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CORSO DI PREPARAZIONE AL [...]

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO in collaborazione con il Sindacato Scuola  SNALS di Torino organizza un Corso di preparazione  al CONCORSO per Dirigenti Scolastici  finalizzato al superamento della prova di preselezione  la cui data di svolgimento si conoscerà  il 27 febbraio 2018. La prima convocazione organizzativa è fissata per  il giorno 23 febbraio 2018  alle ore 15   presso la Scuola Media Caduti di Cefalonia, Via Baltimora, n.110, Torino.

Per partecipare all'incontro del  23 Febbraio 2018 è   necessaria soltanto l'iscrizione che si può effettuare   inviando l'allegato modulo all'indirizzo direttore@euroedizioni.it .

Scarica il programma e il modulo di iscrizione

Progettare un curricolo per [...]

Progettare un curricolo per competenze: un percorso a ritroso

Ivana Summa e Loredana De Simone

Euroedizioni 2018, pag. 158, euro 15,00

Il testo nasce dai bisogni formativi dei docenti rilevati durante i percorsi di ricerca-azione realizzati in numerose scuole d’Italia. Questo ci ha portato a riflettere sulla perseverante mancanza di cultura professionale circa queste tematiche, ma anche sulla poca chiarezza riguardo la terminologia in uso e, ancora, su quanto la pratica didattica si fondi ancora su obsolete routines che ripropongono una didattica trasmissiva.   Pertanto, il manuale è rivolto a tutti quei docenti e dirigenti che vogliano innovare la progettazione didattica e la valutazione delle competenze, e non solo per rispondere operativamente ai dettami legislativi, ma soprattutto perché vogliono dare una svolta sostanziale e non formale al cambiamento. È per questo che abbiamo voluto proporre un modello di progettazione fondato sulle competenze, strutturato in schemi e griglie, ispirato alle teorie pedagogiche e al modello della Progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe.

FARE L'insegnante n.5/2018

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale  di Ivana Summa e Luciano Lelli

Vera funzione formativa della valutazione è formare competenze

Dopo la pubblicazione in G.U. del D.Lgvo n. 62/2017, riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato,la questione “valutazione” torna alla ribalta, anche se è sempre presente nella scuola, fuori dalla scuola (pensiamo al valore legale dei titoli di studio e alla certificazione delle competenze!) connotando le stesse relazioni scuola-famiglia le cui comunicazioni si focalizzano soprattutto sui voti. Eppure sappiamo che, man mano che il nostro sistema scolastico si è evoluto, si è evoluta anche la funzione della valutazione che, nata con una quasi esclusiva funzione selettiva, gradualmente è approdata anche sul terreno della funzione formativa e di sostegno all’apprendimento e, perfino, di verifica dell’insegnamento.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2018

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2018

Editoriale di Vittorio Venuti - La scuola, luogo diseduzione eviolenza?

Di recente, i mezzi di informazione hanno ospitato, con consueta enfasi e consumato allarmismo, notizie ferali per la scuola: l’ennesimo caso di maestra di una scuola dell’infanzia del torinese protagonista di atteggiamenti violenti e denigratori nei confronti dei bambini, il vituperato caso del cinquantatreenne professore di un liceo romano reo confesso di avere avuto una relazione con una sua studentessa quindicenne. Il primo tipo di misfatto, purtroppo, si ripete ormai con preoccupante frequenza; più raro il secondo tipo ma di certo, per questo, non meno preoccupante perché, sappiamo, è lo spettro di un fenomeno che comunque esiste.

In aggiunta, si deve registrare il caso di un insegnante di Avola, aggredito in scuola - e mandato in ospedale con una costola rotta - dai genitori di un dodicenne che si era permesso di rimproverare. Episodio analogo, per fortuna senza necessità del trasporto in ospedale, si era registrato già a dicembre 2017 in una scuola media del Trevigiano. Insomma, una sfilza di “male notizie” che assediano la scuola e che, comunque, dobbiamo cogliere nei loro significati e ragionarci sopra. O meglio, che i“politici della scuola e non solo” dovrebbero considerare per assumersene, anche loro, le dovute responsabilità, essendo loro per primi figure esemplari.

FIRMATO DOPO 10 ANNI IL [...]

Dopo 10 anni di attesa apprendiamo dal sito della CGIL scuola che è stato rinnovato il  contratto dell personale della scuola. E' stato siglato tra l'ARAN e le organizzazioni sindacali il 9 febbraio 2018. Ora si aspetta la firma definitiva dopo gli adempimenti burocratici

L'impianto del nuovo contratto si muove sullo schema del vecchio contratto intervenendo con le opportune modifiche ed integrazioni.

Ci sarà quindi un problema di interpretazione  per capire le parti vecchie che sopravvivono e quelle abrogate. sarà necessario un lavoro di coordinamento.

L’Aran si è impegnata a predisporre quanto prima un “testo unico” che includa, per ciascun settore, sia le parti nuove che quelle vecchie che sopravvivono.

Le parti su cui il nuovo contratto interviene sostituiscono le norme precedenti, quelle su cui non interviene rimangono tutte in vigore.

Il nuovo contratto contiene delle parti comuni (riguardanti quindi tutti e 4 i settori) e delle parti specifiche riguardanti, quindi, solo quel settore.

Insegnante aggredita. Fedeli: [...]

La Ministra Fedeli ha incontrato la professoressa Franca Di Blasio, la docente che insegna italiano e storia all’Istituto superiore professionale Majorana-Bachelet di Santa Maria a Vico (Caserta) e che è stata aggredita con una lama da un alunno.

“Incontrare la professoressa Di Blasio è stato un onore – ha commentato la Ministra  -. Ha vissuto un momento difficile e ha saputo affrontarlo con grande serietà e compostezza. La sua dolcezza, la sua voglia di tornare in classe, i messaggi di affetto che sta ricevendo da tutte le sue alunne e tutti i suoi alunni, quelli di oggi e quelli di ieri, sono il segno tangibile della qualità della nostra classe docente, che ogni giorno fa un lavoro incredibile in tutto il Paese. Un lavoro che dobbiamo e vogliamo riconoscere socialmente ed economicamente. Ringrazio la professoressa Franca e quanti con lei si impegnano, con il loro lavoro e anche con l’esempio civile, per dare alle ragazze e ai ragazzi gli strumenti per affrontare il presente e il futuro in modo consapevole, da cittadine e cittadini attivi”. Quindi, la Ministra ha comunicato che avrebbe segnalerà la prof. Di Blasio al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché venga insignita di un’onorificenza come Cavaliere della Repubblica, come forma di riconoscimento per l’impegno e l’amore profusi ogni giorno nella sua professione.

Apprezzabile l’intenzione della Ministra, ma davvero abbiamo bisogno di eroi? La prof. Di Blasio è stata esemplarmente meravigliosa per il modo in cui ha interpretato la vicenda che l’ha interessata dando concretezza a quel “patire insieme” che dovrebbe sempre compenetrare il rapporto docente-studente. L’onorificenza rischia di banalizzare la nobiltà della docente, trasformandola in una manifestazione d’apparato.

CONCORSO ABILITATI SCUOLA [...]

Il MIUR comunica che si è svolta oggi l’informativa sindacale sul prossimo bando di concorso per l’ingresso nella scuola secondaria di primo e secondo grado aperto alle docenti e ai docenti già abilitati. La Ministra Valeria Fedeli ha firmato il decreto con le regole del nuovo concorso a dicembre. L’iter del decreto è stato recentemente completato ed è prossima la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, unitamente al bando di concorso vero e proprio.

Le domande si potranno presentare dalle 9:00 del 20 febbraio prossimo fino alle 23:59 del 22 marzo. Con l’emanazione del bando il MIUR attiverà anche una pagina tematica dedicata al concorso sul proprio sito con tutte le informazioni per le candidate e i candidati e con l’apposita sezione per poter presentare la domanda per via telematica.

Il concorso sarà la prima delle tre selezioni che il Ministero sta avviando in base a quanto previsto da uno dei decreti attuativi della legge 107 varati ad aprile, quello che disegna un nuovo modello di reclutamento per la scuola secondaria facendo in modo che ci siano tempi certi e percorsi definiti per diventare insegnanti. 

Il decreto di aprile prevede, in particolare, una fase transitoria rivolta a chi oggi già insegna nella scuola. Il primo bando, quello su cui oggi si è svolta l’informativa, sarà aperto a chi è già abilitato all’insegnamento. Un secondo bando, riguarderà chi insegna da tre anni come precario nelle scuole. Poi partiranno i nuovi concorsi ordinari per laureate e laureati, le cui vincitrici e i cui vincitori saranno immessi in percorsi triennali di formazione (FIT) con prova finale di valutazione che dà accesso, in caso di superamento positivo, alla definitiva immissione in ruolo.

Il bando per abilitati

La selezione sarà aperta a chi ha una abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già di ruolo. Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’anno si concluderà con una valutazione che, se positiva, porterà all’immissione in ruolo definitiva.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI [...]

La Casa Editrice Euroedizioni, in collaborazione con il CIDI di Bologna, organizza un corso di preparazione al concorso per Dirigenti Scolastici, che si svolgerà tramite 42 seminari on line (Webinar), corredati da materiali a seguire specificati. I Webinar considereranno tutte le tematiche descritte nel Regolamento e ribadite dal bando di concorso. Essi forniranno una preparazione adeguata per il superamento della prova pre-selettiva, prevista per l’inizio di aprile p.v., e per affrontare con alte probabilità di successo la prova scritta.

I Webinar saranno condotti da esperti delle materie oggetto delle prove di esame: Diritto e legislazione scolastica, Amministrazione, Organizzazione, Problematiche pedagogiche e metodologico-didattiche, Tecnologie informatiche e telematiche. Sicurezza, privacy, trasparenza, responsabilità tipiche del dirigente, elementi di diritto amministrativo, elementi di diritto civile, gestione finanziaria, patrimoniale e rendicontazione delle istituzioni scolastiche, l'attività negoziale di diritto privato, relazioni sindacali e contrattazione integrativa d'istituto.

La tabella allegata evidenzia in termini esaustivi l’intero programma che sarà oggetto dei Webinar.

MATURITÀ 2018: #NoPanic: [...]

Il MIUR ha annunciato le materie per la seconda prova scritta della Maturità 2018 insieme alla notizia del ritorno di #NoPanic, l’iniziativa social lanciata lo scorso anno per accompagnare con materiali informativi, consigli di esperti e video esplicativi i mesi che precedono gli Esami.

Per l’occasione, la Ministra Fedeli ha rivolto un messaggio agli studenti: “Alle ragazze e ai ragazzi che affronteranno le prove a giugno faccio un grande in bocca al lupo. So che questo momento era molto atteso, come ogni anno. Si tratta del primo rito ufficiale che apre il percorso che nei prossimi mesi vi condurrà verso l’Esame. Anche quest’anno la macchina della Maturità si è messa in moto per garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi: c’è un grande lavoro dietro le prove che svolgerete. Le materie della seconda prova sono state individuate anche quest’anno scegliendo tra quelle che caratterizzano maggiormente il corso di studi. Ringrazio fin da ora le docenti e i docenti per l’impegno che metteranno nell’accompagnarvi verso l’Esame. Continuate, ogni giorno, a consolidare la vostra preparazione, ad arricchire le vostre conoscenze e competenze. Non solo in vista della Maturità, ma come bagaglio da portare con voi lungo tutto l’arco della vita”.

La #Maturità2018 avrà inizio il prossimo 20 giugno con la prova di Italiano. Il 21 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo. L’elenco completo delle materie scelte per la seconda prova è disponibile nella sezione dedicata all’Esame di Stato del II ciclo sul sito del MIUR:http://www.istruzione.it/esame_di_stato/index.shtml.

Questo l’elenco sintetico delle principali materie.

LICEI

Grecoper il Liceo classico;Matematicaper lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate;Lingua e cultura straniera 1per il Liceo linguistico;Scienze umaneper il Liceo delle Scienze umane, anche per l’opzione Economico sociale;Discipline artistiche e progettualicaratterizzanti l’indirizzo di studi per il Liceo artistico;Teoria, analisi e composizionesarà la materia della seconda prova al Liceo musicale;Tecniche della danzaal Liceo coreutico.

ISTITUTI TECNICI

Economia aziendaleper l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing;Lingua inglesenell’opzione Relazioni internazionali per il marketing e nell’indirizzo Turismo;Estimoper l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio;Meccanica, macchine ed energiaper l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia;Sistemi e retiper l’indirizzo Informatica e telecomunicazioni;Progettazione multimedialeper l’indirizzo Grafica e comunicazione;Economia, Estimo, Marketing e legislazione per l’indirizzo Agrario.

ISTITUTI PROFESSIONALI

Tra le materie scelte per i Professionali:Scienza e cultura dell’alimentazioneper l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera,Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva nell’articolazione Accoglienza turistica;Tecniche professionali dei servizi commercialiper l’indirizzo Servizi commerciali;Tecnica di produzione e di organizzazionenell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali – articolazione Industria;Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzioneper l’indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica.

Le materie affidate ai commissari esterni sono state individuate in modo da assicurare un’equilibrata composizione della Commissione. Sulla pagina del sito del Miur dedicata all’Esame di Stato è disponibile anche l’elenco delle discipline affidate a commissari esterni.

Quest’anno sono oltre 300 gli istituti coinvolti nel Progetto ESABAC per il rilascio del doppio diploma italiano e francese; tra questi, per la prima volta sono compresi percorsi dell’istruzione tecnica (ESABAC Techno).

Esame del Primo Ciclo: guida [...]

La Ministra Fedelie il professorLuca Seriannihanno presentato al MIUR ilDocumento di orientamento per la redazione della prova d’italiano nell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo”. Il testo è frutto del lavoro di un’apposita commissione di esperti guidata dal noto linguista e composta daMassimo Palermo, ordinario di Linguistica italiana all’Università per stranieri di Siena,Nicoletta Frontani, docente di Lettere presso il liceo classico “Augusto” di Roma,Antonella Mastrogiovanni, docente e collaboratrice dell’INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione), Carmela Palumbo, Capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali del MIUR.

“Il gruppo di lavoro è stato costituito a luglio con il compito di definire una serie di interventi operativi per migliorare le competenze nella lingua italiana delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Quello che presentiamo oggi [16 gennaio] è un primo risultato. Ringrazio il professor Serianni e tutta la commissione per il lavoro svolto e per aver messo le proprie competenze al servizio del Paese e della nostra scuola. Il documento finale è di alto valore e potrà rappresentare una utile guida per le nostre e i nostri docenti anche nell’attività didattica quotidiana, oltre che in vista dell’Esame finale del primo ciclo”.

“Il gruppo guidato da Serianni - prosegue - ha fornito, in questa prima fase, la necessaria consulenza tecnica per la produzione delle tre tipologie di prove in cui si articola la prova scritta d’italiano al termine del I ciclo: testo narrativo o descrittivo; testo argomentativo; comprensione e sintesi di un testo, anche mediante richiesta di riformulazione. Tre tipologie di prove che, lo ricordiamo, se ben strutturate, consentono alle e ai docenti di verificare le diverse competenze linguistiche di cui si compone la padronanza della lingua italiana, padronanza verso cui la scuola deve traguardare studentesse e studenti per farne, davvero, cittadine e cittadini attivi e competenti”.

“La commissione ha messo insieme competenze e sensibilità diverse, lavorando con grande armonia. Il proposito è stato quello di offrire ai docenti suggerimenti per predisporre al meglio le prove d’esame e valutare le competenze di lingua italiana per quanto riguarda sia la comprensione sia la produzione del testo”, ha dichiarato il professor Serianni.

La prova di italiano, ha spiegato la circolare di ottobre, potrà essere strutturata anche in più parti riferibili alle diverse tipologie proposte (testo narrativo o descrittivo; testo argomentativo; comprensione o sintesi di un testo) che potranno essere utilizzate in maniera combinata all’interno della stessa traccia. Saranno le singole commissioni a predisporre le prove. Il giorno della prova ogni commissione sorteggerà una terna di tracce da sottoporre ai candidati che ne sceglieranno una.

La commissione guidata da Serianni ha lavorato sulla prova di italiano, mettendo a punto un documento che offre indicazioni operative sulle possibili modalità per verificare le competenze di lingua italiana delle studentesse e degli studenti che affronteranno l’Esame di terza, con un suggerimento rivolto alle e ai docenti affinché, durante tutto il triennio della scuola di primo grado, anche in vista dell’Esame finale, sia rilanciato il ruolo del riassunto che, spiegano gli esperti, presenta “alcuni requisiti formativi che appaiono di grande importanza”. Il riassunto, infatti, “verifica la comprensione di un testo dato e la capacità di gerarchizzarne i contenuti, anche attraverso la scansione in macrosequenze; abitua, con la pratica della riformulazione, all’uso di un lessico adeguato; infine, propone ad alunne e alunni testi di natura e destinazione diverse, mostrando loro attraverso il contatto diretto il variare della lingua a seconda della specifica tipologia testuale”.

Per ogni tipologia di prova, nel documento presentato oggi vengono illustrate nel dettaglio le competenze linguistiche che possono essere maggiormente sviluppate nelle studentesse e negli studenti. Sono indicati gli accorgimenti da utilizzare nella redazione delle prove con attenzione ai testi da selezionare e proporre. Infine vengono proposti esempi concreti di prove.

Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro porterà la sua attenzione all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo. Come previsto dal Decreto legislativo 62/2017 (art. 17, comma 5), il Ministero dovrà definire, infatti, per la prova d’italiano e per le seconde prove, appositi quadri di riferimento utili per la loro redazione e valutazione. Il gruppo di lavoro coordinato dal professor Serianni fornirà anche in questo caso il suo contributo tecnico per elaborare il quadro di riferimento per la prova scritta d’italiano.

 

Il segretario del Pd, Renzi, aveva annunciato che avrebbe chiesto a Simona Malpezzi, responsabile scuola del partito, di cambiare la legge e di presentare un emendamento per modificare le regole riguardo all’accompagnamento dei minori a scuola, in modo che siano i genitori a scegliere e ad assumersi le responsabilità.

L’interessata, Simona Malpezzi, non ha messo tempo in mezzo è ha già pubblicato su face book il testo della proposta di legge che ha presentato -insieme ai colleghi del Pd della commissione cultura e istruzione- per risolvere la questione dell’uscita da scuola dei ragazzi alle medie.

 

Testo della proposta di modifica

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Art.1

(Misure volte a  incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di quattordici anni, finalizzate a consentire l'uscita autonoma dei minori dai locali scolastici)

 

1. I genitori esercenti la potestà genitoriale e i tutori dei minori di 14 anni, in considerazione dell'età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l'uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine  dell'orario delle lezioni.

2. L'autorizzazione di cui al comma 1 esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza.

 

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La relazione tecnica della proposta di legge

Simona Malpezzi ha pubblicato la relazione tecnica della proposta di legge avente per oggetto la sorveglianza degli allievi minorenni a cura della scuola e responsabilità dei genitori in ordine all’accompagnamento:

Sulla scuola incombe il dovere di sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui le sono affidati. L’obbligo di vigilanza sul minore ha due generali finalità:

a) impedire che il minore compia atti illeciti:

sulla scuola e per essa a diverso titolo su docenti, personale ATA e dirigente scolastico grava un obbligo giuridico di controllo per evitare la commissione di fatti illeciti da parte del minore; l’art. 2048 c.c. dispone che “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”, prevedendo che tali persone siano “liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”.

b) salvaguardare l’incolumità fisica del minore:

sulla scuola e per essa a diverso titolo su docenti, personale ATA e dirigente scolastico grava un obbligo giuridico di protezione, per evitare che il minore sia vittima di lesioni; secondo costante giurisprudenza, la responsabilità dell'istituto scolastico nasce dall'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo alla scuola, che fa sorgere a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso; la responsabilità del precettore dipendente dell'istituto scolastico discenda dal fatto che tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell'ambito del quale l'insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona (da ultimo, Cass. Civ. 19 luglio 2016, n.14701).

L’obbligo di vigilanza è previsto in capo ai seguenti soggetti:

–​per il dirigente scolastico, il D.Lgs. n. 165 del 2001 prevede la sussistenza di obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull’attività degli operatori scolastici, con conseguenti responsabilità in caso di incidente per carenze a lui imputabili, allorché non abbia eliminato le fonti di pericolo, adottando tutti i provvedimenti organizzativi di sua spettanza ovvero sollecitando l’intervento di coloro su cui gli stessi ricadono (ad esempio, allorché non abbia provveduto alla necessaria regolamentazione dell’ordinato deflusso degli studenti in uscita dalla scuola, ovvero non abbia provveduto a far approvare un regolamento di istituto dall’organo collegiale competente previsto dall’art. 10, lett. a), del D.Lgs. n. 297 del 1994 avente ad oggetto la “vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita dalla medesima”;

–​per i docenti, l’art. 29, comma 5, del CCNL 2006-2009 relativo al personale del comparto Scuola, il quale stabilisce che “Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi”;

–​per il personale ATA, il CCNL citato, alla Tabella A dei profili ATA, per l’area A, il quale prevede che il personale “(…) È addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico; di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti”.

Quanto al soggetto vigilato, le disposizioni citate si applicano in genere a tutti i minori, e quindi fino alla maggiore età (18 anni), non esistendo una disposizione normativa che limiti gli obblighi di vigilanza solo fino ai quattordici anni.

Questo perché tutti i minorenni sono privi della capacità di agire (e dunque di assumersi direttamente le conseguenze giuridiche degli atti e delle azioni compiuti). Nel nostro ordinamento (art. 2, comma 1, codice civile), la generale capacità di agire si acquista al compimento del diciottesimo anno di età.

Tuttavia, già a partire da 14 anni si considera che il minore abbia maturato una certa capacità di intendere e volere, intesa come sua idoneità alla autodeterminazione, nella consapevolezza dell’incidenza del proprio operare sul mondo esterno.

La capacità di intendere e volere del minore va accertata caso per caso, tenendo non solo presente l’età dello stesso e le modalità del fatto, ma anche considerando lo sviluppo intellettivo e fisico raggiunto dal minore, tale da consentirgli di comprendere il valore etico-sociale delle proprie azioni.
La Cassazione civile ha spiegato che il dovere di vigilanza imposto ai docenti non ha carattere assoluto, bensì relativo, occorrendo correlarne il contenuto e l'esercizio in modo inversamente proporzionale all'età ed al normale grado di maturazione degli alunni in relazione alle circostanze del caso concreto, di modo che, con l'avvicinamento di costoro all'età del pieno discernimento, l'espletamento di tale dovere non richiede la continua presenza degli insegnanti, purché non manchino le necessarie misure organizzative idonee ad evitare il danno.

In ambito penale, la distinzione tra il regime applicabile al minore di 14 anni ed a chi ha un’età compresa tra 14 e 18 anni è più netta.

L’art. 97 del codice penale contiene una presunzione assoluta di non imputabilità del minore di anni 14, mentre per chi ha un’età compresa tra 14 e 18 anni è richiesto che il giudice accerti in concreto la sussistenza della capacità di intendere e di volere , intese rispettivamente come consapevolezza del disvalore sociale del fatto di reato e come capacità di autodeterminazione.
Sempre sul piano della responsabilità penale, il codice penale considera perseguibile penalmente per abbandono di persona minore o incapace “chiunque abbandona una persona minore di anni 14 della quale abbia la custodia o debba avere cura” (art. 591 c.p.), prevedendo un aumento della pena se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall'adottante o dall'adottato.

Come è noto, una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione (“ordinanza” 19 settembre 2017 n. 21593) ha statuito che la verificazione di un incidente ad un minore fuori dal perimetro scolastico non esclude la responsabilità della scuola. Nel caso di specie, un bambino di 11 anni era stato investito dall'autobus di linea sulla strada pubblica all'uscita di scuola.
La Cassazione ha testualmente affermato che l’obbligo di vigilanza in capo all'amministrazione scolastica con conseguente responsabilità ministeriale discendeva da una precisa disposizione del Regolamento d'istituto, che poneva a carico del personale scolastico l'obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandava al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardassero.
Pertanto, l'attività di vigilanza della quale l'amministrazione scolastica era onerata non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell'istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto.

Dalla lettura di questa ordinanza del 2017 sembrerebbe potersi concludere che la responsabilità della scuola sussiste solo se il Regolamento di istituto impone al personale scolastico compiti di vigilanza specifici che vengono violati.

In realtà, invece, la responsabilità della scuola si ricollega più in generale al fatto stesso dell’affidamento del minore alla vigilanza della stessa.

La Cassazione civile ha sovente affermato il principio secondo cui l’istituto scolastico ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui le sono affidati e quindi fino al momento del subentro almeno potenziale della vigilanza dei genitori o di chi per loro (si veda ad esempio la storica sentenza n. 3074 del 30 marzo 1999).

Secondo la Cassazione, il dovere di sorveglianza degli alunni minorenni è di carattere generale e assoluto, tanto che non viene meno neppure in caso di disposizioni impartite dai genitori di lasciare il minore senza sorveglianza in luogo dove possa trovarsi in situazione di pericolo.
L’obbligo di vigilanza, sebbene trovi la sua fonte nel contratto tra la scuola ed i genitori del minore, non si esaurisce con la fine delle lezioni ma perdura anche oltre, cessando solo con l’effettivo venir meno delle esigenze di tutela, ossia solamente in virtù dell’effettivo passaggio del minore sotto un’altra sfera di protezione (quella del genitore o di altro soggetto).

In alcuni casi, nella prassi si ricorre all’uso delle c.d. “liberatorie” a firma dei genitori per esonerare l’istituzione scolastica dalla responsabilità nei confronti degli alunni una volta usciti da scuola.
Al riguardo, però, in carenza di normativa primaria che ne stabilisca gli effetti, è stato osservato che tali liberatorie, anziché escludere la responsabilità della scuola, costituirebbero proprio la prova della consapevolezza, da parte dell'istituto scolastico, che una modalità libera di uscita dei minori da scuola espone a pericolo la loro incolumità, con conseguente implicita ammissione di omessa vigilanza sugli allievi.

La norma si propone di consentire ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di autoresponsabilizzazione, di autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione all’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni.

Viene altresì specificamente stabilito che l’autorizzazione in argomento esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza.

 

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