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AMMINISTRARE LA SCUOLA [...]

GLI ARGOMENTI DELLA RIVISTA Amministrare La

GIUGNO  2018

Le Riviste sono già consultabili on line collegandosi al sito www.euroedizioni.it

In evidenza in questo mese

Scrutinied esami anno scolastico 2017/2018 delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado

Guida aggiornata alle disposizioni del D.Lgs. n. 62 del 13 aprile 2017 e dei DD.MM. n. 741

e  n. 742 del 3 ottobre 2017

A cura di Antonio Di Lello - Dirigente Scolastico

DIRIGERE LA SCUOLA N.6/2018

GLI ARGOMENTI DELLA RIVISTA Dirigere La Scuola

 GIUGNO  2018 - Le Riviste sono già consultabili on line collegandosi al sito www.euroedizioni.it

In evidenza in questo mese

- Guida agli esami di Stato del primo ciclo a.s. 2017/2018

Editoriale: Vittorio Venuti - Gli insegnanti faranno 30 ore?

Anna Armone  - La vita difficile del dirigente scolastico

Damiano Verda - Ergonomia ed ecologia della mente

Maria Chiara Grigiante - L’innovazione possibile

Antonio Di Lello - L’esame di Stato nella scuola Secondaria di Primo Grado

Concorso a 253 posti negli [...]

Come superare la prova di preselezione- Test a risposta multipla con risposta commentata offerti on line - I test per il superamento della prova di   PRESELEZIONE  vengono offerti a soli 30,00 euro - Profilo professionale di funzionario amministrativo-giuridico-contabile - Titoli di accesso:  diploma di laurea (DL), oppure laurea specialistica (LS), oppure laurea magistrale (LM), oppure laurea triennale (L); rilasciati da università statali e non statali accreditate dal Ministero dell'istruzione, dell'università' e della ricerca. Sul sito www.euroedizioni.it  le informazioni e il bando di concorso

Concorso Dirigenti. Dal 4 al [...]

Con nota n. 512 dell’8 maggio, il MIUR comunica che a partire dal 4 giugno p.v. saranno disponibili sul sito https://concorsodirigentiscolastici.miur.it/ le istruzioni operative relative al collaudo nazionale della procedura informatizzata riguardante l’oggetto, al fine di effettuare la validazione puntuale delle postazioni informatiche coinvolte nella procedura.

I responsabili tecnici d’aula, individuati da ogni istituzione scolastica, potranno accedere alla piattaforma riservata raggiungibile al link sopra riportato con le credenziali già in loro possesso trasmesse da Cineca all’indirizzo di posta elettronica indicato all’atto di compilazione del precitato questionario.

A partire dalle ore 9.00 del giorno 4 giugno p.v. i responsabili tecnici d’aula potranno collegarsi alla piattaforma riservata nella quale saranno disponibili: - una versione demo dell’applicazione da installare; - le istruzioni operative. Il materiale sopra riportato sarà messo a disposizione anche agli UU.SS.RR. nell’area riservata per consentire il necessario supporto alle istituzioni scolastiche.

Tutte le attività di collaudo andranno ultimate entro e non oltre il 5 giugno p.v

 

RAV. Aggionamento dal 15 [...]

Con nota 7985 dell’11-05-2018 il MIUR annuncia che la piattaforma per l’aggiornamento del Rapporto di Autovalutazione sarà aperta dal 14 maggio al 30 giugno 2018.

Come già avvenuto negli scorsi anni, sarà possibile rivedere e aggiornare le analisi effettuate e procedere, solo se necessario, alla revisione delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi di processo previsti. Si ricorda che, in particolare, l’aggiornamento del RAV si rende necessario in presenza di cambiamenti sostanziali intervenuti nell’istituzione scolastica, alla luce di nuovi dati nonché delle osservazioni dei Nuclei esterni di valutazione, se la scuola è stata oggetto di visita.

La revisione o la nuova compilazione del RAV è effettuabile attraverso le stesse modalità degli anni precedenti, con un’importante novità relativamente alla pubblicazione delle tabelle e/o dei grafici, che verrà affidata alla scelta autonoma di ogni scuola. Infatti negli anni precedenti era prevista automaticamente la visibilità nel RAV delle tabelle e dei grafici e le scuole potevano decidere, deselezionandoli dal prospetto riepilogativo, quali non pubblicare; da quest’anno, invece, sono le scuole a decidere quali tabelle e/o grafici pubblicare attraverso una intenzionale selezione. Pertanto nessun dato verrà pubblicato in automatico nel RAV senza una decisione specifica della scuola. In questo modo si intendono rafforzare le scelte consapevoli delle analisi e dei dati a cui le scuole vogliono dare pubblica evidenza. Ora, per quanto sia superfluo ricordare che le analisi svolte all’interno del RAV si connotano di senso solo attraverso la documentazione dei dati riportati nelle tabelle e nei grafici, è invece opportuno evidenziare che la scelta mirata dei dati e, allo stesso tempo, la selezione delle tabelle e dei grafici corrispondente alle analisi svolte rendono il Rapporto ancor più essenziale e ancor più efficace rispetto alla comunicazione interna ed esterna. Proprio ai fini di una corretta comunicazione, si chiede ai Dirigenti scolastici e ai Nuclei interni di valutazione di curare con attenzione le analisi interne al Contesto, agli Esiti ed ai Processi. In particolare si sottolinea che le analisi derivanti dai dati di Contesto sono finalizzate esclusivamente a comprendere i propri punti di forza e di debolezza per attivare i Processi verso il miglioramento degli Esiti formativi ed educativi degli studenti e non alla comparazione con altre scuole per indirizzare, indebitamente, le scelte delle famiglie

Nota 7985 dell’11-05-2018

 

I dati degli studenti con [...]

Il MIUR ha reso disponibile Il Focus sulla presenza degli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado. Sono 254.366, il 2,9% del totale della popolazione studentesca. In totale, nell’anno scolastico 2016/2017 il 43,3% delle classi, comprese quelle della scuola dell’infanzia, aveva almeno un’alunna o un alunno disabile al suo interno. I dati si riferiscono all’anno scolastico 2016/2017.

Rispetto alla precedente rilevazione, effettuata nell’anno scolastico 2014/5015, si registra gli studenti con disabilità risultano in aumento (+8,3%).

In termini assoluti, è la scuola primaria a registrare la presenza più elevata di alunne e alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.

Osservando la distribuzione rispetto alle scuole statali e non, dall’indagine emerge che il 93% delle alunne e degli alunni con disabilità frequenta le scuole statali che hanno una media di presenze, rispetto al totale della propria popolazione studentesca del 3,1% contro l’1,6% delle non statali.

A livello territoriale si evidenzia una diversa distribuzione di alunne e alunni con disabilità. Se nel complesso del sistema scolastico italiano sono pari al 2,9% del totale, nel Centro Italia sono il 3,1% (51.259 alunne e alunni), al Nord-Est sono il 2,6% (42.353 alunne e alunni), nel Nord-Ovest sono il 3% (66.804 alunne e alunni), al Sud sono il 2,9% (93.950 alunne e alunni). A livello regionale, la punta massima si registra in Abruzzo con una percentuale media del 3,6% e la minima in Basilicata con il 2,2%.

Nel 96,1% dei casi la disabilità è di tipo psicofisico. Nella scuola di II grado il 23,6% delle studentesse e degli studenti con disabilità frequenta un liceo, il 26,6% un istituto tecnico e il 50% un istituto professionale.

A partire dall’anno scolastico 2009/2010 si è registrato un miglioramento del rapporto numerico tra alunne/alunni disabili e posti di sostegno, passando da 2,09 alunni a 1,80 nell’anno scolastico 2016/2017. La percentuale del contingente dei docenti di sostegno sul totale del corpo docente è passata dall’8,6% del 2001/2002 al 16,3% del 2016/2017.

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COME PREPARARSI AL CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI 2018

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Corso completo di 91 video lezioni su tutte le tematiche del concorso, costo 150,00

Il corso è articolato in 4 Moduli:

Modulo 1: Organizzazione ambienti di apprendimento - Innovazione digitale e innovazione della didattica

Modulo 2: Area organizzazioni complesse - Organizzazione del lavoro e gestione del personale

Modulo 3: Area giuridica, amministrativa, contabile

Modulo 4: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico- Valutazione ed autovalutazione

Scarica il contenuto del corso.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Corso di 38 webinar a supporto della prova di preselezione, costo 100,00

Vengono offerti 38 webinar in differita con i lucidi dei docenti  su tutte le tematiche del concorso attualizzati  su tutte le innovazioni apportate dai decreti attuativi della legge n.107/2015. Scarica il contenuto dei webinar.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Quiz ministeriali + webinar costo 30,00

Vengono offerti i quiz ministeriali e 9 webinar di esercitazione e spiegazione degli stessi quiz che saranno pubblicati il 27 giugno.

L'obiettivo dei webinar è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quiz a risposta multipla, mediante l'esercitazione pratica proprio sui quiz  che saranno  pubblicati dal MIUR il giorno  27 giugno 2018. Scarica il programma dei webinar.

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale  di Ivana Summa e Luciano Lelli

Vera funzione formativa della valutazione è formare competenze

Dopo la pubblicazione in G.U. del D.Lgvo n. 62/2017, riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato,la questione “valutazione” torna alla ribalta, anche se è sempre presente nella scuola, fuori dalla scuola (pensiamo al valore legale dei titoli di studio e alla certificazione delle competenze!) connotando le stesse relazioni scuola-famiglia le cui comunicazioni si focalizzano soprattutto sui voti. Eppure sappiamo che, man mano che il nostro sistema scolastico si è evoluto, si è evoluta anche la funzione della valutazione che, nata con una quasi esclusiva funzione selettiva, gradualmente è approdata anche sul terreno della funzione formativa e di sostegno all’apprendimento e, perfino, di verifica dell’insegnamento.

Tuttavia, i docenti, nella loro pratica valutativa (si legga con attenzione il contributo di F. Cancellieri), non sempre sanno muoversi su questi diversi livelli ai quali non sono stati preparati né sul piano professionale né sul piano “culturale”, trovando un sicuro rifugio nelle tradizionali pratiche valutative. Eppure, almeno per la scuola del 1° ciclo, si sente l’esigenza di formazione sulla vastissima problematica della valutazione. Dal recente Rapporto di monitoraggio sul terzo anno di adozione sperimentale dei modelli di certificazione delle competenze nel primo ciclo, realizzato dal MIUR tra giugno e luglio 2017 sulle 2.689 scuole statali e paritarie che hanno partecipato alla sperimentazione nel 2016/17, emerge forte la richiesta di formazione già evidenziata nei primi due anni della sperimentazione come accompagnamento sul campo dei processi di innovazione.

Il Comitato scientifico nazionale sulla sperimentazione delle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del 1° ciclo d’istruzione indica come priorità del Piano nazionale di formazione quella di «progettare una o più azioni strategiche nazionali di formazione sui temi della didattica per competenze e innovazione metodologica e della valutazione degli allievi, come ad esempio, un piano nazionale di formazione per formatori e figure sensibili».

Due gli aspetti che emergono dal monitoraggio sui bisogni formativi dei docenti: la didattica per competenze (74,4%) e gli strumenti per la rilevazione delle competenze (65,5%). Altro passaggio cruciale per le scuole: i raccordi tra la valutazione degli apprendimenti e la certificazione, scelto dal 54,4% dei docenti e già emerso durante tutta la sperimentazione. Per il 42,5%, poi, è necessaria la formazione sul curricolo verticale per competenze, mentre per il 40,2% l’approfondimento della relazione tra discipline, profilo dello studente e competenze. Del tutto marginali gli aspetti amministrativi legati alle certificazione. Insomma, gli insegnanti desiderano non solo essere informati sulle novità contenute nelle diverse norme (l’ultimo riferimento è proprio il D.Lgvo n. 62/2017), ma vogliono comprendere bene che cosa si chiede loro e con quali strumenti agire.

Quanto alla valutazione esterna - necessaria anche per fare delle comparazioni ma sicuramente non prioritaria - dobbiamo confermare le preoccupazioni manifestate da Luciano Lelli circa il suo continuo dilagare quasi che - aggiungiamo - si voglia affidare tutto il miglioramento del sistema scolastico ad una verifica “oggettiva” che superi le (arbitrarie) valutazioni degli apprendimenti affidate ai singoli docenti. Sappiamo bene,infatti, che al di là dei criteri espressi dal collegio dei docenti e, in alcune, scuole, degli strumenti valutativi messi a punto nei cosiddetti dipartimenti disciplinari, ciascun docente ne dà un’interpretazione del tutto personale. E ciò, ovviamente,va a discapito dell’equità valutativa almeno a livello di singolo istituto scolastico, mentre la valutazione esterna operata dalle prove INVALSI mette in un cono d’ombra la valenza formativa della valutazione inducendo gli insegnanti a concentrarsi sulla valutazione del prodotto, ovvero degli esiti di apprendimento. Ma i problemi e le criticità finora rilevate non sono esaustivi. Infatti, il Rapporto GettingSkills Right dell’OCSE, volendo far luce sulle competenze degli studenti italiani analizzando la loro preparazione a 360°, il 15 dicembre 2017, ha messo in evidenza che i nostri studenti, anche all’Università, imparano troppe nozioni teoriche, mentre le competenze stentano ad affacciarsi. Inoltre, sembra proprio esserci uno scollamento totale verso il mondo del lavoro, motivo che potrebbe portare nei prossimi anni ad un esercito di disoccupati tra coloro che non hanno reti familiari e sociali che, di fatti, ne favoriscono l’occupabilità. Insomma, la nostra scuola non forma competenze e non favorisce l’emersione del merito.

A questo punto si pone con forza una serie di domande “a grappolo” che rivolgiamo a tutti i nostri lettori e che formuliamo nel seguente modo: che cosa vogliamo che apprendano i nostri studenti? Se desideriamo che apprendano una certa quantità di conoscenze teoriche e valutiamo il loro grado/livello di padronanza, allora ci collochiamo in una prospettiva quantitativa e, dunque, verifichiamo e valutiamo questo aspetto. Se, invece, puntiamo, nel nostro insegnamento, all’acquisizione di conoscenze ed abilità capaci di generare competenze, verifichiamo e valutiamo questo aspetto utilizzando prove e criteri valutativi del tutto diversi da quelli quantitativi, privilegiando la prospettiva qualitativa.

Ferma restando la possibile ed efficace integrazione tra la valutazione sommativa e quella formativa, argomentata in modo convincente da G. Ritelli e F. Loperfido, dobbiamo convenire che il vero problema di una valutazione attendibile non è standardizzare le prove di verifica sia all’interno del singolo istituto scolastico attraverso le cosiddette “prove comuni” che all’esterno attraverso le prove INVALSI, bensì stabilire che cosa è utile insegnare e come insegnarlo favorendo un apprendimento significativo, che è il vero presupposto per una comprensione profonda, durevole, germinativa di competenze. Una volta stabilito questo aspetto che noi riteniamo fondativo, allora possiamo affrontare in modo diverso la valenza/funzione formativa di una siffatta valutazione. Infatti, mentre nella prospettiva quantitativa la funzione formativa si concretizza nell’incoraggiare e spronare l’allievo a prendere buoni voti attraverso il diametro valutativo del meccanismo del premio/punizione, nella prospettiva da noi proposta la funzione formativa si focalizza sulle cosiddette soft skills, a cui oggi si attribuisce un grande rilievo sia in ambito sociale che in ambito lavorativo. Stiamo dicendo che la vera funzione formativa della valutazione che, in un modo o nell’altro, afferisce ai saperi che hanno pur sempre radici di natura disciplinare, è quella di formare competenze che superano gli ambiti disciplinari in cui si sono formate assumendo una natura di trasversalità che rende efficace l’istruzione/formazione scolastica.

Infatti, le soft skills riguardano l’efficacia personale che fa leva su capacità come la creatività e l’equilibrio che sono indispensabili sia in ambito lavorativo che per la stessa tenuta delle comunità locali e delle reti sociali. A creatività ed equilibrio bisogna aggiungere la capacità di valutare sulla base delle informazioni raccolte e di decidere, di cooperare in situazioni di gruppo, di negoziare, di agire in base a valori etici.

Alma Laurea, che si configura come un Consorzio Interuniversitaria che opera fin dal 1984 facendo ricerca, tra l’altro, monitorando i percorsi di studio fin dall’uscita degli studenti dalla scuola secondaria di 2° grado, ha messo a punto la descrizione di 14 soft skills che sintetizziamo brevemente:

1. Autonomia, intesa come svolgere i compiti assegnati ricorrendo alle sole risorse personali.

2. Fiducia in se stessi, ovvero avere consapevolezza del proprio valore.

3. Flessibilità, che si realizza come capacità di adattamento alla realtà senza subirla.

4. Resistenza allo stress: ovvero essere capaci di reagire positivamente alle tensioni provenienti dall’esterno.

5. Capacità di pianificare ed organizzare, ovvero saper realizzare le proprie idee identificando priorità e guidando i processi.

6. Precisione, che è l’attitudine ad essere accurati, diligenti avendo attenzione anche per i dettagli.

7. Apprendere in maniera continuativa, che è anche la capacità di riconoscere le proprie criticità attivandosi per superarle acquisendo nuove conoscenze.

8. Conseguire obiettivi: è l’impegno, la capacità, la determinazione nel perseguire i propri obiettivi.

9. Gestire le informazioni, ovvero mettere in campo abilità di acquisizione di dati, organizzandoli e riformulandoli in modo coerente.

10. Essere intraprendente, ovvero saper realizzare i progetti.

11. Capacità comunicativa, che è visibile quando si è in grado di condividere informazioni, idee, valori... .

12. Problemsolving: è un approccio alla soluzione di situazioni problematiche in modo multiprospettico.

13. Team work, che è innanzitutto disponibilità a lavorare con gli altri costruendo relazioni positive.

14. Leadership, intesa come capacità di guidare gli altri facendo leva su motivazione e fiducia.

Se si utilizza la valutazione in ambito scolastico non soltanto basandosi sul passato (ciò che hai imparato finora) ma proiettandosi sul futuro, ovvero sullo sviluppo di capacità e sulla crescita personale, forse la scuola intraprende la strada giusta. X

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