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Edilizia scolastica, [...]

Edilizia scolastica, Finanziati altri 293 interventi

Il Miur rende noto che saranno 293 gli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle scuole che potranno essere finanziati con i 238 milioni di euro previsti dal decreto firmato recentemente dalla Ministra Valeria Fedeli. Si tratta di risorse che rientrano nell'ambito del Piano dei cosiddetti mutui 'BEI', i mutui agevolati per l'edilizia scolastica. Il decreto dovrà essere ora firmato dal Ministro dell'Economia e da quello delle Infrastrutture.

I 238 milioni stanziati si sommano ai 905 messi in campo nel 2015 sempre nell'ambito dei mutui BEI e spesi nel corso del 2016. I primi 905 milioni hanno consentito di finanziare 1.215 interventi, di cui 721 già conclusi. Con le economie di spesa relative al finanziamento del 2015 (200mln) sono stati autorizzati a fine 2016 altri 300 interventi che partiranno entro l'estate

Lo scorso 6 aprile il Ministero dell'Istruzione e la Struttura di Missione per l'edilizia scolastica di Palazzo Chigi hanno presentato presso la Banca europea per gli investimenti (BEI) il nuovo sistema di monitoraggio degli interventi di edilizia messo a punto per tenere sotto controllo in modo costante l'andamento dei cantieri e della spesa. Un monitoraggio ritenuto dalla BEI la migliore buona pratica a livello europeo in materia di edilizia scolastica.

 

Concorso Dirigenti [...]

Concorso Dirigenti Scolastici. Il bando potrebbe slittare ancora

Nel recente incontro tra Miur e Sindacati in ordine a diverse problematiche concernenti i dirigenti scolastici, si è anche parlato del prossimo concorso.

L’Amministrazione ha fatto sapere che il Regolamento è stato sottoposto ad alcune modifiche su richiesta di Mef e Funzione Pubblica. Nello specifico, Mef e Funzione Pubblica hanno chiesto che nel Regolamento venga disciplinato il corso-concorso con la definizione delle modalità di svolgimento. Il che potrebbe portare ad un ulteriore slittamento della pubblicazione del bando, che si prevedeva a fine aprile.

PROVA PRESELETTIVACONCORSO [...]

PROVA PRESELETTIVACONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Volume + Test on line

Rivolto ai candidati al concorso per Dirigenti Scolastici

Il testo riporta le nozioni teoriche di base, con gli ultimi aggiornamenti, per affrontare al meglio le prove preselettive.

Il volume, aggiornato con la recente legge n.107/2015 c.d. Buona Scuola  costituisce un dettagliato compendio delle materie richieste dalla prova preselettiva:

·       Area normativa delle  istituzioni scolastiche, alunni, esami, privacy, organi collegiali, disabilità, sicurezza, con particolare attenzione ai processi di riforma in atto

·       Area diritto civile ed amministrativo, responsabilità tipiche del dirigente scolastico

·       Area contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche

·       Area conduzione organizzazioni complesse, gestione  RAV e  PdM,  predisposizione e gestione del PTOF

·       Area organizzazione  ambienti di apprendimento, inclusione scolastica, innovazione digitale e processi di innovazione nella didattica

·       Area organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico

·       Area valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici

·       Area dei sistemi educativi dei paesi dell'Unione europea

 

Tutti i quiz sono offerti anche on line  per consentire l’autoapprendimento e la simulazione delle prove. 

Grazie al simulatore Test online incluso nel prezzo del volume, sarà possibile esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.

E’ possibile verificare l’organizzazione dei quiz  “gratis”collegandosi al sito www.euroedizioni,it  cliccando su  “esercitati gratis”.

I quiz, suddivisi per aree tematiche, sono stati organizzati in schede con gruppi di 25 domande, per favorire l'esercitazione e consentire piùrapidamente l'apprendimento.

Non si tratta di un software, perchénon abbiamo voluto creare problemi di installazione e di compatibilità con il sistema operativo presente nel vostro pc.

E' sufficiente collegarsi al sito www.euroedizioni.it, A ciascun cliente saràfornita una password di accesso via email.

Le domande sono proposte volutamente per aree tematiche, perchériteniamo che nella fase dell'apprendimento, sia piùopportuno che l'esercitazione avvenga su domande della stessa natura per familiarizzare con quante piùdomande possibile, potendole mettere a confronto, con il linguaggio delle domande che spesso sono simili o si differenziano per piccoli accorgimenti.

L'esercitazione in contemporanea su tutte le domande delle aree, se non èprecedute da un minimo di apprendimento, rischia il caos mentale, perchénon èpossibile ricordare le risposte a memoria.

Nei nostri quiz on line, al termine di ogni esercitazione, vengono evidenziate le domande risposte in modo non corretto. In tal modo, saràpossibile ripetere l'esercitazione e, senza perdere tempo, concentrasi solo sulle risposte date in modo non corretto.

Non solo, ma la stessa scheda, se ripetuta, le domande vengono riproposte in posizione diversa, per evitare di rispondere in automatico.           '

 

Il testo dei quiz in versione cartacea e on line viene offerto a soli 35,00 euro

Edizione 2017, pagine 650,     Venuti/Callà

Per spedizione celere con corriere SDA aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione

 

P.S. Coloro che avevano già acquistato la versione 2015 del testo possono beneficiare del corso on line aggiornato con le password già in loro possesso, se invece desiderano anche il testo cartaceo nuova versione aggiornata il costo scontato è di soli 20,00.

 

MODALITA' DI ACQUISTO

- CON LA CARTA DEL DOCENTE

Come creare il buono spesa:
accedi con il tuo Spid alla piattaforma ministeriale https://cartadeldocente.istruzione.it
clicca la voce “Crea buono” dal menu in alto a sinistra
si aprirà la schermata “Per quale tipologia di esercizio/ente?
clicca su “Fisico
scegli l’ambito “Libri e testi ( anche in formato digitale);

inserisci l’importo corrispondente  al costo dei libri 
clicca su “Crea buono”
Verrà generato un buono spesa contraddistinto da un codice.

 

Come acquistare i nostri corsi con il buono spesa:
Scaricare  il buono in PDF e  inviare  alla nostra casella  euroed@euroedizioni.it  insieme ai dati (nome, cognome, indirizzo completo ).

- oppure con pagamento diretto mediante

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

 

In tal caso, dopo aver effettuato il pagamentodovrà  trasmettere la copia della ricevuta di pagamento via mail a euroed@euroedizioni.it  Con la stessa mail, unitamente alla ricevuta di pagamento, dovrà comunicare l'indirizzo completo dove spedire i libri e una mail dove comunicare la password per l'accesso ai quiz on line.

Per ogni altra informazione di dettaglio consultare il sito www.euroedizioni.it.  Per ogni altro chiarimento o richiesta telefonare al n. 0112209245 o  inviare una email a  direttore@euroedizioni.it

MOBILITÀ. PUBBLICATA [...]

MOBILITÀ. PUBBLICATA L’ORDINANZA CON LE SCADENZE

Col numero 220, nella serata del 12 aprile è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale sulla mobilità dell’anno scolastico 2017/2018.

SCADENZE:

PERSONALE DOCENTE - Il termine iniziale per la presentazione delle domande di movimento è fissato al 13 aprile 2017 ed il termine ultimo è fissato al 6 maggio 2017".

PERSONALE EDUCATIVO - Il termine iniziale per la presentazione delle domande di movimento è fissato al 13 aprile ed il termine ultimo è fissato al 6 maggio.

PERSONALE ATA - Il termine iniziale per la presentazione delle domande di movimento è fissato al 4 maggio ed il termine ultimo è fissato al 24 maggio.

 

OPERAZIONI  PER LA PUBBLICAZIONE DEI MOVIMENTI:

a) PERSONALE DOCENTE

scuola dell’infanzia

- comunicazione delle domande di mobilità e dei posti disponibili al SIDI entro il 22 maggio 2017

- pubblicazione dei movimenti 19 giugno 2017

scuola primaria

- comunicazione delle domande di mobilità e dei posti disponibili al SIDI entro il 22 maggio 2017

- pubblicazione dei movimenti 9 giugno 2017

scuola secondaria di I grado

- comunicazione delle domande di mobilità e dei posti disponibili al SIDI entro il 15 giugno 2017

- pubblicazione dei movimenti 4 luglio 2017

scuola secondaria di II grado

comunicazionedelle domande di mobilità e dei posti disponibili  al SIDI entro il3 luglio 2017

- pubblicazione dei movimenti 20 luglio 2017

mobilità professionale verso le discipline specifiche dei Licei musicali

- comunicazione dei posti disponibili al SIDI entro il 18 maggio 2017

- pubblicazione dei movimenti 7 giugno movimenti ai sensi del comma 9 dell’art 4 del CCNI 12 giugno 2017 movimenti ai sensi del comma 10 dell’art 4 del CCNI

b) PERSONALE EDUCATIVO

-termine ultimo comunicazione all’ufficio delle domande di mobilità e dei posti disponibili 1 giugno

-pubblicazione dei movimenti 30 giugno  

c) PERSONALE A.T.A.

1 Presentazione delle domande di movimento dal 4 maggio 2017 al 24 maggio 2017 .

-comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili entro 3 luglio 2017

- pubblicazione dei movimenti 24 luglio 2017

Sull’Intesa Mobilità CISL [...]

Sull’Intesa Mobilità CISL e Gilda su posizioni opposte

CISL e GILDA commentano in maniera decisamente opposta l’Intesa sulla Mobilità appena siglata.

Per Maddalena Gissi, segretaria nazionale di Cisl Scuola, l’accordo riflette il buon clima che “si respira da qualche tempo, almeno nella scuola, un’aria un po’ diversa, e gli accordi di ieri sera ne sono chiara testimonianza. Sulla mobilità si giocano aspetti importanti del rapporto di lavoro: perdere o mantenere una sede di servizio, permettere e favorire la continuità didattica, far fronte a esigenze di carattere personale e familiare”. Stessa soddisfazione per l’accordo sulla chiamata diretta sottoscritto nella serata dell’11 aprile, segnale chiaro della riconsegna “alla contrattazione la gestione del rapporto di lavoro”.

Sul versante opposto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, che si è astenuta dal firmare il contratto “per coerenza con la posizione di intransigente contrarietà verso la chiamata diretta e agli ambiti territoriali previsti dalla legge 107/2015. I cosiddetti criteri oggettivi, cui dovrebbe attenersi il dirigente scolastico per individuare i docenti da impiegare nella propria scuola, non tengono in alcun conto l’esperienza professionale maturata nella disciplina insegnata, mentre vengono valorizzate competenze di semplice carattere organizzativo. Anche la possibilità di scegliere fino a un massimo di cinque scuole è transitoria, in quanto dal prossimo anno scolastico opererà in pieno la legge che prevede esclusivamente i trasferimenti su ambiti territoriali.Le problematiche, dunque, si riproporranno inalterate e immaginiamo già lo stato di confusione in cui si ritroveranno le scuole che dovranno provvedere alla chiamata diretta”. L’obiettivo della GILDA, ha ribadito Di meglioresta “l’urgente modifica della legge 107 con l’eliminazione di ambiti e chiamata diretta”.

INDIVIDUAZIONE PER COMPETENZE [...]

INDIVIDUAZIONE PER COMPETENZE DEI DOCENTI. ACCORDO PRELIMINARE

Insieme all’Intesa sulla mobilità del personale, è stato siglato, in via preliminare, l’accordo sulle modalità di individuazione per competenze dei docenti. Si tratta della nuova procedura di assegnazione alle scuole del personale per la copertura dei posti vacanti prevista dalla Buona Scuola. Questo è il secondo anno di attuazione. L’individuazione per competenze prevede che gli insegnanti di ruolo non siano più attribuiti alle scuole esclusivamente sulla base di anzianità e punteggi, come avveniva in passato, ma saranno sono le scuole ad individuare tra i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli più corrispondenti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.

Con l’intesa siglata si punta a valorizzare il lavoro collegiale all’interno delle istituzioni scolastiche. I requisiti per l’individuazione delle e dei docenti saranno adottati dal dirigente scolastico, previa delibera del Collegio dei docenti su proposta dello stesso dirigente. Gli insegnanti sono infatti individuati in coerenza con il Piano triennale dell’Offerta Formativa, deliberato in modo collegiale all’interno delle scuole. Una volta adottati i requisiti, i dirigenti scolastici effettueranno poi le procedure di individuazione degli insegnanti per la copertura dei posti vacanti.

MOBILITÀ. SIGLATA L’INTESA [...]

MOBILITÀ. SIGLATA L’INTESA DEFINITIVA. DOMANDE DAL 13 APRILE

L’intesa sulla mobilità è stata siglata, in via definitiva, nella serata di martedì 11 aprile e dalla giornata di giovedì le docenti e i docenti potranno fare domanda,fino al 6 maggio attraverso la piattaforma dedicata (SIDI). Per il personale ATA (Ausiliario, tecnico e amministrativo) la domanda potrà essere presentata dal 4 al 24 maggio prossimi.

La Ministra Valeria Fedeli si è dichiarata “soddisfatta” per l’intesa: “La mobilità –ha spiegato - rappresenta il primo importante tassello per l’avvio positivo del prossimo anno scolastico. L’intesa ci consente di rispettare i tempi che ci eravamo dati per far partire le operazioni. L’accordo sull’individuazione per competenze contribuisce poi a ristabilire un clima di reciproco rispetto di funzioni e ruoli e di lavoro comune per le studentesse e gli studenti, valorizzando la collaborazione fra organi collegiali e dirigenza”.

L’apposita ordinanza è resa disponibile sul sito del Ministero nella sezione relativa alla Mobilità.

Esami di Stato a.s. 2016-17. [...]

Esami di Stato a.s. 2016-17. Esempio di seconda prova scritta di ITAgrario

Il MIUR ha reso disponibile un esempio di seconda prova scritta per gli Esami di Stato, anno scolastico 2016/2017, per la materia caratterizzante per gli istituti tecnici ad indirizzo ITPT “Agraria, agroalimentare e agroindustria”, articolazione “Produzioni e trasformazione” con un tema di “Trasformazione dei prodotti”.

Decreti attuativi. FlC CGIL: [...]

Decreti attuativi. FlC CGIL: dubbi di legittimità sui testi approvati ma incompleti

Flc Cgil lamenta che, dei decreti attuativi della legge 107/15, approvati da alcuni giorni non siano stati ancora diffusi i testi.

“Si tratta di un fatto molto grave – rileva la nota dell’O. -, considerando che sono passati ben quattro giorni dal Consiglio dei Ministri che le ha approvate.

Infatti, dopo l’illustrazione alle organizzazioni sindacali delle bozze solo di alcuni testi, senza consegnarle e aver diffuso “schede tecniche”, siamo ora al paradosso delle presunte versioni definitive che circolano online senza paternità.

Come organizzazione sindacale siamo abituati a commentare solo testi ufficiali e non “veline”. Riteniamo a dir poco irrituale che ancora decreti approvati da giorni non siamo conoscibili se non attraverso “talpe” interne da cui ogni tanto si consegnano a questo o a quel giornale una notizia o l’altra.

Esiste un problema di serietàetica e professionalità– conclude la nota - ma anche in ultima istanza di responsabilità politica delle istituzioni”.

 

 

I DECRETI ATTUATIVI DELLA [...]

I DECRETI ATTUATIVI DELLA BUONA SCUOLA

 

Nell’attesa di poter esaminare i testi dei decreti attuativi, riportiamo qui di seguito la sintesi offerta dal MIUR.


I decreti approvati riguardano:

- il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;
- la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

- la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

- l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

- il diritto allo studio;

- la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

- il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

- l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

 

LE SCHEDE

Reclutamento e formazione iniziale delle e dei docentinella scuola secondaria di I e II grado

Cambia il sistema di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale che punta a: evitare che si formino nuove sacche di precariato; offrire orizzonti temporali certi e un percorso chiaro fra concorso e immissione in ruolo alle giovani e ai giovani che vogliono insegnare; garantire l’elevata qualificazione del percorso di formazione delle future e dei futuri docenti.

Oggi chi vuole diventare insegnante della scuola secondaria deve abilitarsi, dopo la laurea, attraverso un tirocinio formativo (TFA). L’abilitazione dà accesso alle graduatorie di istituto per le sole supplenze. Per entrare in ruolo, infatti, bisogna attendere e superare un concorso. Dal 1999 il primo concorso bandito in tempi recenti è stato quello del 2012 seguito, poi, da quello del 2016. Con lunghi periodi di attesa e di vuoto, senza certezze per le e gli aspiranti docenti.

Con l’approvazione del nuovo decreto, tutte le laureate e tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018
Il nuovo concorso prevede due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Le docenti e i docenti vengono valutati per tutta la durata del percorso. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo. Niente più anni di attesa nelle graduatorie dei supplenti, dunque, ma un percorso certo e definito per diventare insegnanti. 
Il decreto prevede una fase transitoria che, in prosecuzione con il Piano di assunzioni della Buona Scuola, continua ad offrire risposte al precariato storico. Saranno esaurite innanzitutto le Graduatorie ad esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Ci saranno delle procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo. Per le docenti e i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto ci sarà un concorso nel 2018 con una prova orale seguita - quando si verificherà disponibilità di posti – da un anno di servizio con una valutazione finale. I partecipanti entreranno in ruolo, dunque, dopo una ulteriore verifica in classe. Le iscritte e gli iscritti nelle terze fasce di istituto, quelli con 3 anni di servizio, potranno accedere a concorsi con uno scritto e un orale, se vincitori accederanno al percorso FIT facendo il primo e terzo anno. 

 

Inclusione delle studentesse e degli studenti con disabilità

Garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo - anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio – tutte le componenti del personale scolastico. Questo l’obiettivo del provvedimento approvato.



Insegnanti sempre più preparati: viene rivista la formazione iniziale delle e dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc a cui si accede dopo aver conseguito la laurea in Scienze della formazione primaria, comprensiva di 60 crediti sulla didattica dell’inclusione. Tutte le future e tutti i futuri docenti, anche nella secondaria, avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi. 
Coinvolgere tutto il personale nella formazione non vuol dire immaginare una riduzione delle docenti e dei docenti di sostegno, ma una maggiore partecipazione di tutte le componenti sul tema dell’inclusione, perché questa possa realizzarsi concretamente. La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà fatta, infatti, dal dirigente scolastico sulla base del Progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascuna alunna e ciascun alunno con disabilità e in coerenza con il Piano dell’inclusione di ciascuna scuola.

Il provvedimento introduce l’obbligo di tenere conto della presenza di alunne e alunni diversamente abili per l’assegnazione del personale Ata alle scuole. Nel processo di valutazione delle istituzioni scolastiche viene introdotto il livello di inclusività. Ogni scuola dovrà predisporre, nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa, un Piano specifico per l’inclusione. Vengono poi rivisti, razionalizzati e rafforzati nelle loro funzioni gli organismi che operano a livello territoriale per il supporto all’inclusione, con un maggiore coinvolgimento di famiglie e associazioni. 
Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità: ci saranno un medico legale e due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria e in neuropsichiatria infantile. Per la prima volta le e i supplenti potranno avere contratti pluriennali. In caso di un rapporto positivo con l’alunna o l’alunno e su richiesta delle famiglie le docenti e i docenti con contratto a termine potranno essere riconfermati per più anni senza passare dalle annuali trafile di assegnazione della supplenza. Viene rafforzato l’Osservatorio permanente per l’inclusione insediato al Miur. 

 

Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Un sistema di istruzione e formazione professionale che educhi le nuove generazioni al “saper fare di qualità”, consentendo una rapida transizione dal sistema educativo al mondo del lavoro. Lo prevede il decreto approvato oggi che si pone l’obiettivo di dare una chiara identità agli istituti professionali, innovare e rendere più flessibile la loro offerta formativa, superare l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettere ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali. 
I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, passano da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Si punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che le studentesse e gli studenti, attraverso un progetto formativo individuale, possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso del mondo del lavoro. Nel biennio vengono inseriti gli assi culturali, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza alle giovani e ai giovani, e si dà maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato. 

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia in relazione all’orario complessivo per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile. Gli istituti potranno, poi, avvalersi del contributo di esperti del mondo del lavoro e delle professioni e attivare partenariati per migliorare l’offerta formativa.

Conseguita la qualifica triennale, le studentesse e gli studenti potranno scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Al termine dei percorsi di istruzione professionale, in quelle che diventano vere e proprie “scuole territoriali di innovazione”, le ragazze e i ragazzi conseguono il diploma quinquennale di istruzione secondaria di II grado, grazie al quale potranno accedere agli Istituti tecnici superiori (ITS), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), in base alle loro inclinazioni e ai loro desideri.
Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte della Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019. Un tavolo coordinato dal Miur - al quale prendono parte le Regioni, gli Enti locali, le Parti Sociali, gli altri Ministeri interessati, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (Invalsi), l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (Anpal) - monitora i percorsi dell’istruzione professionale e aggiorna gli indirizzi con cadenza almeno quinquennale. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo. 

 

Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

I servizi per l’infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa. Viene istituito infatti per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Particolare attenzione verrà data alle bambine e ai bambini con disabilità. 
Attraverso la costituzione del Sistema integrato progressivamente si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. I servizi saranno organizzati all’interno di un assetto di competenze tra i diversi attori in campo (Stato, Regioni, Enti locali) chiaro ed efficiente. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali. 
Il decreto prevede un Piano di azione nazionale di attuazione che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Anche le famiglie saranno coinvolte attraverso gli organismi di rappresentanza. Sarà promossa la costituzione di Poli per l’infanzia per bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I Poli serviranno a potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico. I Poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni per la parte edilizia). Sarà prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, nell’ottica di garantire una sempre maggiore qualità del sistema. Per la prima volta sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

È prevista una specifica governance del Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca spetterà un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sarà adottato dal Governo.

 

Diritto allo studio

Una nuova governance per garantire una maggiore partecipazione delle studentesse e degli studenti e delle famiglie. La promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti. Il potenziamento della carta dello studente IoStudioOltre sessanta milioni di investimento fra borse di studio, mobilità, supporti per la didattica. Questi i principali contenuti del decreto sul Diritto allo Studio.

In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di una Conferenza Nazionale. Una novità assoluta che consentirà una governance più partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti, Consulte provinciali delle studentesse e degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 (diventano 39,7 a regime dal 2019) alla copertura di borse di studio grazie alle quali studentesse e studenti delle scuole secondarie di II grado potranno avere supporto per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Si tratta, a regime, di quasi 30 milioni in più rispetto allo stanziamento previsto dal testo iniziale, prima del passaggio parlamentare. 

Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019/2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunne e alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, a partire dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, per il comodato d’uso dalla primaria fino alle classi dell’assolvimento dell’obbligo. Supporto aggiuntivo anche per la scuola in ospedale e per l’istruzione domiciliare con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro all’anno dal 2017.

È previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche - in base all’Isee - per le studentesse e gli studenti delle quarte e delle quinte della secondaria di II grado. Si parte nell’anno scolastico 2018/2019 con le quarte. Rafforzata la Carta dello studente (IoStudio) che sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.

 

Promozione e diffusione della Cultura umanistica,arriva il Piano delle Arti

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Le studentesse e gli studenti potranno così sviluppare creatività, senso critico, capacità di innovazione attraverso la cultura e la pratica diretta delle arti e la conoscenza diretta e il rilancio del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. Ci saranno perciò risorse e personale.

Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.

 Ogni istituto potrà stabilire se articolare singoli progetti o specifici percorsi curricolari anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con soggetti del terzo settore che operano nel campo artistico e musicale.

 Tra le novità del decreto, i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di I grado (che rappresenteranno la naturale evoluzione delle scuole di I grado ad indirizzo musicale), una più omogenea diffusione dell’insegnamento dello strumento musicale anche attraverso le docenti e i docenti dell’organico dell’autonomia e l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. Promosse, inoltre, forme di collaborazione strutturata tra licei artistici, accademie di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, università, enti locali e tra licei musicali e coreutici e gli istituti superiori di studi musicali e i territori.

 Plurale è anche la governance di questo settore: oltre al Miur e al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) le attività di indirizzo e coordinamento saranno gestite dall’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori), gli Istituti del Mibact, gli istituti di cultura italiana all’estero, soggetti pubblici e privati.

Il patrimonio culturale e artistico italiano può diventare occasione di crescita per il Paese se le nuove generazioni sapranno coniugare tradizione e innovazione. Per questo motivo l’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015, potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica. 

 

Scuole italiane all’estero

Una scuola che formi cittadine e cittadini italiani anche all’estero e che diffonda e promuova il nostro patrimonio culturale fuori dai confini nazionali: è questo l’obiettivo del decreto legislativo sulle scuole italiane all’estero.

 La volontà è quella di colmare le distanze e le frammentazioni oggi esistenti fra le scuole del sistema nazionale e quelle all’estero, estendendo le innovazioni introdotte dalla Buona Scuola anche negli istituti scolastici che operano fuori dal Paese. Questo si tradurrà, per esempio, nell’istituzione dell’organico del potenziamento anche all’estero. Si tratta di 50 ulteriori insegnanti (si passa da 624 a 674), nuove risorse professionali grazie alle quali si potrà lavorare di più su musica, arte o cinema e garantire il sostegno alle alunne e agli alunni che ne hanno bisogno.

 Queste figure professionali verranno selezionate per la prima volta dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). In precedenza era il solo Maeci ad effettuare queste selezioni. È prevista per queste figure una formazione obbligatoria prima della partenza per l’estero e in servizio, così come richiesto nel territorio nazionale dopo l’entrata in vigore della Buona Scuola. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno però essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese. Questo per evitare che il personale all’estero perda contatto con il sistema di istruzione e con il Paese di riferimento.
Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale e saranno inserite nel sistema nazionale di valutazione. Sono previste maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti che promuovono e diffondono la nostra cultura nel mondo e, infine, piena trasparenza delle scuole all’estero all’interno del portale unico della scuola.

 Vengono promossi, inoltre, servizio civile e tirocini nelle istituzioni del sistema di formazione italiano nel mondo. Maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti pubblici e privati che promuovono la nostra cultura nel mondo. Viene istituita una Cabina di Regia Miur-Maeci, cui spetta il compito di riorganizzazione e coordinamento strategico del sistema. 

 

Valutazione ed Esami di Stato

Nessun cambiamento per gli Esami di Stato di quest’anno. Le novità saranno applicate nel 2018 per l’Esame del primo ciclo e nel 2019 per la Maturità. Alla primaria e alla secondaria di I grado cambia la modalità di valutazione: restano i voti, ma saranno espressione dei livelli di apprendimento raggiunti e saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Maggiore peso viene dato alla valutazione delle competenze in ‘Cittadinanza e Costituzione’, che saranno anche oggetto di colloquio anche all’Esame di Maturità. Sono alcune delle novità previste dal decreto su valutazione ed Esami di Stato.

La valutazione nel primo ciclo: il tema dell’ammissione alla classe successiva diventa parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Le attività svolte nell’ambito della disciplina trasversale ‘Cittadinanza e Costituzione’ diventano oggetto di valutazione.
Alla primaria varrà la normativa vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: viene esplicitato che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento “parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”. Le scuole dovranno attivare, anche questa è una novità, specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Per una scuola più inclusiva e capace di non lasciare solo chi resta indietro.

Nella secondaria di I grado resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. Anche alla secondaria di I grado, a differenza di quanto avviene oggi, in un’ottica di maggiore trasparenza dei voti e in linea con le esperienza di molti Paesi europei, si può essere ammessi o ammesse alla classe successiva e all’Esame finale in caso di mancata acquisizione dei necessari livelli di apprendimento in una o più discipline. In questo caso, come per la primaria, le scuole dovranno attivare percorsi di supporto per colmare le lacune. Alla fine del I ciclo viene rilasciata una apposita certificazione delle competenze oggi già sperimentata da oltre 3.000 istituzioni scolastiche.

Esame del I ciclo. Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. Oggi le prove sono cinque più il colloquio. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali. Sono previste: una prova di italiano, una di matematica, una prova sulle lingue straniere, un colloquio per accertare le competenze trasversali, comprese quelle di cittadinanza. Il test Invalsi (la prova nazionale standardizzata) resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico, non più durante l’Esame. 
Esame del II ciclo. Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione, insieme allo svolgimento della Prova nazionale Invalsi. Si viene ammessi e ammesse all’Esame con tutti sei. Fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto). L’ammissione con una insufficienza incide sul credito finale con cui si accede all’Esame. Questo non vale per il voto legato al comportamento: chi ha l’insufficienza non viene ammessa o ammesso.

L’Esame sarà composto da: prima prova scritta nazionale che accerterà la padronanza della lingua italiana, seconda prova scritta nazionale su una o più discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza. L’esito dell’Esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il decreto il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti. La Commissione resta quella attuale: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni. La prova Invalsi viene introdotta in quinta per italiano, matematica e inglese, ma si svolgerà in un periodo diverso dall’Esame.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata al termine sia della primaria sia della secondaria di I e II grado per certificare, in convenzione con enti certificatori accreditati, le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Nelle classi finali della secondaria di I e II grado la prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non influisce sul voto finale.

 

 

INDIVIDUAZIONE PER COMPETENZE DEI DOCENTI. ACCORDO PRELIMINARE

Insieme all’Intesa sulla mobilità del personale, è stato siglato, in via preliminare, l’accordo sulle modalità di individuazione per competenze dei docenti. Si tratta della nuova procedura di assegnazione alle scuole del personale per la copertura dei posti vacanti prevista dalla Buona Scuola. Questo è il secondo anno di attuazione. L’individuazione per competenze prevede che gli insegnanti di ruolo non siano più attribuiti alle scuole esclusivamente sulla base di anzianità e punteggi, come avveniva in passato, ma saranno sono le scuole ad individuare tra i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli più corrispondenti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.

Con l’intesa siglata si punta a valorizzare il lavoro collegiale all’interno delle istituzioni scolastiche. I requisiti per l’individuazione delle e dei docenti saranno adottati dal dirigente scolastico, previa delibera del Collegio dei docenti su proposta dello stesso dirigente. Gli insegnanti sono infatti individuati in coerenza con il Piano triennale dell’Offerta Formativa, deliberato in modo collegiale all’interno delle scuole. Una volta adottati i requisiti, i dirigenti scolastici effettueranno poi le procedure di individuazione degli insegnanti per la copertura dei posti vacanti.

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