Ultime notizie

CARTA DEL DOCENTE

Sul sito del MIUR è stata data notizia che dal 14 al 18 dicembre non sarà possibile utilizzare la carta del docente.  i tecnici stanno lavorando per consentire l'utilizzo del  bonus residuo dell’a.s. 2016/17.

A  partire da martedì 19 dicembre (nel corso della giornata) sarà possibile visualizzare ed utilizzare, nel sistema carta del docente, le somme non spese (o i bonus non validati) nei precedenti anni scolastici.

 Pertanto, al fine di effettuare gli adeguamenti informatici e le necessarie verifiche amministrative e contabili, gli esercenti ed i docenti non potranno utilizzare il sistema carta del docente dal giorno 14 dicembre a tutto il 18 dicembre.

Contratto. Ancora contrasti [...]

Il rinnovo del contratto sembra essersi incagliato, pur se al Miur sono fiduciosi di poter chiudere la trattativa entro la fine dell’anno. Punti di contrasto sono sostanzialmente due, il bonus docenti e l’istituto della chiamata diretta. Riguardo al bonus i sindacati vorrebbero che i duecento euro destinati all’occorrenza fossero destinati agli aumenti degli stipendi e riguardo alla chiamata diretta ne sostengono la cancellazione. Su entrambe le questioni il Miur ha opposto il suo rifiuto; la bocciatura arriverebbe proprio dal Partito Democratico che sarebbe contrario ad una modifica ritenuta importante della Legge 107/2015, perché la relativa discussione rallenterebbe il rinnovo del contrattoe inciderebbe sul processo di consenso popolare che il Governo vuole curare in vista delle elezioni politiche.

Occorre considerare che la chiusura dei contratti statali è basilare anche per il rimborso dovuto al mancato rinnovo degli anni 2016 e 2017 per il quale è stata calcolata una cifra media di 581 euro per ogni dipendente della Pubblica amministrazione.

Abbandono scolastico: alla [...]

Facendo un raffronto tra i dati relativi all’abbandono del 2006 e quelli del 2016, nel decennio l 'Italia ha fatto grandi passi in avanti per contrastare l'abbandono scolastico, ma resta ancora ai primi posti in Europa pur realizzando un calo dal 20,4% al 13,8%. I dati, contenuti nelle tabelle Istat ed elaborati dall'AdnKronos, evidenziano che la Sicilia è la regione in cui è maggiore il numero di banchi lasciati vuoti: è passata dal 28,2% del 2006 al 23,5% del 2016, registrando un calo inferiore rispetto alla media del Paese (-4,7 punti).

La  Campania ha recuperato 8,8 punti percentuali arrivando al 18,1% di abbandoni. La regione che ha recuperato di più è il Friuli Venezia Giulia, che partiva con un abbandono scolastico del 20,1% ed è arrivata all'8%, registrando un calo di 12,1 punti percentuali. Numeri migliori si rilevano solo per due regioni: il Veneto (6,9%) e l'Umbria (6,7%).

Il calo più consistente, dopo il Trentino Alto Adige, è quello registrato dalla Puglia (-10 punti) che però partiva da uno dei dati più alti, il 26,9% di abbandono scolastico, e quindi resta sopra la media della penisola (16,9%). Situazione analoga è quella registrata dalla Sardegna che, nonostante una riduzione di 9,9 punti percentuali, resta a livelli elevati (passa dal 20% al 18,1%). A fare meno passi in avanti è stato invece il Lazio, che nel decennio è passato dal 12% al 10,9%, con la riduzione di 1,1 punti percentuali.

Nella tabella che segue si riporta il dato di abbandono scolastico regionale nel 2006, nel 2016, e il confronto tra i due anni in punti percentuali.

REGIONE                  2006                2016        DIFFERENZA

Piemonte                    19,5%             10,2%               9,3

Valle d'Aosta               21,4%             14,5%               6,9

Liguria                        15,5%              11,4%               4,1

Lombardia                  18,4%              12,7%               5,7

Trentino A.A.              17,3%               9,5%                7,8

Veneto                        14,7%               6,9%                7,8

Friuli V.G.                    20,1%               8%                  12,1

Emilia R.                     17,4%               11,3%              6,1

Toscana                      16,6%               11,5%              5,1

Umbria                        14,3%               6,7%                7,6

Marche                       17,5%               11%                  6,5

Lazio                           12%                 10,9%               1,1

Abruzzo                      14,8%              12,4%               2,2

Molise                         15,9%              10,3%               5,6

Campania                   26,9%              18,1%               8,8

Puglia                          26,9%              16,9%              10

Basilicata                    15,2%              13,6%               1,6

Calabria                      19,6%              15,7%                3,9

Sicilia                          28,2%              23,5%                4,7

Sardegna                    28%                18,1%                 9,9

ITALIA                        20,4%              13,8%                 6,6.

 

Lauree professionalizzanti. [...]

La Ministra Fedeli ha firmato il decreto che dà il via libera ai nuovi percorsi che debutteranno il prossimo anno accademico. Il provvedimento è il risultato finale del lavoro fatto nei mesi scorsi da un’apposita Cabina di regia convocata dalla Ministra e coordinata dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi per armonizzare l’offerta formativa che sarà attivata dagli atenei - dedicata ai percorsi con ordini e collegi professionali - con quella degli ITS, gli Istituti tecnici superiori. 

Il decreto prevede un’importante modifica per l’accreditamento e l’attivazione di nuovi corsi di studio: ci sarà, infatti, una maggiore flessibilità rispetto ai numeri richiesti per la docenza. Le Università, anche se in carenza di alcuni requisiti, potranno ampliare la propria offerta formativa, ma solamente nel caso di  atenei dove gli indicatori di sostenibilità economico-finanziaria risultino positivi.

“Le Università potranno ora avviare questi percorsi con un quadro di riferimento più chiaro e con obiettivi precisi, definiti dal documento finale del Gruppo di lavoro. I corsi offerti dagli Atenei dovranno consentire alle studentesse e agli studenti una rapida qualificazione professionale. Si potranno creare partenariati con i collegi e gli ordini professionali per l’attivazione dei percorsi. Si tratta di una novità importante e molto attesa”, sottolinea Fedeli. “Con la maggiore flessibilità prevista per l’accreditamento iniziale dei corsi diamo poi una risposta alle sollecitazioni che ci sono arrivate dal mondo universitario per poter garantire un graduale ampliamento dell'offerta che sia comunque adeguata e coerente con il loro progetto formativo. Una flessibilità che intercetta le esigenze delle studentesse e degli studenti senza però mettere a rischio la qualità”.

Le Università potranno attivare al massimo un corso di laurea di tipo professionalizzante per anno accademico da erogare in modalità tradizionale, dunque non on line. Il corso dovrà essere attivato in stretta collaborazione con il mondo del lavoro e definito in relazione a professioni comunque disciplinate a livello nazionale, a partire da quelle ordinistiche. I percorsi formativi saranno sviluppati in collaborazione con gli ordini professionali. Nell’ambito delle convenzioni con gli ordini e i collegi professionali le Università potranno realizzare partenariati con le imprese. I corsi partiranno dal prossimo anno accademico. Sono previsti tirocini durante il percorso di laurea.

Con l’avvio delle lauree professionalizzanti e la loro armonizzazione con l’offerta degli ITS il nostro Paese si dota di un proprio modello di formazione terziaria professionalizzante.

L'USCITA AUTONOMA DA SCUOLA [...]

Il Parlamento ha definitivamente  approvato le nuove norme sull`accompagnamento dei minori di 14 anni previste dalla legge di conversione del cosiddetto decreto legge fiscale.

Ecco nello specifico il testo del provvedimento approvato:

 “I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo volto alla loro auto responsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine delle lezioni.

 L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

I genitori dei minori di 14 anni potranno d'ora in poi legittimamente autorizzare le scuole a consentirne l'uscita autonoma dai locali scolastici dei propri figli al termine dell'orario delle lezioni, in considerazione dell'età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di autoresponsabilizzazione.
Il rilascio dell’autorizzazione da parte della famiglia avrà l’effetto di esonerare il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza.
“Le novità introdotte - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli - rappresentano un punto di equilibrio fondamentale tra diverse esigenze, tutte di grande rilievo e irrinunciabili, quali la tutela dell’incolumità delle e dei minori, il raggiungimento di gradi sempre maggiori della loro autonomia, le scelte educative delle famiglie e il ragionevole contenimento degli obblighi di vigilanza in capo al personale scolastico”.
Le norme approvate sono nate dall’esigenza di intervenire all’indomani della pubblicazione, lo scorso settembre, di un’ordinanza della Corte di Cassazione che aveva abbracciato un’interpretazione particolarmente rigorosa delle attuali disposizioni in materia di obblighi di vigilanza nei confronti dei minori. A seguito di questa ordinanza molti dirigenti scolastici avevano emanato specifiche circolari per impedire l’uscita autonoma da scuola delle alunne e degli alunni con età inferiore ai 14 anni. Provvedimenti che hanno determinato proteste e preoccupazioni da parte delle famiglie, che si sono trovate anche nell’evidente difficoltà di contemperare la presenza quotidiana all’uscita della scuola dei propri figli con l’orario di lavoro. Gli stessi docenti si sono visti costretti a dover prolungare la loro presenza nei locali scolastici anche oltre l’orario di lavoro. Con l’ordinanza della Cassazione, in pratica, è emersa la mancanza, nel nostro ordinamento, di una disciplina specifica sulla questione, che tra l’altro garantisse l’uniformità normativa su tutto il territorio nazionale.
Le novità approvate consentiranno di superare tutte le problematiche richiamate, nel rispetto dei principi sanciti nella Carta Costituzionale, laddove assegnano alla famiglia e alla scuola la responsabilità di educare e di istruire i giovani in un rapporto famiglia/scuola che va nella direzione di una relazione sempre più interattiva, introducendo modalità organizzative tese a favorire un maggiore coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica, investendoli così della corresponsabilità educativa. In questo quadro, l’autorizzazione dei genitori all’uscita autonoma dei minori di 14 anni da scuola costituirà il frutto del confronto responsabile, dell’accordo partecipato, della condivisione di metodologie e obiettivi tra famiglia e scuola, che devono caratterizzare il processo di crescita del minore in ambito scolastico.

 

CORSO DI PREPARAZIONE [...]

INCONTRO PROPEDEUTICO ALL'AVVIO DEL CORSO INTEGRATO DI FORMAZIONE 

La Casa Editrice EUROEDIZIONI ha organizzato un INCONTRO PROPEDEUTICO ALL'AVVIO DEL CORSO INTEGRATO DI FORMAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE AL CORSO-CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI, che  si svolgerà

il giorno  16 Dicembre 2017  alle ore 15,00 presso Liceo Classico "G. D'Annunzio,” Via Venezia, 41   PESCARA

Scarica il Programma dell'incontro dal sito di Euroedizioni www.euroedizini.it per conoscere il

dettaglio dell'articolazione dei corsi e  le modalità di partecipazione all'incontro informativo del 16 Dicembre 2017.

Si precisa che l’iscrizione all'incontro informativo gratuito dovrà essere effettuato  spedendo via mail a direttore@euroedizioni.it il modulo di iscrizione allegato

 Per informazioni SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Tel. 011.220.92.45 - 011 2264714 - 3663068345

“Scuole Belle”. [...]

Nella Legge di bilancio approvata alla Camera, figura, tra glialtri,un emendamento che riguarda il progetto “Scuole Belle”

In virtù di questo emendamento, l’acquisizione da parte delle scuole dei servizi di pulizia e degli altri servizi ausiliari, degli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici possono proseguire fino al 30 giugno 2019 con i soggetti già destinatari dei contratti e degli ordinativi di fornitura. Oltre tale data sarà attivata la convenzione prevista dal comma 3 della legge, che prevede che la Consip provveda all’espletamento delle procedure di gara tramite Convenzione quadro, che va completata entro l’anno scolastico 2019/20.

Il dispositivoriguarda le regioni in cui la Convenzione quadro Consip sia stata risolta prima del 24 aprile 2017 o non sia mai stata attivata o siano scaduti i relativi contratti. Peraltro, l’acquisizione inoltre non deve travalicare i limiti di spesa previsti dall’articolo 58 e incrementati di 64 milioni per l’anno 2017, di 192 milioni per il 2018, di 86 milioni per l’anno 2019. Gli aggiudicatari della procedura dovranno garantire il livello occupazionale esistente.

 

Ragazza critica la scuola su [...]

Per un post su Facebook, nel quale critica la scuola e la dirigente scolastica, una studentessa di 16 anni (Liceo “Quinto Orazio Flacco”” di Portici) ha avuto sette giorni di sospensione. La ragazza aveva colto l’occasione di un riconoscimento ricevuto dall’istituto a Tallin, in Estonia, dove i rappresentanti della scuola hanno partecipato alla cerimonia conclusiva del Tes Schools Awards 2017, per criticare la scuola.

«Amore per i vostri ragazzi? Senso di appartenenza? Davvero credete –ha scritto l’alunna online - che le cose vadano così in questa scuola? Presentare il Flacco in un contesto felice sui social media non lo renderà tale!». Quindi la ragazza esponeva una dura critica verso la gestione dell’istituto: «Posso provare solo vergogna e disprezzo verso chi scrive una cosa del genere senza prendere minimamente in considerazione la vera realtà di questa scuola, che ormai, per come è diventata e gestita, può solo farci mettere le mani nei capelli a tutti noi studenti. Siete dei falsi! Mai sentito alcun alunno del Flacco dire di essere felice nel contesto scolastico. E guardate che se questa scuola ha avuto fama per i propri successi, è solo ed esclusivamente grazie a noi studenti e ai pochi professori che si salvano nell’istituto».

Contro la sospensione si sono schierati molti studenti, che hanno espresso solidarietà alla ragazza, esponendo striscioni di protesta alle finestre dell’Istituto e scendendo in piazza per manifestare, ottenendo che tra studenti e professori si aprisse un dialogo sul caso.

Nel frattempo la ragazza è rientrata, ma la vicenda ha suscitato l’attenzione della direzione scolastica regionale, che ha inviato un ispettore.

Insediato il Nuovo [...]

Lunedì 27 novembre si è insediato il nuovo Osservatorio permanente per l’Inclusione.

“L’Osservatorio sarà uno spazio essenziale e molto operativo di confronto. Abbiamo chiesto ai partecipanti –ha sottolineato la Ministra Valeria Fedeli-di lavorare insieme al Ministero in questa fase di attuazione dei decreti della legge 107 del 2015. Come ho più volte ricordato i decreti attuativi rappresentano una delle parti più qualificanti della riforma. Dobbiamo lavorare insieme, ognuno per la propria parte, per consentire una attuazione rapida ed efficace delle norme che metta al centro le nostre ragazze e i nostri ragazzi”. Il Miur, in particolare, ha proposto all’Osservatorio di attivare un gruppo di lavoro per ciascuna delle deleghe della legge 107. L’Osservatorio si darà anche un regolamento interno per coordinare i due organismi nei quali si articola: Comitato Tecnico scientifico e Consulta delle Associazioni. Il regolamento sarà predisposto entro metà dicembre per consentire un veloce avvio dei gruppi di lavoro.

TUTTI I TESTI PER PREPARARSI [...]

COME PREPARARSI AL CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI 2018

Tutti i testi per prepararsi al concorso per dirigenti aggiornati con la legge 107/2015  

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DI MARTINO, LA VALUTAZIONE NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO,VALUTAZIONE ED AUTOVALUTAZIONE DEL PERSONALE, DEGLI APPRENDIMENTI,  DEI SISTEMI E PROCESSI SCOLASTICI, TORINO, 2016 € 19,00  - PAG. 253

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DIRIGERE LA SCUOLA N.8

EDITORIALE di Vittorio Venuti - Rapporto invalsi:il sud migliora, il “cheating” diminuisce. Il senso?

Il Rapporto INVALSI 2017 ha restituito la “fotografia”degli apprendimenti dei nostri studenti, dalla primaria alla secondaria di II grado: coinvolte 116.372 classi per un totale di 2.232.304 alunni. Numero indubbiamente elevato che evidenzia questa edizione delle prove Invalsi come la più partecipata tra quelle fin qui svolte.

I dati che emergono sono senz’altro importanti, se conveniamo sull’opportunità di tracciare l’andamento della scuola italiana da Nord a Sud attraverso quel che gli studenti restituiscono di quanto hanno appreso con prove studiate ad hoc e buone per i diversi livelli dei vari ordini di scuola, comunque accuratamente e scientificamente predisposte a monte di qualsiasi riferimento a questa o quella realtà: il Paese è unico, il modello di scuola è unico, gli studenti sono visti come restitutori di conoscenze apprese attorno al discrimine di una media calcolata a su base nazionale.

Alla pubblicazione del Rapporto, i titoli dei giornali, il direttore generale dell’Invalsi, Paolo Mazzoli e la stessa ministra Fedeli hanno enfatizzato un risultato che, a quanto pare, deve essere suonato come sorprendente: si riduce il divario tra Nord e Sud in matematica e italiano e si riduce anche il fenomeno del cheating (il comportamento scorretto da parte degli studenti o degli insegnanti al fine di produrre risultati positivi).

Certamente fa piacere sapere che, pur confermandosi il divario tra Nord e Sud, comunque si registri una diminuzione rispetto al 2016 e, in particolare, che tale diminuzione riguardi il punteggio medio nella preparazione nelle due discipline tra una classe e l’altra dello stesso istituto. Aspetto quest’ultimo che, come ha denunciato lo stesso Mazzoli, induce “Genitori, e talvolta gli stessi insegnanti ad esercitare pressioni di ogni genere per scegliersi la classe del figlio o dove andranno a insegnare: dalle raccomandazioni alle lusinghe quando non si arriva, in casi estremi ma che sono accaduti, alle minacce”,ciò anche per l’incapacità di parte dei dirigenti scolastici “che ancora non riesce a imporre una distribuzione equa degli alunni nelle diverse classi prime di ogni sede scolastica”.

Non entriamo nel merito delle prove, che certamente sono costruite rispettando i criteri sacri per l’elaborazione di un test, e non entriamo nel merito delle critiche che anche in ambito europeo sono state avanzate rispetto alle prove, cosiddette“obiettive”,per saggiare gli apprendimenti, ma forse è il caso di porsi una semplice domanda: il senso di tutto questo?

Del divario tra Nord e Sud si parla da anni. Fa bene l’Invalsi a rilevarlo, ma il Sud non è tutto così Sud e ci sono eccellenze anche in quelle regioni. Allora, forse si tratta di capire quali siano le ragioni della differenza tra situazioni di eccellenza e di scarsità, magari nella stessa città, e su quelle agire per quanto possibile. Allora, forse, ci si renderà conto che esistono differenze: a livello di edificio scolastico, di arredi e strumentazioni, di popolazione degli alunni, di quartiere nel quale l’istituzione si affaccia, della dotazione e formazione degli insegnanti… .

Quando si parla di dirigenti che non sanno favorire una equa distribuzione degli alunni nelle classi prime, bisognerebbe che si avesse idea di cosa si sta parlando, a meno che non ci siano test obiettivi anche in questo senso e si faccia prevalere la logica dei numeri che quantificano le persone secondo criteri obiettivi (intelligenza?).

Abbiamo più volte rilevato che non sono i test Invalsi ad essere in discussione, ma il valore prescrittivo che hanno assunto e che si è andato sempre più affermando fino a determinare ansia da prestazione negli studenti e negli insegnanti, fino a divenire strumento di valutazione anche ai fini degli esami finali e, grazie ai decreti attuativi, divenire elemento di discrimine tra ammissione e non ammissione agli esami di Stato, con ciò superando d’un balzo le competenze dei consigli di classe e dei collegi docenti.

Perplessità: Le prove Invalsi devono essere uno strumento per comprender e orientare, per valutare, oppure per giudicare?

 

Antonietta Di Martinoapre questo numero della rivista con “Age Management: gestione dell’età nei luoghi di lavoro”.Insieme al genere, questione che incide fortemente sulle pari opportunità nonché su salute e sicurezza di donne e uomini nei luoghi di lavoro (trattata nel numero 7 di “Dirigere la scuola”), un altro rischio emergente riguarda le differenze tra i lavori correlate all’età, differenze che stanno diventando sempre più rilevanti in ragione dell’invecchiamento della forza lavoro, all’interno del più generale fenomeno dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il contributo riflette sull’argomento a partire dal Rapporto sull’invecchiamento a livello mondiale pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite e Help Age International nel 2013. Particolare attenzione viene posta alla discriminazione dei lavoratori italiani in base all’età e alla situazione del personale scolastico italiano, il cui corpo docente, nel 2014, si è evidenziato come il più anziano rispetto all’area OCSE.

Giacomo Mondelliprosegue la sua riflessione sulla “Progettazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”soffermandosi su quella parte dell’Atto di Indirizzo del dirigente orientata verso la migliore promozione dei servizi amministrativi dell’istituzione scolastica, in specie soffermandosi sulla organizzazione dell’ufficio di Segreteria, quindi sulle competenze che attengono propriamente al DSGA nel più ampio quadro della collaborazione con il Dirigente scolastico.

Di forte impatto e significato è il contributo di Michela Lellasu “I nuovi docenti”,personaggi ai quali è affidata la responsabilità di promuovere la qualità del servizio attraverso una preparazione culturale e professionale adeguata, le cui competenze e attitudini devono saper corrispondere alle richieste formative avanzate dagli studenti ogni volta che si trovano a vivere e ad affrontare una fase evolutiva del proprio percorso di crescita. Non solo cultori della materia ma soprattutto persone dotate di una preparazione completa, adeguata ed efficace, dotate di abilità specifiche e capaci di innestare un insegnamento fecondo finalizzato a destare la voglia di apprendere dei ragazzi.

Dal 25 maggio del 2018 partirà la piena applicazione del “Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali”.Anna Armone illustra la guida applicativa emanata dal Garante alla Privacy, il quale ha già preannunciato che dall’autunno di quest’anno saranno emanate altre istruzioni applicative e di accompagnamento. Il contributo approfondisce in particolare i riferimenti del Regolamento che riguardano le istituzioni scolastiche statali, in quanto soggetti pubblici. Per il momento, l’analisi del regolamento, che si svolgerà in più puntate, riguarda il primo paragrafo, relativo alla liceità del trattamento, che deve trovare sempre un fondamento giuridico. Per le istituzioni scolastiche statali tale fondamento consiste nell’esercizio di pubblici poteri.

Un caso non infrequente è quello che ci propone Angelo D’Onofrio, psicologo e psicoterapeuta, in “Il caso Alberto”,un ragazzo dell’ultimo anno di liceo che non riusciva più ad affrontare compiti ed interrogazioni, fino al punto di rinunciare a presentarsi nei gironi in cui c’erano gli uni e le altre, come se ci fosse assenza di piacere per la quotidianità scolastica. Il contributo descrive il percorso analitico verso la “guarigione”,attraverso una serie di interessanti scoperte.

Del ruolo dell’intelligenza artificiale si occupa il contributo di Damiano Verdadal titolo “Uguaglianza e merito”. Lo spunto di avvio della riflessione è la decisione del governo britannico di sovvenzionare la creazione ex novo o la riconversione di istituti esistenti in grammarschool, ovvero in scuole equivalenti a medie e superiori in qualche modo d’elite, che prevedono un test d’ingresso; ciò nel desiderio di premiare il merito superando quella che viene definita l’ipocrisia di un sistema scolastico che si dipinge formalmente egualitario, ma scarsamente efficace nell’incidere su una società sempre più imperniata sul censo, sulle condizioni di partenza e di appartenenza.

L’avvocatoSilvia Giannone, trattando di“Cyberbullimso: un dramma sociale”, illustra i punti più significativi della legge 71/2017, sette articoli densi di contenuti che interessano la definizione del fenomeno, le norme sulla tutela dei minori, le linee guida e le strategie che le Istituzioni scolastiche devono adottare per prevenirlo e contrastarlo.

Uno dei punti forti della legge 107/2015 è la formazione in servizio dei docenti di ruolo, obbligatoria, permanente e strutturata. Il Miur ha elaborato allo scopo un Piano Nazionale della formazione ed ha attivato una piattaforma digitale per offrire ai docenti adeguati elementi a supporto di precise scelte formative e di aggiornamento professionale.Viviana Rossidescrive tale piattaforma in “S.O.F.I.A.: il Sistema Operativo per la Formazione e le iniziative di Aggiornamento dei docenti”.

Settembre è anche tempo di passaggio di consegne tra Dirigenti scolastici che si avvicendano alla guida delle varie scuole, una competenza che, però, non ha alcuna norma di riferimento, ma che si fonda su una prassi, al fine di circoscrivere le responsabilità relativa alla gestione. Antonio Sapiente ne traccia la procedura in “Il passaggio di gestione tra dirigenti scolastici”fornendo anche il modello di uno schema di verbale.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio, in “Il mondo dentro visto da fuori”,propone una intervista a Edoardo Albinati, docente in carcere e premio Strega 2016. L’intervista ha come centro focale l’insegnamento degli adulti in carcere.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauroci fa parte di come PISA si preoccupi anche di rilevare come gli adolescenti pensano e vivono il benessere. In “Non solo saperi e competenze cognitive per PISA. È importante anche il benessere degli studenti”vengono evidenziati gli esiti dell’indagine condotta per stabilire chi fa meglio e chi fa peggio nel rendere soddisfatti i quindicenni delle nostre scuole e che occupa un intero volume del Rapporto 2015. A che punto si troverà l’Italia nella scala che misura il benessere come soddisfazione per la propria vita?

Per la rubrica di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuticentra il suo intervento su “L’attualità ignorata di Don Milani”,al seguito dell’evento celebrativo promosso dal MIUR in occasione del 50esimo anniversario della sua morte, che, pur esaltando l’importanza pedagogica del “prete rosso”, precursore anche della scuola inclusiva, non è riuscita a focalizzarne l’attualità per ricomprenderla tra gli indirizzi del sistema d’istruzione. Don Milani continua ad essere un faro scomodo, perché fa luce sui mali della scuola che continuano ad esserci, una scuola che, nonostante i molti tentativi di riforma, non è stata in grado, né lo appare ancora adesso, di guardarsi dentro per modificarsi e dare risposte alle singolarità dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e alle loro esigenze di riconoscimento come persone e come comunità sociale.

Per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi illustra l’ordinanza n. 03008/2017, con la quale la VI Sezione del Consiglio di Stato ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della normativa di riferimento relativa al corso intensivo di formazione per l’immissione nei ruoli dei Dirigenti scolastici. X

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