la scuola non ha colpa ma non ha neanche ragione, vittima anch’essa di una politica, in fin dei conti, dissennata, che più che valorizzarla l’ha depauperata in lungo e in largo misconoscendone il significato ed il senso, al punto di offrire di essa un’immagine perdutamente manchevole e incidendo sensibilmente allo scadimento della considerazione sociale degli insegnanti, destinatari di tacitanti bonus e non di riqualificazione economica e giuridica.

C’è uno smarrimento nella scuola che si riscatta man mano per la straordinaria serietà professionale con cui si conduce pur sempre l’anno scolastico e si portano avanti progetti innovativi, nella consapevolezza che, così com’è stata fino ora, la scuola non può continuare ad essere. E si tratta di progetti che seppure mirano principalmente ad introdurre didattiche alternative, riscontrano gli alunni su un piano relazionale nuovo, interpretando concretamente il passaggio dal paradigma dell’insegnamento a quello dell’apprendimento.

La scuola ha, per costume e per vocazione, l’interesse dello studente al centro, ma la focalizzazione della persona-studente, che è da sempre stato il focus della sua intenzionalità è imbrigliata da inadeguatezze strutturali e di sistema che tardano ad essere affrontate.

Sulla questione della violenza nelle scuole, dall’una e dall’altra parte è importante che ci si attrezzi in ogni modo possibile, superando per quanto possibile le inadeguatezze di un sistema che continua a chiedere la qualità dell’istruzione“a costo zero” e con disposizioni normative che ne rendono impossibile la realizzazione se solo gli insegnanti si attenessero ad esse.

Al riguardo citiamo Pietro Rotolo (si veda l’articolo “La riparazione degli errori comportamentali come percorso di riflessione educativa”):«La scuola appare sotto accusa. Non c’è giornalista, saggista, psichiatra che limita le sue critiche contro la scuola italiana. Sono tanti a dire che “la scuola non educa e forse non istruisce nemmeno”. In un contesto fortemente squilibrato da questioni di natura economica, occupazionale, relazionale, identitaria, dove tutto appare liquido e/o in difficoltà, la scuola invece c’è e opera, nonostante il malcontento generale degli operatori e degli stakeholders. È giunto, il momento di una forte riflessione all’interno della scuola per costruire insieme una migliore relazione tra scuola e famiglia».

La parola chiave è “educazione”. La formazione senza l’educazione è monca, socialmente inappropriata. Ci sono gli alunni da porre al centro e c’è la relazione con le famiglie, con i genitori da rinsaldare attraverso un “dialogo reciprocamente formativo” da avviare già dalla scuola dell’Infanzia e proseguire con intensità nei cicli di studio successivi. Sappiamo di scuole che hanno intrapreso questo percorso con incontri ed eventi formativi, e sappiamo che alcune hanno dovuto smettere per carenza di fondi (cifre comunque da poco) e di scuole in cui i docenti si autotassano per non interrompere una modalità avviata da tempo con ottimi risultati.

 

Questo numero di Dirigere si apre con un intervento di Michela Lellasu “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, una acuta riflessione intorno al documento dall’omino titolo che il Miur ha voluto per rilanciare il testo delle Indicazioni Nazionali. Il testo, predisposto dal Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni Nazionali della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’Istruzione sotto il coordinamento del prof. Fiorin, propone alle scuole una rilettura delle indicazioni alla luce dei nuovi scenari in cui si esplica, attualmente, l’azione della scuola. Il documento fa riferimento ai grandi mutamenti sociali, politici ed economici che, a tutti i livelli, incidono profondamente nel vivere quotidiano ponendo alla scuola domande urgenti di formazione soprattutto nei confronti di temi quali la convivenza civile e democratica, il confronto interculturale e la gestione delle politiche d’inclusione.

Anche in questo numero Giacomo Mondelliprosegue le sue riflessioni sulla progettazione del documento d’identità dell’Istituzione scolastica: “Significati, impianto strutturale e aree progettuali del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”. Si rimarca la duplicità fondamentale del PTOF: la coerenza rispetto agli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e, nel contempo (proprio al fine di perseguire efficacemente tali scopi), e la corrispondenza con le esigenze della realtà culturale, economica, sociale ed economico all’interno della quale si colloca; da un lato autonomia progettuale e dall’altro apertura agli interessi, alla cultura, ai contesti sociali, ai bisogni formativi del territorio e della sua utenza per contestualizzare opportunamente gli stessi obiettivi generali previsti dai documenti curricolari, aventi validità per tutte le scuole del Paese e per provare a perseguirli in maniera efficace.

A seguire, Filippo Sturarotratta dei risultati della “Indagine IEA PIRLS 2016 sulla Reading Literacy: il quadro internazionale e la posizione dell’Italia”. L’indagine riguarda la competenza in lettura dei bambini frequentanti il 4° anno di scolarità, che in Italia equivale al 4° della scuola primaria, anno riconosciuto come cruciale per lo sviluppo dei studenti come lettori, passano dall’imparare a leggere al leggere per imparare. I Paesi che hanno preso parte all’indagine sono stati 50 e l’Italia ha conseguito un punteggio di 548 (media internazionale 500), significativamente superiore alla media dei Paesi UE e alla media dei Paesi OCSE, in linea con diversi Paesi quali Germania, Svezia, Paesi Bassi, Portogallo, Ungheria, Repubblica Slovacca. Si registrano 8 punti differenza a vantaggio delle femmine rispetto ai maschi.

Tratta degli episodi di violenza che si consumano tra le mura scolastiche il contributo di Pietro Rotolo, “La riparazione degli errori comportamentali come percorso di riflessione educativa”, nel quale intercetta le modalità con cui le scuole le affrontano e che sono sempre più orientate alla solidarietà nella prospettiva del ripensamento e della rieducazione. La riflessione si conclude con una proposta ben argomentata.

Si incentra attorno a un dubbio il contributo di Pasquale Annesecirca il “Periodo di prova dei docenti neoimmessi in ruolo”, cioè se sia rinnovabile una sola volta a seguito di valutazione negativa. La questione, che appare scontata, ha un risvolto di lettura diverso se si considera l’ipotesi contemplata nel comma 119 della legge 107/2015 e alle guarentigie che rinvengono dall’art. 14 del D.M. 850/2015. A sostegno della possibilità di un ulteriore periodo di prova interviene la legittimazione dell’USR del Veneto della decisone di un dirigente scolastico di sospendere e prorogare il secondo periodo di formazione e di prova di un docente, per il quale, già nell’anno precedente di immissione in ruolo, era stato emesso parere sfavorevole.

Gianluca Draditratta dell’affidamento diretto dei contratti pubblici illustrando le nuove procedure previste per gli affidamenti di servizi e forniture inferiori ai 40.000 €, che costituiscono la grande maggioranza delle attività negoziali delle istituzioni scolastiche: “L’affidamento diretto - Linee Guida ANAC n. 4/2018”.

Ogni anno, comunque entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, il Ministro definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l’attività amministrativa e per la gestione. Parte da qui la riflessione puntualmente analitica che Anna Armone produce su “La Direttiva 2018 del MIUR sull’azione amministrativa”, una guida alla lettura che fa meglio comprendere la struttura e le finalità del documento.

Nei Social, il tweet è diventato un modo veloce ed intenso di comunicare con ile sue stringhe di appena 140 caratteri, una modalità che assomiglia ad un “lanciare la pietra”. Damiano Verdaintercetta questo nuovo impulso comunicativo e ne utilizza pedagogicamente le suggestioni in “Tempo di tweet - La pedagogia che cinguetta”, riportandone alcuni particolarmente significativi e commentandoli.

“L’aggressione in ambito scolastico”è un problema in continua evoluzione. Se ne sono registrati anche di molto seri e gravi ultimamente ponendo e riproponendo l’esigenza di elaborare e promuovere risposte adeguate. Paolo Pieri, in qualità di Ingegnere consulente sicurezza, affronta la problematica rilevando che sono ancora pochi gli strumenti e le linee guida per effettuare la valutazione del rischio e garantire la tutela del personale. I documenti ufficiali specifici sulla prevenzione della violenza sul personale nel settore dell’istruzione (FACTSHEET n. 47) segnala come il fenomeno diffuso della mancata denuncia degli episodi di violenza contribuisca a nascondere la reale portata del problema.

P4C, ovvero Philosophy Children, è una delle esperienze filosofico-pedagogiche contemporanee di maggiore interesse. Consiste in un progetto educativo che ha lo scopo di utilizzare la filosofia come metodo per educare al pensiero complesso, ossia un pensiero che fosse allo stesso tempo di natura critica e creativa, oltre che proporre la concezione del filosofare basata sulla ricerca-conoscenza in comunità. Quindi, migliorare negli alunni le abilità cognitive di natura complessa, insieme alle capacità linguistico-espressive e di tipo sociale. Ne tratta Carmen Russoin:“la P4C: da piccoli filosofi a uomini consapevoli”.

Quando si discute di attività sportiva a scuola, in generale, riesce problematico condividere il fatto che si tratti di una disciplina curricolare come le altre. Non è scontato, infatti, che un incontro di basket tra studenti, qualunque sia il livello scolastico di appartenenza, si inquadri come agonistico. E questo a prescindere dall’impegno dell’una o dell’altra squadra nel voler vincere. Questo l’avvio dell’articolo “Tra scuola e palestra dove fare meglio attività fisica?” di Mario Di Mauro per la rubrica La Scuola in Europa.

Per Appunti di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti propone “L’Empowerment come processo di cambiamento nella scuola inclusiva”. Dalla definizione di Empowerment si passa al valore che tale approccio può assumere nella scuola che si trova nel momento in cui deve passare dal paradigma dell’insegnamento a quello dell’apprendimento, oltre che per promuovere l’aumento di efficacia del personale nello svolgimento di un compito, una funzione, un ruolo.

Per Giurisprudenza del lavoro, Rosanna Visocchitratta dell’“Obbligo di vigilanza e responsabilità danni ad alunni maggiorenni”, richiamando la recente ordinanza n. 2334/2018 della Cassazione, Sezione III riguardante una richiesta di risarcimento danni avanzata da una studentessa maggiorenne, infortunatasi a seguito di una caduta dovuta alle spinte dei compagni mentre, dopo la lezione di educazione fisica, stava uscendo dalla palestra.

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