Ultime notizie

Si comunica che EUROEDIZIONI organizza a Torino un corso di preparazione alla prova scritta del concorso dirigenti scolastici articolato in 11 incontri di 3 ore per complessive 33 ore di  studio su specifici quesiti a risposta aperta che verranno proposti nel corso delle lezioni sulle tematiche del concorso. Complessivamente durante lo svolgimento del corso saranno esaminati 30 quesiti  sulle specifiche competenze del dirigente scolastico.  E' prevista anche la correzione degli elaborati.  Primo incontro fissato per il 7 settembre 2018. Consultare l'allegato per le modalità di iscrizione.

Vengono offerti 38 webinar con i lucidi dei docenti  su tutte le tematiche del concorso attualizzati  su tutte le innovazioni apportate dai decreti attuativi della legge n.107/2015. I temi ed i casi trattati coprono tutti gli argomenti del concorso e sono utili ai candidati che devono sostenere la prova scritta e il colloquio diretto a verificare la preparazione professionale  e la capacità di risolvere un caso  riguardante le funzioni del dirigente scolastico

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di Rocco callà

Il testo è aggiornato con il CCNL 19 aprile 2018  e il D.L.vo n.75/2017 e comprende numerosi schemi di contrattazione. €26,00, pag 421

Questo testo nasce dall’esigenza di offrire ai dirigenti scolastici una guida operativa alla conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

Come è noto le istituzioni scolastiche con l'avvento dell'autonomia sono diventate sede di contrattazione integrativa. Il Capo d'istituto, nella sua nuova veste di Dirigente, assume la gestione e la responsabilità delle relazioni sindacali.

Il testo è aggiornato con le norme contenute nel CCNL del comparto istruzione e ricerca siglato il 19 aprile 2018  che ha modificato completamente le norme sulle relazioni sindacali contenute nel vecchio contratto, nonché con le più recenti disposizioni legislative emanate in applicazione della riforma della pubblica amministrazione, più precisamente ilD.L.vo n.74/2017 e il D.L.vo n.75/2017 con i quali sono stati apportate profonde modifiche riformandoli, sia al D.L.vo n.15072009 (Riforma Brunetta), sia al D.L.vo n.165/2001 (Testo Unico sul Pubblico impiego).

Le richiamate norme hanno apportato sostanziali modifiche alle materie di contrattazione integrativa, introducendo l’istituto del confronto sindacale per le materie che attengono alle misure inerenti la gestione del rapporto di lavoro.

Il testo si propone di offrire ai Dirigenti scolastici una guida pratica per la conduzione delle relazioni sindacali nell’ambito delle istituzioni scolastiche e l’efficace svolgimento delle operazioni di contrattazione integrativa e di confronto.

In particolare, vengono esaminati gli istituti tipici delle relazioni sindacali, vale a dire l’informazione e il confronto con i variegati aspetti del diritto di accesso delle RSU alla documentazione amministrativa e le regole sulla contrattazione integrativa d’istituto, nonché vengono esaminati gli aspetti della condotta antisindacale del Dirigente scolastico e gli strumenti di difesa davanti al giudice in caso di controversie sindacali.  Completano il testo numerosi schemi di contrattazione integrativa.

 

I temi ed i casi trattati coprono tutti gli argomenti del concorso e sono utili ai candidati che devono sostenere la prova scritta e il colloquio diretto a verificare la preparazione professionale  e la capacità di risolvere un caso  riguardante le funzioni del dirigente scolastico

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Ivana Summa, Luciano Lelli

Come prepararsi al NUOVO concorso per dirigente scolastico Volume 1°

Conduzione organizzazioni complesse, organizzazione del lavoro e gestione del personale, valutazione ed autovalutazione,  organizzazione ambienti di apprendimento, innovazione digitale della didattica, € 25,00, pag. 380

Presentazione

Il testo è rivolto agli aspiranti dirigenti scolastici e si propone di offrire le necessarie cognizioni per superare la prova scritta, costituita da quesiti a risposta aperta,  e la prova  orale del concorso.

Gli argomenti sono svolti in modo chiaro e completo e  con puntuale riferimento a quelle che sono le materie oggetto del concorso relative a ...le modalità di  conduzione di organizzazioni complesse con particolare riferimento alle istituzioni scolastiche ed educative statali”, e all' “organizzazione del lavoro e gestione del personale con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico”, nonché   "all'organizzazione degli ambienti di apprendimento con particolare riferimento all'innovazione digitale della didattica,  e alla valutazione e autovalutazione   del personale, degli apprendimenti, dei sistemi scolastici".

Antonio Di Lello

Guida alla prova scritta ed orale del concorso dirigenti scolastici € 22, pag 300

PRESENTAZIONE

 I candidati al concorso per dirigenti scolastici di cui al D.m. 3/8/2017, n.138  devono sostenere una prova scritta, rispondendo a cinque quesiti a risposta breve, ed una prova orale, sostenendo un colloquio diretto a verificare la preparazione professionale e la capacità di risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico.

 Questo testo di agile lettura espone in forma semplice e discorsiva una serie di casi pratici che il dirigente scolastico nella sua attività quotidiana può essere chiamato a risolvere e che sicuramente potranno costituire oggetto di quesito alla prova scritta o la risoluzione del caso alla prova orale.

 Ogni caso prospettato viene analizzato in tutte le sue componenti, fornendo la relativa soluzione con gli opportuni e necessari riferimenti normativi richiamati.

 Noi crediamo che questo testo possa servire come validissimo e consistente aiuto a tutti i candidati al Concorso per Dirigente Scolastico per affrontare la prova scritta ed orale, considerata la vastissima casistica di situazioni che quotidianamente si presentano e la relativa ampia e non sempre chiara normativa a cui essi sono costretti a fare riferimento.

CALLA’ - DELLEPIANE - DI MARTINO - GIANNONE

Quesiti a risposta aperta sulle materie del concorso  €30,00 pag. 320

PRESENTAZIONE

La presente guida contiene 80 temi svolti in forma sintetica ma esauriente e si propone come valido strumento per i candidati per ottimizzare la preparazione al concorso e appropriarsi del necessario bagaglio teorico-pratico e metodologico per affrontare la prova scritta.  Essa è stata realizzata in forma di "temario" sugli argomenti delle materie di esame per consentire di rispondere in modo preciso ed appropriato ai quesiti a risposta aperta previsti dla bando di concorso.

Per il  superamento della prova scritta non è sufficiente la conoscenza manualistica dell'argomento oggetto della domanda, ma occorre dimostrare:

- la capacità di sviluppare la risposta con la necessaria sinteticità ma in modo esaustivo;

-  la capacità di operare gli opportuni collegamenti con altri temi;

- la capacità d'individuare i riferimenti normativi principali e d'interpretare le norme per una loro applicazione corretta nel contesto scolastico

Gli argomenti sono presentati sotto forma di quesito rivolto al candidato e sono stati scelti dagli autori  in modo da rappresentare le varie aree oggetto delle prove del concorso, così da permettere al candidato di simulare una prova scritta spaziando nei vari campi in cui si dipanano i capitoli dell'opera.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Proponiamo, in particolare, tre testi sviluppati in forma di quesiti a risposta aperta

I temi ed i casi trattati coprono tutti gli argomenti del concorso e sono utili ai candidati che devono sostenere la prova scritta e il colloquio diretto a verificare la preparazione professionale  e la capacità di risolvere un caso  riguardante le funzioni del dirigente scolastico

·Callà, Dellepiane, Di Martino, Giannone, Guidaalla prova scritta del concorso,  86 quesiti a risposta aperta sulle materie del concorso, € 30,00 ,  pag. 320

·Di Lello, I Casi della Scuola, 48 temi sviluppati in forma di saggio breve, su questioni  specifiche che attengono alla professione del dirigente, € 22,00, pag.  300

·Lelli, Summa,  Come prepararsi al concorso per Dirigente Scolastico,  Supporto per affrontare i quesiti  a risposta aperta , € 25,00, pag. 380

I tre testi possono essere comprati anche singolarmente oppure in unica offerta  al prezzo speciale e scontato di 60,00 euro anziché 77,00 euro

N.B. Per acquisti superiori a 50,00 euro spese di spedizione incluse, diversamente aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere celere

Sta crescendo in tutta Italia una protesta dei Direttori SGA che lamentano la non considerazione del loro profilo sotto l'aspetto normativo ed economico.

il trattamento definito con il vigente contratto collettivo di lavoro prevede per loro un aumento mensile  lordo di 6,50 di indennità di  direzione, una somma veramente irrisoria.

I direttori si sentono mortificati e colpiti nella loro dignità di lavoratori al punto di decidere la restituzione allo Stato del compenso.

In allegato le motivazioni della protesta in una nota firmata dall'associazione Direttori di Enna.

Pubblicata la banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici
Si comunica che, ai sensi dell'articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva. Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall'articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.

La procedura concorsuale, a carattere nazionale e organizzata su base regionale, mira a reclutare dirigenti scolastici da immettere nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali, inclusi i centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Il numero dei posti destinati al corso di formazione nazionale è pari a 2900.

Consulta la nostra offerta in allegato per prepararsi alla prova di preselezione.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.4/2016

Editoriale di Anna Armone

Referendum costituzionale e riflessi sull’autonomia delle istituzioni scolastiche

 

Quando l’ultimo numero di questa rivista sarà pubblicato, probabilmente gli esiti referendari saranno oramai noti. Tra i punti all’esame referendario vi è la riforma del Titolo V della Costituzione, all’interno del quale l’art. 117 regola la ripartizione delle materie oggetto di competenza legislativa da parte dello Stato e delle regioni. La scuola si trova coinvolta profondamente nel processo di riforma, senza alcuna assoluta protezione derivante dall’autonomia funzionale. La dimensione di tale autonomia è sempre dipesa dall’estensione dei poteri esercitati dai soggetti della Repubblica attributari di competenze in materia di istruzione. Nella visione del legislatore costituzionale del 2001, l’istruzione avrebbe dovuto essere materia di legislazione concorrente accompagnata da un pieno esercizio delle regioni in materia di organizzazione dell’istruzione, con conseguente gestione anche degli organici di tutto il personale scolastico. La condizione per far decollare questo disegno doveva essere la realizzazione del federalismo fiscale attraverso la fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni e il trasferimento delle risorse dallo Stato alle regioni.

Di questo disegno non è stato, in pratica, realizzato nulla. L’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, in materia di autonomia finanziaria di entrata e di spesa di Regioni ed enti locali, costituisce da anni, per una molteplicità di fattori, un’opera incompiuta. Si protrae così, per le finanze degli enti territoriali, una condizione generalizzata di incertezza, legata alla fase transitoria nel corso della quale i principi costituzionali non sono in grado di esplicare pienamente i loro effetti.

Alla fase transitoria si è aggiunta l’emergenza economica e finanziaria, che ha compromesso un processo già segnato da rilevanti elementi di complessità. Le esigenze di coordinamento della finanza pubblica, derivanti sia dai vincoli europei sia da quelli nazionali, hanno inciso in profondità sul processo in corso.

Partendo dagli esiti di questo iter, si è bloccato il conseguente processo di normazione dell’istruzione da parte delle regioni (solo Emilia Romagna e Lombardia hanno legiferato in materia di istruzione). Intanto è stato avviato il processo di riforma costituzionale che ha profondamente innovato la Costituzione. Ma noi ci soffermeremo esclusivamente su quanto interessa l’istruzione. Secondo l’art. 116 del testo del 2001 oltre alle Regioni ad autonomia speciale, alle Regioni ordinarie avrebbero potuto essere attribuite con legge«rafforzata» dello Stato, previa intesa con la Regione interessata, alcune limitate competenze (giustizia di pace, istruzione, ambiente e beni culturali). Secondo il testo sottoposto a referendum sono estese le materie «differenziabili»(si aggiungono politiche sociali, politiche del lavoro e territorio), ma si condiziona la loro attribuzione al fatto che la Regione sia in condizione di equilibrio di bilancio. I cambiamenti, dunque, vanno nel senso di rafforzare i vincoli di bilancio delle Regioni e degli altri enti. È costituzionalmente prevista la definizione per legge di indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo per spese di investimento e con contestuale definizione di piani di ammortamento; e solo se per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio.

Passando all’art. 117, oggi lo Stato ha una serie di competenze «esclusive»(elencate nell’art. 117.2) e può emanare «norme di principio»nelle materie «concorrenti» (elenco nell’art. 117.3, tra cui l’istruzione). Secondo il testo sottoposto a referendum sono eliminate le materie «concorrenti», una parte delle quali transita nell’elenco delle materie «esclusive» dello Stato (spesso però limitandone la competenza a dettare «disposizioni generali e comuni»: vedi le lett. m, n, o, p, s, u dell’art. 117.2, tra le quali disposizionigenerali e comunisull’istruzione; ordinamento scolastico.

Oggi lo Stato (art. 117.2) può emanare «norme di principio» nelle materie «concorrenti»(elenco nell’art. 117.3). Secondo il testo sottoposto a referendum sono eliminate le materie «concorrenti», una parte delle quali transita nell’elenco delle materie «esclusive»dello Stato (spesso però limitandone la competenza a dettare «disposizioni generali e comuni»: vedi le lett. m, n, o, p, s, u dell’art. 117.2). La giurisprudenza costituzionale aveva già affermato in relazione alla riserva di norme generali a favore dello Stato in materia di istruzione, che queste si distinguono dai principi fondamentali per il fatto che questi ultimi trovano espressione in “norme che, nel fissare criteri, obiettivi, direttive o discipline…da un lato, non sono riconducibili a quella struttura essenziale del sistema d’istruzione che caratterizza le norme generali sull’istruzione, dall’altro necessitano, per la loro attuazione dell’intervento del legislatore regionale”.Le norme generali, invece, comprendono quelle “disposizioni statali che definiscono la struttura portante del sistema nazione di istruzione e che richiedono di essere applicate in modo necessariamente unitario e uniforme in tutto il territorio nazionale, assicurando, mediante un’offerta formativa omogenea, la sostanziale parità di trattamento tra gli utenti che fruiscono del servizio dell’istruzione (interesse primario di interesse costituzionale)”.

Inoltre, viene introdotta la «clausola di supremazia», per cui con un procedimento speciale (art. 70.4), lo Stato può legiferare anche fuori delle sue materie quando lo richieda l’interesse nazionale (art. 117.4).

Viene abrogata la competenza legislativa concorrente delle Regioni. In materia di istruzione spetta alle Regioni la potestà legislativa, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario.Nella Costituzione del 2001 la potestà legislativa concorrente delle regioni, sulla base dei principi fondamentali fissati dallo Stato, era relativa all’“istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale”.L’ambito di competenza regionale appare, nella Costituzione del 2001 certamente più ampio, nella logica di un disegno federalista. La locuzione “servizi scolastici” attiene all’esercizio puro di funzioni amministrative.

Un riflesso importante del nuovo assetto costituzionale sottoposto a referendum si prospetta a livello di relazioni interistituzionali sul territorio. Nella prospettiva costituzionale attuale, la relazione autonomie scolastiche - territorio apre ad una molteplicità di modelli partecipativi alle decisioni di policy territoriale, dipendenti dalla visione politica dei diversi territori. Lo Stato, in questo modello, assume una funzione di “vigilanza”.Non bisogna dimenticare quanto previsto dall’art. 8 del d.p.r. 98/2014 “L’Ufficio scolastico regionale vigila sul rispetto delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni, sull’attuazione degli ordinamenti scolastici, sui livelli essenziali delle prestazioni, sull’attuazione degli ordinamenti scolastici, sui livelli di efficacia dell’azione formativa e sull’osservanza degli standard programmati…”.

Nella prospettiva della riforma costituzionale del 2015, va immaginato un nuovo modello di relazioni sui territori, modello anticipato dalla l. 107/2015 e divenuto sempre più chiaro nella fase attuativa. Viene irrigidita la filiera programmatoria statale e le relazioni sul territorio vengono affidate ad una sorta di rappresentatività debole delle scuole, fatta salva la programmazione che vede la partecipazione dello Stato. Mi riferisco, in particolare, alla previsione, al c. 70 della su richiamata legge, della costituzione di reti di ambito. Tra le altre funzioni, tali aggregazioni (nate discrezionali, ma divenute via via obbligatorie) devono rapportarsi con il territorio. Sembra quasi che tali soggetti possano godere di una sorte di personalità giuridica che possa garantire la loro rappresentatività, ma non è così. L’accordo di rete non attribuisce personalità giuridica, poiché non dà luogo ad alcun soggetto, crea unicamente un vincolo rispetto alle attività da porre in essere.

In ogni caso, saranno sempre le Regioni, nonostante gli incerti esiti del quesito costituzionale, a decidere se e come far partecipare le istituzioni scolastiche, attraverso le reti di ambito, alle decisioni di policy.

Il legislatore scrive e prescrive, la realtà modella le norme sulle culture amministrative che, a loro volta, sono determinate dalla cultura di un Paese.

Veniamo al contenuto di questo ultimo numero dell’anno 2016.

Apriamo uno spazio ad una tematica“trasversale”che, con l’approvazione da parte delle Nazioni Unite dell’agenda globale per lo sviluppo sostenibile e dei relativi obiettivi, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 paesi membri dell’ONU, deve assumere un posto di rilievo nella riflessione all’interno delle istituzioni scolastiche.

 

È un programma d’azione che impegna i partecipanti a perseguire uno sviluppo sostenibile in grado di assicurare “il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”, secondo la definizione proposta nel rapporto “Our Common Future” pubblicato nel 1987. è evidente, come afferma Carmen Iuvone, che l’agenda globale per lo sviluppo sostenibile, rappresenta un impegno fondamentale per tutti i paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo e che l’educazione a queste tematiche ha un ruolo determinante. Si tratta, come spiega l’autrice, dopo l’illustrazione delle linee essenziali sulle quali dovranno essere improntati interventi di natura educativa e didattica, di una grande sfida ma anche di speranza sul futuro.

Rimaniamo sul filone della cultura ambientale per richiamare l’articolo scritto da Irene De Chiaroe che riguarda un tema di grande rilievo, il tema degli acquisti verdi della PA e i nuovi criteri ambientali negli appalti pubblici.

Parliamo di “Green Public Procurement”(GPP), letteralmente“acquisti verdi della pubblica amministrazione”,utilizzata per indicare l’insieme degli strumenti giuridici attraverso cui le istanze ambientali vengono integrate e acquistano rilevanza nelle procedure pubbliche di acquisto di beni e servizi. Secondo la definizione della Commissione Europea il GPP è “... l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”(1). In Italia dapprima con il d.lgs. 163/2006, poi con il Decreto Interministeriale di approvazione del Piano d’azione nazionale sul Green Public Procurement, D.M. 11 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell’8/5/2008), è stato delineato anche a livello nazionale un quadro di riferimento complessivo utile a facilitare l’adozione e l’implementazione di pratiche di GPP sia dal punto di vista tecnico che metodologico. Il D.Lgs. n. 50/2016 ha abrogato - a decorrere dal 19 aprile 2016 - il previgente D.Lgs. n. 163/2006, e con l’art. 34, espressamente dedicato ai “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”,ha confermato le previsioni introdotte dal “Collegato ambientale”,contemplando l’inserimento obbligatorio nei bandi di gara dei CAM che siano stati adottati dal Ministero. È facilmente comprensibile come le istituzioni scolastiche, chiamate sempre più spesso all’applicazione della normativa generale che investe le PPA, e in particolare, per quanto riguarda la materia degli appalti. “Se tutte le scuole esistenti applicassero il GPP, infatti, avremmo conseguenze visibili su larga scala: la capillarità sul territorio delle istituzioni scolastiche comporterebbe un bilancio complessivo costi-benefici decisamente favorevole in un lasso di tempo contenuto”. (2)

Adalgisa Irlandoinizia una serie di scritti sul sistema dei controlli degli atti sottoposti alla RTS. A seguito dell’entrata in vigore delle misure procedenti dall’art. 1 , commi 8 e 9 della L. n. 183/2014, inizialmente per il solo 2015, nel rispetto del vincolo di copertura finanziaria, sono stati modificati alcuni istituti oggetto di previsione del D. Lgs. n. 151/01 (Testo Unico sulla Maternità), ad ulteriore tutela dei lavoratori. In ordine all’attività di competenza relativa ai controlli della Ragioneria dello Stato, saranno esaminate, in più puntate, in questa sede le novità di regolamentazione riguardanti:

a) Congedo di Maternità.

b) Congedo Parentale.

c) Congedo per le donne vittime di violenza di genere.

d) Assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

 

Il livello di interesse non solo teorico ma anche operativo del tema, è motivato dall’importanza che riveste a livello di singola istituzione scolastica, la garanzia della legittimità degli atti. I procedimenti posti in essere in tale contesto si concludono, qualora i provvedimenti debbano essere valutati dalla RTS, con la trasmissione a tale organo, al fine dell’apposizione del visto di regolarità amministrativa e contabile.

Passiamo all’attività didattica e formativa così come è progettata e realizzata. Vanna Monducci ci offre un esemplare raffronto tra il sistema duale scuola lavoro che in Germania coinvolge, da un lato, il Ministero federale per la cultura (e le scuole), dall’altro l’economia, la ricerca e la tecnologia, in stretta collaborazione con le parti sociali rappresentate dai sindacati e dalle associazioni degli imprenditori, e un esperimento portato avanti in un istituto tecnico professionale di Imola, proprio sulla base del modello tedesco. Si tratta della prima esperienza del genere in Italia. Come dice l’autrice “La sperimentazione appena avviata necessiterà di frequenti adattamenti in itinere, per il fatto che è priva di qualsiasi esperienza pregressa a livello nazionale. L’obiettivo della sperimentazione, tuttavia, va fortemente perseguito con l’obiettivo, ripreso integralmente dal portale http://www.sistemaduale.lavoro.gov.it, di adottare misure di medio-lungo periodo per ridurre i tassi di disoccupazione, agevolare le transizioni e ridurre il divario in termini di competenze tra scuola ed impresa, … rafforzare l’asse formazione - lavoro, finalizzato alla creazione di un sistema organicamente integrato”.

Giancarlo Sacchiripercorre il lungo cammino della scuola fino alla recente l. 107 attraverso l’evoluzione dei poteri degli organi decisionali. Ne emerge un quadro che negli ultimi tempi appare regressivo negli elementi di autonomia e autodeterminazione. In particolare, l’autore fa l’esempio delle reti, le quali, da opportunità organizzativa diventano struttura amministrativa obbligatoria. Ma è la figura dirigenziale che ci appare mortificata nella sua funzione e non a causa del profilo normativo, ma dell’indeterminatezza che avvolge l’intero sistema scolastico, gli organi collegiali, la funzione docente. L’autore rintraccia nell’attuale sistema una moltitudine di aporie, di involuzioni, di contrazione di spazi decisionali che sono rimasti a livello di esclusiva previsione normativa.

La rivista apre all’innovazione didattica proprio nell’ottica dello spirito della scienza dell’amministrazione. La tecnica applicativa rende viva la disciplina. Emilia Ciampanelliespone il progetto “Progettazione trasversale di storytelling, drammatizzazione e process drama di classici della letteratura vittoriana inglese”.Esso si basa su due opere teatrali e un romanzo dell’autore anglo-irlandese, Oscar Wilde, avvalendosi di una metodologia sinergica di tecniche tratte dallo storytelling, dalla drammatizzazione e dal process drama, atta a migliorare le competenze L2, le conoscenze generali ed educative nonché l’integrazione socio-culturale di una V classe multi-etnica liceale romana, con l’ausilio di dispositivi audio-video e ICT.

La rassegna letteraria si conclude, per quest’anno, con la recensione di quattro libri che spaziano nei sentimenti. Voglio, in particolare citare Bernard Friot, Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e la vita Ed. Lapis, 2016. Tra incomprensioni, gelosie e invidie, Friot ci mostra come per gli adolescenti le parole possano avere ancora un valore e la poesia non sia poi cosi lontana dalla vita di tutti noi.

Il libro, poi, per chi volesse saggiare la propria vena poetica, ci propone un link dedicato che offre ai ragazzi la possibilità di cimentarsi, magari con l’aiuto degli insegnanti, nell’arte di Clio.

Concludiamo con la rassegna cinematografica, osservatorio privilegiato su un mondo culturale che offre di tutto e di più. Vincenzo Palermorecensisce due film, profondamente diversi, ma di grande interesse per il mondo scolastico. Detachment - Il distacco [USA 2011] REGIA Tony Kaye, è il primo film che scava nell’intimità di una determinata categoria sociale - i docenti - e degli allievi ai quali gli stessi si pongono, a causa del degrado sociale a cui sono sottoposte le periferie americane, in qualità di guida spirituale, prima che didattica.

Il secondo è un film italiano, di Piccioni che – tra lacrime appena accennate e sorrisi a mezza bocca – circoscrive all’interno di un’anonima gabbia scolastica, le tante celle dentro cui si sentono prigionieri i tre attori sociali, chi in cerca di rivincite, chi inseguendo l’ambizione di una vita e altri ancora reclusi e vinti senza possibilità di redenzione. E tuttavia, non oscurato da tragico pessimismo, Il Rosso e il bluci racconta che è ancora possibile trovare una via d’uscita dal torpore e dalla noncuranza, o forse solo un piccolo pertugio tra le sbarre di un mondo che, il più delle volte, uccide sogni e speranze di riscatto.

 

 

Buon fine anno a tutti.

X

 

 

(1) Commissione Europea, Appalti pubblici per un ambiente migliore, COM(2008) 400.

(2) T. Celestino, Il Green Public Procurement nella scuola, Il Chimico italiano, n. 1 gen/feb 2011.

 

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