Ultime notizie

CARTA DEL DOCENTE

Sul sito del MIUR è stata data notizia che dal 14 al 18 dicembre non sarà possibile utilizzare la carta del docente.  i tecnici stanno lavorando per consentire l'utilizzo del  bonus residuo dell’a.s. 2016/17.

A  partire da martedì 19 dicembre (nel corso della giornata) sarà possibile visualizzare ed utilizzare, nel sistema carta del docente, le somme non spese (o i bonus non validati) nei precedenti anni scolastici.

 Pertanto, al fine di effettuare gli adeguamenti informatici e le necessarie verifiche amministrative e contabili, gli esercenti ed i docenti non potranno utilizzare il sistema carta del docente dal giorno 14 dicembre a tutto il 18 dicembre.

Contratto. Ancora contrasti [...]

Il rinnovo del contratto sembra essersi incagliato, pur se al Miur sono fiduciosi di poter chiudere la trattativa entro la fine dell’anno. Punti di contrasto sono sostanzialmente due, il bonus docenti e l’istituto della chiamata diretta. Riguardo al bonus i sindacati vorrebbero che i duecento euro destinati all’occorrenza fossero destinati agli aumenti degli stipendi e riguardo alla chiamata diretta ne sostengono la cancellazione. Su entrambe le questioni il Miur ha opposto il suo rifiuto; la bocciatura arriverebbe proprio dal Partito Democratico che sarebbe contrario ad una modifica ritenuta importante della Legge 107/2015, perché la relativa discussione rallenterebbe il rinnovo del contrattoe inciderebbe sul processo di consenso popolare che il Governo vuole curare in vista delle elezioni politiche.

Occorre considerare che la chiusura dei contratti statali è basilare anche per il rimborso dovuto al mancato rinnovo degli anni 2016 e 2017 per il quale è stata calcolata una cifra media di 581 euro per ogni dipendente della Pubblica amministrazione.

Abbandono scolastico: alla [...]

Facendo un raffronto tra i dati relativi all’abbandono del 2006 e quelli del 2016, nel decennio l 'Italia ha fatto grandi passi in avanti per contrastare l'abbandono scolastico, ma resta ancora ai primi posti in Europa pur realizzando un calo dal 20,4% al 13,8%. I dati, contenuti nelle tabelle Istat ed elaborati dall'AdnKronos, evidenziano che la Sicilia è la regione in cui è maggiore il numero di banchi lasciati vuoti: è passata dal 28,2% del 2006 al 23,5% del 2016, registrando un calo inferiore rispetto alla media del Paese (-4,7 punti).

La  Campania ha recuperato 8,8 punti percentuali arrivando al 18,1% di abbandoni. La regione che ha recuperato di più è il Friuli Venezia Giulia, che partiva con un abbandono scolastico del 20,1% ed è arrivata all'8%, registrando un calo di 12,1 punti percentuali. Numeri migliori si rilevano solo per due regioni: il Veneto (6,9%) e l'Umbria (6,7%).

Il calo più consistente, dopo il Trentino Alto Adige, è quello registrato dalla Puglia (-10 punti) che però partiva da uno dei dati più alti, il 26,9% di abbandono scolastico, e quindi resta sopra la media della penisola (16,9%). Situazione analoga è quella registrata dalla Sardegna che, nonostante una riduzione di 9,9 punti percentuali, resta a livelli elevati (passa dal 20% al 18,1%). A fare meno passi in avanti è stato invece il Lazio, che nel decennio è passato dal 12% al 10,9%, con la riduzione di 1,1 punti percentuali.

Nella tabella che segue si riporta il dato di abbandono scolastico regionale nel 2006, nel 2016, e il confronto tra i due anni in punti percentuali.

REGIONE                  2006                2016        DIFFERENZA

Piemonte                    19,5%             10,2%               9,3

Valle d'Aosta               21,4%             14,5%               6,9

Liguria                        15,5%              11,4%               4,1

Lombardia                  18,4%              12,7%               5,7

Trentino A.A.              17,3%               9,5%                7,8

Veneto                        14,7%               6,9%                7,8

Friuli V.G.                    20,1%               8%                  12,1

Emilia R.                     17,4%               11,3%              6,1

Toscana                      16,6%               11,5%              5,1

Umbria                        14,3%               6,7%                7,6

Marche                       17,5%               11%                  6,5

Lazio                           12%                 10,9%               1,1

Abruzzo                      14,8%              12,4%               2,2

Molise                         15,9%              10,3%               5,6

Campania                   26,9%              18,1%               8,8

Puglia                          26,9%              16,9%              10

Basilicata                    15,2%              13,6%               1,6

Calabria                      19,6%              15,7%                3,9

Sicilia                          28,2%              23,5%                4,7

Sardegna                    28%                18,1%                 9,9

ITALIA                        20,4%              13,8%                 6,6.

 

Lauree professionalizzanti. [...]

La Ministra Fedeli ha firmato il decreto che dà il via libera ai nuovi percorsi che debutteranno il prossimo anno accademico. Il provvedimento è il risultato finale del lavoro fatto nei mesi scorsi da un’apposita Cabina di regia convocata dalla Ministra e coordinata dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi per armonizzare l’offerta formativa che sarà attivata dagli atenei - dedicata ai percorsi con ordini e collegi professionali - con quella degli ITS, gli Istituti tecnici superiori. 

Il decreto prevede un’importante modifica per l’accreditamento e l’attivazione di nuovi corsi di studio: ci sarà, infatti, una maggiore flessibilità rispetto ai numeri richiesti per la docenza. Le Università, anche se in carenza di alcuni requisiti, potranno ampliare la propria offerta formativa, ma solamente nel caso di  atenei dove gli indicatori di sostenibilità economico-finanziaria risultino positivi.

“Le Università potranno ora avviare questi percorsi con un quadro di riferimento più chiaro e con obiettivi precisi, definiti dal documento finale del Gruppo di lavoro. I corsi offerti dagli Atenei dovranno consentire alle studentesse e agli studenti una rapida qualificazione professionale. Si potranno creare partenariati con i collegi e gli ordini professionali per l’attivazione dei percorsi. Si tratta di una novità importante e molto attesa”, sottolinea Fedeli. “Con la maggiore flessibilità prevista per l’accreditamento iniziale dei corsi diamo poi una risposta alle sollecitazioni che ci sono arrivate dal mondo universitario per poter garantire un graduale ampliamento dell'offerta che sia comunque adeguata e coerente con il loro progetto formativo. Una flessibilità che intercetta le esigenze delle studentesse e degli studenti senza però mettere a rischio la qualità”.

Le Università potranno attivare al massimo un corso di laurea di tipo professionalizzante per anno accademico da erogare in modalità tradizionale, dunque non on line. Il corso dovrà essere attivato in stretta collaborazione con il mondo del lavoro e definito in relazione a professioni comunque disciplinate a livello nazionale, a partire da quelle ordinistiche. I percorsi formativi saranno sviluppati in collaborazione con gli ordini professionali. Nell’ambito delle convenzioni con gli ordini e i collegi professionali le Università potranno realizzare partenariati con le imprese. I corsi partiranno dal prossimo anno accademico. Sono previsti tirocini durante il percorso di laurea.

Con l’avvio delle lauree professionalizzanti e la loro armonizzazione con l’offerta degli ITS il nostro Paese si dota di un proprio modello di formazione terziaria professionalizzante.

L'USCITA AUTONOMA DA SCUOLA [...]

Il Parlamento ha definitivamente  approvato le nuove norme sull`accompagnamento dei minori di 14 anni previste dalla legge di conversione del cosiddetto decreto legge fiscale.

Ecco nello specifico il testo del provvedimento approvato:

 “I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo volto alla loro auto responsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine delle lezioni.

 L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

I genitori dei minori di 14 anni potranno d'ora in poi legittimamente autorizzare le scuole a consentirne l'uscita autonoma dai locali scolastici dei propri figli al termine dell'orario delle lezioni, in considerazione dell'età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di autoresponsabilizzazione.
Il rilascio dell’autorizzazione da parte della famiglia avrà l’effetto di esonerare il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza.
“Le novità introdotte - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli - rappresentano un punto di equilibrio fondamentale tra diverse esigenze, tutte di grande rilievo e irrinunciabili, quali la tutela dell’incolumità delle e dei minori, il raggiungimento di gradi sempre maggiori della loro autonomia, le scelte educative delle famiglie e il ragionevole contenimento degli obblighi di vigilanza in capo al personale scolastico”.
Le norme approvate sono nate dall’esigenza di intervenire all’indomani della pubblicazione, lo scorso settembre, di un’ordinanza della Corte di Cassazione che aveva abbracciato un’interpretazione particolarmente rigorosa delle attuali disposizioni in materia di obblighi di vigilanza nei confronti dei minori. A seguito di questa ordinanza molti dirigenti scolastici avevano emanato specifiche circolari per impedire l’uscita autonoma da scuola delle alunne e degli alunni con età inferiore ai 14 anni. Provvedimenti che hanno determinato proteste e preoccupazioni da parte delle famiglie, che si sono trovate anche nell’evidente difficoltà di contemperare la presenza quotidiana all’uscita della scuola dei propri figli con l’orario di lavoro. Gli stessi docenti si sono visti costretti a dover prolungare la loro presenza nei locali scolastici anche oltre l’orario di lavoro. Con l’ordinanza della Cassazione, in pratica, è emersa la mancanza, nel nostro ordinamento, di una disciplina specifica sulla questione, che tra l’altro garantisse l’uniformità normativa su tutto il territorio nazionale.
Le novità approvate consentiranno di superare tutte le problematiche richiamate, nel rispetto dei principi sanciti nella Carta Costituzionale, laddove assegnano alla famiglia e alla scuola la responsabilità di educare e di istruire i giovani in un rapporto famiglia/scuola che va nella direzione di una relazione sempre più interattiva, introducendo modalità organizzative tese a favorire un maggiore coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica, investendoli così della corresponsabilità educativa. In questo quadro, l’autorizzazione dei genitori all’uscita autonoma dei minori di 14 anni da scuola costituirà il frutto del confronto responsabile, dell’accordo partecipato, della condivisione di metodologie e obiettivi tra famiglia e scuola, che devono caratterizzare il processo di crescita del minore in ambito scolastico.

 

CORSO DI PREPARAZIONE [...]

INCONTRO PROPEDEUTICO ALL'AVVIO DEL CORSO INTEGRATO DI FORMAZIONE 

La Casa Editrice EUROEDIZIONI ha organizzato un INCONTRO PROPEDEUTICO ALL'AVVIO DEL CORSO INTEGRATO DI FORMAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE AL CORSO-CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI, che  si svolgerà

il giorno  16 Dicembre 2017  alle ore 15,00 presso Liceo Classico "G. D'Annunzio,” Via Venezia, 41   PESCARA

Scarica il Programma dell'incontro dal sito di Euroedizioni www.euroedizini.it per conoscere il

dettaglio dell'articolazione dei corsi e  le modalità di partecipazione all'incontro informativo del 16 Dicembre 2017.

Si precisa che l’iscrizione all'incontro informativo gratuito dovrà essere effettuato  spedendo via mail a direttore@euroedizioni.it il modulo di iscrizione allegato

 Per informazioni SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Tel. 011.220.92.45 - 011 2264714 - 3663068345

“Scuole Belle”. [...]

Nella Legge di bilancio approvata alla Camera, figura, tra glialtri,un emendamento che riguarda il progetto “Scuole Belle”

In virtù di questo emendamento, l’acquisizione da parte delle scuole dei servizi di pulizia e degli altri servizi ausiliari, degli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici possono proseguire fino al 30 giugno 2019 con i soggetti già destinatari dei contratti e degli ordinativi di fornitura. Oltre tale data sarà attivata la convenzione prevista dal comma 3 della legge, che prevede che la Consip provveda all’espletamento delle procedure di gara tramite Convenzione quadro, che va completata entro l’anno scolastico 2019/20.

Il dispositivoriguarda le regioni in cui la Convenzione quadro Consip sia stata risolta prima del 24 aprile 2017 o non sia mai stata attivata o siano scaduti i relativi contratti. Peraltro, l’acquisizione inoltre non deve travalicare i limiti di spesa previsti dall’articolo 58 e incrementati di 64 milioni per l’anno 2017, di 192 milioni per il 2018, di 86 milioni per l’anno 2019. Gli aggiudicatari della procedura dovranno garantire il livello occupazionale esistente.

 

Ragazza critica la scuola su [...]

Per un post su Facebook, nel quale critica la scuola e la dirigente scolastica, una studentessa di 16 anni (Liceo “Quinto Orazio Flacco”” di Portici) ha avuto sette giorni di sospensione. La ragazza aveva colto l’occasione di un riconoscimento ricevuto dall’istituto a Tallin, in Estonia, dove i rappresentanti della scuola hanno partecipato alla cerimonia conclusiva del Tes Schools Awards 2017, per criticare la scuola.

«Amore per i vostri ragazzi? Senso di appartenenza? Davvero credete –ha scritto l’alunna online - che le cose vadano così in questa scuola? Presentare il Flacco in un contesto felice sui social media non lo renderà tale!». Quindi la ragazza esponeva una dura critica verso la gestione dell’istituto: «Posso provare solo vergogna e disprezzo verso chi scrive una cosa del genere senza prendere minimamente in considerazione la vera realtà di questa scuola, che ormai, per come è diventata e gestita, può solo farci mettere le mani nei capelli a tutti noi studenti. Siete dei falsi! Mai sentito alcun alunno del Flacco dire di essere felice nel contesto scolastico. E guardate che se questa scuola ha avuto fama per i propri successi, è solo ed esclusivamente grazie a noi studenti e ai pochi professori che si salvano nell’istituto».

Contro la sospensione si sono schierati molti studenti, che hanno espresso solidarietà alla ragazza, esponendo striscioni di protesta alle finestre dell’Istituto e scendendo in piazza per manifestare, ottenendo che tra studenti e professori si aprisse un dialogo sul caso.

Nel frattempo la ragazza è rientrata, ma la vicenda ha suscitato l’attenzione della direzione scolastica regionale, che ha inviato un ispettore.

Insediato il Nuovo [...]

Lunedì 27 novembre si è insediato il nuovo Osservatorio permanente per l’Inclusione.

“L’Osservatorio sarà uno spazio essenziale e molto operativo di confronto. Abbiamo chiesto ai partecipanti –ha sottolineato la Ministra Valeria Fedeli-di lavorare insieme al Ministero in questa fase di attuazione dei decreti della legge 107 del 2015. Come ho più volte ricordato i decreti attuativi rappresentano una delle parti più qualificanti della riforma. Dobbiamo lavorare insieme, ognuno per la propria parte, per consentire una attuazione rapida ed efficace delle norme che metta al centro le nostre ragazze e i nostri ragazzi”. Il Miur, in particolare, ha proposto all’Osservatorio di attivare un gruppo di lavoro per ciascuna delle deleghe della legge 107. L’Osservatorio si darà anche un regolamento interno per coordinare i due organismi nei quali si articola: Comitato Tecnico scientifico e Consulta delle Associazioni. Il regolamento sarà predisposto entro metà dicembre per consentire un veloce avvio dei gruppi di lavoro.

TUTTI I TESTI PER PREPARARSI [...]

COME PREPARARSI AL CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI 2018

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Fare L'insegnante n.2/2017

Editoriale di Ivana Summa e luciano Lelli

Parliamo ancora di competenze...

Frugando tra documenti di varia natura – appunti, fotocopie, libri, materiali reperiti nel web – ci è capitato di gettare lo sguardo su un saggio di Jerome Bruner che, come dice la nostra rubrica, è un maestro del passato che parla al presente. E, infatti, il grande pedagogista ci regala la seguente riflessione: «Parlare di competenze è parlare di intelligenza nel senso più ampio, del sapere come piuttosto che del sapere cosa. La competenza presume in effetti l’azione, la modificazione dell’ambiente come adattamento a esso».

Lasciamo ai nostri lettori la riflessione su questa affermazione che chiama in causa il concetto stesso di intelligenza che, nella sua poliedricità, si manifesta concretamente quando è in grado di fronteggiare – modificandolo con la propria capacità di adattamento – il contesto di vita in cui si è chiamati ad agire.

Una prima considerazione è la seguente: la competenza, dunque, non esiste senza l'azione intesa in tutte le sue manifestazioni, da quelle pratiche e concrete a quelle astratte e teoriche; agire è il sapersi servire di ciò che si è appreso attraverso lo studio e l'esperienza. La competenza, ovviamente, si riscontra allorché l'azione non è intrapresa come mera ripetizione meccanica di una procedura, ma in quanto viene  guidata  dal soggetto che intende risolvere un problema elaborando una risposta adeguata. E questa è una differenza essenziale perché un conto è l'esercizio passivo e un altro è quello attivo. Insomma, per comprendere la natura stessa della competenza (o, meglio, delle competenze) è necessario  focalizzarsi sul rapporto tra pensiero ed azione, tra ciò che si conosce e ciò che si mette in moto  per servirsene, combinando il sapere e la creatività.

Una seconda considerazione riguarda il rapporto tra intelligenza ed ambiente, in quanto la conoscenza – su cui la competenza affonda le proprie radici – è considerata inseparabile dal suo padroneggiamento  nel momento dell'azione che non si realizza mai in vacuum, bensì in un contesto specifico e sempre diverso, non routinario. Ecco perché la competenza non può essere assimilata ad un generico "saper fare" come, purtroppo,  a volte la si vuole sintetizzare.

Qui ci preme sottolineare  che il termine competenza non è nuovo nel nostro paese né in termini relativi (è comparso negli anni '80 su proposta del Ministero del lavoro e dell'ISFOL per poi apparire/scomparire/evolversi in numerosi documenti normativi fino alle recenti Indicazioni Nazionali e Linee Guida), né in termini assoluti, se si pone mente al fatto che  la competenza è stata da sempre la stessa ragione fondativa della scuola, la legittimazione  del suo esistere come istituzione. Possiamo dire che formare persone competenti è nel dna della scuola, anche se  il dna, come è noto, si modifica proprio per l'ambiente con cui entra in contatto. E l'ambiente, il mondo e i suoi fenomeni sociali, è in costante evoluzione e la scuola – se vuole continuare a legittimarsi – è costantemente chiamata a fronteggiarlo, in modo competente. E dobbiamo ammettere che è diffusa la convinzione che le competenze acquisite in ambito scolastico siano trasferibili alle situazioni che l'allievo dovrà affrontare nel mondo futuro,per il quale si suppone che la scuola lo debba preparare.

Ed è proprio in questa prospettiva che invitiamo i nostri lettori a leggere i saggi che vengono proposti in questo numero e che ci apprestiamo a passarein rassegna.

Il numero esordisce, nell’ambito del settore Temi di scuola, con il contributo di Ivana Summa Di che cosa parliamo quando parliamo di competenze e dintorni …, nel quale la problematica delle competenze, ulteriormente analizzata nella prima parte di questo editoriale, viene sviscerata nella sua sinergia funzionale con lo strumento «curricolo», con identificazione approfondita dei rapporti tra conoscenze, abilità, traguardi e competenze, con ricognizione sistemica dell’assunzione  della logica delle competenze a fondamento delle vigenti Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo. A seguire Antonietta Centolanze presenta la tematica di grande attualità dell’insegnamento che si avvale della metodologia CLIL, rilevando come tale modalità d’approccio rappresenti una marcia in più per la didattica delle competenze, concorrendo essa efficacemente sia agli apprendimenti disciplinari che al consolidamento del veicolo linguistico trascelto per l’attuazione della metodologia CLIL.

Non si discosta dall’accentramento della focalizzazione sulla questione delle competenze – anche se non insiste direttamente su di essa – Luciano Lelli, nel suo contributo Rivoluzione (virtuale?) di contenuti e didattica: le ambizioni di un decreto. Il decreto menzionato è il 60, applicativo della legge 107/2015, qui considerato su un versante nelle sue virtualità di innovazione in profondità e in totale ampiezza dei comportamenti metodologico-didattici delle scuole di ogni ordine e grado, su altro criticato nelle sue effettive potenzialità di realmente innovare, per un carico di motivi nell’articolo evidenziati.

Il settore Problemi di scuola affronta tre problematiche tutte di rilevante attualità nel panorama operativo della scuola d’oggi: Gianluca Dradi argomenta su La responsabilità disciplinare degli studenti e il suo procedimento, con attenzione posta sugli aspetti giuridici di tale responsabilità e sulle differenziate tipologie delle sanzioni, che è adeguato abbiano sempre una connotazione emendativa ed educativa. Nicola Serio, con il contributo L’attività motoria con particolare riguardo per gli alunni diversamente abili: aspetti formativi e percorsi didattici, focalizza non tanto e non soltanto la rilevanza formativa dell’attività motoria ma l’incidenza che essa assume nell’inclusione degli alunni diversamente abili. Maria Consuelo Marazziti si occupa d’una questione, che pare accertata da seria indagine, nell’intervento I ragazzi italiani sono i più stressati d’Europa: all’implementazione dello stressassai probabile che anche la scuola concorra, con atteggiamenti nei riguardi degli studenti non proprio pertinenti.

Come previsto dal format della rivista, segue la serie degli articoli concernenti tipologie  variegate del funzionamento metodologico-didattico delle scuole di ogni ordine e grado.  Per la Scuola dell’infanzia Nicoletta Calzolari analizza la procedura per costruire un “ambiente di senso” per sviluppare le competenze linguistiche; Roberta Roversi, prendendo le mosse da una esperienza reale, evidenzia come si possa realizzare una continuità di pratiche tra nido e infanzia. I lettori particolarmente interessati alle problematiche della Scuola primaria,possono fruttuosamente fruire delle riflessioni di Cinzia Mion sulla progettazione a ritroso adoperata per implementare l’educazione alla cittadinanza; di Rita Quinzio che tratta dell’insegnamento della lingua inglese, tramite l’approccio metodologico story telling. Ancora, per la Scuola secondaria di I grado, la rivista propone in sequenza il contributo di Enrico Marani e Ilenia Melli che, nell’ambito d’una esperienza didattica condotta “seguendo le tracce di Italo Calvino”, realizzano un approccio interdisciplinare  mirato all’acquisizione di competenze; quello di Marco Bardelli e Claudia Pinti che presentano esperienze laboratoriali atte a promuovere apprendimenti significativi; il percorso di Marco Mongelli concernente la formazione scientifica agevolata dal ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Nel settore Scuola secondaria di II grado Loredana De Simone rilancia l’attenzione alla metodologia CLIL, già trattata in questo numero, declinandone la pratica in relazione appunto alla scuola secondaria superiore; Marcella Trapanipropone suggestioni e riflessioni riguardanti il rapporto tra museografia e didattica “in ambito egittologico”: collocato in questo settore, l’articolo considera però la questione anche con riferimento agli allievi della primaria e della scuola media.

Argomentando in merito all’educazione degli adulti, Maria Grazia Accorsi indaga su come evitare la collisione tra due diritti in merito al valore con pertinenza attribuibile ai crediti formativi nei percorsi a tali studenti riservati.

A che cosa serve il curricolo di istituto? A tale domanda viene fornita una circostanziata risposta.

Come sempre ampia e dinamica è la serie delle rubriche: Vincenzo Palermo si occupa di film come oggetti linguistici e riflessioni sul linguaggio; Anna Armone affronta il fenomeno del cyberbullismo praticato con non poca frequenza nelle scuole; Marsa Bassani analizza la carta del docente, rilevandone le novità e le conferme;  Rosanna Rinaldi consiglia la lettura di uno stimolante libro di Howard Gardner; Loredana De Simone rievoca un grande maestro del passato, John Dewey, la cui lezione non è estinta, anzi.

 

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