Ultime notizie

CORSO DI PREPARAZIONE AL [...]

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO in collaborazione con il Sindacato Scuola  SNALS di Torino organizza un Corso di preparazione  al CONCORSO per Dirigenti Scolastici  finalizzato al superamento della prova di preselezione  la cui data di svolgimento si conoscerà  il 27 febbraio 2018. La prima convocazione organizzativa è fissata per  il giorno 23 febbraio 2018  alle ore 15   presso la Scuola Media Caduti di Cefalonia, Via Baltimora, n.110, Torino.

Per partecipare all'incontro del  23 Febbraio 2018 è   necessaria soltanto l'iscrizione che si può effettuare   inviando l'allegato modulo all'indirizzo direttore@euroedizioni.it .

Scarica il programma e il modulo di iscrizione

Progettare un curricolo per [...]

Progettare un curricolo per competenze: un percorso a ritroso

Ivana Summa e Loredana De Simone

Euroedizioni 2018, pag. 158, euro 15,00

Il testo nasce dai bisogni formativi dei docenti rilevati durante i percorsi di ricerca-azione realizzati in numerose scuole d’Italia. Questo ci ha portato a riflettere sulla perseverante mancanza di cultura professionale circa queste tematiche, ma anche sulla poca chiarezza riguardo la terminologia in uso e, ancora, su quanto la pratica didattica si fondi ancora su obsolete routines che ripropongono una didattica trasmissiva.   Pertanto, il manuale è rivolto a tutti quei docenti e dirigenti che vogliano innovare la progettazione didattica e la valutazione delle competenze, e non solo per rispondere operativamente ai dettami legislativi, ma soprattutto perché vogliono dare una svolta sostanziale e non formale al cambiamento. È per questo che abbiamo voluto proporre un modello di progettazione fondato sulle competenze, strutturato in schemi e griglie, ispirato alle teorie pedagogiche e al modello della Progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe.

FARE L'insegnante n.5/2018

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale  di Ivana Summa e Luciano Lelli

Vera funzione formativa della valutazione è formare competenze

Dopo la pubblicazione in G.U. del D.Lgvo n. 62/2017, riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato,la questione “valutazione” torna alla ribalta, anche se è sempre presente nella scuola, fuori dalla scuola (pensiamo al valore legale dei titoli di studio e alla certificazione delle competenze!) connotando le stesse relazioni scuola-famiglia le cui comunicazioni si focalizzano soprattutto sui voti. Eppure sappiamo che, man mano che il nostro sistema scolastico si è evoluto, si è evoluta anche la funzione della valutazione che, nata con una quasi esclusiva funzione selettiva, gradualmente è approdata anche sul terreno della funzione formativa e di sostegno all’apprendimento e, perfino, di verifica dell’insegnamento.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2018

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2018

Editoriale di Vittorio Venuti - La scuola, luogo diseduzione eviolenza?

Di recente, i mezzi di informazione hanno ospitato, con consueta enfasi e consumato allarmismo, notizie ferali per la scuola: l’ennesimo caso di maestra di una scuola dell’infanzia del torinese protagonista di atteggiamenti violenti e denigratori nei confronti dei bambini, il vituperato caso del cinquantatreenne professore di un liceo romano reo confesso di avere avuto una relazione con una sua studentessa quindicenne. Il primo tipo di misfatto, purtroppo, si ripete ormai con preoccupante frequenza; più raro il secondo tipo ma di certo, per questo, non meno preoccupante perché, sappiamo, è lo spettro di un fenomeno che comunque esiste.

In aggiunta, si deve registrare il caso di un insegnante di Avola, aggredito in scuola - e mandato in ospedale con una costola rotta - dai genitori di un dodicenne che si era permesso di rimproverare. Episodio analogo, per fortuna senza necessità del trasporto in ospedale, si era registrato già a dicembre 2017 in una scuola media del Trevigiano. Insomma, una sfilza di “male notizie” che assediano la scuola e che, comunque, dobbiamo cogliere nei loro significati e ragionarci sopra. O meglio, che i“politici della scuola e non solo” dovrebbero considerare per assumersene, anche loro, le dovute responsabilità, essendo loro per primi figure esemplari.

FIRMATO DOPO 10 ANNI IL [...]

Dopo 10 anni di attesa apprendiamo dal sito della CGIL scuola che è stato rinnovato il  contratto dell personale della scuola. E' stato siglato tra l'ARAN e le organizzazioni sindacali il 9 febbraio 2018. Ora si aspetta la firma definitiva dopo gli adempimenti burocratici

L'impianto del nuovo contratto si muove sullo schema del vecchio contratto intervenendo con le opportune modifiche ed integrazioni.

Ci sarà quindi un problema di interpretazione  per capire le parti vecchie che sopravvivono e quelle abrogate. sarà necessario un lavoro di coordinamento.

L’Aran si è impegnata a predisporre quanto prima un “testo unico” che includa, per ciascun settore, sia le parti nuove che quelle vecchie che sopravvivono.

Le parti su cui il nuovo contratto interviene sostituiscono le norme precedenti, quelle su cui non interviene rimangono tutte in vigore.

Il nuovo contratto contiene delle parti comuni (riguardanti quindi tutti e 4 i settori) e delle parti specifiche riguardanti, quindi, solo quel settore.

Insegnante aggredita. Fedeli: [...]

La Ministra Fedeli ha incontrato la professoressa Franca Di Blasio, la docente che insegna italiano e storia all’Istituto superiore professionale Majorana-Bachelet di Santa Maria a Vico (Caserta) e che è stata aggredita con una lama da un alunno.

“Incontrare la professoressa Di Blasio è stato un onore – ha commentato la Ministra  -. Ha vissuto un momento difficile e ha saputo affrontarlo con grande serietà e compostezza. La sua dolcezza, la sua voglia di tornare in classe, i messaggi di affetto che sta ricevendo da tutte le sue alunne e tutti i suoi alunni, quelli di oggi e quelli di ieri, sono il segno tangibile della qualità della nostra classe docente, che ogni giorno fa un lavoro incredibile in tutto il Paese. Un lavoro che dobbiamo e vogliamo riconoscere socialmente ed economicamente. Ringrazio la professoressa Franca e quanti con lei si impegnano, con il loro lavoro e anche con l’esempio civile, per dare alle ragazze e ai ragazzi gli strumenti per affrontare il presente e il futuro in modo consapevole, da cittadine e cittadini attivi”. Quindi, la Ministra ha comunicato che avrebbe segnalerà la prof. Di Blasio al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché venga insignita di un’onorificenza come Cavaliere della Repubblica, come forma di riconoscimento per l’impegno e l’amore profusi ogni giorno nella sua professione.

Apprezzabile l’intenzione della Ministra, ma davvero abbiamo bisogno di eroi? La prof. Di Blasio è stata esemplarmente meravigliosa per il modo in cui ha interpretato la vicenda che l’ha interessata dando concretezza a quel “patire insieme” che dovrebbe sempre compenetrare il rapporto docente-studente. L’onorificenza rischia di banalizzare la nobiltà della docente, trasformandola in una manifestazione d’apparato.

CONCORSO ABILITATI SCUOLA [...]

Il MIUR comunica che si è svolta oggi l’informativa sindacale sul prossimo bando di concorso per l’ingresso nella scuola secondaria di primo e secondo grado aperto alle docenti e ai docenti già abilitati. La Ministra Valeria Fedeli ha firmato il decreto con le regole del nuovo concorso a dicembre. L’iter del decreto è stato recentemente completato ed è prossima la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, unitamente al bando di concorso vero e proprio.

Le domande si potranno presentare dalle 9:00 del 20 febbraio prossimo fino alle 23:59 del 22 marzo. Con l’emanazione del bando il MIUR attiverà anche una pagina tematica dedicata al concorso sul proprio sito con tutte le informazioni per le candidate e i candidati e con l’apposita sezione per poter presentare la domanda per via telematica.

Il concorso sarà la prima delle tre selezioni che il Ministero sta avviando in base a quanto previsto da uno dei decreti attuativi della legge 107 varati ad aprile, quello che disegna un nuovo modello di reclutamento per la scuola secondaria facendo in modo che ci siano tempi certi e percorsi definiti per diventare insegnanti. 

Il decreto di aprile prevede, in particolare, una fase transitoria rivolta a chi oggi già insegna nella scuola. Il primo bando, quello su cui oggi si è svolta l’informativa, sarà aperto a chi è già abilitato all’insegnamento. Un secondo bando, riguarderà chi insegna da tre anni come precario nelle scuole. Poi partiranno i nuovi concorsi ordinari per laureate e laureati, le cui vincitrici e i cui vincitori saranno immessi in percorsi triennali di formazione (FIT) con prova finale di valutazione che dà accesso, in caso di superamento positivo, alla definitiva immissione in ruolo.

Il bando per abilitati

La selezione sarà aperta a chi ha una abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già di ruolo. Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’anno si concluderà con una valutazione che, se positiva, porterà all’immissione in ruolo definitiva.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI [...]

La Casa Editrice Euroedizioni, in collaborazione con il CIDI di Bologna, organizza un corso di preparazione al concorso per Dirigenti Scolastici, che si svolgerà tramite 42 seminari on line (Webinar), corredati da materiali a seguire specificati. I Webinar considereranno tutte le tematiche descritte nel Regolamento e ribadite dal bando di concorso. Essi forniranno una preparazione adeguata per il superamento della prova pre-selettiva, prevista per l’inizio di aprile p.v., e per affrontare con alte probabilità di successo la prova scritta.

I Webinar saranno condotti da esperti delle materie oggetto delle prove di esame: Diritto e legislazione scolastica, Amministrazione, Organizzazione, Problematiche pedagogiche e metodologico-didattiche, Tecnologie informatiche e telematiche. Sicurezza, privacy, trasparenza, responsabilità tipiche del dirigente, elementi di diritto amministrativo, elementi di diritto civile, gestione finanziaria, patrimoniale e rendicontazione delle istituzioni scolastiche, l'attività negoziale di diritto privato, relazioni sindacali e contrattazione integrativa d'istituto.

La tabella allegata evidenzia in termini esaustivi l’intero programma che sarà oggetto dei Webinar.

MATURITÀ 2018: #NoPanic: [...]

Il MIUR ha annunciato le materie per la seconda prova scritta della Maturità 2018 insieme alla notizia del ritorno di #NoPanic, l’iniziativa social lanciata lo scorso anno per accompagnare con materiali informativi, consigli di esperti e video esplicativi i mesi che precedono gli Esami.

Per l’occasione, la Ministra Fedeli ha rivolto un messaggio agli studenti: “Alle ragazze e ai ragazzi che affronteranno le prove a giugno faccio un grande in bocca al lupo. So che questo momento era molto atteso, come ogni anno. Si tratta del primo rito ufficiale che apre il percorso che nei prossimi mesi vi condurrà verso l’Esame. Anche quest’anno la macchina della Maturità si è messa in moto per garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi: c’è un grande lavoro dietro le prove che svolgerete. Le materie della seconda prova sono state individuate anche quest’anno scegliendo tra quelle che caratterizzano maggiormente il corso di studi. Ringrazio fin da ora le docenti e i docenti per l’impegno che metteranno nell’accompagnarvi verso l’Esame. Continuate, ogni giorno, a consolidare la vostra preparazione, ad arricchire le vostre conoscenze e competenze. Non solo in vista della Maturità, ma come bagaglio da portare con voi lungo tutto l’arco della vita”.

La #Maturità2018 avrà inizio il prossimo 20 giugno con la prova di Italiano. Il 21 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo. L’elenco completo delle materie scelte per la seconda prova è disponibile nella sezione dedicata all’Esame di Stato del II ciclo sul sito del MIUR:http://www.istruzione.it/esame_di_stato/index.shtml.

Questo l’elenco sintetico delle principali materie.

LICEI

Grecoper il Liceo classico;Matematicaper lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate;Lingua e cultura straniera 1per il Liceo linguistico;Scienze umaneper il Liceo delle Scienze umane, anche per l’opzione Economico sociale;Discipline artistiche e progettualicaratterizzanti l’indirizzo di studi per il Liceo artistico;Teoria, analisi e composizionesarà la materia della seconda prova al Liceo musicale;Tecniche della danzaal Liceo coreutico.

ISTITUTI TECNICI

Economia aziendaleper l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing;Lingua inglesenell’opzione Relazioni internazionali per il marketing e nell’indirizzo Turismo;Estimoper l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio;Meccanica, macchine ed energiaper l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia;Sistemi e retiper l’indirizzo Informatica e telecomunicazioni;Progettazione multimedialeper l’indirizzo Grafica e comunicazione;Economia, Estimo, Marketing e legislazione per l’indirizzo Agrario.

ISTITUTI PROFESSIONALI

Tra le materie scelte per i Professionali:Scienza e cultura dell’alimentazioneper l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera,Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva nell’articolazione Accoglienza turistica;Tecniche professionali dei servizi commercialiper l’indirizzo Servizi commerciali;Tecnica di produzione e di organizzazionenell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali – articolazione Industria;Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzioneper l’indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica.

Le materie affidate ai commissari esterni sono state individuate in modo da assicurare un’equilibrata composizione della Commissione. Sulla pagina del sito del Miur dedicata all’Esame di Stato è disponibile anche l’elenco delle discipline affidate a commissari esterni.

Quest’anno sono oltre 300 gli istituti coinvolti nel Progetto ESABAC per il rilascio del doppio diploma italiano e francese; tra questi, per la prima volta sono compresi percorsi dell’istruzione tecnica (ESABAC Techno).

Esame del Primo Ciclo: guida [...]

La Ministra Fedelie il professorLuca Seriannihanno presentato al MIUR ilDocumento di orientamento per la redazione della prova d’italiano nell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo”. Il testo è frutto del lavoro di un’apposita commissione di esperti guidata dal noto linguista e composta daMassimo Palermo, ordinario di Linguistica italiana all’Università per stranieri di Siena,Nicoletta Frontani, docente di Lettere presso il liceo classico “Augusto” di Roma,Antonella Mastrogiovanni, docente e collaboratrice dell’INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione), Carmela Palumbo, Capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali del MIUR.

“Il gruppo di lavoro è stato costituito a luglio con il compito di definire una serie di interventi operativi per migliorare le competenze nella lingua italiana delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Quello che presentiamo oggi [16 gennaio] è un primo risultato. Ringrazio il professor Serianni e tutta la commissione per il lavoro svolto e per aver messo le proprie competenze al servizio del Paese e della nostra scuola. Il documento finale è di alto valore e potrà rappresentare una utile guida per le nostre e i nostri docenti anche nell’attività didattica quotidiana, oltre che in vista dell’Esame finale del primo ciclo”.

“Il gruppo guidato da Serianni - prosegue - ha fornito, in questa prima fase, la necessaria consulenza tecnica per la produzione delle tre tipologie di prove in cui si articola la prova scritta d’italiano al termine del I ciclo: testo narrativo o descrittivo; testo argomentativo; comprensione e sintesi di un testo, anche mediante richiesta di riformulazione. Tre tipologie di prove che, lo ricordiamo, se ben strutturate, consentono alle e ai docenti di verificare le diverse competenze linguistiche di cui si compone la padronanza della lingua italiana, padronanza verso cui la scuola deve traguardare studentesse e studenti per farne, davvero, cittadine e cittadini attivi e competenti”.

“La commissione ha messo insieme competenze e sensibilità diverse, lavorando con grande armonia. Il proposito è stato quello di offrire ai docenti suggerimenti per predisporre al meglio le prove d’esame e valutare le competenze di lingua italiana per quanto riguarda sia la comprensione sia la produzione del testo”, ha dichiarato il professor Serianni.

La prova di italiano, ha spiegato la circolare di ottobre, potrà essere strutturata anche in più parti riferibili alle diverse tipologie proposte (testo narrativo o descrittivo; testo argomentativo; comprensione o sintesi di un testo) che potranno essere utilizzate in maniera combinata all’interno della stessa traccia. Saranno le singole commissioni a predisporre le prove. Il giorno della prova ogni commissione sorteggerà una terna di tracce da sottoporre ai candidati che ne sceglieranno una.

La commissione guidata da Serianni ha lavorato sulla prova di italiano, mettendo a punto un documento che offre indicazioni operative sulle possibili modalità per verificare le competenze di lingua italiana delle studentesse e degli studenti che affronteranno l’Esame di terza, con un suggerimento rivolto alle e ai docenti affinché, durante tutto il triennio della scuola di primo grado, anche in vista dell’Esame finale, sia rilanciato il ruolo del riassunto che, spiegano gli esperti, presenta “alcuni requisiti formativi che appaiono di grande importanza”. Il riassunto, infatti, “verifica la comprensione di un testo dato e la capacità di gerarchizzarne i contenuti, anche attraverso la scansione in macrosequenze; abitua, con la pratica della riformulazione, all’uso di un lessico adeguato; infine, propone ad alunne e alunni testi di natura e destinazione diverse, mostrando loro attraverso il contatto diretto il variare della lingua a seconda della specifica tipologia testuale”.

Per ogni tipologia di prova, nel documento presentato oggi vengono illustrate nel dettaglio le competenze linguistiche che possono essere maggiormente sviluppate nelle studentesse e negli studenti. Sono indicati gli accorgimenti da utilizzare nella redazione delle prove con attenzione ai testi da selezionare e proporre. Infine vengono proposti esempi concreti di prove.

Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro porterà la sua attenzione all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo. Come previsto dal Decreto legislativo 62/2017 (art. 17, comma 5), il Ministero dovrà definire, infatti, per la prova d’italiano e per le seconde prove, appositi quadri di riferimento utili per la loro redazione e valutazione. Il gruppo di lavoro coordinato dal professor Serianni fornirà anche in questo caso il suo contributo tecnico per elaborare il quadro di riferimento per la prova scritta d’italiano.

 

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2018

Editoriale di Vittorio Venuti - La scuola, luogo diseduzione eviolenza?

Di recente, i mezzi di informazione hanno ospitato, con consueta enfasi e consumato allarmismo, notizie ferali per la scuola: l’ennesimo caso di maestra di una scuola dell’infanzia del torinese protagonista di atteggiamenti violenti e denigratori nei confronti dei bambini, il vituperato caso del cinquantatreenne professore di un liceo romano reo confesso di avere avuto una relazione con una sua studentessa quindicenne. Il primo tipo di misfatto, purtroppo, si ripete ormai con preoccupante frequenza; più raro il secondo tipo ma di certo, per questo, non meno preoccupante perché, sappiamo, è lo spettro di un fenomeno che comunque esiste.

In aggiunta, si deve registrare il caso di un insegnante di Avola, aggredito in scuola - e mandato in ospedale con una costola rotta - dai genitori di un dodicenne che si era permesso di rimproverare. Episodio analogo, per fortuna senza necessità del trasporto in ospedale, si era registrato già a dicembre 2017 in una scuola media del Trevigiano. Insomma, una sfilza di “male notizie” che assediano la scuola e che, comunque, dobbiamo cogliere nei loro significati e ragionarci sopra. O meglio, che i“politici della scuola e non solo” dovrebbero considerare per assumersene, anche loro, le dovute responsabilità, essendo loro per primi figure esemplari.

I casi evidenziati rivelano uno stato di necessità della scuola che non può continuare a rimanere inascoltato. Ancora si rileva l’urgenza di riconsiderare la scuola come centro vitale del Paese e non come un semplice gravame su cui agire con intenzioni autoreferenziali. La politica scolastica deve saper “comprendere” la scuola, interpretarne il senso e i significati mettendola in condizione di funzionare realmente e non sulla carta o con la diffusione di innovazioni, in sé gravose, più burocratiche che di sostanza.

Tornando agli episodi, vogliamo soffermarci particolarmente sul caso dell’abuso sessuale del docente ai danni di una propria studentessa, per ribadire l’importanza dell’educazione professionale, etica e morale quale nodo centrale della funzione docente. Illuminante è la lettura che ne fa la collega Cinzia Mion in un post su Facebook: «A proposito delle molestie dei professori a scuola sto pensando che manca completamente, nella loro formazione iniziale ed in servizio, la gestione della valenza transferale della relazione educativa. Ogni docente infatti ed ogni formatore in particolare sono il polo di riferimento di aspettative positive o negative più o meno significative. La sfumatura transferale che si attiva tra allievi e docenti viene interpretata dall’allieva/o come innamoramento e il docente “narcisista” che non ha strumenti culturali e formativi per capire questo si sente lusingato e si affretta a reciprocare.

Il correttivo non è la “punizione” - sia pur inevitabile perché spesso i fatti dimostrano mancanza di etica professionale - ma la formazione adeguata a gestire la relazione educativa che permetta non solo “l’astinenza” dal coinvolgimento sentimentale o sessuale impropri ma anche l’aiuto alle/agli allieve/i coinvolti a comprendere il fenomeno e a disambiguare le dinamiche, inserendo un elemento di “Legge” (in senso psicoanalitico) per cui non è possibile “un rapporto privilegiato” con nessuna/o in quanto tutti gli allievi sono uguali e importanti per il docente. La formazione infatti insegna a comportarsi come la madre “sufficientemente buona” di kleiniana memoria che non reciproca, con la medesima intensità, né la pulsione “libidica” né quella “destrudica” ma le rielabora internamente e le restituisce “attenuate”. Non deve nemmeno rimanere indifferente o fare finta di non capire lasciando l’allieva/o da solo a gestire l’infatuazione senza capire che si tratta di un transfert».

Il problema, quindi, si ribalta sulla formazione del docente, che non può essere orientata solo da e per questioni tecniche ma che deve coinvolgerlo nella sua definizione di persona che insegna ad altre persone, protagonista e conduttore di quella relazione educativa nella quale la centralità spetta all’altro, centralità che chiede e impone di essere percepita per sé stessa, compresa e condotta con amore e rispetto. L’insegnamento è relazione nella quale entrambe le parti crescono ciascuna in funzione dell’altra, nella quale al docente compete di favorire nell’allievo/a la costruzione della sua identità ponendola al di fuori della propria, perché il percorso dell’altro è verso il mondo e non verso di lui.

Insegnare esige una formazione continua, esige che il docente si percepisca come educatore in perenne costruzione, perché definito da una incompiutezza che non si colmerà mai proprio in virtù del fatto che agisce con e per persone. Proprio questa consapevolezza di incompiutezza deve orientarlo a capire e comprendere, a penetrare il senso del servizio che gli si richiede, a partecipare ed approfondire una formazione che lo metta in condizione di leggersi dal di dentro e di fare i conti con i propri fantasmi, di appropriarsi del senso dell’insegnare e della gestione di un rapporto che, proprio per l’asimmetricità e per le suggestioni che reclama, richiede una straordinaria disciplina, una straordinaria quanto indispensabile capacità di interpretare l’empatia, nonché di riconoscere e gestire le proprie e altrui emozioni come di leggere e controllare i propri sentimenti, di riconoscere l’importanza del proprio ruolo e della propria funzione.

In tutta sincerità, ogni docente dovrebbe porsi una semplice domanda. Chi sono io come docente, cosa e chi rappresento? E poi ancora dovrebbe interrogarsi sulla identità che lo definisce e che evidenzia, per arrivare a chiedersi: Mi riconosco? Mi vorrei come docente e perché?

Questo numero di Dirigere si apre con un articolo su “La scuola ambito di interazione multiculturale”, nel quale Carmen Iuvonerende conto di come, in poco più di un ventennio, il volto della scuola sia definitivamente mutato diventando, di fatto, multiculturale. Il contributo ripercorre i modi con cui il MIUR ha affrontato il fenomeno nel corso degli anni a partire dalla fase dell’emergenza fino a proporre esemplarmente quanto il Comune di Bologna mette in atto in materia di accoglienza e inclusione degli alunni stranieri.

Facendo seguito al precedente intervento sui progetti PON, Pasquale Annesene focalizza un altro aspetto: la “Nomina esperti nei progetti PON: procedura e modulistica”. Il contributo è corredato da un articolato di strumenti tecnici pertinenti tra cui: una scheda per l’individuazione dei docenti esperti interni, uno schema di determina a contrarre per attivazione procedura comparativa di selezione esperti esterni, uno schema di avviso pubblico di selezione per titoli e colloquio relativo ai docenti esperti esterni,

A seguire il contributo di Filippo Sturaro, “Diritto allo studio per gli alunni fuori dalla famiglia di origine: le linee guida”, nel quale si riprende, con un’attenta riflessione, l’omonimo documento recentemente firmato dalla Ministra Fedeli e dall’Autorità Garante della Privacy volto ad assicurare, ai minori che vivono una fase particolarmente delicata del ciclo di vita, efficaci processi inclusivi e adeguate prassi organizzative.

La rendicontazione sarà uno dei prossimi impegni che le scuole dovranno affrontare, scadendo il triennio di vigenza del PTOF, con relativa pubblicizzazione dei risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi individuati nel Piano di Miglioramento. Michela Lellane tratta nel contributo “Verso il bilancio sociale”, ponendo in evidenza come esso non si identifichi solo come uno strumento nel quale si raccolgono principalmente i consensi della comunità scolastica e del mondo esterno, ma anche come opportunità per raccogliere opinioni e sollevare dubbi e perplessità.

Siamo nel pieno della campagna elettorale, che avrà il suo culmine con le votazioni del prossimo 4 marzo. Al solito, alla quasi totalità delle scuole si chiederà di mettere a disposizione i locali per l’allestimento dei seggi. Edgardo Escamilorichiama tutte disposizioni di merito in “Dirigenti scolastici ed enti locali nella predisposizione dei seggi elettorali”.

Periodicamente, complice una stampa male informata e qualche“specialista” disinformato, trova eco l’opinione che la scuola sia afflitta da un numero smisurato di diagnosi di DSA con conseguente elevato costo sociale. Viviana Rossiriprende la questione nel contributo “L’“epidemia dei DSA”: cosa sta succedendo nella scuola italiana?”, dimostrando, conti alla mano, che la situazione non è quella che viene appalesata. Certamente c’è da riconoscere un incremento di alunni con DSA in questi ultimi anni, ma c’è da considerare che la Legge 170/2010, oltre a sancire il loro riconoscimento ha portato ad una maggiore consapevolezza sul tema, a una maggiore consapevolezza nelle famiglie e a un maggior impegno nelle scuole, comunque a fronte di una distribuzione del fenomeno difforme sul territorio nazionale (forse espressione di DSI, Difficoltà Specifiche di Insegnamento?).

Recentemente il Consiglio di Stato ha stabilito che i diplomati magistrali che insegnano nella scuola italiana con il vecchio titolo conseguito entro il 2001, non saranno assunti, suscitando legittime rimostranze, scioperi e manifestazioni di protesta. Andrea Leonzioriprende l’argomento in“La questione dei diplomati magistrali”, rilevando che la sentenza si rivela estremamente contraddittoria rispetto ai precedenti pronunciamenti dello stesso Consiglio di Stato.

Si sofferma su “La poliedricità formativa della narrazione” l’intervento di Carmen Russo, che ne rileva l’estrema importanza in ambito didattico segnalando come anche Bruner ne avesse riconosciuto il duplice valore formativo del funzionamento cognitivo, incidendo sul pensiero paradigmatico o logico-cognitivo e sul pensiero narrativo. La molteplicità delle abilità stimolate dall’attività della narrazione ne sostengono la necessità di un avvio già a partire dalla scuola dell’Infanzia.

Per I Casi di Scuola, Antonio Di Lellosi occupa di “Accesso ai Documenti del RLS e sanzioni disciplinari”, riferendosi a quanto accaduto in un Istituto Comprensivo allorché la docente con incarico di Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza presenta le dimissioni da RLS accusando il DS di inadempienza contrattuale per averle negato copia della documentazione relativa alla valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauroci conduce nella scuola inglese percorsa da un senso di smarrimento per il ripristino della valutazione numerica:“I voti numerici alla prima prova del nuovo CSE”. La riforma del vecchio sistema di valutazione si era reso necessario perché aveva perso molto della sua credibilità al punto da creare danno agli stessi studenti.

Per gli Appunti di Psicologia della Gestione, Vittorio Venutisi rivolge specificamente agli oltre 35.000 insegnanti che si sono candidati per i 2.425 posti vacanti di Dirigente Scolastico suggerendo ambiti di riflessione, di studio e di approfondimento: “Concorso da docente a dirigente, molto più che un passaggio di ruolo”.

Per Giurisprudenza del Lavoro,Silvia Giannone in “Maltrattamenti o abuso dei mezzi di correzione?” richiama alcune sentenze di merito che fanno riflettere sul distinguo tra l’intento educativo (animus corrigendi) che può sostenere l’abuso dei mezzi di correzione e il maltrattamento. X

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo