Ultime notizie

REGOLAMENTO CONCORSO [...]

DECRETO 3 agosto 2017, n. 138 - Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. (17G00150) (GU Serie Generale n.220 del 20-09-2017) - Entrata in vigore del provvedimento: 21/09/2017 - Scarica il regolamento

Concorso Dirigenti [...]

Ci siamo. Il Regolamento  che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento dei dirigenti scolastici è in Gazzetta Ufficiale.  Ripartono, quindi, le procedure di assunzione con le quali si pensa di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Concorso dirigenti. Fedeli: [...]

Forse ci siamo. Lunedì 18 settembre si dovrebbe conoscere la data di pubblicazione del  regolamento del tanto atteso concorso per dirigenti scolastici. Lo ha annunciato la stessa Ministra Valeria Fedeli in un dibattito sulla scuola nell’ambito della festa del PD  di Reggio Emilia. “Il concorso dei dirigenti scolastici – ha detto - è un altro degli elementi importanti del nostro impegno: non si fa da sei anni.”

Fedeli: Se sulla Riforma [...]

Nell’ambito del dibattito sulla scuola, tenuto durante la Festa dell’Unità di Reggio Emilia, la Ministra Fedeli ha espresso il proprio parere sulle molte critiche che hanno investito la legge della Buona Scuola, riconoscendo che errori di fondo devono essere stati fatti: “Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa dobbiamo avere sbagliato. Io penso che una delle ragioni è che quando si vogliono fare dei cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l’obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi”.

Smartpfone in classe: si [...]

La Ministra ha espresso il proprio favore, perché – ha dichiarato in una intervista a “La Repubblica” – “è uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico".

Il dibattito intorno alla questione si è acceso e a, parte qualche voce in favore dell’allineamento della scuola al mondo tecnologico preferito dai ragazzi, assumono particolare rilievo le critiche di quanti vedono nella “licenza allo smartphone un ulteriore decadimento della qualità dell’istruzione.

Su MicroMega, al riguardo, è stimolante il pensiero di Angelo Cannatà: “Cara ministra Fedeli, proprio perché smartphone telefonini eccetera sono la quotidianità dei ragazzi, la scuola deve offrire altro: strumenti critici, motivazione, passione per i libri, veicolati dalla parola dell’insegnante, da quella corrente emotiva che Gentile riteneva essenziale nel rapporto docente-discente. La scuola gentiliana è criticabile, certo, per il carattere elitario; ma il filosofo coglie il punto quando osserva che il docente “rivive e trasfigura nel vivo fuoco dell’atto di insegnare i contenuti delle discipline” (altro che smartphone!).

Ci pensi, ministra, prima d’introdurre una novità che cambia il senso della lectio in classe. Non ho nulla contro la tecnologia. Oggi, però, si tratta di capire se la scuola debba educare alla riflessione, alla profondità, o veicolare l’accettazione superficiale e supina dell’esistente abbellita dalle immagini a colori di uno smartphone”.

 

DAL 14 SETTEMBRE È STATA [...]

Il MIUR con messaggio pubblicato  sulla piattaforma dedicata ha comunicato che a decorrere dal 14  settembre 2017 è stata riattivata la piattaforma della Carta del  docente.

Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt'oggi ancora sprovvisto può richiederla) può da subito accedere  al bonus dei 500 euro previsti per questo anno scolastico 2017-2018.

Inoltre, entro la fine di ottobre nell'area personale del docente sarà possibile visualizzare ed utilizzare anche le somme non spese (o i bonus non validati) precedentemente e riferiti all'anno scolastico 2016/2017.

A partire dal 14 di settembre anche gli esercenti potranno validare i buoni e procedere, come di consueto, alla successiva validazione e  fatturazione.

Avvio anno scolastico: Saluto [...]

Avvio anno scolastico: Saluto della Ministra Fedeli

Con l’avvio dell’anno scolastico, la Ministra Fedeli ha rivolto un lungo e articolato saluto agli studenti, con “un pensiero particolare alle studentesse e agli studenti, alle e ai dirigenti, al personale scolastico delle aree del Centro Italia colpite dal sisma e di Ischia, a cui il Ministero continuerà a garantire tutto il supporto necessario per ridurre al minimo i disagi”

“La campanella che suona – ha detto Fedeli - vi richiama all’impegno e allo studio. Ma vi apre anche le porte di quella che è la comunità più importante della nostra società: la comunità educante. Il luogo dove, grazie al lavoro appassionato e paziente delle vostre e dei vostri docenti, sarete formate e formati come cittadine e cittadini, come persone. A scuola si apprende l’importanza della partecipazione attiva, si acquisiscono quei valori fondanti che vi consentono una relazione positiva con ciò che vi circonda. Primo fra tutti il rispetto per l’altro. A scuola si diventa grandi, a poco a poco, non solo in senso anagrafico, ma mettendo insieme quel bagaglio di conoscenze e di competenze che vi accompagneranno nella vita. A scuola si scoprono le proprie capacità e inclinazioni, si progetta il futuro”.

Quindi, ha precisato: “Siete voi, ragazze e ragazzi, il centro della scuola, il motivo stesso della sua esistenza. Non sottovalutatene mai l’importanza. Non sottovalutate mai il valore della conoscenza, il valore dell’apprendimento che dovete finalizzare alla buona riuscita dell’anno scolastico che si sta aprendo e anche immaginare come tassello fondamentale del vostro percorso di vita, della vostra emancipazione”. “Lo studio vi consente di emanciparvi, vi rende libere e liberi. È un vostro diritto. Lottate perché vi sia sempre garantito al meglio. E affinché a tutte e tutti voi siano offerte pari opportunità di accesso al futuro. Quelle per cui, vi assicuro, mi impegnerò ogni giorno fino al termine del mio mandato”.

Significativo il passaggio nel quale fa riferimento a “una scuola più inclusiva, una scuola capace di attuare fino in fondo l’articolo 3 della Costituzione italiana che sancisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, è la scuola di cui abbiamo bisogno. Garantire pari condizioni a tutte e tutti voi significa dare al Paese una possibilità in più di sviluppo”.

Dopo avere accennato al fenomeno della dispersione scolastica, evidenziata come una sconfitta per tutte e per tutti, e sul quale il ministero è particolarmente impegnato.

Infine ha ricordato le novità dell’anno scolastico appena iniziato. Gli esami della scuola secondaria di I grado, come previsto da uno dei decreti attuativi della recente riforma della scuola, daranno maggior peso al curriculum scolastico, valorizzando l’impegno dimostrato nel tempo e non solo nelle prove finali; per la prima volta nelle prove nazionali Invalsi debutterà l’Inglese per certificare le competenze linguistiche, sulla base del quadro europeo.

Nulla cambia, invece, per la Maturità, “ma si lavorerà sin da subito affinché arriviate preparati all’appuntamento di giugno 2019, quando debutterà il nuovo Esame. “Alla secondaria di II grado, quest’anno, va invece a regime l’Alternanza Scuola-Lavoro, che rappresenta un'importante innovazione didattica su cui stiamo lavorando per garantirvi una sempre maggiore qualità. Centrale sarà l’introduzione della Carta che conterrà i diritti e i doveri di chi fa Alternanza, uno strumento che vi tutelerà e vi aiuterà a relazionarvi ancor più positivamente con questa esperienza. Metteremo anche a disposizione delle vostre e dei vostri rappresentanti un ‘bottoncino rosso’ su un portale pensato apposta per l’Alternanza, che consentirà di evidenziare eventuali casi di cattivo andamento di questa esperienza”.

Un grosso impegno del Ministero sarà volto ad "accelerare l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, per darvi sempre di più le competenze che vi servono per guardare al futuro. Senza dimenticare quelle di base: grazie alla collaborazione con un grande linguista, Luca Serianni, intendiamo rilanciare l’importanza dell’italiano, per migliorare le competenze di lettura, scrittura e comprensione del testo di studentesse e studenti della scuola secondaria di I e II grado”.

Impegno anche sul fronte dei valori educativi ritenuti strategici: “Faremo una campagna sull’educazione al rispetto e proseguiremo con forza nel contrasto di bullismo e cyberbullismo, con il debutto, anche nelle scuole, delle nuove predisposizioni della legge di recente approvata in Parlamento. Attraverso l’educazione civica digitale puntiamo a mettervi a disposizione gli strumenti per una corretta lettura delle informazioni che vi arrivano attraverso la Rete, per evitare che siate vittime di ‘bufale’ o di cosiddette fake news, e per contrastare il linguaggio dell’odio”.

In chiusura, la Ministra ha avuto parole di elogio per “le vostre e i vostri docenti”, che svolgono un ruolo prezioso, “direi fondamentale. Alcune e alcuni di loro li porterete nel vostro cuore per sempre. La loro valorizzazione e il rilancio della loro professione è molto importante per un sistema che punti sulla qualità. Alle vostre e ai vostri insegnanti va il mio più sentito ringraziamento. Così come ringrazio dirigenti e personale ATA che, nonostante le nuove sfide che poniamo loro, non ultime quelle legate all’attuazione della legge sui vaccini, gestiscono le vostre scuole con dedizione e competenza”.

Rientro a scuola per oltre [...]

Quest’anno sono oltre 8,6 milioni gli studenti che tornano fra i banchi nella scuola statale e paritaria.

I principali numeri della scuola statale:

Gli alunni che frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi. Di questi, 948.900 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 2.538.095 la scuola primaria, 1.637.535 la secondaria di I grado e 2.633.319 quella di II grado.

Il numero degli studenti è in leggero calo, lo scorso anno erano 7.816.408. Il decremento più consistente si verifica in quattro regioni del Sud: -13.915 in Campania, -12.141 in Sicilia, -10.106 in Puglia, -5.624 in Calabria.

Sempre nella scuola statale sono 234.658 gli con disabilità, erano 224.509 un anno fa. Di questi, 19.571 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 83.232 quella primaria, 65.905 la secondaria di I grado, 65.950 quella di secondo grado.

Nella secondaria di II grado il 47,5% degli studenti frequenterà un indirizzo liceale, il 31,7% un indirizzo tecnico, il 20,8% un indirizzo professionale.

I docenti, fra organico di diritto (quello stabile) e organico di fatto, quello adeguato alle esigenze espresse di anno in anno dalle scuole, soprattutto sul sostegno, sono oltre 800.000.

I principali dati della scuola statale:

http://www.miur.gov.it/web/guest/pubblicazioni/-/asset_publisher/6Ya1FS4E4QJw/content/focus-anticipazione-sui-principali-dati-della-scuola-statale-?inheritRedirect=false&redirect=http%3A//

 

CONCORSO DIRIGENTI [...]

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, la Ministra Valeria Fedeli ha fatto il punto sui alcune importanti questioni riguardanti la scuola. Riguardo al tanto atteso e continuamente rinviato bando per il concorso dei Dirigenti scolastici ha precisato: “Mi dicono tutti che il regolamento e poi il bando saranno pronti il 15 settembre".

FARE L’INSEGNANTE

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Ragioni e Finalità della nuova rivista

La scuola appare in continuo affanno rispetto ai cambiamenti che interessano il mondo nella sua globalità e nello specifico delle singole realtà territoriali, cambiamenti che hanno disarticolato i parametri della vita sociale ed economica, e aggredito le relazioni tra le persone facendole slittare verso declinazioni utilitaristiche. Lo stesso susseguirsi di riforme “epocali” - troppo spesso viziate da presunzioni ideologiche - cui è stata sottoposta la scuola negli ultimi due decenni ha solo prodotto cambiamenti formali e circoscritti,e comunque non  tali da consentirle di affrontare appropriatamente quella che viene ormai riconosciuta come una vera e propria “emergenza educativa”.

FARE L’INSEGNANTE N. 1/2017

Editoriale di Luciano Lelli  e  Ivana Summa

Dal piano di lavoro alla programmazione al curricolo per competenze

La scuola funziona con andamento nel contempo sequenziale, ricorsivo, ciclico. Entro ogni ciclo di svolgimento annuale una particolare rilevanza viene costantemente riconosciuta alla fase iniziale, sempre più farcita di adempimenti. Tra di essi in primo piano si impone la prefigurazione dell’intero percorso formativo annuale, da identificare in rapporto alle classi, alle discipline, agli specifici allievi portatori di peculiari necessità di evoluzione personale sempre «speciali».

Questo numero di Fare l’insegnante accentra con particolare attenzione il suo orientamento riflessivo sull’impostazione appunto annuale del lavoro scolastico da predisporre all’esordio ciclico di ogni percorso annuale, soffermandosi su una prospettiva di realizzazione di stringente attualità nel campo della ricerca metodologico-didattica, quella della «progettazione a ritroso» di curricoli per competenze.

Quale premessa della prospettiva prioritaria sopra esplicitata, rileviamo qui che la costanza dell’impegno (della necessità funzionale) di preparare con cura l’itinerario di lavoro annuale si è concretizzata nel corso dei decenni secondo una variabilità evolutiva delle soluzioni tecnologiche in certe stagioni senz’altro frenetica. Con l’intento di supportare con una rilevazione diacronica la pertinenza delle scelte operative attualmente privilegiate nelle pratiche dei docenti, diamo corso a un breve excursus finalizzato appunto al consolidamento fattuale delle consapevolezze irrinunciabili nella messa a punto di una efficiente ed efficace progettazione.

L’evidenziazione è adeguato che cominci con la notazione della protratta fase del piano di lavoro, caratteristiche costitutive del quale erano la libera composizione in scrittura delle previsioni, un ampio margine di intervento concesso all’improvvisazione, una spiccata inclinazione per lo spontaneismo e l’occasionalità delle soluzioni, fuori di inquadramento in schemi, procedure sequenziali, regole fisse. Nella vigente contemporaneità le convinzioni fondanti le pratiche sono di natura presso che antitetica: ma non si tratta, nella collocazione cronologica … d’antan, di connotati senz’altro e del tutto negativi.

In concomitanza con l’accentuazione della dimensione collegiale dell’attività formativa sancita dal D.P.R. 416/1974, è entrata in scena la «programmazione», di derivazione in prevalenza statunitense. Essa si fondava sulla centralità degli obiettivi, sulla ricollocazione dei contenuti, non più fini esclusivi ma veicoli per il conseguimento degli obiettivi, sul recupero e sulla risignificazione semantica di un termine di persistente presenza nelle consuetudini operative, il curricolo.

A proposito dello stesso vanno riscontrate notevoli oscillazioni, anche recenti, nell’assunzione critica entro le procedure progettuali: attualmente esso, fondativo delle Indicazioni Nazionali, è particolarmente in auge (evidenziano ciò con icasticità argomentativa gli articoli qui proposti di Summa e De Simone).

Soprattutto nel 1979 per la scuola media e nel 1985 per quella primaria si è dato corso, nei testi ministeriali orientativi (programmi), a una esplicita connessione funzionale tra i programmi stessi e la programmazione, con dichiarata intenzione di coniugare la logica delle discipline con le caratteristiche nell’apprendimento degli allievi più condivise dalla ricerca. L’assunzione «istituzionale» della programmazione ne ha sancito il trionfo formale; ma pure ne ha innescato il rapido inesorabile declino. Per un sempre più diffuso meccanicismo nell’impostazione dei percorsi, per scadimento nel ritualismo delle previsioni messe in scrittura, per una evidente non funzionalità operativa di quanto in modalità di sostanziale routine ci si ostinava a confezionare.

La programmazione, pertanto, è man mano rientrata dietro le quinte, per lasciare campo libero alla progettazione. Almeno nelle soluzioni con buona razionalità impostate, non s’è trattato di una mera alternativa terminologica: l’autentica progettazione è previsione dell’attività formativa a maglie larghe, in ottica di duttilità e costante flessibilità, con attenzione massima alle ragioni dell’apprendimento e all’incidenza che assumono nell’evoluzione e nel consolidamento dello stesso le componenti non cognitive, emotive e relazionali.

Con la tipologia di progettazione qui condivisa, s’accampa in primo piano, oltre all’impostazione curricolare sopra menzionata, il perseguimento fortemente intenzionale di competenze, disciplinari, multidisciplinari, interdisciplinari, metadisciplinari (vale a dire atte a interpretare la realtà nella pluralità occorrente e complessa di prospettive d’intendimento). La progettazione curricolare per competenze comporta quale sua valenza complementare la dinamizzazione della valutazione nella prospettiva della certificazione, oggetto di intensa attenzione anche a livello europeo, forse ancora lontana, nella ricerca e nelle sperimentazioni, da esiti consolidati e da generalizzata condivisione.

È noto che, anche per una fluida confluenza in esso dei curricoli per competenze, le innovazioni normative recenti (legge 107/2015) hanno ristrutturato il Piano dell’offerta formativa, dimensionandolo in un arco di impostazione e gestione triennale (PTOF).

In questo numero, contestuale all’avvio dell’anno scolastico, di Fare l’insegnante il settore «Temi di scuola» si apre con l’intervista rilasciata al direttore responsabile Summa da Luigi Berlinguer, già ministro dell’istruzione che, dopo il suo intenso periodo di gestione dell’istruzione italiana, ha continuato ad occuparsi delle problematiche educative, come bene testimoniano le sue considerazioni qui riportate, in particolare dedicandosi alla formazione musicale ed artistica e alla rilevanza educativa della coltivazione della bellezza. A seguire Ivana Summaargomenta, come sopra preavvisato, sulla progettazione curricolare per competenze e Giacomo Mondelli delinea, con taglio prevalentemente sociologico, le peculiarità della funzione docente nella società contemporanea.

Il settore«Problemi di scuola» propone, in sequenza, il contributo di Grazia Mazzoni sull’accoglienza degli insegnanti nell’ambito di un nuovo (per loro) istituto scolastico; la riflessione di Michela Lalla sul significato dell’essere docenti oggi (l’intervento integra e completa la proposta contenuta nell’articolo di Giacomo Mondelli); Gabriele Ventura analizza il decreto legislativo attuativo ex legge 107 concernente il percorso formativo 0-6.

Con riferimento alla «Scuola dell’infanzia», Laura Rossievidenzia l’importanza della manualità nello sviluppo delle funzioni intellettuali. Per quanto riguarda la «Scuola primaria» Emilia Ciampanellaillustra una strategia per la progettazione di «Cittadinanza e Costituzione» in classi quarte;Paola Limonepropone un percorso di insegnamento della geografia contrassegnato da ricorso sinergico all’operatività manuale e alle risorse delle tecnologie informatiche e telematiche; Rodolfo Galatiintroduce alla pratica del coding, impegno istituzionale di consistente rilevanza nella didattica della scuola primaria. Per la «Scuola secondaria di I grado», Elisa Montuschiesplicita come sia pertinente e motivante per lo sviluppo delle competenze linguistiche l’esplorazione dei testi delle canzoni; Gabriele Benassi dimostra come, ricorrendo alle potenzialità delle tecnologie, si possa affrontare in termini connotati da creatività la formazione linguistica. Con attinenza alla «Scuola secondaria di II grado»,Loredana De Simonepresenta come funziona la progettazione a ritroso di un curricolo per competenze; Alvaro Fukdiscetta su nuove prospettive d’impostazione dell’orientamento, più efficaci di quelle non particolarmente produttive finora praticate. Trattando «dell’Istruzione degli adulti», Maria Grazia Accorsipone in evidenza come si possano e debbano valorizzare e valutare, nei percorsi di insegnamento, le competenze dagli stessi già acquisite.

Completa il numero la sequenza delle rubriche: Gianni Balduzzici intrattiene sull’incontro con il “vecchio” amico Célestin Freinet; Rosanna Rinaldi sottolinea l’importanza della pratica teatrale a scuola come veicolo di implementazione della maturazione culturale e umana di ogni allievo; Anna Armone considera la presenza e l’uso di smartphone e tablet a scuola con esplicitazione delle facoltà e dei limiti giuridicamente normati; Maria Rosaria Tosiani considera l’assistenza agli alunni disabili nell’ottica della cooperazione formativa del collaboratore scolastico;Luciano Lelli, infine, segnala due corposi tomi della collana i Meridiani di Mondadori contenenti Tutte le Opere di Don Milani, occasione particolarmente significativa di riconsiderare il pensiero del sacerdote-educatore nell’anno in cui ricorre il cinquantenario della sua morte. X

 

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