Ultime notizie

Nella Gazzetta Ufficiale del 9 novembre è stata resa nota la data della prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici per i candidati della Sardegna, rinviata per le avverse condizioni del tempo il 18 ottobre: si terrà giovedì 13 dicembre a partire dalle ore 10.00.

 

Un problema che si è andato evidenziando in merito al concorso straordinario è quello segnalato, sulla sua pagina facebook, dal senatore Pittoni responsabile istruzione Lega e Presidente della 7^ commissione Istruzione del Senato: Il caso di un docente che alla data del 12/12/2018 (scadenza del bando) non abbia ancora perso la qualifica di docente di ruolo perché l’amministrazione territoriale del MIUR non ha provveduto a emanare il decreto di esecuzione della sentenza sfavorevole all’interessato che lo retrocede dalle GAE alla II^ fascia delle graduatorie di istituto con contestuale rescissione del contratto a tempo indeterminato e conseguente trasformazione dello stesso in contratto tempo determinato fino al 30 giugno 2018; così come potrebbe verificarsi il caso che alla stessa data non ci sia ancora la pronuncia giurisdizionale che toglie all’interessato il diritto all’inclusione nelle GAE. I docenti in tali condizioni non potrebbero presentare domanda di partecipazione al concorso.

Per questi motivi, il senatore Pittoni, ha annunciato la proposta di un decreto ad hoc, perché i termini del bando vengano riaperti limitatamente ai soggetti nei confronti dei quali venga emanato un decreto di cancellazione dalle GAE in data successiva a quella di scadenza del bando. In tal modo si consentirebbe anche di poter usufruire della riserva di posti ai sensi della legge 68, che scatta esclusivamente per chi non ha in atto un rapporto a tempo indeterminato.

 

Intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega, il vicepremier Salvini ha espresso l’intenzione di mettere in discussione l’abolizione del valore legale del titolo di studio: “Negli ultimi anni – ha sottolineato– la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.

Il problema del titolo di studio non è nel programma di governo, ma sembra essere un argomento che interessa molto il popolo leghista, prevalentemente radicato nel Nord Est del Paese: abolire il valore legale del titolo di studio potrebbe comportare l’eliminazione della garanzia per tutti di partecipare ai pubblici concorsi o di concorrere per una professione, prescindendo dal territorio di provenienza.

Per contro, questo renderebbe più difficile, per i diplomati e laureati del Sud, l’accesso nel mondo del lavoro.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Come prepararsi ed affrontare la prova orale

vi proponiamo il testo di Antonio Di Lello

ICASI DELLA SCUOLA

Guida alla prova orale del concorso dirigenti scolastici

Pagine 300 , Costo euro 22,00

(aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA)  

Vengono proposti 46 casi .  Ogni caso prospettato viene analizzato in tutte le sue componenti, fornendo la relativa soluzione con gli opportuni e necessari riferimenti normativi richiamati.

 Noi crediamo che questo testo possa servire come validissimo e consistente aiuto a tutti i candidati al Concorso per Dirigente Scolastico per affrontare la prova orale, considerata la vastissima casistica di situazioni che quotidianamente si presentano e la relativa ampia e non sempre chiara normativa a cui essi sono costretti a fare riferimento.

Questo testo di agile lettura espone in forma semplice e discorsiva una serie di casi pratici che il dirigente scolastico nella sua attività quotidiana può essere chiamato a risolvere e che sicuramente potranno costituire oggetto di domanda per la risoluzione del caso alla prova orale.

Nella bozza del testo di riforma dei concorsi a cattedra si prevede che, per accedere ai prossimi concorsi, basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico -pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Saranno esentati dal conseguimento dei CFU e CFA i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione,

Saranno esentati”

I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.

Per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, si prevede la possibilità di partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%.

Il concorso diventa abilitante all’insegnamento per le medesime classi per le quali si partecipa.

Non ci saranno idonei, ma la graduatoria a fine concorso, sarà composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso e le graduatorie avranno valenza biennale.

Le prove concorsuali saranno: due prove scritte una orale. Quest’ultima avrà l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Per il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale.

Viene cancellato il FIT, il percorso triennale di formazione dei docenti previsto dalla legge 107/2015. Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e di formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo.

Chi vince assume l’obbligo di rimanere 4 anninella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova.

Saranno aboliti gli ambiti territoriali, per cui i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Il 6 novembre, il Ministro Bussetti ha incontrato il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e ha ribadito l’opportunità di lavorare insieme nel rispetto dei ruoli e con obiettivi precisi e condivisi per rimettere la scuola al centro della società. Quindi ha manifestato l’intenzione di “mettere ordine in normative che hanno messo a dura prova la scuola, sovraccaricando dirigenti e istituti. Come anche potenziare la didattica, attraverso metodologie e strumenti innovativi e grazie ad una formazione continua del corpo docente”.

Riferendosi alla Carta delle studentesse e degli studenti e degli studenti in Alternanza Scuola-Lavoro, il Ministro ha confermato l’intenzione di apportare modifiche, per cui il coinvolgimento degli studenti è fondamentale. “C’è da parte di questo Ministero – ha ancora affermato il Ministro - la massima apertura. A voi, però, anche il compito di aumentare la rappresentatività, di coinvolgere maggiormente i vostri coetanei e sviluppare così senso di appartenenza nei confronti dell’istituzione scolastica”.

 

Il Miur ha emanato la circolare 1892 del 7 novembre,che fissa i termini per le iscrizioni alle classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado per l’anno scolastico 2019-2020. Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019, in anticipo rispetto all’anno scorso.

L’anticipo del periodo delle iscrizioni, fortemente voluto dal Ministro Bussetti, servirà per far partire prima la macchina delle operazioni che servono per portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico.

Le iscrizioni dovranno essere fatte on line, ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà come sempre disponibile, a questo scopo, il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti e ai risultati a distanza (Università e mondo del lavoro).

Scuola dell’Infanzia - La domanda resta cartacea e va presentata alla scuola prescelta. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019, che hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020.

Sul sito del Miur circolare 1892 del 7 novembre e allegati

Circolare: http://www.miur.gov.it/miur-theme/icons/file-pdf.svg

Una Rivista mensile pensata per la funzione di Educatore del Dirigente scolastico e per l'Aggiornamento professionale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado

La rivista  è  disponibile anche on line collegandosi al sito www.farelinsegnante.it - Gli abbonati oltre a ricevere regolarmente la copia cartacea, avranno la possibilità di sfogliare e stampare la rivista in tempo reale dal proprio pc.

La password sarà comunicata appena ricevuta comunicazione dell'avvenuto pagamento dell’abbonamento. L'abbonamento annuale alla  rivista costa solo € 50,00

Ogni numero  della rivista tiene in particolare considerazione una tematica di attualità o costantemente rilevante, alla quale dedica una certa quantità di interventi caratterizzanti.

Le tematiche che saranno sviluppate nell'anno scolastico 2017/2018

·       n. 3 - Novembre: Formazione in servizio del personale scolastico

·       n. 4 - Dicembre:  Valutazione di sistema e del personale

·       n. 5 - Gennaio:    Valutazione degli alunni

·       n. 6 - Febbraio:   Le innovazioni metodologiche e didattiche per il successo   formativo

·       n. 7- Marzo:        La didattica con l’apporto delle tecnologie digitali e l’educazione ai media

·       n. 8 - Aprile:       Ambienti di apprendimento e inclusione

·       n. 9 - Maggio:    Gestione delle classi e dinamiche relazionali

·       n. 10 - Giugno:   Individualizzazione e personalizzazione degli insegnamenti/apprendimenti

 

FARE L'insegnante n.2/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

 

Editorialedi Ivana Summa

Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

 

 

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

 

MODALITA' DI ACQUISTO

Per abbonarsi per l'anno scolastico 2017/2018 è sufficiente effettuare il pagamento con una delle seguenti modalità

 

CON LA CARTA DEL DOCENTE

Come creare il buono spesa:
accedi con il tuo Spid alla piattaforma ministeriale https://cartadeldocente.istruzione.it
cliccare la voce “Crea buono” dal menu in alto a sinistra
si aprirà la schermata “Per quale tipologia di esercizio/ente?” - cliccare su “Fisico
scegli l’ambito “Libri e testi ( anche in formato digitale)", sia per i libri, sia per le riviste;

inserisci l’importo corrispondente  al costo delle riviste o dei libri  - cliccare su “Crea buono”
Verrà generato un buono spesa contraddistinto da un codice.

Scaricare il buono in PDF e spedirlo  alla nostra casella  euroed@euroedizioni.it  insieme ai dati (nome, cognome, indirizzo completo ).

- oppure mediante

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

Le scuole per ricevere la fattura elettronica devono comunicare il CIG  a  euroed@euroedizioni.it

 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Antonio Sapiente -  Privacy, il nuovo registro dei trattamenti

Filippo Sturaro -  Garantire i diritti degli alunni

Silvia Renzulli  - Visite mediche di controllo ed esenzione dalla reperibilià

Michela Lella -  Predisposizione del PTOF per gli anni 2019/2022

Salvatore Argenta  - La Corte di Giustizia Europea dichiara legittima la norma che riconosce  il servizio non di ruolo nella misura di quattro anni interi e due terzi per l’ulteriore periodo

 

Slittano i termini per la predisposizione del programma annuale 2019

E' pignorabile il conto corrente del pensionato?

Legge di Bilancio 2019

E' dovuta l’imposta di bollo sugli atti dei concorrenti nelle procedure di gara per l’acquisizione di beni e servizi?

Digitalizzazione delle procedure di gara

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Licenziamento per giusta causa e diritto di critica delle decisioni del datore di lavoro

·       Licenziamento disciplinare e principio di immutabilità della contestazione

·       Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore

·       Demansionamento e onere probatorio

 

MIUR

·       Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica n. 206 del 17 ottobre 2017 - Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia

·       Decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2018  - Assunzioni docenti afam anno accademico 2018-2019

·       Nota prot. n. 14748.25-10-2018 - Incarichi a tempo determinato personale ATA - Graduatorie d’istituto 24 mesi

 

Il MIUR  con la nota 21617 del 31 ottobre 2018 della Direzione generale delle risorse umane ha comunicato che sarà disposta la proroga del termine per la redazione del programma annuale 2019.

L'iniziativa è collegata alla circostanza che è intenzione del MIUR pubblicare, in tempi brevi, il nuovo regolamento di contabilità scolastica, dopo una lunga e travagliata gestazione durata circa tre anni,  in modo che il programma annuale per il 2019 venga predisposto con le regole del nuovo regolamento di contabilità

Il nuovo regolamento contiene sostanziali modifiche alla contabilità, la più significativa la redazione del bilancio in termini di competenza e di cassa che rappresenta la novità più rilevante.

 

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Ragioni e Finalità della nuova rivista

La scuola appare in continuo affanno rispetto ai cambiamenti che interessano il mondo nella sua globalità e nello specifico delle singole realtà territoriali, cambiamenti che hanno disarticolato i parametri della vita sociale ed economica, e aggredito le relazioni tra le persone facendole slittare verso declinazioni utilitaristiche. Lo stesso susseguirsi di riforme “epocali” - troppo spesso viziate da presunzioni ideologiche - cui è stata sottoposta la scuola negli ultimi due decenni ha solo prodotto cambiamenti formali e circoscritti,e comunque non  tali da consentirle di affrontare appropriatamente quella che viene ormai riconosciuta come una vera e propria “emergenza educativa”.

La scuola si trova nella necessità di ridefinire ruolo e funzioni, di ridefinire il rapporto tra educazione e istruzione, di ridefinire il suo rapporto con la società secondo una visione che comprenda la “cura” delle individualità che la frequentano e dei sistemi con cui è in relazione.

A fronte del grande mutamento che interessa la società, la scuola non   è ancora  in grado di dare risposte efficaci, riproducendosi con scarsi aggiustamenti dal punto di vista organizzativo, didattico, strumentale, comunque disorientati di fronte  alle richieste che provengono da più parti, dal mondo del lavoro alle famiglie.

Spunti per riflettere sulle finalità della rivista FARE L’INSEGNANTE

 

1. Cos’è la scuola, e chi e a cosa debba servire?Sono interrogativi di fondo che si sono smarriti nel tempo, anziché essere tenuti presenti come guida perenne, dal momento che la scuola è dinamicamente determinata dalla cultura del momento avendo, peraltro, il compito di intercettarla e reindirizzarla.

Scuola come centro motore di un Paese e, quindi, come servizio: ma al servizio di chi? È indubbio che la scuola, in questo momento, si trovi ad un bivio: perseguire un indirizzo funzionalistico, nell’ottica di una visione che vede la migliore espressione nell’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze – in linea con la progettualità che premia le richieste del mondo produttivo - oppure riscoprire il senso dell’educazione, intesa come “introduzione” al mondo, e riqualificarsi come centro di cultura, nell’accezione più ampia del termine?

Partiamo dall’assunto irrinunciabile che scopo della scuola è “promuovere” l’individuo e il suo successo formativo,    e non  farsi specchio della naturale selezione che ha origine  nelle tipologie delle famiglie e alle classi sociali di appartenenza . Va da sé, quindi, che guardare alla persona per farla crescere dovrebbe essere il punto di partenza dell'insegnare, a partire dalle modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

 

2. Ripensare la figura dell’insegnante, che deve abdicare dalla propria cultura di riferimento per ricomprenderla in una visione più ampia, nella quale “coabita” con le persone di cui ha responsabilità educativa e orientativa, oltre che formativa. L’insegnante porge il mondo e aiuta lo studente ad elaborare il proprio, personale senso critico, la propria genialità, i talenti di cui dispone. L’insegnante come strumento consapevole per alunni che crescono nella consapevolezza.

All’insegnante si chiede di non essere solo un tecnico dell'insegnamento/apprendimento,  ma un entusiasta, un appassionato attore in grado di interpretare il proprio ruolo suscitando entusiasmo, e sensibile al punto da sapere entrare in empatia con i suoi allievi tanto da rendere essi stessi attori della propria crescita.  

L’insegnante deve essere sostenuto nella sua crescita professionale (si pensi alla didattica e ai contributi che ad essa pervengono dalla psicologia, dalla pedagogia, dalle neuroscienze) ma anche nella sua crescita personale attraverso stimoli che lo conducano ad una sempre più profonda conoscenza di sé, via maestra verso quella ricerca di senso che accomuna le persone. È indubbio, infatti, che non si possa essere un buon insegnante se non si è anche una “bella” persona. Allora, “fare l’insegnante” non significa identificare le tecniche che rendono migliore l’esercizio del mestiere di insegnante, ma aiutarlo a costruire la mente razionale ed emotiva che rende possibile il “fare l’insegnante”.

L’insegnante al quale la rivista si rivolge deve trovare stimoli che da una lato lo arricchiscano di strumenti e riflessioni critiche per potenziare il proprio bagaglio strumentale e professionale, ma dall’altro devono orientarlo verso una più approfondita conoscenza di sé e del mondo. Una rivista che si soffermasse solo sul primo versante, non aggiungerebbe nulla di nuovo rispetto ad altre riviste del settore; mentre noi sappiamo che quel che fa la differenza tra gli insegnanti è proprio la loro capacità di interpretare il mondo, la vita, di condurre l’altro a trovare il senso. La cosa più straordinaria del “fare l’insegnante” è proprio la possibilità di condurre l’altro a costruire la chiave che apre la porta “senso”. E in questo, sarebbe oltremodo riduttivo e ingiusto se limitassimo questa prospettiva solo agli studenti più perspicaci, più dotati, più diligenti e non comprendessimo anche tutti gli altri, tutte quelle diversità che siamo pronti a riconoscere come bisognose di attenzione e ad etichettare  ma per i quali poi si fa fatica a includere in un ambiente di apprendimento  che possa essere efficace per tutti e per ciascuno..

 

3. La rivista  può essere  strumento di formazione e crescita culturale e professionale dell'insegnante a patto che abbia  un taglio più pratico che teorico, che affronti le varie problematiche in base ai bisogni formativi più urgenti dei docenti. Una esigenza primaria per i docenti oggi è quella di capire come fare a gestire classi sempre più eterogenee e con esigenze formative plurime: con giovani provenienti da contesti diversi, con diversi livelli di capacità, che parlano lingue diverse, che usano quotidianamente devices di nuova generazione, con modi di apprendere diversi. Se l'insegnamento risulta inefficace al primo ciclo, nel secondo - le superiori -  assistiamo all’aumento di atteggiamenti di assenteismo, non partecipazione, demotivazione, disinteresse,  addirittura rifiuto della scuola. Disagio scolastico, dispersione e mortalità scolastica sono altrettanti indicatori di fallimento della funzione istituzionale della scuola.

La scuola dovrebbe essere lo spazio dove realizzare la formazione del futuro cittadino, capace di comprendere il mondo e le sue innumerevoli culture, contro ogni discriminazione, … Gli insegnanti non possono continuare  a "trasmettere" solo un sapere codificato in conoscenze nozionistiche e, dunque, inerti (ce ne sono ancora molti, purtroppo!), ma dovrebbero comunicare amore per la conoscenza, curiosità e spirito di ricerca, voglia di apprendere, pensiero critico, resilienza, creatività, passione, modi di pensare inclusivi … ed essere in grado di utilizzare efficacemente le varie tecnologie e di organizzare quotidianamente esperienze didattiche diverse, tali da provocare un efficace apprendimento. Ma non tutti i docenti sono preparati a ciò!

La formazione dei docenti è indispensabile per una scuola al passo con i tempi, in quanto sono proprio gli insegnanti che devono svolgere il ruolo di mediatori fra un mondo in rapida evoluzione e gli allievi che già ne fanno  parte.  Ma come? Alcuni docenti si fanno in quattro per promuovere apprendimenti significativi che coinvolgano i loro studenti, ma non sono in molti, purtroppo. Sono più quelli delusi e demotivati, che abbandonano ogni progetto formativo … per fare come hanno sempre fatto, senza porsi la domanda più importante: perché i miei alunni non apprendono ciò che io insegno?  Chi mi aiuta a cambiare?

Ed è proprio per questo che è indispensabile che i docenti acquisiscano essi stessi le competenze alle quali dovranno formare i loro alunni. Devono sapersi confrontare con i moderni strumenti di comunicazione, con i nuovi linguaggi, che stanno diventando sempre più determinanti anche negli apprendimenti individuali e di gruppo.

Contenuti e competenze devono essere veicolati dall'insegnante attraverso modalità e strumenti capaci di accendere nei ragazzi l'interesse ad apprendere, di favorire la partecipazione e di creare ambienti di apprendimento dove la multimedialità e l'interattività modificano le modalità di gestione e di fruizione delle “lezioni”.

Occorre, quindi, un’offerta formativa ricca, che tenga conto delle novità continue che riguardano il mondo della scuola, sul piano dei contenuti, delle normative, delle metodologie e che possa servire per aprire “spazi virtuali”, in cui sperimentare e realizzare diversi modi di apprendere.

Formazione, dunque:

·       per far fronte alle richieste di una società che muta continuamente,  alle situazioni nuove, ai differenti contesti, che richiedono metodologie e tecnologie sempre più innovative non perché fanno uso di tecnologie, ma perché sono calibrate sulle vecchie e nuove modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

·       per affinare i “ferri” del mestiere: comunicazione, relazione con adolescenti, …

·       per lavorare per competenze … e non solo per nozioni che producono un sapere scolastico, inerte, superficiale

·       per approfondire e rendere più accattivanti tutte le discipline … lavorando con approccio laboratoriale e finalizzato all'acquisizione di   competenze,  progettando curricoli  interdisciplinari

·       per imparare ad utilizzare i nuovi mezzi/strumenti di comunicazione per far comprendere  ai ragazzi a gestire criticamente l’enorme flusso di informazioni che arriva dalla rete

·       per realizzare un'educazione linguistica a 360°

·       per  potenziare le competenze linguistiche degli studenti  con la metodologia CLIL

·       per poter approfondire metodi di studio, stili di apprendimento, mediatori didattici, progettazione curriculare

·       per guidare gli studenti verso un pensiero strutturato e critico, corrispondendo alla necessità di imparare ad imparare, … in modo che ciascuno di loro diventi  costruttore attivo e autonomo di conoscenza

Imparare ad imparare è anche la premessa che deve guidare l’insegnante nell’imparare ad insegnare, perché non si è insegnanti definitivi ma insegnanti in costruzione.

 

Alcuni degli ambiti di interesse, quindi, possono così essere sintetizzati:

·       gestione classe e problematiche relazionali (gestione dei conflitti, delle emozioni; la leadership del docente; le “alleanze” tra gli adulti coinvolti, …)

·       priorità, traguardi, obiettivi di processo, rubriche valutative, indicatori, valutazioni standardizzate INVALSI, SNV, autovalutazione, ….)

·       competenze (di base, disciplinari, chiave, trasversali, ….)

·       didattiche inclusive (cooperative learning, peer education, flipped classroom, didatticheaperte, buoneprassi, …)

·       didatticadigitale (strumenti e metodi, … lim, storytelling, learning object, coding, …)

 

4. Altro punto interessante di riflessione riguarda il percorso d’istruzione frammentato in ordini. Pur raccomandandosi di guardare alla continuità, i diversi gradi  di scuola patiscono l’autoreferenzialità, per cui, nella valutazione degli apprendimenti  degli alunni, si limitano ad accusarsi l'un l'altro, la scuola che segue a quella che precede. D’altra parte è anche vero che prevale, negli insegnanti, una visione frammentata dello sviluppo dell'apprendimento  dell’allievo,  che ha le sue fasi e le sue specificità. Da qui anche il maggior peso che viene dato agli studenti delle secondarie di secondo grado, e agli insegnanti di tale ordine di scuola, e una credibilità decisamente marginale agli educatori della scuola dell’infanzia; mentre, invece, sappiamo quanto questi ultimi siano fondamentali per la crescita dell’individuo e dello studente che sarà.

Si pone come irrinunciabile, pertanto, di guardare al sistema degli ordini avendone una visione integrata ed enfatizzandone la finalità orientativa: ciascun grado di scuola non è da meno degli altri perché opera in una determinata fascia di età rispettandone le peculiarità tipiche dell’età e specifiche di ciascuno. dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori si lavora sulla stessa persona, con obiettivi e finalità che si devono integrare durante il percorso, dialogando in modo costruttivo.

Non è, quindi, importante che la rivista affronti lo specifico di ciascun ordine di scuola, pur se, volendo, può entrare nel merito, quanto piuttosto che favorisca la comunicazione tra le parti come un dialogo ininterrotto.

 

5. Altra considerazione deve essere fatta riguardo al rapporto educativo con le famiglie. La scuola non può non dialogare con le famiglie, trovando un linguaggio comune per realizzare un'alleanza educativa senza la quale entrambe le istituzioni sono condannate al fallimento. Anche in questo caso, la rivista deve favorire questo dialogo, sia approfondendo la questione sia riportando scuole che hanno saputo trovare un efficace dialogo comunicativo

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