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Sta crescendo in tutta Italia una protesta dei Direttori SGA che lamentano la non considerazione del loro profilo sotto l'aspetto normativo ed economico.

il trattamento definito con il vigente contratto collettivo di lavoro prevede per loro un aumento mensile  lordo di 6,50 di indennità di  direzione, una somma veramente irrisoria.

I direttori si sentono mortificati e colpiti nella loro dignità di lavoratori al punto di decidere la restituzione allo Stato del compenso.

In allegato le motivazioni della protesta in una nota firmata dall'associazione Direttori di Enna.

Pubblicata la banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici
Si comunica che, ai sensi dell'articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva. Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall'articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.

La procedura concorsuale, a carattere nazionale e organizzata su base regionale, mira a reclutare dirigenti scolastici da immettere nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali, inclusi i centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Il numero dei posti destinati al corso di formazione nazionale è pari a 2900.

Consulta la nostra offerta in allegato per prepararsi alla prova di preselezione.

“Con l'accordo sindacale, siglato oggi presso gli Uffici del MIUR, già dal prossimo anno scolastico si elimina, così come preannunciato in questi giorni, l'istituto della cosiddetta chiamata diretta dei docenti. In attesa dell'intervento legislativo di definitiva abrogazione, che è mia intenzione proporre nel primo provvedimento utile, con l'accordo sindacale di oggi si dà attuazione a una precisa previsione del contratto del governo del cambiamento, sostituendo la chiamata diretta, connotata da eccessiva discrezionalità e da profili di inefficienza, con criteri trasparenti e obiettivi di mobilità ed assegnazione dei docenti dagli uffici territoriali agli istituti scolastici”, così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti sull’intesa che ha posto fine alla “Chiamata diretta” dei dirigenti scolastci.

Con l'accordo Tra MIUR e OO.SS:, firmato martedì 26 giugno nel pomeriggio, si è messa la parola fine alla "chiamata diretta" da parte dei dirigenti scolastici per i docenti titolari di ambito, modificando così quanto previsto dalla legge 107 del 2015. Il documento è stato sottoscritto, insieme al MIUR da FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda degli Insegnanti.

L'intesa prevede una nuova procedura in due fasi. Innanzitutto si procederà alla copertura dei posti disponibili prioritariamente con personale che ha ottenuto la mobilità su ambito con una delle precedenze previste dall'art. 13 del Contratto nazionale sulla mobilità. Dopo di che si passerà alla copertura dei posti residui col restante personale, secondo il punteggio di mobilità. Quest'ultimo personale, nella presentazione della domanda, che avverrà a partire dal 27 giugno tramite l'apposita sezione di istanze online, indicherà la scuola da cui partire. Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell'ambito. Tutte le operazioni si concluderanno in un mese, entro il 27 luglio.

Molta soddisfazione tra i sindacati per l’intesa raggiunta, che "finalmente si rende oggettivo e non discrezionale il passaggio dall'ambito alla scuola".

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Offerta speciale  Webinar più quiz ministeriali

Il Ministro dell'Istruzione Dott. Bussetti ha personalmente confermato che il concorso Dirigenti Scolastici sarà avviato a luglio, con la prova di  preselezione  già fissata per giorno 23 luglio. Il 27 giugno sarà pubblicata una banca dati di 4000 quesiti, da cui poi saranno estratte le domande.

I 100 quesiti oggetto della prova  avranno quattro opzioni di risposta , di cui una sola corretta.

L’ordine dei quesiti somministrati sarà diverso per ciascun candidato.

Per sostenere  i concorrenti a superare la prova di preselezione del 23 luglio la Casa Editrice Euroedizioni propone le seguenti offerte.

A) Quiz ministeriali + webinar costo 30,00

Vengono offerti i quiz ministeriali e 9 webinar di esercitazione e spiegazione degli stessi quiz che saranno pubblicati il 27 giugno.

L'obiettivo dei webinar è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quiz a risposta multipla, mediante l'esercitazione pratica proprio sui quiz  che saranno  pubblicati dal MIUR il giorno  27 giugno 2018. Scarica il programma dei webinar.

Inoltre, vengono offerti tutti i test a risposta multipla che saranno pubblicati dal Ministero il giorno 27 giugno in versione on line  riorganizzati per materia sul simulatore on line predisposto da Euroedizioniper consentire l’autoapprendimento e la simulazione della prova d'esame. 

I quiz ministeriali, suddivisi per aree tematiche, saranno organizzati in schede con gruppi di 25 domande, per favorire l'esercitazione e consentire più rapidamente l'apprendimento.

Grazie al simulatore sarà possibile esercitarsi alla prova rispondendo ai test a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova d'esame stessa.

Fresco di nomina, il Ministro Bussetti, in occasione della fine dell’anno scolastico e degli esami di Stato, ha inviato un saluto personale a tutti gli studenti:

«Carissimi,

mi rivolgo a tutti voi, ora che l’anno scolastico volge al termine, con un messaggio di saluto e gratitudine. Voglio ringraziare tutti, proprio tutti, coloro che operano nel mondo della scuola per il lavoro portato avanti con dedizione e senso di responsabilità. Un lavoro sempre rivolto alla formazione dei ragazzi.

Per molti di voi, cari studenti e care studentesse, è arrivato il tempo della pausa e del meritato riposo, dopo un anno ricco di esperienze e impegni. Per altri stanno per iniziare gli Esami di Stato: “in bocca al lupo” sia a chi conclude il percorso della scuola secondaria di primo grado, sia ai “maturandi”.

So bene che vivete il momento degli Esami con un po’ di ansia e di attesa. Un pizzico di tensione - nella giusta misura - aiuta a reagire positivamente alle sfide. Sono con voi, al vostro fianco, e vi auguro di riuscire a dare il meglio di voi stessi.

Da pochi giorni ho assunto la carica di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Intendo svolgere questo ruolo mettendo al servizio del Paese l’esperienza di una persona che ha sviluppato il suo percorso professionale tutto all’interno del mondo dell’istruzione. Desidero ascoltare con cura e attenzione tutte le componenti della scuola, per affrontare il lavoro insieme, nel rispetto dei ruoli. Che la scuola sia per tutti una finestra sul mondo».Marco Bussetti

 

 

A fine anno scolastico è di rito in molte scuole la foto di classe. L’introduzione della privacy ha reso difficile anche questo rituale, specie quando si interpretano in maniera rigida le disposizioni, che pure lasciano spazi di “fattibilità”.

Così, è successo che a Grado, a seguito del divieto del dirigente opposto alla foto di classe, decisi a non mollare, i ragazzini di una classe di prima elementare hanno deciso di farsi fotografare di spalle: un bel gruppo fotografato di schiena.

La dirigente scolastica, già evidenziata della cronaca per aver obbligato per mesi i genitori a venire a prendere di persona i figli alla fine delle lezioni delle medie di Grado e Ronchi dei Legionari, ritenendo la privacy più importante di un bel ricordo, aveva richiesto una specifica liberatoria da parte dei genitori, in aggiunta a quella concessa dai genitori ad inizio d’anno. Risultando difficoltosa la raccolta dell’ennesima liberatoria, per non rinunciare al momento felice rappresentato dalla foto di classe, hanno trovato l’escamotage della foto cista dal lato B. Risultato: la foto ha trovato spazio in molti sui media e su molti quotidiani nazionali.

 

Siamo in chiusura d’anno scolastico e le tensioni tra docenti e genitori possono avere punte ancora più esasperate, come dimostra l’ennesimo episodio che registra l’aggressione di una mamma nei confronti di una docente di inglese in servizio a Caselle di Selvazzano (PD), “colpevole” di aver assegnato un 4 al figlio.

La genitrice, infuriata per il voto insufficiente, ha atteso la docente all’uscita da scuola, prima le ha inveito contro tutta la sua rabbia, poi l’ha aggredita fisicamente rifilandole uno spintone che la faceva cadere a terra. Nella caduta, la professoressa si è ferita al labbro, così ha chiamato i carabinieri, riservandosi di sporgere denuncia, poi si è recata al pronto soccorso di Padova.

Con la nota prot. n. 1207 del 7 giugno 2018, concernente la comunicazione dei dati riferiti agli esami di Stato 2018 del II ciclo, il Miur ricorda che la procedura per la comunicazione dei dati ripropone quella degli anni scolastici precedenti, che, a seguito dell’informatizzazione dei modelli ES0 e dei modelli ES-C (proposte di configurazione delle commissioni e di designazione commissari interni), semplifica e snellisce le relative attività.

Si ricordano, quindi le quattro fasi e le tempistiche previste per la procedura:

- Prima fase: PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI (a cura delle segreterie scolastiche) Dall’11 giugno fino all’insediamento della Commissione sulla piattaforma SIDI

- Seconda fase: LAVORI DELLA COMMISSIONE (a cura delle Commissioni d’esame secondo quanto previsto dall’O.M. n.350/2018)

- Terza fase: COMUNICAZIONE DEGLI ESITI DEGLI ESAMI DI STATO (a cura delle segreterie scolastiche a partire dal 2 luglio)

- Quarta fase: ADEMPIMENTI FINALI (a cura delle segreterie scolastiche):

1) gestione dei piani orario per la predisposizione dei certificati di superamento prove;

2) produzione del Certificato di superamento prove;

3) produzione dell’Attestato (per svolgimento prove differenziate);

4) produzione del Diploma, (in formato A3);

5) produzione del Supplemento Europass al Certificato (dall’O.M. n.350/2018 – art 27).

Si ricorda che nell’area Documenti e manuali del SIDI sono disponibili le guide esplicative per l’attività delle segreterie sul SIDI e per l’utilizzo di “Commissione Web” da parte delle Commissioni. Le informazioni riguardanti “Commissione Web” sono disponibili nella sezione Esame di stato secondo ciclo del portale www.miur.gov.it. Per eventuali chiarimenti per le procedure sul Sidi può essere contattato l’ufficio Gestione patrimonio informativo e statistica; per problemi tecnici dell'applicazione è disponibile il numero verde curato dal gestore del sistema informativo 800903080.

Nell’incontro con oltre 500 bambini delle Ferrovie dello Stato, il 9 giugno nell’atrio dell’Aula Paolo VI, Papa Francesco di è sentito chiedere se ricordasse come fossero le maestre che aveva avuto a scuola.

Il Pontefice ha risposto con molta semplicità: «La maestra si chiamava Stella: una maestra che ho avuto nel primo anno e nel terzo, la stessa maestra. Nel secondo e nel quarto ne ho avuta un’altra. Era brava, ci insegnava a scrivere e a leggere, bravissima. Poi, sempre, quando sono uscito dalla scuola, l’ho ricordata sempre, perché ricordare la prima maestra o il primo maestro è molto importante perché è quello che ti fa andare nella vita per primo. E io la chiamavo al telefono, già da ragazzo, già da prete. E poi da vescovo l’ho aiutata nella sua malattia. È morta a 94 anni. E io l’ho seguita sempre. Quel ricordo non lo dimentico mai».

Poi ha aggiunto: «Non dimenticatevi mai dei primi maestri, non dimenticatevi mai della scuola. Perché? Sentite bene. Perché sono le radici della vostra cultura. Cosa significa sradicato? Senza radici. Io non devo essere sradicato, cioè senza radici. E per questo ricordare la scuola, le maestre, sempre nella vita ci aiuterà, mantenere le radici per dare fiori e frutti».

DIRIGERE LA SCUOLA N.8

EDITORIALE di Vittorio Venuti - Rapporto invalsi:il sud migliora, il “cheating” diminuisce. Il senso?

Il Rapporto INVALSI 2017 ha restituito la “fotografia”degli apprendimenti dei nostri studenti, dalla primaria alla secondaria di II grado: coinvolte 116.372 classi per un totale di 2.232.304 alunni. Numero indubbiamente elevato che evidenzia questa edizione delle prove Invalsi come la più partecipata tra quelle fin qui svolte.

I dati che emergono sono senz’altro importanti, se conveniamo sull’opportunità di tracciare l’andamento della scuola italiana da Nord a Sud attraverso quel che gli studenti restituiscono di quanto hanno appreso con prove studiate ad hoc e buone per i diversi livelli dei vari ordini di scuola, comunque accuratamente e scientificamente predisposte a monte di qualsiasi riferimento a questa o quella realtà: il Paese è unico, il modello di scuola è unico, gli studenti sono visti come restitutori di conoscenze apprese attorno al discrimine di una media calcolata a su base nazionale.

Alla pubblicazione del Rapporto, i titoli dei giornali, il direttore generale dell’Invalsi, Paolo Mazzoli e la stessa ministra Fedeli hanno enfatizzato un risultato che, a quanto pare, deve essere suonato come sorprendente: si riduce il divario tra Nord e Sud in matematica e italiano e si riduce anche il fenomeno del cheating (il comportamento scorretto da parte degli studenti o degli insegnanti al fine di produrre risultati positivi).

Certamente fa piacere sapere che, pur confermandosi il divario tra Nord e Sud, comunque si registri una diminuzione rispetto al 2016 e, in particolare, che tale diminuzione riguardi il punteggio medio nella preparazione nelle due discipline tra una classe e l’altra dello stesso istituto. Aspetto quest’ultimo che, come ha denunciato lo stesso Mazzoli, induce “Genitori, e talvolta gli stessi insegnanti ad esercitare pressioni di ogni genere per scegliersi la classe del figlio o dove andranno a insegnare: dalle raccomandazioni alle lusinghe quando non si arriva, in casi estremi ma che sono accaduti, alle minacce”,ciò anche per l’incapacità di parte dei dirigenti scolastici “che ancora non riesce a imporre una distribuzione equa degli alunni nelle diverse classi prime di ogni sede scolastica”.

Non entriamo nel merito delle prove, che certamente sono costruite rispettando i criteri sacri per l’elaborazione di un test, e non entriamo nel merito delle critiche che anche in ambito europeo sono state avanzate rispetto alle prove, cosiddette“obiettive”,per saggiare gli apprendimenti, ma forse è il caso di porsi una semplice domanda: il senso di tutto questo?

Del divario tra Nord e Sud si parla da anni. Fa bene l’Invalsi a rilevarlo, ma il Sud non è tutto così Sud e ci sono eccellenze anche in quelle regioni. Allora, forse si tratta di capire quali siano le ragioni della differenza tra situazioni di eccellenza e di scarsità, magari nella stessa città, e su quelle agire per quanto possibile. Allora, forse, ci si renderà conto che esistono differenze: a livello di edificio scolastico, di arredi e strumentazioni, di popolazione degli alunni, di quartiere nel quale l’istituzione si affaccia, della dotazione e formazione degli insegnanti… .

Quando si parla di dirigenti che non sanno favorire una equa distribuzione degli alunni nelle classi prime, bisognerebbe che si avesse idea di cosa si sta parlando, a meno che non ci siano test obiettivi anche in questo senso e si faccia prevalere la logica dei numeri che quantificano le persone secondo criteri obiettivi (intelligenza?).

Abbiamo più volte rilevato che non sono i test Invalsi ad essere in discussione, ma il valore prescrittivo che hanno assunto e che si è andato sempre più affermando fino a determinare ansia da prestazione negli studenti e negli insegnanti, fino a divenire strumento di valutazione anche ai fini degli esami finali e, grazie ai decreti attuativi, divenire elemento di discrimine tra ammissione e non ammissione agli esami di Stato, con ciò superando d’un balzo le competenze dei consigli di classe e dei collegi docenti.

Perplessità: Le prove Invalsi devono essere uno strumento per comprender e orientare, per valutare, oppure per giudicare?

 

Antonietta Di Martinoapre questo numero della rivista con “Age Management: gestione dell’età nei luoghi di lavoro”.Insieme al genere, questione che incide fortemente sulle pari opportunità nonché su salute e sicurezza di donne e uomini nei luoghi di lavoro (trattata nel numero 7 di “Dirigere la scuola”), un altro rischio emergente riguarda le differenze tra i lavori correlate all’età, differenze che stanno diventando sempre più rilevanti in ragione dell’invecchiamento della forza lavoro, all’interno del più generale fenomeno dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il contributo riflette sull’argomento a partire dal Rapporto sull’invecchiamento a livello mondiale pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite e Help Age International nel 2013. Particolare attenzione viene posta alla discriminazione dei lavoratori italiani in base all’età e alla situazione del personale scolastico italiano, il cui corpo docente, nel 2014, si è evidenziato come il più anziano rispetto all’area OCSE.

Giacomo Mondelliprosegue la sua riflessione sulla “Progettazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”soffermandosi su quella parte dell’Atto di Indirizzo del dirigente orientata verso la migliore promozione dei servizi amministrativi dell’istituzione scolastica, in specie soffermandosi sulla organizzazione dell’ufficio di Segreteria, quindi sulle competenze che attengono propriamente al DSGA nel più ampio quadro della collaborazione con il Dirigente scolastico.

Di forte impatto e significato è il contributo di Michela Lellasu “I nuovi docenti”,personaggi ai quali è affidata la responsabilità di promuovere la qualità del servizio attraverso una preparazione culturale e professionale adeguata, le cui competenze e attitudini devono saper corrispondere alle richieste formative avanzate dagli studenti ogni volta che si trovano a vivere e ad affrontare una fase evolutiva del proprio percorso di crescita. Non solo cultori della materia ma soprattutto persone dotate di una preparazione completa, adeguata ed efficace, dotate di abilità specifiche e capaci di innestare un insegnamento fecondo finalizzato a destare la voglia di apprendere dei ragazzi.

Dal 25 maggio del 2018 partirà la piena applicazione del “Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali”.Anna Armone illustra la guida applicativa emanata dal Garante alla Privacy, il quale ha già preannunciato che dall’autunno di quest’anno saranno emanate altre istruzioni applicative e di accompagnamento. Il contributo approfondisce in particolare i riferimenti del Regolamento che riguardano le istituzioni scolastiche statali, in quanto soggetti pubblici. Per il momento, l’analisi del regolamento, che si svolgerà in più puntate, riguarda il primo paragrafo, relativo alla liceità del trattamento, che deve trovare sempre un fondamento giuridico. Per le istituzioni scolastiche statali tale fondamento consiste nell’esercizio di pubblici poteri.

Un caso non infrequente è quello che ci propone Angelo D’Onofrio, psicologo e psicoterapeuta, in “Il caso Alberto”,un ragazzo dell’ultimo anno di liceo che non riusciva più ad affrontare compiti ed interrogazioni, fino al punto di rinunciare a presentarsi nei gironi in cui c’erano gli uni e le altre, come se ci fosse assenza di piacere per la quotidianità scolastica. Il contributo descrive il percorso analitico verso la “guarigione”,attraverso una serie di interessanti scoperte.

Del ruolo dell’intelligenza artificiale si occupa il contributo di Damiano Verdadal titolo “Uguaglianza e merito”. Lo spunto di avvio della riflessione è la decisione del governo britannico di sovvenzionare la creazione ex novo o la riconversione di istituti esistenti in grammarschool, ovvero in scuole equivalenti a medie e superiori in qualche modo d’elite, che prevedono un test d’ingresso; ciò nel desiderio di premiare il merito superando quella che viene definita l’ipocrisia di un sistema scolastico che si dipinge formalmente egualitario, ma scarsamente efficace nell’incidere su una società sempre più imperniata sul censo, sulle condizioni di partenza e di appartenenza.

L’avvocatoSilvia Giannone, trattando di“Cyberbullimso: un dramma sociale”, illustra i punti più significativi della legge 71/2017, sette articoli densi di contenuti che interessano la definizione del fenomeno, le norme sulla tutela dei minori, le linee guida e le strategie che le Istituzioni scolastiche devono adottare per prevenirlo e contrastarlo.

Uno dei punti forti della legge 107/2015 è la formazione in servizio dei docenti di ruolo, obbligatoria, permanente e strutturata. Il Miur ha elaborato allo scopo un Piano Nazionale della formazione ed ha attivato una piattaforma digitale per offrire ai docenti adeguati elementi a supporto di precise scelte formative e di aggiornamento professionale.Viviana Rossidescrive tale piattaforma in “S.O.F.I.A.: il Sistema Operativo per la Formazione e le iniziative di Aggiornamento dei docenti”.

Settembre è anche tempo di passaggio di consegne tra Dirigenti scolastici che si avvicendano alla guida delle varie scuole, una competenza che, però, non ha alcuna norma di riferimento, ma che si fonda su una prassi, al fine di circoscrivere le responsabilità relativa alla gestione. Antonio Sapiente ne traccia la procedura in “Il passaggio di gestione tra dirigenti scolastici”fornendo anche il modello di uno schema di verbale.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio, in “Il mondo dentro visto da fuori”,propone una intervista a Edoardo Albinati, docente in carcere e premio Strega 2016. L’intervista ha come centro focale l’insegnamento degli adulti in carcere.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauroci fa parte di come PISA si preoccupi anche di rilevare come gli adolescenti pensano e vivono il benessere. In “Non solo saperi e competenze cognitive per PISA. È importante anche il benessere degli studenti”vengono evidenziati gli esiti dell’indagine condotta per stabilire chi fa meglio e chi fa peggio nel rendere soddisfatti i quindicenni delle nostre scuole e che occupa un intero volume del Rapporto 2015. A che punto si troverà l’Italia nella scala che misura il benessere come soddisfazione per la propria vita?

Per la rubrica di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuticentra il suo intervento su “L’attualità ignorata di Don Milani”,al seguito dell’evento celebrativo promosso dal MIUR in occasione del 50esimo anniversario della sua morte, che, pur esaltando l’importanza pedagogica del “prete rosso”, precursore anche della scuola inclusiva, non è riuscita a focalizzarne l’attualità per ricomprenderla tra gli indirizzi del sistema d’istruzione. Don Milani continua ad essere un faro scomodo, perché fa luce sui mali della scuola che continuano ad esserci, una scuola che, nonostante i molti tentativi di riforma, non è stata in grado, né lo appare ancora adesso, di guardarsi dentro per modificarsi e dare risposte alle singolarità dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e alle loro esigenze di riconoscimento come persone e come comunità sociale.

Per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi illustra l’ordinanza n. 03008/2017, con la quale la VI Sezione del Consiglio di Stato ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della normativa di riferimento relativa al corso intensivo di formazione per l’immissione nei ruoli dei Dirigenti scolastici. X

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