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Maria Rosaria Tosiani

GUIDA PRATICA AI PROGETTI PON DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Dalla candidatura alla scelta del contraente alle nomine e collaudo delle attrezzature

SCHEDE, MODELLI E PROCEDURE

La guida si propone di offrire i necessari elementi  per una corretta programmazione e gestione dei PON

La guida comprende numerosi schemi pratici le le scuole possono adattore alle loro specifiche esigenze

Si fa concreta la viva protesta dei Direttori sga delle istituzioni scolastiche per il mancato riconoscimento professionale perpetrato da anni a loro danno da Governo ed Organizzazioni sindacali.

Parte dai Direttori della provincia di Enna – riuniti nella loro associazione ADAS – la restituzione dell’aumento contrattuale mensile di € 6,50 relativo alla indennità di direzione.

Il versamento – effettuato singolarmente da ciascun protagonista sull’ Iban della sezione di Tesoreria provinciale territorialmente competente – riporta la seguente causale:

“RESTITUZIONE ELEMOSINA CONTRATTUALE DIRETTORI SGA”

Un atto che esprime pienamente disagio e sofferenza nonché l’umiliazione subita da una categoria di professionisti del mondo della scuola.

ADAS

provincia di ENNA

Progettare un curricolo per competenze:un percorso a ritroso ( a cura di Ivana Summa e Loredana De Simone)

L'offerta  di formazione comprende:

ü  3 WEBINAR gratuiti per le scuole che acquistano almeno 30 volumi "Progettare un curricolo per competenze: un percorso a ritroso"  tenuti dalle stesse autrici del testo in giornate che saranno concordate con le singole scuole. Questi incontri a distanza di cui, peraltro, EUROEDIZIONI è all'avanguardia,  sono molto utili perché si possono fornire chiarimenti, indicazioni e valutazioni sull'andamento dell'attività di formazione e ricerca praticate dalle singole scuole.

ü  I webinar possono essere ascoltati in diretta e anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole.

ü  Nel caso in cui le singole scuole volessero fruire anche di incontri in presenza con le autrici - ovviamente sostenendone i costi- sarà nostro compito fornire i relativi contatti.

Il costo di partecipazione per l'acquisto dei testi e dei webinar è di  € 350,00.

Due incontri in modalità webinar e una guida pratica cartacea a soli 50,00 euro

L'entrata in vigore  delle nuove disposizioni  sulla privacy contenute nel decreto legislativo n. 101 del 10 agosto 2018 che adegua il vecchio Codice della Privacy al Regolamento Europeo UE 2016/679, già in vigore dal 25 maggio 2018, determina numerosi adempimenti che le istituzioni scolastiche devono curare per prevenire l'applicazione di possibili sanzioni.

L'offerta  di formazione comprende:

-  Una Guida pratica di 130 pagine sulla gestione della privacy in ambito scolastico  e le ricadute organizzative nelle segreterie scolastiche, a cura della Dott. Maria Rosaria Tosiani. La guida è corredata da numerosi  schemi e modelli  pratici che le scuole possono adattare alle proprie esigenze.

- Un corso di formazione sull'applicazione delle norme sulla privacy a scuola, articolato in due webinar:

Sulla piattaforma della carta del docente il MIUR ha comunicato che a partire dal 12 settembre  sarà riattivata la funzione della carta del docente che consente agli insegnante di poter generare i buoni.

 Testualmente dal messaggio del MIUR si legge: “A partire dal 12 settembre p.v. l’applicazione cartadeldocente sarà aperta per consentire la gestione del bonus. Si segnala che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi agli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018. Solo per i residui riferiti all’anno scolastico 2016/2017 gli importi disponibili possono essere utilizzati dai docenti e validati dagli esercenti entro e non oltre il 31 dicembre 2018“.

Da tenere presente che le somme non spese nell’a.s. 2017/18, secondo quanto indicato nel DPCM 28 novembre 2016, si cumulano  con quelle cui si ha diritto per l'a.s. 2018/19. Alle somme del 2018/19 si sommeranno non solo quelle residue del 2017/18, ma anche quelle non spese del2016/17.

Molto importante la precisazione secondo cui le somme residue dell’anno scolastico 2016/17 non spese potranno essere utilizzate non per tutto l’anno scolastico  2018/2019, ma sino al 31 dicembre 2018.

WEBINAR di preparazione alla prova scritta  con possibilità di correzione degli elaborati

Si comunica che EUROEDIZIONI organizza dei WEBINAR di preparazione  al concorso per Dirigenti Scolastici  finalizzati al superamento della prova scritta. Il corso sarà articolato in due webinar introduttivi, a carattere propedeutico,  a cui seguiranno 10 webinar nel corso dei quali saranno proposti e spiegati 30 quesiti a risposta aperta  su tutti gli ambiti delle materie del concorso. Tutti i webinar avranno carattere laboratoriale.  L'obiettivo dei webinar è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta aperta. E' prevista anche la correzione degli elaborati. Primo webinar fissato per il 3 settembre 2018. Consultare l'allegato per le modalità di iscrizione.

Si comunica che EUROEDIZIONI organizza a Torino un corso di preparazione alla prova scritta del concorso dirigenti scolastici articolato in 11 incontri di 3 ore per complessive 33 ore di  studio su specifici quesiti a risposta aperta che verranno proposti nel corso delle lezioni sulle tematiche del concorso. Complessivamente durante lo svolgimento del corso saranno esaminati 30 quesiti  sulle specifiche competenze del dirigente scolastico.  E' prevista anche la correzione degli elaborati.  Primo incontro fissato per il 7 settembre 2018. Consultare l'allegato per le modalità di iscrizione.

Vengono offerti 38 webinar con i lucidi dei docenti  su tutte le tematiche del concorso attualizzati  su tutte le innovazioni apportate dai decreti attuativi della legge n.107/2015. I temi ed i casi trattati coprono tutti gli argomenti del concorso e sono utili ai candidati che devono sostenere la prova scritta e il colloquio diretto a verificare la preparazione professionale  e la capacità di risolvere un caso  riguardante le funzioni del dirigente scolastico

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di Rocco callà

Il testo è aggiornato con il CCNL 19 aprile 2018  e il D.L.vo n.75/2017 e comprende numerosi schemi di contrattazione. €26,00, pag 421

Questo testo nasce dall’esigenza di offrire ai dirigenti scolastici una guida operativa alla conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

Come è noto le istituzioni scolastiche con l'avvento dell'autonomia sono diventate sede di contrattazione integrativa. Il Capo d'istituto, nella sua nuova veste di Dirigente, assume la gestione e la responsabilità delle relazioni sindacali.

Il testo è aggiornato con le norme contenute nel CCNL del comparto istruzione e ricerca siglato il 19 aprile 2018  che ha modificato completamente le norme sulle relazioni sindacali contenute nel vecchio contratto, nonché con le più recenti disposizioni legislative emanate in applicazione della riforma della pubblica amministrazione, più precisamente ilD.L.vo n.74/2017 e il D.L.vo n.75/2017 con i quali sono stati apportate profonde modifiche riformandoli, sia al D.L.vo n.15072009 (Riforma Brunetta), sia al D.L.vo n.165/2001 (Testo Unico sul Pubblico impiego).

Le richiamate norme hanno apportato sostanziali modifiche alle materie di contrattazione integrativa, introducendo l’istituto del confronto sindacale per le materie che attengono alle misure inerenti la gestione del rapporto di lavoro.

Il testo si propone di offrire ai Dirigenti scolastici una guida pratica per la conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

In particolare, vengono esaminati gli istituti tipici delle relazioni sindacali, vale a dire l’informazione e il confronto con i variegati aspetti del diritto di accesso delle RSU alla documentazione amministrativa e le regole sulla contrattazione integrativa d’istituto, nonché vengono esaminati gli aspetti della condotta antisindacale del Dirigente scolastico e gli strumenti di difesa davanti al giudice in caso di controversie sindacali.  Completano il testo numerosi schemi di contrattazione integrativa.

 

I temi ed i casi trattati coprono tutti gli argomenti del concorso e sono utili ai candidati che devono sostenere la prova scritta e il colloquio diretto a verificare la preparazione professionale  e la capacità di risolvere un caso  riguardante le funzioni del dirigente scolastico

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Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale  di Ivana Summa e Luciano Lelli

Vera funzione formativa della valutazione è formare competenze

Dopo la pubblicazione in G.U. del D.Lgvo n. 62/2017, riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato,la questione “valutazione” torna alla ribalta, anche se è sempre presente nella scuola, fuori dalla scuola (pensiamo al valore legale dei titoli di studio e alla certificazione delle competenze!) connotando le stesse relazioni scuola-famiglia le cui comunicazioni si focalizzano soprattutto sui voti. Eppure sappiamo che, man mano che il nostro sistema scolastico si è evoluto, si è evoluta anche la funzione della valutazione che, nata con una quasi esclusiva funzione selettiva, gradualmente è approdata anche sul terreno della funzione formativa e di sostegno all’apprendimento e, perfino, di verifica dell’insegnamento.

Tuttavia, i docenti, nella loro pratica valutativa (si legga con attenzione il contributo di F. Cancellieri), non sempre sanno muoversi su questi diversi livelli ai quali non sono stati preparati né sul piano professionale né sul piano “culturale”, trovando un sicuro rifugio nelle tradizionali pratiche valutative. Eppure, almeno per la scuola del 1° ciclo, si sente l’esigenza di formazione sulla vastissima problematica della valutazione. Dal recente Rapporto di monitoraggio sul terzo anno di adozione sperimentale dei modelli di certificazione delle competenze nel primo ciclo, realizzato dal MIUR tra giugno e luglio 2017 sulle 2.689 scuole statali e paritarie che hanno partecipato alla sperimentazione nel 2016/17, emerge forte la richiesta di formazione già evidenziata nei primi due anni della sperimentazione come accompagnamento sul campo dei processi di innovazione.

Il Comitato scientifico nazionale sulla sperimentazione delle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del 1° ciclo d’istruzione indica come priorità del Piano nazionale di formazione quella di «progettare una o più azioni strategiche nazionali di formazione sui temi della didattica per competenze e innovazione metodologica e della valutazione degli allievi, come ad esempio, un piano nazionale di formazione per formatori e figure sensibili».

Due gli aspetti che emergono dal monitoraggio sui bisogni formativi dei docenti: la didattica per competenze (74,4%) e gli strumenti per la rilevazione delle competenze (65,5%). Altro passaggio cruciale per le scuole: i raccordi tra la valutazione degli apprendimenti e la certificazione, scelto dal 54,4% dei docenti e già emerso durante tutta la sperimentazione. Per il 42,5%, poi, è necessaria la formazione sul curricolo verticale per competenze, mentre per il 40,2% l’approfondimento della relazione tra discipline, profilo dello studente e competenze. Del tutto marginali gli aspetti amministrativi legati alle certificazione. Insomma, gli insegnanti desiderano non solo essere informati sulle novità contenute nelle diverse norme (l’ultimo riferimento è proprio il D.Lgvo n. 62/2017), ma vogliono comprendere bene che cosa si chiede loro e con quali strumenti agire.

Quanto alla valutazione esterna - necessaria anche per fare delle comparazioni ma sicuramente non prioritaria - dobbiamo confermare le preoccupazioni manifestate da Luciano Lelli circa il suo continuo dilagare quasi che - aggiungiamo - si voglia affidare tutto il miglioramento del sistema scolastico ad una verifica “oggettiva” che superi le (arbitrarie) valutazioni degli apprendimenti affidate ai singoli docenti. Sappiamo bene,infatti, che al di là dei criteri espressi dal collegio dei docenti e, in alcune, scuole, degli strumenti valutativi messi a punto nei cosiddetti dipartimenti disciplinari, ciascun docente ne dà un’interpretazione del tutto personale. E ciò, ovviamente,va a discapito dell’equità valutativa almeno a livello di singolo istituto scolastico, mentre la valutazione esterna operata dalle prove INVALSI mette in un cono d’ombra la valenza formativa della valutazione inducendo gli insegnanti a concentrarsi sulla valutazione del prodotto, ovvero degli esiti di apprendimento. Ma i problemi e le criticità finora rilevate non sono esaustivi. Infatti, il Rapporto GettingSkills Right dell’OCSE, volendo far luce sulle competenze degli studenti italiani analizzando la loro preparazione a 360°, il 15 dicembre 2017, ha messo in evidenza che i nostri studenti, anche all’Università, imparano troppe nozioni teoriche, mentre le competenze stentano ad affacciarsi. Inoltre, sembra proprio esserci uno scollamento totale verso il mondo del lavoro, motivo che potrebbe portare nei prossimi anni ad un esercito di disoccupati tra coloro che non hanno reti familiari e sociali che, di fatti, ne favoriscono l’occupabilità. Insomma, la nostra scuola non forma competenze e non favorisce l’emersione del merito.

A questo punto si pone con forza una serie di domande “a grappolo” che rivolgiamo a tutti i nostri lettori e che formuliamo nel seguente modo: che cosa vogliamo che apprendano i nostri studenti? Se desideriamo che apprendano una certa quantità di conoscenze teoriche e valutiamo il loro grado/livello di padronanza, allora ci collochiamo in una prospettiva quantitativa e, dunque, verifichiamo e valutiamo questo aspetto. Se, invece, puntiamo, nel nostro insegnamento, all’acquisizione di conoscenze ed abilità capaci di generare competenze, verifichiamo e valutiamo questo aspetto utilizzando prove e criteri valutativi del tutto diversi da quelli quantitativi, privilegiando la prospettiva qualitativa.

Ferma restando la possibile ed efficace integrazione tra la valutazione sommativa e quella formativa, argomentata in modo convincente da G. Ritelli e F. Loperfido, dobbiamo convenire che il vero problema di una valutazione attendibile non è standardizzare le prove di verifica sia all’interno del singolo istituto scolastico attraverso le cosiddette “prove comuni” che all’esterno attraverso le prove INVALSI, bensì stabilire che cosa è utile insegnare e come insegnarlo favorendo un apprendimento significativo, che è il vero presupposto per una comprensione profonda, durevole, germinativa di competenze. Una volta stabilito questo aspetto che noi riteniamo fondativo, allora possiamo affrontare in modo diverso la valenza/funzione formativa di una siffatta valutazione. Infatti, mentre nella prospettiva quantitativa la funzione formativa si concretizza nell’incoraggiare e spronare l’allievo a prendere buoni voti attraverso il diametro valutativo del meccanismo del premio/punizione, nella prospettiva da noi proposta la funzione formativa si focalizza sulle cosiddette soft skills, a cui oggi si attribuisce un grande rilievo sia in ambito sociale che in ambito lavorativo. Stiamo dicendo che la vera funzione formativa della valutazione che, in un modo o nell’altro, afferisce ai saperi che hanno pur sempre radici di natura disciplinare, è quella di formare competenze che superano gli ambiti disciplinari in cui si sono formate assumendo una natura di trasversalità che rende efficace l’istruzione/formazione scolastica.

Infatti, le soft skills riguardano l’efficacia personale che fa leva su capacità come la creatività e l’equilibrio che sono indispensabili sia in ambito lavorativo che per la stessa tenuta delle comunità locali e delle reti sociali. A creatività ed equilibrio bisogna aggiungere la capacità di valutare sulla base delle informazioni raccolte e di decidere, di cooperare in situazioni di gruppo, di negoziare, di agire in base a valori etici.

Alma Laurea, che si configura come un Consorzio Interuniversitaria che opera fin dal 1984 facendo ricerca, tra l’altro, monitorando i percorsi di studio fin dall’uscita degli studenti dalla scuola secondaria di 2° grado, ha messo a punto la descrizione di 14 soft skills che sintetizziamo brevemente:

1. Autonomia, intesa come svolgere i compiti assegnati ricorrendo alle sole risorse personali.

2. Fiducia in se stessi, ovvero avere consapevolezza del proprio valore.

3. Flessibilità, che si realizza come capacità di adattamento alla realtà senza subirla.

4. Resistenza allo stress: ovvero essere capaci di reagire positivamente alle tensioni provenienti dall’esterno.

5. Capacità di pianificare ed organizzare, ovvero saper realizzare le proprie idee identificando priorità e guidando i processi.

6. Precisione, che è l’attitudine ad essere accurati, diligenti avendo attenzione anche per i dettagli.

7. Apprendere in maniera continuativa, che è anche la capacità di riconoscere le proprie criticità attivandosi per superarle acquisendo nuove conoscenze.

8. Conseguire obiettivi: è l’impegno, la capacità, la determinazione nel perseguire i propri obiettivi.

9. Gestire le informazioni, ovvero mettere in campo abilità di acquisizione di dati, organizzandoli e riformulandoli in modo coerente.

10. Essere intraprendente, ovvero saper realizzare i progetti.

11. Capacità comunicativa, che è visibile quando si è in grado di condividere informazioni, idee, valori... .

12. Problemsolving: è un approccio alla soluzione di situazioni problematiche in modo multiprospettico.

13. Team work, che è innanzitutto disponibilità a lavorare con gli altri costruendo relazioni positive.

14. Leadership, intesa come capacità di guidare gli altri facendo leva su motivazione e fiducia.

Se si utilizza la valutazione in ambito scolastico non soltanto basandosi sul passato (ciò che hai imparato finora) ma proiettandosi sul futuro, ovvero sullo sviluppo di capacità e sulla crescita personale, forse la scuola intraprende la strada giusta. X

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